Potrei dormire benissimo perché il suo corpo è caldo ed il letto è comodo e la soddisfazione di aver appena fatto una scopata piena di mani sudore e sorrisi e la certezza che prima che vada a lavorare ci saranno altri sorrisi mani orgasmi e un caffè amaro è tanta, tanta come le anfetamine ancora in circolo che non mi permettono di godermi a pieno il mio riposo di farfalla. È la prima separazione che accetto come un divenire non voluto ma accettabile: se non m'ami che senso ha amarti e allora proseguo nella mia ricerca iperpercettiva senza sosta, forse le polveri che respiro nel mezzo sono il palliativo ma non sono per disperazione, sono tante come sono tante le volte che il tuo nome esce dalla mia bocca per sbaglio mentre parlo d'altro. Ti penso quando mastico quando ascolto la discomusic quando bevo dalla tazza rossa quando vado dal panettiere e quando passo inevitabilmente sotto casa tua: stasera il tuo portone era aperto e l'ho chiuso in modo che non rubassero le biciclette - il peso che avevo sul cuore mentre stavo con te era talmente grosso: vorrei dirti che ti ho tradito quella notte a Lione ma che senso avrebbe farmi ricordare così












