"Il problema non è accettare, ma condividere"
- dal film Saturno contro

Discoholic 🪩
Today's Document

shark vs the universe
No title available
No title available

Origami Around
will byers stan first human second
Misplaced Lens Cap
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Andulka
Noah Kahan
occasionally subtle
TVSTRANGERTHINGS
KIROKAZE
tumblr dot com
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

Janaina Medeiros
Cosimo Galluzzi
Game of Thrones Daily
he wasn't even looking at me and he found me

seen from United States
seen from United States
seen from Finland

seen from Indonesia

seen from United States
seen from T1
seen from China

seen from Poland

seen from Spain

seen from Colombia

seen from Brazil
seen from Ukraine

seen from India
seen from T1
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Lithuania
seen from United States

seen from United Kingdom
@limoneamezzanotte
"Il problema non è accettare, ma condividere"
- dal film Saturno contro
Ha aperto la porta chiamandoci per nome di fretta e con freddezza, me e altri dientro di me e di fianco, poi è successo che ha alzato lo sguardo e per tre secondi interminabilmente pochi mi ha guardata dritta negli occhi. E chi se lo aspettava, certo ci speravo come quando da adolescente uscivo con nonna per andare alla processione per vedere se c'era quel giovanotto carino di cui non ho mai saputo il nome. E chi se li scorda quegli occhi azzurri. A me manco piacciono azzurri che li trovo freddi, pensavo fino a due giorni fa, ma non avevo mai nella vita visto i suoi. Le gambe non hanno tremato né il cuore ha accelerato, ma mi sono riempita di un attimo di gioia, come se qualcuno dopo tanto mi avesse vista e trovata dopo che mi ero persa. Quell'attimo non è finito quando ha chiuso la porta lasciandomi impalata, ma sta durando e spero durerà ancora.
Adoro essermi ritrovata.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima, perchè un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano di insegnarlo a chi sta sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre,
e quando smettono d’amare è solo perchè
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perchè la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore, perchè sai che ti lasceranno andare senza chiederti nulla.
Quelle come me, amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto
Alda Merini
Cos'è questo desiderio di evasione? Mi attanaglia lo stomaco, ho un qualcosa che dentro è lì lì per scoppiare ma fuori non esce nemmeno un grido. Libertà. Vorrei sentirmi libera di esprimermi senza riserve, senza la costante di essere giudicata ciò che non sono perché gli altri stravolgo sempre i miei pensieri. Guardo facebook, guardo istagram, vite perfette che si susseguono sul palmo della mano pur sapendo che non lo sono, però sono belle da guardare, ti fanno sognare. Non esiste la vita perfetta, tutti in questa vita senza filtri hanno cellulite e smagliature, l'ho visto coi miei occhi, eppure in foto nemmeno un segno! Per non parlare delle relazioni: una catastrofe che dipingono di rosa. Ogni esistenza è dura, ogni relazione è difficile e pure la solitudine lo è.
Essere sensibili a sto mondo non porta guadagni, essere furbamente sensibili sì, ma non so come si fa, non ho i filtri giusti. Ci si caccia molto spesso in situazioni che sono una matassa che più cerchi di districare più ti incastri tu dentro, eppure basterebbe mollare la presa della corda, prendere in mano la situazione da un'altra angolazione, più distaccata. Basterebbe un salto nel vuoto della propria pienezza per ritrovare se stessi, alla fine. La vita è dura e noi (io!) ce la complichiamo pure con le paranoie.
Il mondo non è così grande come lo pretende la gente.
Cristoforo Colombo
Educazione all'amore
Educare un figlio all'amore vuol dire educarlo alla bellezza. Credimi se ti dico che non è una cosa scontata. Non tutti sono stati educati allo stesso modo e per certi versi ci sono uomini anaffettivi, non essendo stato loro inculcato affetto tramite un abbraccio o una parola gentile o una carezza. Anticamente le bisnonne accarezzavano i figli mentre questi dormivano, ma questo vuol dire tutto e niente. Gli uomini anaffettivi non sono in grado di esternare né tantomeno sanno come si ricevere il bene. Ci provano però con i loro figli, li vedo mentre arrancano inciampando nella loro stessa sconosciuta emotività. Non vuol dire non provare sentimenti, ma non avendo avuto un esempio familiare alle spalle molto spesso non si lasciano andare completamente, sono rigidi nella mente quanto nel corpo.
