La lotta più grande è amare se stessi.
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La lotta più grande è amare se stessi.
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E lo amo, e forse mi amo anche io un po' di più. E forse, capisco che stavo solo aspettando qualcuno che mi guardasse con quegli occhi pieni d'amore che ha lui. Quando mi guarda al mattino, con i capelli tutti scompigliati, le occhiaie per il troppo studio, e senza trucco, e mi dice che sono bellissima. A volte non capisco davvero come possa essere possibile, anche se mi guardo allo specchio e c'è qualcosa di nuovo nei miei occhi. Se penso a me un anno fa, era solo dolore. Dolore verso coloro che mi avevano lasciata sola, senza voltarsi indietro, e dolore verso di me, per tutte le volte che mi ero preclusa delle opportunità perché non mi sentivo mai abbastanza. Ed eccomi qui oggi, una persona completamente nuova. Ma con quella consapevolezza negli occhi che dice "ho sofferto, ma sono andata avanti". E anche la felicità ha un altro sapere. I suoi baci, sanno di mare, di inverno, sanno d'amore. E forse anche un po' di me, che gli sto dando tutto l'amore che ho.
I moved here to start something to build a new life, you don’t know me; not really! You don’t know where I’ve been or what I’ve had to overcome, because you have never had to. You never lost the love of your life. You have never cried over the body of the person you love most in this world! You …. Don’t know how that messes a person up. You have never had to claw your way back from that. But I have; I’m still trying to pull myself together & I’m doing the very best that I can. So until you have done that, Until you’ve had to walk in my shoes; I need you to cut me some slack… And back the hell off.
~ Amelia Shepherd
Ho conosciuto un ragazzo, circa cinque mesi fa. Ero ferita, affranta, arrabbiata con il mondo per tutte le volte in cui mi aveva buttato a terra, senza darmi la forza di rialzarmi. Ero delusa, e avevo deciso che non avrei mai più dato nemmeno un pezzo del mio cuore, del mio essere semplicemente me stessa a qualcuno. Avevo deciso che non mi sarei più lasciata trasportare dalle emozioni perché sapevo cosa volesse dire star male da non respirare per la mancanza di qualcuno che era fondamentale nella tua vita, e avevo promesso a me stessa che niente di tutto ciò sarebbe più accaduto. Invece, un ragazzo che conoscevo e che non avevo mai considerato veramente un giorno mi ha parlato, e abbiamo iniziato a scriverci. Quando iniziavo una cosa del genere, avevo sempre la sensazione che sarebbe finita presto, anche se mi immaginavo per avidità il “poi”. Non era mai accaduto che questo poi si concretizzasse. Mai. Quindi, razionalmente avrei dovuto pensare che anche stavolta tutto sarebbe andato come sempre, invece avevo questa sensazione positiva dentro di me e non capivo perché. Non c’era niente di sicuro, in fondo. Avevo ragione. Un giorno mi ha abbracciata, quasi per gioco, e mi sono spaventata quasi all’emozione che ho sentito per quel semplice gesto. Lasciadomi dietro il passato infatti, avevo ormai capito che certe cose,emozioni,momenti che avevo vissuto, non sarebbero mai più tornati, e me n’ero fatta una ragione. Invece quell’abbraccio ha stravolto completamente il mio mondo, come lui del resto. Ho sentito un brivido che mi correva lungo la schiena, e mi sono sentita a casa tra le sue braccia come non accadeva da tempo. Lui ha cambiato la mia vita. Stare con lui, ha cambiato il mio modo di vedere le cose, e il mio modo di pensare. Non lo ringrazierò mai abbastanza per quel suo sguardo che cambia quando mi guarda, perché mi vede veramente per come sono. Più di tutto però, mi ha fatto iniziare ad apprezzarmi davvero, cosa che ha creato la mia ferita più grande e che mi ha reso la persona insicura e timida che sono. In un secondo, rivedo come tante foto stampate nella mia mente ogni momento passato insieme. Il primo bacio, quanto mi sembrava strano e bellissimo il suo viso quando era così vicino al mio. I brividi quando mi prende la mano davanti alla gente, quando mi abbraccia, quando mi guarda con quei suoi occhi pieni d’amore. Il risvegliarmi al suo fianco quando dormo a casa sua, i baci dati sotto il suo palazzo e sotto le coperte. I suoi arrivi alla stazione, mentre cammina veloce accorgendosi che sono lì ad aspettarlo e lascia andare la valigia per baciarmi, lì davanti a tutti, perché ci siamo mancati sempre di più della volta precedente. I “ti amo” urlati perché ce lo sentiamo dentro, e quelli sussurrati nell’orecchio. I nostri sguardi che si incontrano ed esprimono così tante parole. Quel suo sorriso particolare che vuol dire cose che solo noi sappiamo. E le sue mani, così forti ma allo stesso tempo gentili, le sue braccia dentro le quali mi sento protetta. Come quando mi addormento abbracciata a lui e non faccio mai brutti sogni. I suoi messaggi teneri che si vede che vengono dal cuore, le sue chiamate quando è lontano e i regali inaspettati. Noi due abbracciati mentre lui gioca alla play. Le risate, i momenti passati insieme, le paure e le ansie condivise, e l’amore. Tanto amore. Un anno fa, non avrei mai pensato e nemmeno immaginato di potermi meritare una persona del genere, che ogni giorno mi regala qualcosa di più e che mi ha amata ancora prima che io riuscissi ad amarmi per quello che sono. Una persona che ha visto tutti i miei difetti, ha visto il mio lato più oscuro dove ci sono ferite aperte che non si sono ancora rimarginate, e invece di andarsene mi ha stretto più forte. “C’è una crepa in ogni cosa, ma è da lì che entra la luce”.
