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scultura ? no, scarico!
La scuola di Parigi
Il termine viene utilizzato per indicare il gruppo di artisti anche non francesi che visse e lavorò a Parigi nel periodo prima della guerra e che diedero vita al Post-impresionismo, al Cubismo, Fauvismo e successivamente altri stili compreso il Surrealismo e il Dadaismo.
Questi artisti erano accumunati da :
il fatto di vivere e lavorare a Parigi
uno spirito di sperimentazione formale
l’interesse per l’arte primitiva, la scultura negra e cicladica
l’ammirazione per l’arte di Paul Cézanne
l’estraneità a movimenti o gruppi particolari del momento
rapporti di amicizia e scambio intellettuale
un certo atteggiamento “boheme” , se non addirittura “maudit” (maledetto)
Sotto la generica sigla “Scuola di Parigi” si raccolgono alcune figure di artisti che non aderirono alle correnti che imperavano nel mondo artistico della Parigi dell’epoca, ma si alimentarono dell’atmosfera della città, da i contatti con i numerosi pittori che davano vita a fecondi dibattiti nei numerosi locali pubblici parigini.
In questi bar , si facevano le mostre, erano mostre di artisti per artisti, e da questo confrontarsi a viso aperto che nascevano le nuove idee.
Chi influenza chi ?
Cose d’artisti , il mercato con i suoi xxxxxxxxxx attendeva fuori !
LamusaRauKa è a Pesaro .... ma inizia con la P come Parigi ......... bè meglio di niente!!
francesco selvi
alcuni collage per sette giorni dal 29 maggio
estetica differenziata
nuove foto
judith scott .
ESTETICA DIFFERENZIATA
ovvero le strade del progresso sono infinite
tutti sono invitati a partecipare inviando o portando le foto a
LamusaRauKa via Cavour 15 pesaro
AUGUST WALLA : LA SUA CAMERA ALLA CASA GUGGING
Adolf Wolfli, Untitled Drawing 1912-1913
Daniel Johnston's song Devil Town performed by Bright Eyes
DEVIL TOWN Daniel Jonston
Vivevo nella città del diavolo
Ma non sapevo che lo fosse.
Oh Signore, questa cosa mi demoralizza.
Tutti i miei amici erano vampiri
e io non lo sapevo che lo fossero.
Alla fine diventai un vampiro anch’io
In questa città del diavolo.
I was living in a devil town
I didn't know it was a devil town
Oh lord it really brings me down about the devil town
All my friends were vampires
I didn't know they were vampires
It turns out I was a vampire myself in the devil town
I was living in a devil town
I didn't know it was a devil town
Oh lord it really brings me down about the devil town
All my friends were vampires
I didn't know they were vampires
It turns out I was a vampire myself in the devil town
I was living in a devil town
I didn't know it was a devil town
Oh lord it really brings me down about the devil town
About the devil town
I was living in a devil town
I didn't know it was a devil town
Oh lord it really brings me down about the devil town DEVIL TOWN
daniel johnston hi, how are you !
GIOVANNI BOSCO
autore : G.G.
grezzo
Aprendo questo luogo, ci siamo (forse non subito, ma velocemente) resi conto che dovevamo annullare i parametri di valutazione, rispetto alle produzioni con le quali ci si proponeva d'incontrarsi ma anche il non avere parametri di valutazione ci raccapricciava, ripensando a quei luoghi dove l'assenza di un criterio genera una tale tristezza e banalità da far rimpiangere i posti dove con chiarezza e progettualità si usa il criterio "vende: è bravo, costa molto: è bravissimo".
«Il disegno come esperienza e occupazione letteraria mi libera dal bisogno di parlare e di scrivere. Lo scrivere è un mestiere talmente orribile, talmente difficile... Anche la pittura e la scultura sono altrettanto difficili e complicate e per me sarebbero una perdita di tempo. C'è nella pittura e nella scultura un compiacimento, un narcisismo, un modo di perdere tempo attraverso un piacere che evita la vera essenza delle cose, l'idea pura; mentre il disegno è la più rigorosa, la meno narcisistica delle espressioni. »
(Saul Steinberg, intervista di Sergio Zavoli, 1967)