Dopo due anni mi ritrovo con i dubbi e le paranoie di una madre che vuole essere una buona educatrice per il proprio figlio duenne, dubbi sul come e cosa fare, come affrontare i capricci, come tenere a bada gli estranei che ti dicono di fare così mentre tu credi in altro. Paranoie sul saprò fare mai bene per il fine ultimo di poter crescere un futuro uomo "perfetto" per il mondo incasinato in cui ci troviamo, un uomo gentile e forte allo stesso tempo che non significa fare di un uomo un debole, anzi! La paranoia di fallire nel tentativo mi sta perseguitando. La mia educazione è stata sicuramente un'educazione all'amore, al bene da fare al prossimo sempre, inculature incluse nel pacchetto a cui si è fatto fronte semplicemente abbassando e scuotendo il capo e andando avanti in un modo o in un altro. Oggi mia madre mi ha detto una cosa importante, che non possiamo elemosinare il bene, chi te ne vuole lo farà a prescindere. Io credo che non si possano scegliere le persone, cioè non è sicuro che ci ameranno come noi le amiamo, oppure capita che un attimo prima ti amino alla follia, per poi accorgerti che magari quella follia era solo la tua. Non voglio dividere il mondo in buoni o cattivi, i cattivi non sanno nemmeno di esserlo dopotutto, ma piuttosto scindere in quelli che Bellavista in un certo senso divideva in uomini di amore e uomini di libertà "a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati", perché alla fine, parliamoci chiaro, non sanno nemmeno come ci si abbraccia.
E’ bello leggere le persone.
Quelli tutti uguali cercano di sembrare diversi, i diversi tentano di sembrare uguali. I liberi se ne fregano.Ogni ruga una riga, ogni smorfia un epigramma, ogni sbadiglio un aforisma scontato.Le persone sono una biblioteca pubblica.
E non lo sanno.
A.G. Pinketts
Sì, lo ammetto!
Sono una di quelle che si lamenta del tempo. Se piove, se fa freddo, se fa caldo, se non piove, se c'è la neve, se la neve nemmeno si è vista. Sarei capace di lamentarmi anche per il meteo di altre città, ma la verità è che non me ne frega niente, perché il tempo non mi cambia lo scorrere delle giornate, anzi sono le più le volte che fuori è bello, no che dico, bellissimo e io la voglia di uscire a raccogliere margherite proprio non ce l'ho. A me piace lamentarmi del tempo perché in verità non voglio trovare argomenti interessanti per intavolare conversazioni così su due piedi con chi non si sforza di collegare il cervello, quello che gli dici non gli arriva proprio, tranne che se gli dici che domani piove di nuovo, allora okay.
Sai che ti dico? che se piove mi viene di più la voglia di uscire e esco lo stesso, tanto ho il giubbino col cappuccio!
Amore di mamma,
nella vita incontrerai due tipi di persone. Quelle che dicono e non fanno e quelle che fanno senza dire niente. Le prime le riconosci non da subito, purtroppo. Sarai lì le prime volte ad aspettare che quelle promesse vengano mantenute, ma poi a mano a mano ti renderai conto e per te diventeranno mezze e in ultimo (e per fortuna), tirando un sospiro di sollievo, quelle tanto decantate promesse si dissolveranno così come sono venute.
Stai attento alle seconde. Sono quelle che ci saranno sempre che tu lo voglia o no. Quelle che pure se tu a volte preferiresti non sentire perché in quel momento, preso da mille cose, ti opprimono, si faranno sentire lo stesso. Ti porteranno cose e parole ed emozioni.
Le persone, ahimé, si dividono in stolte perché dicono, ma poi non hanno nessuna intenzione di esserci e quelle meravigliose che pur rompendoti le balle vorrai sempre avere al tuo fianco.
2018
Ultimamente le domande che mi pongo trovano risposta quasi subito. Per subito intendo nell'arco di pochi giorni o poche ore.
