“II filo strappato può essere riannodato. Ora tiene di nuovo. Ma è strappato! Forse ci rivedremo, Ma là dove m’hai voluto lasciare. Là mai mi potrai trovare.”
— Bertolt Brecht (1898 – 1956)
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“II filo strappato può essere riannodato. Ora tiene di nuovo. Ma è strappato! Forse ci rivedremo, Ma là dove m’hai voluto lasciare. Là mai mi potrai trovare.”
— Bertolt Brecht (1898 – 1956)
Se i Dinosauri cercavano di ristabilire il loro dominio con invasioni e stragi, era segno che non avevano imparato niente dall'esperienza, che erano sopravvissuti solo per errore.
Cosmicomiche di Italo Calvino
Dunque la situazione era questa: il segno serviva a segnare un punto, ma nello stesso tempo segnava che lì c'era un segno, cosa ancora più importante perché di punti ce n'erano tanti mentre di segni c'era solo quello, e nello stesso tempo il segno era il mio segno, il segno di me, perché era l'unico segno che io avessi mai fatto e io ero l'unico che avesse mai fatto segni. Era come un nome, il nome di quel punto, e anche il mio nome che io avevo segnato su quel punto, insomma era l'unico nome disponibile per tutto ciò che richiedeva un nome.
Cosmicomiche di Italo Calvino
Uno struggimento, mi prese, non di fare qualcosa di speciale, che non sarebbe stato il caso, sapendo che non c'era proprio niente di speciale da fare, e di non speciale nemmeno, ma in qualche modo di rispondere a quella vibrazione con una vibrazione corrispondete, o per meglio dire: una vibrazione mia personale, perché lì sì che risultava qualcosa che non era esattamente la stessa dell'altra, cioè adesso voi potete dire una cosa degli ormoni ma per me era davvero molto bello.
Cosmicomiche di Italo Calvino
L'ultima visione di quella vita fu l'incandescenza di un libro, o di una scatola, diventato completamente vuoto e trasparente. E questa, io credo, è la cosa: non l'angoscia grossolana della morte fisica, ma gli incomparabili tormenti della misteriosa manovra mentale necessaria per passare da uno stato di esistenza a un altro. Bisogna andarci, vede figliolo, piano.
Cose Trasparenti di V. Nabokov
A un certo momento ho avuto un compagno di cella che era un mostro - per un anno intero. Se fossi poeta (ma sono soltanto un correttore di bozze) le descriverei la natura celestiale della reclusione solitaria, la beatitudine di un gabinetto immacolato, la libertà del pensiero nel carcere ideale.
Cose Trasparenti di V. Nabokov
Nel muro si apriva un cancello che conduceva a una colonia o a una scuola; si sentivano grida di bambini che giocavano e un volano sorvolò il muro e cadde ai piedi di Hugh. Lo ignorò, non essendo tipo da raccattare oggetti per gli stranieri - un guanto, una moneta che rotola.
Cose Trasparenti di V. Nabokov
Mi chieda che cosa sono capace di fare, non che cosa faccio, adorabile fanciulla, spendida scia del sole attraverso un nero tessuto semitrasparente. Sono capace di imparare a memoria una pagina intera dell'elenco telefonico in tre minuti, ma incapace di ricordare il mio numero. Sono capace di comporre frammenti di poesie nuovi e strani come tu lo sei, o come qualsiasi cosa una persona potrebbe scrivere fra trecento anni, ma non ho mai pubblicato un solo brano in versi salvo qualche sciocchezza giovanile all'università. Sui campi della scuola di mio padre ho perfezionato una micidiale risposta al servizio - un drive tagliato e aderente al suolo - ma rimango senza fiato dopo solo un game. Servendomi di inchiostro e acquerello sono capace di dipingere un paesaggio lacustre di insuperabile traslucidità, con i riflessi di tutte le montagne del paradiso, ma non so disegnare un battello o un ponte o la sagoma del panico umano nelle finestre infuocate di una villa di Plam. Ho insegnato francese nelle scuole americane, ma non sono mai riuscito a liberarmi dell'accento canadese di mia madre, benchè lo senta benissimo quando sussurro parole francesi. Ouvre ta robe, Déjanire, che io possa salire sur mon bûcher. Sono capace di levitare a due centimetri da terra per dieci secondi interi, ma non so arrampicarmi su un melo. Sono dottore in filosofia, ma ignoro il tedesco. Mi sono innamorato di te, ma non prenderò alcuna iniziativa. In breve, sono un genio sotto tutti gli aspetti.
Cose Trasparenti di V. Nabokov
Forse, se il futuro esistesse in modo concreto e individuale, come qualcosa che può essere percepito da un cervello superiore, il passato non sarebbe così seducente: le sue esigenze risulterebbero controbilanciate da quelle del futuro. ... Ma il futuro non possiede questa realtà (contrariamente al passato rivisto nel ricordo e al presente percepito); il futuro non è che una figura retorica, un fantasma del pensiero.
Cose Trasparenti di V. Nabokov
(via https://soundcloud.com/ilsuonodeilumine/sets/lumine-ep?utm_source=soundcloud&utm_campaign=share&utm_medium=tumblr)
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Devendra & Ana