E l'ultimo giorno si riposarono. Una giornata intera di sole, spiaggia, palme e libri. Le vacanza sauvage hanno bisogno anche di questo.... e qualche memento. k
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E l'ultimo giorno si riposarono. Una giornata intera di sole, spiaggia, palme e libri. Le vacanza sauvage hanno bisogno anche di questo.... e qualche memento. k
Dopo la fatica del monte Psiloritis, siamo finalmente andati a vedere la grotta di Zeus…con un po di disappunto.
La giornata al monte Ida la possiamo raccontare con qualche foto, dall'alba delle 6. Per completezza: alla cima non arriveremo mai a causa della troppa neve.
La sera di Anogia
La sera prima della risalita siamo incappati in una taverna del posto in cui la sala era equamente divisa tra noi turisti e una chiassosa tavolata di maschi cretesi. I padroni di casa sono due anziani squisiti, dall'inglese molto greco, tra i pochi che conservano amore per quello che fanno e un forte orgoglio nel proporre in tavola i loro prodotti. Lui, ometto baffuto, è pastore e produce direttamente una serie di latticini freschi eccellenti. Proviamo così delle mitzitras (ricottine?) di capra e pecora, che ci convincono a tornare apposta il giorno seguente per farcene vendere direttamente un paio per il viaggio. I piatti forti, tuttavia, sono stati emblematici di un pasto cretese a base di carne. La premessa necessaria è che o a certi sapori sei avvezzo, o le repulsione può essere totale e assoluta. Perché, passino le costine di agnello tenerissime, ma la pecora arrosto ha un "profumo" così forte che ti sembra di aver nel piatto un pinzimonio di zoccoli. Io ho addentato il mio piatto sotto lo sguardo orgogliosissimo di lui e, in ogni caso, non avrei potuto fare altro che sorridere con un pollice girato verso l'alto ;) Cercando di comunicare con loro abbiamo scoperto che il figlio ha studiato a Napoli (per 9 anni.... Insomma il tempo che ti basta per completare una laurea , una specialistica e un dottorato ma non era il caso approfondire). Tra complimenti e almeno tre diversi dolci offerti, c'è ne andiamo con in mano arance e un filone di pane per la passeggiata di oggi. Un bacetto per salutarci era il minimo. K
Tra-monti
Scatti nel cassetto
Il giorno prima
Quella didascalica premessa per dire: siamo arrivati ad Anogia dopo 2 ore a piedi, 3,5 ore di bus e 1,5 ore di auto. Intirizziti dall'aria a 800mt ci apprestiamo a cenare e domattina presto cerchiamo la "famosa" caverna di Zeus. Poi saliamo. Spero tantissimo non faccia brutto, 'chè altrimenti 7 ore di cammino non mi passano più e il buonumore non lo ritrovo nemmeno con un intero pacco di orsetti gommosi. k
Dove eravamo rimasti
Abbiamo detto che Zeus, grazie alla madre Rhea, scampò al padre Cronos che aveva deciso di inghiottire tutti i suoi figli per paura che uno di questi lo potesse detronizzare. Zeus, affidato alle cure delle ninfe, cresceva grazie al buon latte della sua nutrice (la capra Amaltea ?!?), ogni giorno le api distillavano per lui il miele più dolce e dal Cielo gli portavano ambrosia e nettare. Una vita da sballo. I Ciclopi gli avevano fabbricato gli strali del fulmine con cui si allenava tutti i giorni a lanciarli [zot zot]. Una volta divenuto grande e abbastanza forte, salì al Cielo e costrinse il padre a bere il suddetto emetico,poi lo detronizzò e prese il suo posto come re degli Dèi.
