22 anni Ci sono persone e persone. E poi ci sono io. Estremamente timida, e allo stesso tempo estremamente sfacciata. Minuta e per niente appariscente. Odio stare al centro dall’attenzione, ma soffro se qualcuno non mi considera. Conosco tutti, ma nessuno conosce me. A volte penso di essere io il problema, tutti sono così diversi da me, non ho niente in comune con loro. Sono il tipo di ragazza che non basta, non sono mai la prima scelta, e di solito non sono nemmeno scelta. Se qualcuno mi è vicino è solo per avere qualcosa in cambio. Sono sempre disposta ad aiutare tutti, mi piace rendermi utile, ma questo mi porta ad essere considerata una brava persona. E io non lo sono. Non capisco come il mio desiderio di aiutare gli altri possa sopravvivere al mio egoismo e al mio orgoglio. Odio la verità, odio tutto ciò che possa ferirmi, anche se ne sono completamente attratta. Forse è per questo che cerco di convincermi di non sapere perché le persone si allontanano. Preferisco mentirmi e vedere gli altri come mostri pur di avere una bella concezione di me. Credo di essere una manipolatrice, ma è solo un’idea, non ne ho ancora avuto la conferma ed è presto per riuscire ad ottenerla. Tutto ciò che amo è lui. Il suo profumo, il suoi occhi, le sue espressioni, le sue labbra. Tutto. Persino il suo trattarmi male mi piace, forse perché credo di meritarlo, in fondo. Sinceramente, come può una persona, o meglio, un mostro come me meritare amore? Ma alla fine così male forse non sono, o non ero almeno. Ho sempre dato tutto alle persone a cui tenevo. Forse anche troppo. Sono sempre stata accanto ai miei amici nel momento del bisogno, anche se loro non lo erano quando ero io ad averne. Ho imparato in fretta a rialzarmi da sola, con la consapevolezza che non avrei avuto sempre qualcuno su cui contare. No, in fondo, non sono così cattiva, ho solo creato una barriera in torno a me, per proteggermi, e chiedo scusa a tutti per il male che ho causato.
Ho sempre cercato, forse bramato, anche io quel tipo di amicizia che ti lega indissolubilmente ad un’altra persona, che ti faccia sentire speciale, almeno per una persona.
A volte ho creduto di averla trovata. Mi sbagliavo, alla fine si rivelava sempre la solita fregatura. Non sono mai riuscita a creare un rapporto così potente; l’unica conclusione è che ad essere sbagliata sono io.
Un giorno imparerò ad apprezzarmi, a guardarmi allo specchio senza provare quel nodo allo stomaco.
Un giorno riuscirò a non sentirmi un’estranea nel mio stesso corpo.
“Il rimpianto di ciò che fu, e l'ansia di ciò che non è ancora, e il sottile tormento del dubbio, e l'ebrezza folle del sogno, tutte le cose belle e perfide di cui noi poeti si vive e ci s'avvelena.”
— Amalia Guglielminetti, in una lettera a Guido Gozzano (Torino, 13 aprile 1907)