“Quante cose vorrei dirti, ora che non parliamo più. È vero, te ne ho dette tante, ma con te è stato sempre così, ho avuto sempre paura di non averti detto ciò che davvero avrei voluto, o almeno non tutto. E ora che non parliamo più, vorrei dirti tanto. Vorrei dirti che mi manca la tua voce che pronunciava il mio nome, i tuoi occhi dentro i miei quando parlavamo, le tue risate, le notti passate a parlare di tante cose, a conoscere ciò che ti rendeva felice. Vorrei dirti che mi mancava litigare con te, te che dicevi di volermi far stare bene, di tenere a me, il tuo modo di domostrarmelo. Vorrei dirti che mi hai fatto male, che ti ho fatto male, e vorrei dirti che è stato un bene. Vorrei dirti che quando ti vedo non capisco nulla, che quando mi guardi in quel modo potrei correre da te e abbracciarti, anche se a te non piacciono. Vorrei dirti che manchi nelle giornate vuote che hai lasciato, nella musica dei pomeriggi in cui piove e penso a quando paragonavo i tuoi occhi al mare calmo, e tu sorridevi. E io sorridevo. Vorrei dirti che mi ammazzavi con poco, un dolore rapido, quello che arriva, colpisce, e va via immediatamente. E che lascia l'impronta, e quella non la cancelli, te la devi tenere. E io me la tenevo. Io non scappavo quando quel dolore impercettibile e distruttivo arrivava, in fondo arrivava da te. E da te non sono mai andata via. Vorrei dirti che manchi nelle risate stonate, nelle notti in cui per dimenticare mi riempio di tante cose, svuotandomi ancora di più quando poi tutto riporta a te. E sì, vorrei dirti che tutto riporta a te. Vorrei dirti che sto qua. Vorrei dirti che non fa nulla se eravamo diventati quasi “noi”, complicato, e ora invece siamo un così semplice “me” e “te”. Vorrei dirti che nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma, e quindi ciò che è stato non è distrutto. Che quel “noi” non è distrutto. E poi a me sono sempre piaciute le cose difficili, anche perché ho scelto te, la cosa più difficile del mondo. Combinazione di male e bene, di dolore e felicità, di realtà e finzione, di indifferenza e mistero. Vorrei dirti che le combinazioni mi son sempre piaciute. Vorrei dirti che stavo bene quando mi facevi male. Vorrei dirti che sto male adesso che passiamo uno accanto all'altra con lo sguardo basso e tante parole non dette. Una combinazione irrisolta. Vorrei dirti tante cose, ma non posso dirtele, adesso che non parliamo più. Adesso che non mi distruggi più. Adesso che non siamo più.”
La rileggo in continuazione, e più mi rendo conto di come la mia vita di ora, il mio presente, sia scritto in queste righe. Ti voglio bene Luca, anche se ora non parliamo più, non ci distruggiamo più, adesso che non siamo più… { fantastica, complimenti a chi l'ha scritta } ( via @iwillstaywithyou-this-isapromise)