Stamattina ad esempio pensavo all'albero di Natale e a chi ce lo ho fatto fare di portarlo su per le scale che pesa tantissimo perché mentre aspettavo mio figlio l'ho voluto prendere non grande, di più, e quindi mo pesa un sacco. Comunque, mi dicevo, ma perché non lasciarlo in un armadio o sopra un armadio visto che questo anno sembra non passato, ma volato. Ho trovato la risposta in un articolo letto poco fa nel quale un certo Simone spiega che la percezione del trascorrere del tempo è direttamemte proporzionale all'età che uno ha. Per contro mio figlio che a Natale prossimo avrà un anno e mezzo sentirà il 2018 come se fosse un sacco di tempo, quasi se lui fosse immortale e quindi un tempo infinito, io invece lo vedrò sfrecciare come una freccia di cupido sbagliata tirata nel senso opposto e sentirò mano mano avvicinarsi la vecchiaia... Insomma qua più andremo avanti e più ci sembrerà che il tempo ci scivolerà dalle mani come una saponetta. Il giornalista suggerisce giustamente di cercare di godere di più di tutto dal cibo al relax al sesso e via discorrendo. Quindi, che dire, speriamo in un 2018 ricco di sapori, sperando di non ingrassare troppo e magari smaltiamo ciò che mangiamo con una sana scopata (niente aspirapolvere mi raccomando).
So tacere in ben 15 lingue, compreso lo Swahili.
Groucho Marx
Mah
I rapporti sono destinati a cambiare tutti. Alcuni evolvono in positivo, raro ma è così. Per quanto io possa dare la colpa ai cambiamenti individuali, credo che il fattore X sia la noia. Alcune persone ci vengono a noia, forse troppe. Probabile che anche io mi annoierei a stare con me, ma la cosa strana è che si possa sentire la mancanza di come si stava prima e non si faccia nulla per recuperare. I rapporti strappati non li ricuci con ago e filo, non se sei l'unica parte che tenta il recupero. Il tessuto comunque non terrebbe e alla fine l'unica cosa che potresti fare sarebbe guardarci attraverso per vedere che l'altra parte di te è già lontana, di spalle, che se ne sta andando.
On air: “Putesse Essere Allero” Pino Daniele
In questi il giorno il cielo ha finalmente deciso di regalarci parecchia pioggia e la terra sembra essersi rilassata, mentre passeggio in bicicletta sento gli odori della terra cambiare e i colori riaccendersi: l'erbetta fresca inizia a spuntare per la gioia di pecore e capre e il colore degli agrumi inizia ad addobbare, come festoni natalizi, i giardini di quasi tutte le case della valle.
La pioggia ci aiuta anche a riposarci costringendoci a interrompere i lavori in campagna e la raccolta delle olive che in questi giorni sta giungendo al termine e ci fa chiudere in casa davanti il fuoco del camino a scaldarci le mani indolenzite e a cucinare ricette un po’ più elaborate del solito.
Ci sono infatti ricette più o meno semplici e sono quelle che facciamo tutti i giorni, spesso le realizziamo in modo automatico senza far caso alle dosi e alle misure, d'altronde a casa mia un coniglio o un pollo interi bastano per quattro come sei persone e se qualcosa avanza è buono anche il giorno dopo. Poi ci sono invece ricette affascinanti, quasi mitiche di cui più o meno tutti sappiamo l'esistenza ma di cui spesso si ha paura per la loro complessità e per il lungo lavoro che comportano. A volte però basta un piccolo atto di coraggio per creare una vera e propria meraviglia e oggi questa meraviglia si chiama sartù.
Sono stato sempre attirato da questo timballo di riso, così ricco e misterioso figlio dell'ingegno dei Monsù: i cuochi francesi della nobiltà napoletana. E come si farebbe a non amarlo? D'altronde è così bello quando si sforma dalla teglia con la sua crosta dorata che ha il colore del sole e delle arance per poi tagliarla e sentire il profumo di ogni singolo ingrediente che si è unito all'altro nella sua cottura in forno.
Ingredienti:
Per il riso:
600 g di riso
1, 5 lt di passata di pomodoro
1 cipolla piccola
5 uova
4 o 5 cucchiai di parmigiano
olio e.v.o.
sale e pepe
Per le polpettine:
200 g di carne trita di manzo
1 fetta di pane raffermo
1 ciuffetto di prezzemolo
2 cucchiai di parmigiano
1 uovo
½ bicchiere di latte
sale e pepe
olio e.v.o. per friggere
Per il ripieno:
200 g di provolone dolce
300 g di piselli sgranati
½ cipolla
250 g di funghi
100 g di parmigiano grattugiato
olio e.v.o.
sale e pepe
burro
pangrattato
1 stampo di alluminio largo 20 cm e alto 12
