Josef Sudek * Le monde Ă ma fenĂŞtre Jeu de Paume
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Josef Sudek * Le monde Ă ma fenĂŞtre Jeu de Paume
Happy New Year! Wishing you the merriest jolliest dreamiest warmest year ever! #2015bestnine #byebye2015 #happy2016 #2016yearofthemonkey #junejulieaugust #memyselfandi
And finally black? Black is the color that will help me to die. I'd like to paint everything black, it's a kind of incineration, a kind of wonderful agony, black has always been a play, a medium for painting and for feeling a bit of a stage-director, like creating extraordinary set-design, a ballet by BĂŠjart, I don't know, the little I've danced I've always dreamt of being a great ballerina a cross between the Bolshoi and Fred Astaire. So I'm crazy in these things too, because they don't go together, but they are inside me, and therefore I'd like to be... I'd like to be what I am... Turin, September 21, 1997 Corrado Levi - The Eclipsed Rainbow of Carol Rama
Patrick Neu - 2015 Palais de Tokyo - Paris Ailes d'abeille, noir de fumee sur verre, cristal, cire... Le cristal pour moi est a la fois coupant, lourd, fragile et transparent, me permet d'ouvrir le champ des interrogations. Crystal is, for me, simultaneously sharp, heavy, fragile and transparent, opens the way for questions.
Kim Yeun-Kyung - Sevres Memorie - Saisir - Temps Accord
Germaine Krull - Jeu De Paume - Paris
Un destin de photographe - A photographerâs journey
ÂŤâŻle vrai photographe, câest le tĂŠmoin de tous les jours, câest le reporterâŻÂť
Anish Kapoor - Versailles Bosquet de l'Etoile - Star Groove Sectional Body preparing for Monadic Singularity
Anish Kapoor - Versailles Sky Mirror - C-Curve - Dirty Corner
âJuan MuĂąoz - Double Bind & Around - The Nature of Visual Illusion - HangarBicocca #juanmunoz #milano #hangarbicocca #art #sculpture #storyteller #illusion
Le regole del gioco Studio Achille Castiglioni - Milano
Ho iniziato a costruire scatole-cassette di legno dal 1980; da subito ho preso a chiamarle stanze, cercando di sintetizzare, con questa definizione, gli intenti tridimensionali e aggregati (legati ai disegni-cornice e collage ad essi coevi dei primi anni '80) e anche scenografici, con sconfinamenti nel racconto o in qualunque intuizione che nascesse libera nel piacere del fare e del dipingere. Sono passato da allora, attraverso vari nuclei creativi paralleli alla pittura, dalle stanze di impronta fiabesca e illustrativa a quelle di invenzione ironico-concettuale, al ciclo dall'acceso cromatismo del Flauto Magico mozartiano, a quelle di evidente rigore minimale e ancora altri infiniti giochi evocativi. Gianni Baretta - Microcosmo: il gioco e l'invenzione Spaziotemporaneo Marzo Aprile 2015
Microcosmo: il gioco e l'invenzione
"Le âstanzeâ esposte qui per la prima volta sono una raccolta di immagini e di microcosmi. Il riferimento è alla cultura della storia dellâarte e dellâartista piĂš che al suo linguaggio. Le composizioni âcostruiteâ da Baretta e racchiuse nello spazio di una piccola quinta teatrale non esplorano solo la sua memoria o quella degli oggetti utilizzati, ma sono esse stesse rappresentazione narrata in tono di diario, di racconto letterario. I microcosmi di Baretta sono semplici cassette in legno che lui si costruisce in varie dimensioni e al cui interno mette in scena il gioco dellâinvenzione, delle associazioni tra la parola e il suo significato. Calembour? Sciarada? Ossimoro? Equilibrio di severa sagacia, Sonorizzazione per linee plumbee, Le boudoirde lâèveque sono alcuni dei titoli. Ironia, divertimento, maschera, feticismo. Si comprende bene guardando queste opere il rimando tra i materiali â trovati mai per caso ma in equilibrio precario, eterogenei, senza altro valore se non lâallure che assumono nellâassemblamento. Eppure non sono collages. Si potrebbero cercare paternitĂ o assonanze in Melotti, nei maestri della metafisica,e nel Giacometti surrealista o in una certa cultura visiva neo metafisica degli anni Ottanta, essendo Baretta un divoratore di immagini e un artista colto. Rachele Ferrario Spaziotemporaneo - Via Solferino 56 - Milano Marzo - Aprile 2015
Baracche e Baracchette - Michele De Lucchi Galleria Antonia Jannone - Milano "Per costruire una baracca è necessario pensare che si può fare solo a mano. Con le proprie o al massimo con quelle di qualche amico." Michele De Lucchi 10 Novembre 2014
La camicia bianca secondo me - Gianfranco Ferrè
Palazzo Reale Milano - Sala delle Cariatidi
Unâode al lusso! Quando il made in Italy era una vera eccellenza.
Baracche e Baracchette - Michele De Lucchi Galleria Antonia Jannone - Milano "Per costruire una baracca è necessario pensare che si può fare solo a mano. Con le proprie o al massimo con quelle di qualche amico." Michele De Lucchi 10 Novembre 2014
Baracche e Baracchette - Michele De Lucchi
Le mie baracche e baracchette sono fatte di legno. Tanti pezzetti di legno incollati insieme con pazienza. La pazienza è la colla. Senza, le baracche non diventano baracche. Hanno i tetti piccoli piccoli o grandi grandi. Non ci sono vie di mezzo perchÊ non esiste convenzionalità e regola compositiva. Le proporzioni sono casuali, ma mai fuori luogo. Difficile riconoscere porte e finestre che del resto non sono necessarie a priori. In una vera baracca possono essere aperte o chiuse in ogni momento è in ogni posizione. Nulla è definitivo. Nulla è immutabile. Nulla è eterno. Le baracche siamo noi. Michele De Lucchi 10 Novembre 2014