Baciala così, all’improvviso senza che si accorga di nulla e falle venire il sorriso.
(via fottetevitutti-conaffetto)
Ci riesco sempre…
(via smoke-weed-everyday88)
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E in un attimo vado indietro con la mente a nove anni fa. Ricordo tutto di quel momento, stampato come una fotografia nella mia mente. Era stata una bella giornata, anche se non soleggiata. Facevo la seconda media ed ero tornata tutta felice dall'allenamento di pallavolo. Ricordo che ero particolarmente emozionata e contenta, forse perché sentivo di aver dato il meglio di me durante quelle due ore di puro sport. Entrando in casa, avevo notato che mia madre parlava sommessamente al telefono con qualcuno ma ero andata dritta a farmi la doccia. Volevo assolutamente raccontarle la mia giornata in modo che giossimo insieme dei miei piccoli obiettivi raggiunti. Solo che, una volta arrivata in sala con il mio bel sorriso stampato in faccia, ho guardato negli occhi di mia madre e ho capito che qualcosa non andava. Lei, sempre sorridente e positiva, stava piangendo. Non ricordavo l'ultima volta che l'avevo visto piangere, e mi sono preoccupata. Poi lei, mi ha detto gentilmente di sedermi sul divano accanto a lei, facendo segno con la mano. Mi ero seduta titubante, del tutto ignara che quello che stava per dirmi avrebbe stravolto completamente tutto il mio piccolo mondo. Con parole gentili, e quasi a bassa voce, mi ha detto che Giacomo non c'era più, che aveva fatto un incidente e che era in cielo. Nonostante sapessi benissimo cosa significasse morire, le sono stata molto grata per aver usato questa metafora, perché era troppo da sostenere. All'inizio non ci volevo credere, ero disorientata e impaurita e non capivo come potesse essere successo. Poi ho pensato all'ultima volta in cui ci eravamo visti. Due giorni prima eravamo in oratorio a giocare a nomi, città, cose e poi, tutto a un tratto, buio. Nove anni dopo, posso dire che Giacomo ha rappresentato una parte fondamentale della mia vita. Lui è parte di me, di quello che ho passato e di quello che sono oggi. Se penso a tutte le volte che mi sono sentita sola, persa, sconfitta so che ho sempre trovato rifiugio nelle sue braccia che non erano del tutto immaginarie. E' sempre stato quel fattore in più che dentro la mia testa mi spingeva a essere me stessa, e non quello che gli altri volevano diventassi. E' una sensazione. E' la brezza che ti culla, è il sole durante l'inverno, è l'acquazzone che cade d'estate, ma soprattutto è l'arcobaleno che esce dopo, lasciando tutti a bocca aperta e con il naso all'insù. Oggi, nove anni dopo, ti dico grazie Giacomo. Grazie perché non sarei la persona che sono oggi senza quei momenti in cui ho trovato conforto nel potermi appoggiare a te ogni volta che mi sentivo cadere. Ti voglio bene, tanto.
Credo di essermi innamorata di lui dal primo momento. Non saprei spiegare il perchè. Chi lo sa. A volte accade: quando gli occhi di una persona non si limitano a guardarti, ma ti assorbono, ti introducono in un tunnel dove puoi soltanto abbracciarti alla vertigine.
Sorridicazzo (via sorridicazzo)
"Eravamo insieme, tutto il resto l’ho scordato."
- Walt Whitman.
Ricordati di sognare .
Non credeva di essere bella, ma a volte si piaceva. Magari per un solo giorno, un’ora o dieci minuti, si piaceva davvero. Forse era quella luce, o il vento, o il mare, o semplicemente era il fatto di sentire che era al posto giusto, al momento giusto. Succedeva raramente, ma quando accadeva, le brillavano gli occhi come stelle, e tutto pareva possibile.
Sognatricesenzali (via sognatricesenzali)
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(via occhi-di-chi-ha-pianto)
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"Chissà che magnifico sorriso devo avere mentre sono al tuo fianco."