ojovivo
styofa doing anything
Three Goblin Art

pixel skylines
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
No title available
noise dept.

Discoholic 🪩
AnasAbdin
sheepfilms
Today's Document
RMH
Keni

Andulka
One Nice Bug Per Day
tumblr dot com
Monterey Bay Aquarium
Alisa U Zemlji Chuda
NASA
Sade Olutola

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Germany

seen from Australia

seen from Argentina

seen from Algeria

seen from South Korea

seen from Malaysia

seen from Saudi Arabia
seen from Singapore
seen from United States
seen from Malaysia

seen from Indonesia

seen from India

seen from India

seen from Germany
seen from Czechia

seen from Italy
seen from Malaysia

seen from United States
@lapace
Dove va a finire l'amore,
dove va
quando si perde,
e dove andiamo noi
quando ci lasciamo le mani.
©b.b.s
Ci manchi, non è vero che la vita
continua con le stesse belle cose,
ci sono quelle che rendevi belle
irrimediabilmente solo tu.
C'è stato un pomeriggio in cui tua madre ti ha pettinato i capelli, e nessuno dei due sapeva che era l'ultima.
C'è stata una sera in cui ti sei addormentato con la testa sulla spalla di tuo padre, mentre ascoltavi quel respiro lento, che sapeva di stanchezza. Lo stavi sentendo per l'ultima volta senza saperlo.
C'è stato un compleanno in cui hai spento le candeline circondato da facce che oggi non si parlano più, e ridevate tutti insieme per l'ultima volta, senza nessuno che alzasse il bicchiere a fermare quel minuto.
C'è stato un viaggio in automobile con il finestrino abbassato, una canzone alla radio, e accanto a te c'era una persona che adesso non risponde più al telefono. Quella canzone, ogni tanto, l'ascolti ancora dentro l'auto, anche se i finestrini sono chiusi perché c'è la climatizzazione.
C'è stato un letto in cui ti sei svegliato abbracciato a qualcuno per l'ultima volta, e quella mattina hai pensato solo che era tardi, che dovevi correre.
C'è stato un nonno che ti ha raccontato una storia che avevi già sentito mille volte, e tu hai fatto finta di ascoltare guardando sbuffando dentro di te. Era l'ultima volta che te la raccontava. Adesso pagheresti per risentirla, parola per parola, anche quella parte noiosa che saltavi sempre.
C'è stata un pranzo della domenica con tutti seduti intorno al tavolo, le voci sovrapposte, qualcuno che si complimentava per come era cucinato il cibo. Era l'ultima domenica che eravate tutti vivi, tutti insieme, tutti ancora capaci di volersi bene male.
E poi c'è una cosa che non ti dicono mai.
Che mentre leggi queste righe, in questo preciso momento, stai vivendo l'ultima volta di qualcosa. Non sai cosa. Forse è l'ultima volta che saluti qualcuno che non rivedrai più. Forse è l'ultima volta che una certa persona ti scrive buongiorno. Forse è l'ultima volta che il tuo cane ti aspetta dietro la porta.
La vita non ci avvisa quando qualcosa non accadrà più. Quel qualcosa non accadrà più e basta, in silenzio, mentre noi siamo distratti a lamentarci della vita stessa.
L'unica cosa che possiamo fare è alzare gli occhi adesso. Guardare chi ci sta intorno. E trattare ogni gesto ordinario come se qualcuno, tra qualche anno, fosse disposto a dare tutto quello che ha per riviverlo una volta sola.
In Molise c'è una città romana intera. Ci entri gratis e sei solo.
Forum, teatro, terme, basilica, mura con 35 torri. Non un rudere, non una fondamenta: una città. Quasi completa, quasi intatta, quasi deserta.
Si chiama Saepinum, e sorge a pochi chilometri da Sepino, in provincia di Campobasso. Gli archeologi la chiamano la piccola Pompei del Centro-Sud — non per piaggeria, ma perché il paragone regge davvero
Il sito è rimasto sepolto abbastanza a lungo da conservarsi. Le mura augustee cingono ancora l'intero perimetro. Il decumano è ancora lì, selciato, percorribile. Il teatro guarda ancora la stessa collina. Il macellum — il mercato romano — ha ancora le botteghe intorno all'area centrale esagonale.
Eppure nel 2016, in tutto l'anno, Saepinum ha ricevuto 13.407 visitatori.
Pompei, nello stesso periodo, ne accoglieva quella cifra in una singola mattinata. In alcuni weekend di punta, in meno di due ore.
Aspetta. Perché questo dato è ancora più assurdo se ci aggiungi una cosa: fino al 2024, l'ingresso era gratuito. Zero euro. Nessuna prenotazione, nessun tornello, nessuna fila. Parcheggio libero fuori dalle mura. Ci si presentava e si entrava — praticamente da soli — in una delle città romane meglio conservate d'Italia.
Non c'è un problema di qualità. Il sito è gestito dal Ministero della Cultura, classificato come Parco Archeologico di rilevante interesse nazionale. C'è persino un museo annesso al teatro con i reperti originali.
C'è un problema di posizione: il Molise non esiste nella mappa mentale del turismo italiano. Non ha un aeroporto da cui atterri per caso, non ha un brand, non ha un aggancio pop. Ha 300.000 abitanti, è la regione più piccola d'Italia dopo la Valle d'Aosta, e viene attraversata solo da chi deve andare da qualche altra parte.
Il risultato è che Saepinum resta lì — forum, teatro, terme, 35 torri, tutto al suo posto — mentre ogni anno milioni di persone fanno la fila per vedere rovine meno conservate altrove.
Una città romana quasi intatta, in Italia, praticamente senza turisti. Il problema non è che non esiste — è che nessuno sa dove cercarla.
In breve:
Saepinum (Sepino, Molise) è una città romana quasi intatta con forum, teatro, terme, basilica e 35 torri
Nel 2016 ha ricevuto 13.407 visitatori in tutto l'anno — meno di quanti Pompei ne accoglie in una mattinata
L'ingresso era gratuito, senza file né prenotazioni: ci si entrava praticamente da soli