In una pentola abbastanza grande fate rosolare la cipolla tritata finemente con quattro o cinque cucchiai d'olio, appena sarà imbiondita unite la passata di pomodoro e allungatela con mezzo litro d'acqua e poi salate e pepate. Nel frattempo che il sugo cuoce scaldate un altro pentolino con dell'altra acqua che vi servirà all'occorrenza da aggiungere al riso in cottura. Quando il sugo avrà cotto per circa una mezz'ora e non sarà molto ritirato unite il riso e portatelo a tre quarti della cottura aggiungendo acqua calda se necessario. Alla fine il riso dovrà però avere la consistenza di un risotto, mantecatelo con il parmigiano, regolate di sale e di pepe e lasciatelo raffreddare.
In una ciotola mettete la carne macinata, il pane imbevuto nel latte e ben strizzato, il prezzemolo ben tritato, il parmigiano, l'uovo, il sale e il pepe. Impastate e formate tante piccole polpettine della grandezza di una noce che friggerete velocemente nell'olio d'oliva e poi metterete ad asciugare su carta assorbente.
In un tegame mettete poco olio d'oliva e una mezza cipolla tritata e cuocete i piselli con i funghi precedentemente puliti e intanto tagliate a cubetti il provolone.
A questo punto riprendete il riso che ormai si sarà raffreddato e incorporatevi le uova, poi imburrate e foderate con il pangrattato la teglia e iniziate a costruire il vostro sartù. Creato sul fondo uno strato di riso alto un dito che livellerete molto bene con un cucchiaio e iniziate a formare uno strato di 1 cm anche sul bordo arrivando a metà. Iniziate dunque a riempire il sartù disponendo le polpettine, poi i piselli con i funghi, il provolone e il parmigiano, continuate dunque a disporre il riso sui bordi e continuate a riempire fino ad arrivare a un centimetro dal bordo. Chiudete dunque con il riso, livellate bene e cospargete di pangrattato.
Infornate e cuocete per 30-35 minuti. Capirete che è cotto quando si vedrà chiaramente che i bordi si sono staccati dalle pareti. Lasciate riposare almeno 15-20 minuti, fate un bel respiro e sformate sul piatto da portata.
Ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
Kahlil Gibran
Dinamiche insensate
Che il mondo sia in continuo movimento pare essere una delle fondamenta della dinamica. E sulla dinamica dei corpi, i nostri che si muovono un po’ a casaccio negli ambienti chiusi e/o aperti che mi fermo un attimo a riflettere dopo i mille tuoni e lampi che si sono conclusi con due miserelle goccine di acqua cadute sull'asfalto. Ci siamo noi che osserviamo qualsiasi cosa appena ci fermiamo un attimo in un posto. Ci piace stare a guardare i movimenti degli altri, la loro dinamica. Gli altri che possono essere persone, animali, insetti o che ne so. Li osserviamo muoversi in branco, parlare gesticolando o non parlare e gesticolare lo stesso. Ascoltiamo qualsiasi cosa ci capiti, dalla signora che racconta la sua ricetta dal pizzicagnolo al rumore della scopa dell'operatore ecologico. Puoi startene seduto tranquillamente su un treno o un aereo o un pullman, o in una vineria a berti una birra scura con il cioccolato fondente e il formaggio che puzza, in silenzio a raccogliere tutto ciò che puoi semplicemente perché ci piace scrollarci per un attimo la nostra vita di dosso e stare a guardare quella degli altri, che a volte trovo molto più affascinante della mia. Molto raro è invece capitare nello stesso posto di un altro a cui piace osservare. La dinamica è la stessa, ti fermi, respiri piano per non disturbare e ti volti lentamente a guardare, a fotografare ogni cosa immagazzinando immagini, sensazioni, suoni che poi magari dimenticherai dopo qualche giorno oppure ti serviranno in futuro per farci non so che. Poi a un tratto lo vedi, l'altro che guarda e si accorge di te, sorride e ti colpisce perché pensavi di essere da sola, di essere la sola in grado di… L'animo umano, i nostri corpi, ma ancora di più le nostre menti sono qualcosa di troppo affascinante. Non siamo tutti uguali, ma similitudini ne trovi negli altri. Badate bene, non è che siamo dei guardoni, a noi semplicemente piace stare fermi e sorridere o pensare di sorridere ai discorsi che fanno gli altri che la maggior parte delle volte devo ammettere, fanno davvero ridere.
Negli ultimi anni è più raro vedere persone che condividono gioie, ma se condividi almeno una esperienza negativa, il tuo interlocutore ti batterà facendoti presente che lui ha (sicuro) più problemi di te. E meno male va’.