Mi hanno detto che sono un casino, beh è vero sono un casino in tutto, come amica, come figlia, come persona, come alunna, come tutto, qualunque cosa faccia combino solo casini, e non so come uscirne fuori. Non so nemmeno più a cosa sto pensando, mi frullano tanti di quei pensieri che non riesco nemmeno a separarli per cercare di individuarli uno alla volta. A cosa penso? Non lo so, bella domanda, penso a come sta andando la mia vita, a come io resto ferma a guardarla mentre il tempo passa, a tutti i casini che combino, a tutti i rimpianti che ho, a come io vorrei che andasse, e a tutti i casini che ho. Faccio sempre finta di essere forte, di essere capace di salvare tutti, di affrontare tutto, anche di conquistare il mondo se possibile, ma in realtà mi sento solo piccola davanti a questo mondo, mi sento piccola e indifesa, aspettando solo qualcuno che mi protegga e difenda da tutto ciò. Sono sempre stata dell’opinione che il passato è passato, ti ha fatto diventare ciò che sei, ma non devi mai portarlo con te, lo devi lasciare lì dove è giusto che sia, nel passato, mentre tu devi vivere il presente senza mai pensare al futuro. Questo è quello che penso, ma poi dall’altro lato c’è quello che faccio, mi porto il passato dietro, ci vivo nel passato come se fosse il mio presente, e quelle poche volte che vivo il presente, questo è sempre in funzione del mio futuro, non riesco a vivere il presente così com’è. Mi hanno anche detto che sorrido senza essere felice, non pensavo qualcuno se ne potesse accorgere, anche se forse ci ho sempre sperato. 19 anni.
“È così che rimani vivo: quando soffri tanto da non riuscire a respirare, è così che sopravvivi. Ricordando che un giorno, chissà come, inspiegabilmente, non ti sentirai più così. Non soffrirai più così tanto.”
Ho fatto finta di niente, ho continuato a camminare, ho continuato a sorridere nonostante tutto fosse andato in pezzi, nonostante facesse un male terribile.
“E quante volte ti ho chiesto “scusa”, ma in realtà non avevo nessuna colpa. Anzi forse, una colpa ce l’avevo: la colpa di non volerti perdere.
E alla fine, ti ho perso lo stesso.”