“Discendi dal gran viale e ti sovrasta un cielo azzurro estivo. Una nuvola bianca di lini rinfresca la canicola al tuo arrivo. Ci sediamo sulla solita panchina. Poi d'un tratto un soffio di vento e la tua paglia comincia a turbinare. L'afferri, ti risiedi. L'ala del grande pino marino come vela spiegata ci trascina. Vorremmo bordeggiare da questo litorale tutta la costiera, giungere in un duetto di nomi, di ricordi fino a Nervi. Ma il sole già declina, diffonde il suo lucore in raggi obliqui, dispare, torna, e la memoria di sere uguali raddoppia gli orizzonti, traduce in altri giorni quel momento fugace che scompare. Ora anche il vento tace.”
— Eugenio Montale