Zeus era un dio amatissimo, re del Cielo e signore del Mondo, era sposato con Hera con cui viveva nella sua dimora sul monte Olimpo. Sempre sull’Olimpo vivevano altre divinità e tutti insieme, costituivano un Club molto esclusivo (mi si lasci aggiungere, vagamente snob) delle “Divinità Celesti o Olimpiche”. Sebbene avesse piazzato quasi tutta la famglia, (aveva affidato il regno del Mare a suo fratello Nettuno e quello dell’Oltretomba ad Hade), Zeus aveva la supremazia assoluta su tutte le altre divinità, che lo veneravano e temevano, tanto che a suo piacimento poteva interferire anche sui domini che aveva dato ai suoi fratelli. Dimorando sulla vetta dell’Olimpo, al di sopra delle nubi, il cielo era la sua vera sede, e tutti i fenomeni che apparivano nel cielo erano ad opera sua: sua prima manifestazione. Era lui che mandava la pioggia, la neve e la grandine, la rugiada nelle notti d’estate, la pura luce del sole nelle mattine di primavera. Quando voleva punire gli uomini allora il cielo si copriva di nubi, scatenava i venti, abbagliava con lampi e rimbombava con tuoni che con il loro schianto arrivavano fino alle più profonde valli; il cuore degli uomini tremava alla vista dell’arma più terribile di Zeus, il fulmine [zot zot]
Zeus, conosceva il futuro come il passato, e perciò egli era anche il dio dei vaticini. L’Oracolo di Zeus si trovava nel bosco delle querce sacre di Dodona, nell’Epiro; ai piedi delle querce c’era una fonte. Le sacerdotesse interpretavano il sussurro delle fronde, lo zampillare della fonte, il volo delle colombe sacre. Del suo enorme potere Zeus non abusava; decideva le questioni sempre con scrupolosa giustizia e prima di decidere pesava le circostanze favorevoli e contrarie su una bilancia d’oro. Premiava i buoni e castigava i cattivi, provvedeva al rispetto dei doveri verso gli ospiti, i fuggiaschi e i supplici. Provenivano da lui: l’ordine della natura, l’alternarsi delle stagioni, il diritto e le leggi umane.
Incubi divini
Dopo una notte tormentata capisco che anche Zeus vede con scetticismo la nostra idea. Sarà stato un ammonimento divino, sarà stato il vino o tutto l'aglio dello tzatziky, fatto sta che gli incubi notturni ci hanno convinti a raggiungere Hora Sfakion e cercare un'auto. Andiamo (siamo già) ad Iraklion dove preleviamo una piccola auto per attraversare la regione fino ad Anogia. Diversamente non avremmo avuto il tempo di muoverci con i bus, zaino in spalla, e pensare anche di salire il Monte Psiloritis (mt 2456). Ultimo, ma non meno importante, credo potrebbero schizzarmi via le rotule se facessi mille metti di dislivello con 10kg sulle spalle. Se domani ci riesce di salire e scendere l'Ida, nel pomeriggio ci sposteremo ad est per vedere le spiagge più estreme e il villaggio di Kato Zakros. Ma per ora è tutto solo un progetto. Questa mattina verso le 8.00 abbiamo lasciato a piedi Loutro, scommettendo sulla presenza del ferry e per fortuna eravamo ben oltre metà strada quando abbiamo realizzato che nulla era (nè sarebbe mai) partito dalla costa, alla volta di Sfakià. K
A spasso per l'intorno. Domani ripartiamo. Il piano è cambiato....
Fuori servizio
Quando ci siamo stesi, come salme, l’altra sera eravamo consolati dalla prospettiva di un giorni di riposo. Traghetto per spostamenti comodi, sole, buon cibo e tanti libri. Quando ci siamo alzati ieri tutte la divinità più funeste avevano scelto per noi. Tutti i trasporti cancellati fino a date da destinarsi. Non avevamo molti dubbi sul fatto che, se devi scegliere un posto in cui rimanere bloccato, quello è decisamente Loutro. Abbiamo fatto gli ulteriori 14 km in quasi 5 ore, in tranquillità e con qualche sosta per scoprire gruppi di grifoni appesi nel cielo e una bibita a Marmara Bay. Da ieri stalliamo pigri su un balcone meravigliosamente esposto e cerchiamo di capire quanta voglia abbiamo DAVVERO di ripartire.
k
L'imprevisto
Quando mancano ancora almeno tre ore e ti rendi conto che quella colonna di acqua viene proprio verso di te. k
Quando è uno sballo fare l'apicoltore, tieni arnie affacciate sul mare. Gente Che può
Agia Roumeli
20km, un acquazzone e 9 intense ore di salite più tardi (erano così dirette che a me è sembrata sempre solo salita) abbiamo finalmente visto Agia Roumeli. Io sono così stanca, ma così stanca che credo si stiano per staccare i piedi: netti dalla caviglia. Per cultura: qui, in questa stagione, non c'è nessuno. Nessun turista ad eccezione di noi e sei francesi. Gli abitanti sono più o meno gli stessi di Rima S.Giuseppe (sperduta localita della ValSermenza). E bevono in ugual modo. Quando ci siamo seduti alla ricerca di un succo d'arancia il proprietario si è accomodato al tavolo e ci portato uno shottino di Ouzo per brindare. Quindi di questa passeggiata sarà meglio raccontare da più lucidi e riposati. Ah si, ad ogni modo noi stiamo bene. k