Nessuna voce, nessuna mano da stringere, nessuna promessa a cui aggrapparmi.
Solo io… e tutto quello che non riuscivo più a sopportare.
Il dolore non era più qualcosa che arrivava a ondate.
Radicato così in profondità che anche respirare faceva male.
E allora ho smesso di chiedermi “come faccio ad andare avanti?”
Ho iniziato a chiedermi “quanto ancora posso resistere così?”
Non per debolezza… ma per esaurimento.
Ho lasciato andare ogni cosa
I ricordi, le persone, l’amore… tutto.
Non perché non contassero, ma perché contavano troppo.
E quando è successo, non c’è stato rumore.
Niente rotture, niente urla.
Come se qualcuno avesse abbassato il volume del mondo fino a zero.
Come se dentro di me si fosse finalmente fermato tutto.
ma in quel vuoto, per la prima volta, non stavo soffrendo.
E forse è questo che fa più paura.
E ora non so se voglio tornare indietro.
Perché sentire di nuovo significherebbe ricordare.
E ricordare… significherebbe perdere tutto un’altra volta.