Di poche parole, di un milione di sguardi
🪼

blake kathryn
No title available

PR's Tumblrdome
Today's Document
he wasn't even looking at me and he found me
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Janaina Medeiros
Sweet Seals For You, Always
TVSTRANGERTHINGS
No title available

Product Placement
YOU ARE THE REASON
NASA

❣ Chile in a Photography ❣
noise dept.
we're not kids anymore.

if i look back, i am lost

祝日 / Permanent Vacation
Alisa U Zemlji Chuda
seen from United States
seen from Türkiye
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from Libya
seen from United States
seen from New Zealand

seen from Ukraine
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
@lost--in-translation
Di poche parole, di un milione di sguardi
via cozyvu
The Riten / The Rite (1969, dir. Ingmar Bergman)
comunque senza i miei momenti di solitudine sono completamente da buttare, ma sono strana io?
saywasp
Le relazioni sono fragili. Basta poco perché qualcosa ci ferisca.
La salute di una relazione non è definita dall’assenza di graffi, litigi, minacce. E’ definita da quanto tempo è necessario per arrivare ad una riparazione. Ammesso che una riparazione sia possibile perché in alcune relazioni la tolleranza all’errore è davvero minima. Allora rompiamo la relazione e costruiamo un muro, per proteggerci dal dolore, nella vana speranza che sia possibile eliminare la sofferenza dalla nostra vita.
Così quando riceviamo un graffio o una ferita, non chiediamoci quanto è profonda: domandiamoci se è davvero importante nel tessuto di quella relazione. E di quanto tempo abbiamo bisogno per cicatrizzare.
Sapremo quanto è vitale il nostro rapporto. Costruiamo muri dietro ai quali nascondersi, per proteggerci dall’essere feriti, per tenere dentro il nostro dolore. Sfortunatamente questi muri ci imprigionano.
A. Lowen
"I primi tempi non piangi nemmeno.
Stai là, come anestetizzato, a fare le cose che devi fare: i moduli, le telefonate, i caffè con la gente che ti fa le condoglianze con la faccia di circostanza.
Ti senti quasi in colpa perché pensi di essere insensibile. Poi, tre mesi dopo, ti cade una forchetta per terra mentre cucini e scoppi a piangere come un ragazzino, e capisci che il dolore stava solo prendendo la rincorsa."
ZeroCalcare
«Gobba a ponente, luna crescente» ha detto la nonna. Era una cosa che ripeteva sempre, Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante. Ma non serviva a niente, mi faceva solo imbestialire. Sapevo che levante era l’Est e ponente l’Ovest, ma mica li distinguevo in cielo! Gliel’ho detto, non avevo più voglia di sentirla. Lei ha fatto una risata larga delle sue, e ha smesso di camminare. S’è avvicinata e ha detto: «Allora ricordati questa. La luna è bugiarda: quando fa la C Diminuisce, e quando fa la D Cresce».
- Stefano Tofani, Nuvole zero felicità ventitré, Rizzoli