Tempo02
Divergenze
Assenze
Chiamale come vuoi
Ma hanno un nome
Come me
Che a volte esisto
E a volte no

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Tempo02
Divergenze
Assenze
Chiamale come vuoi
Ma hanno un nome
Come me
Che a volte esisto
E a volte no
Tempo01
Tergiversare
Non è più amare
Che vuoi fare?
Non mi è strano pensare
Che adesso vuoi andare
via
Ferite aperte.01
Le mancanze Le assenze Le stanze Vuote Ma l’amaro mi scuote Mi percuote, mi corrode Volevo assaggiare Respirare, consumare Meritare quest’aria di felicità Che sembra evitarmi Agitarmi, toccarmi Che sembra sussurrarmi ‘‘Non mi avrai mai’‘
Manuale Distruzione 026.
L'amore è un filtro, un paio di occhiali che protegge dagli effetti negativi del sole. Una lente che rende tutto bello accomodando i colori per renderli delicati o vividi. Non vediamo mai realmente chi amiamo, perchè passa attraverso questi piccoli schermi d'amore. Quando i sentimenti cambiano si dice di non riconoscere più la persona perchè non la si è mai conosciuta davvero. L'amore infatti è un gioco: vince chi partecipa. Lenti colorate e uno zaino di illusioni in spalla. L'amore è un bellissimo inganno. Un regalo che non si può sostituire o cambiare. Una musica che non stanca mai finchè non diventa insopportabile alle orecchie del cuore. L'amore è un bambino, uno di quei bambini che misteriosamente sa tutto della vita pur non sapendo niente
Manuale Distruzione 025.
Io tifo Amore. Non come farebbe un sognatore, ma come farebbe uno sportivo. Tifo anche in panchina, anche se questo sport ti rompe le ossa. Se qualcuno della mia squadra fa goal mi alzo in piedi ed urlo perchè sono felice, perchè sono un tifoso. "Dai! Tifa odio!" Mi hanno proposto più volte; "Lui vince spesso! Amore è da sfigati, si sa." Io ho risposto "No, Odio vince perchè usa mezzi discutibili e poi è raccomandato dai cinici." Sul dizionario, alla voce "tifoso", leggo come prima nota "malato di Tifo, di natura infettiva, caratterizzato da febbre alta, offuscamento della coscienza, delirio, disturbi sensoriali." Beh, non è forse così che vi fa sentire Amore? Come seconda definizione leggo: "Sostenitore di un campione." E infatti io tifo per chi si allena da tutta una vita, per chi sa perdere e sceglie di giocare ancora, perchè ama l'odore del campo, il sapore del fango quando si corre dietro a un sentimento sotto la pioggia e magari si scivola a un metro dalla porta e ahimè, si cade. Io tifo Amore perchè tifosi d'amore si nasce.
MANUALE DISTRUZIONE 024.
|| 03.27 AM || Avrei voluto dormire. Mente spenta, sotto le coperte, ormai la conosco, so quando è stanca. Quando lei va, allora vado anche io. La tristezza invece, beh.. Quella no. In caso ti da un bacio velenoso la mattina, appena apri gli occhi. Avrei voluto dormire e poi invece un vortice. C'eri tu ed avevi in mano lo scettro del potere, quello che decide che " basta, non si dorme più! " Perchè sei nei miei pensieri e maledetta sia la notte ed il suo desiderio di te. E pure sono diventato così bravo a non perdere tempo dietro a sogni profumati d'illusione; Ora sono grande, ora so come vanno le cose. Ora so che non ci si può fermare a meno che sia dovuto. Perchè è questo il momento di costruire, lottare, mica ci si può distrarre come i bambini all'intervallo...È che voglio fare una torta di fango per te e regalartela...Ma devo diventare grande! " Se son rose fioriranno " mi dicevano. Ma di questi tempi si ha solo paura che l'amore sia solo un germoglio destinato a morire, e neppure si prova. || 04.02 AM || Adesso basta, è tardi e tutti dormono. È che tu sei sveglio, io lo so! È per questo che avrei voluto dormire ed ora non posso più, ma continuerò come se niente fosse. Da domani. Forse. La vita è piena di cose, la mia come la tua, e a tenerci compagnia, baciarci, toccarci...Qualcuno c'è sempre. Chi vuoi che si accorga che un'altra lasciata è persa. Forse io. Ed è per questo che avrei voluto dormire.
