Oggi è la classica giornata "grigia", che da certi punti di vista può essere bella, ma dal mio in questo momento non è niente. È solo una giornata, una delle tante, sono sola, con i miei pensieri, che rimbombano nella testa; mi fanno impazzire. Nessuno li può sentire, non posso spiegarlo a nessuno, non capirebbero, non capisco nemmeno io. A questo punto mi chiedo, esiste una soluzione alla mia situazione, ormai sono anni così, si dice che è normale nell'adolescenza essere tristi o avere altri "problemi" ma questo mi sembra troppo pesante. Perché a me? Perché ogni giorno devo svegliarmi con tutte queste cose in testa, perché non possono andarsene e lasciarmi un pace, perché devo sempre sentirmi sola, non capita, fuori luogo in ogni situazione. Io non ho chiesto nulla di tutto questo, ma è comunque così. Adesso sono in camera mia, sta piovendo, e sento le gocce di pioggia che sbattono sui vetri delle finestre, ma in modo dolce. Formano un leggero sottofondo divino a suo modo, che forse un po' mi consola e un po' mi trasmette ancor più malinconia di quanta già ne abbia per i fatti miei. A volte penso che le giornate piovose siano anche più belle di quelle soleggiate, perché ti avvolge, come in un abbraccio, come se cercasse di darti chissà quale consolazione. E dico, magari potessi abbracciare la pioggia, se fosse così, in questi momenti non mi sentirei così incompresa. Le gocce se potessero avere vita, sarebbero le più sagge. Viaggiano per ogni dove, vedo ogni cosa, vivono infinite vite e percorrono un infinità di percorsi, senza mai fermarsi troppo. Un abbraccio da parte loro si che ti farebbe sentire bene, capit*, come se ogni problema in realtà fosse solo un astrazione, non sarebbe bellissimo?
Ho divagato un sacco, ma mi piace, forse mi piace anche scrivere, ma non penso di essere brava, non ho abbastanza cultura in fatto di terminologia, ma mi piace scrivere quello che penso, che mi sento o che mi passa per la testa, non penso nemmeno che qualcuno legga le cose che scrivo qua da anni, ma non mi importa, scrivo per me stessa, per ricordarmi cosa ho passato e come, e anche per confortarmi quando tutto sembra perduto.