Non eri affamato d'amore. Non avevi quella fame che non conosce pigrizia, che non conosce timore. Quella che ti rende pratico, resiliente, con più energie da spendere di quante ne possiedi in realtà. Quella fame che non ti fa dormire la notte, che non prevede fiducia. Chi conosce la fame continua a fare provviste perchè avrà sempre un buco, un vuoto che non si colmerà, una tavola imbandita. La fame però può rendere cattivi e se si ha fame in due si finisce per divorare anime e cuori, restando al suolo con le carcasse dell'amore che c'era. Allora si smette. Ma chi ha avuto fame non si dimentica mai.
La vita ci ha cambiati L'amore ci ha lasciati Lontano.
La pioggia.
Un sottofondo al quale ancora non sono ancora riuscito ad abituarmi. Un rumore che riempe il silenzio sovrumano del mio cuore fermo.
Batte contro le finestre, cola sui muri, si intrufola dove c’è spazio. Sottile come la nebbia, o spessa come il mare.
Picchia leggera, come le dita di un pianista, o carica il mondo con la violenza di un coro di tamburi.
La lascio battere contro gli occhi chiusi.
Me l’ero sempre chiesto che fine facessero le lacrime.
Forse ora ho la risposta.
Manuale Distruzione.10
Il mio viaggio continua. Qui, da solo, all'ultima seduta. Con le cuffie alle orecchie e la musica che mi attraversa la pelle, l'anima. Anche all'ultima seduta mi arriva il tuo calore, che evito, più della peste. Anche con le note più alte che mi perforano la testa, la mia mente mi rimanda a te. Anche all'ultima seduta arrivi tu, con il tuo raro sorriso, -raro ed affascinante-, arriva il tuo comfort che mi lasciava sempre spiazzato, arriva il tuo odore. Perché non te ne vai? Perché non mi lasci in pace? Perché non vai via dalla mia testa? Stai disturbando il mio viaggio. Stai rovinando il mio viaggio.
La tua felicità mi corrode, mi leviga lentamente, come il vento fa con le montagne, mi sgretola, mi uccide, piano piano.
La tua felicità, quella che mi influenzava, quella che mi lasciava sveglio di notte, quella che mi faceva venire la pelle d'oca. Ora, mi porta soltanto allo sconforto, al malumore, alla tristezza.
La tua felicità, resta solo questa insieme a me, durante il mio viaggio, all’ultima seduta, e mi infastidisce.
Perchè a contribuire alla tua felicità non ci sono io.
Manuale Distruzione.14
E mi sento un po’ una foglia, che va dove la porta il vento. E mi sento un po’ una conchiglia, che per sentire ciò che realmente dice devi avvicinarla all'orecchio. E mi sento un po’ un niente, che tanto ormai va bene così. E mi sento un po’ un idiota, che ormai si rassegna all'inevitabile. E mi sento un po’ un perdente, che non ottiene mai quel che vorrebbe. E mi sento un po’ come se avessi smesso, smesso e basta. Di guardare oltre, sognare, sperare. E mi sento come se non avessi vita, come se ogni cosa fosse svanita. Se per riuscire basta crederci, a me non basta più credere. Ogni volta che credo, finisco per deludermi. E ogni delusione mi porta più a fondo.
Vorrei intrecciare la mia mano con la tua, tanto per sentire di nuovo come ci si sente ad avere un contatto con te. Vorrei sentire il tuo respiro cambiare quando ti tocco e vedere quanto sei bello quando sei impegnato nell'ascoltarmi o nello stringermi, o nel prendermi la mano. Vorrei sentire di nuovo tutto quel casino che si crea nel mio stomaco quando mi baci, o mi guardi, o mi sorridi, o semplicemente mi sfiori. Sarei sicuramente la persona più felice del mondo ma non credo che dormirei molto se fossi qui, sai? Sarei troppo occupato a guardarti, o parlarti, o abbracciarti che scorderei anche come si fa a dormire.
Sassolini nelle scarpe e macigni in testa.
Ricordati di me finchè puoi.
Il cuore d'artificio
Io che non sapevo niente Dell'odio e dell'amore Ho fretto ad imparare Com'è che scoppia un cuore Come mi scoppia il cuore.. E poi via Sparso nell'aria Fluttua e va La fonte dei miei guai. Io che non credevo affatto Si respirasse dopo Mi abbaglia ancora adesso quell'esplosione al petto Che non fa mai rumore. Con gli occhi in alto un grosso applauso è volato in aria È che ho paura che cada a terra No..è esploso prima Un cuore che ha puntato tra le stelle Eppure vivo sotto questa pelle.
Ho scritto fiumi Mai arrivati A nessun cuore. Sono rimasti qui Sospesi nei server A ghiacciarsi per sempre
Ho esaurito tutta la pazienza, aspetto senza.
Levante, ‘’Io ti Maledico’’