
祝日 / Permanent Vacation
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@maxcremonini
Some heroes wear capes, some others wear paper.
Dove eravamo
Torno e rileggo cose scritte anni fa. Come si cambia con il tempo. Le trovo scariche e vuote, prive di anima, esercizi senza contenuto. Come si cambia con il tempo. Talmente tanto che non ci si riconosce più.
Buon inizio
Dicono che sia sempre difficile trovare un buon inizio ad una storia. Forse perchè non siamo noi a doverlo cercare l’inizio, ma è sempre lui che in qualche modo che ancora non sappiamo troverà noi. E quanti inizi a possibili storie abbiamo visto passare, li abbiam guardati giusto un attimo e abbiamo tirato dritti seguendo il filo originario, la trama nota. Nessuna divergenza, per non sconvolgere la narrazione della nostra vita. Una narrazione che raccontiamo ed ascoltiamo al tempo stesso. Fatta spesso e volentieri da qualcuno che abita in noi. Sia esso lo spirito del tempo o di qualcuno che ci ha preceduto e che spera in noi di ritornare a vivere. Un buon inizio ad ogni storia è dietro l’angolo della solita via, appena scesi dal bus o in quel treno perso perchè fissavamo troppo la persona oltre la banchina che è sparita in un soffio.
Ma un libro non può avere solo un inizio. E la vita, la nostra vita, deve scrivere ogni capitolo prima di arrivare al finale. E allora getto parole sul foglio, piantandole come semi e sperando che fioriscano. Non so cosa ne nascerà, perchè in fondo non sono mai state mie. Sono figlie di un mondo che non so più ritrovare e mi arrivano come eco lontano di una splendida e gloriosa quanto impossibile irrealtà. Nella quale gli occhi non vedono e le mani non toccano. Le orecchie non odono ed i profumi non esistono. Tutto è percezione. Creazione nella percezione. Sento perchè mi aspetto di sentire, vedo perchè mi aspetto di vedere. Perchè larealtà è ben lungi dall’essere qui ed ora. E’ ovunque e per sempre. Questo e solo questo è il buon inizio. Iniziare a non iniziare più. Ma ad abbracciare il tutto in un solo gesto immobile. Fare silenzio nella coscienza, per arrivare a conoscere l’essere pieno delle cose.
e chi lo dice che bisogna crescere. Io sono cresciuto e alla fine devo dire che non è un granchè. Meglio di gran lunga continuare a sperare contro ogni speranza, a sognare contro ogni pronostico, a credere che tutto sia possibile perchè c’è il tempo della vita davanti. Meglio continuare ad essere promessa che si fa ad un amico su un futuro lontano che ricordo di serate che non si trascorrono più. Perchè c’è il lavoro da vivere, le cose da fare, le responsabilità da assolvere. E manca il senso di quella precarietà illuminata di quando eri ragazzo. Dove tutto stava per finire, per cambiare, per essere nuovo. Nel bene e nel male lo rivivrei tutto uguale. Ogni dolore, ogni parola giusta o inutile ed ogni sbaglio, sino a questo ultimo che sto scrivendo.
Come una nuotata nel mare, che quando arrivi allo scoglio lontano sei stremato ma ti guardi intorno e dici : “che bello”. La fatica senza destinazione è disperazione, ma quando la fai per afferrare il tuo futuro con le mani ti sembra nulla.
Poi ti guardi indietro e scopri che è la tua vita. E che deve cambiare sempre, perchè se resta statica quel futuro smette di essere lontano e correre non ha più senso.
Privacy reversed
“mandare una foto a te direttamente è più imbarazzante che postarla su instragram dove la vedono tutti”
Nell’era dei social media succede anche questo.
monsters
preme qualcosa dentro e non frenarlo. e’ forse l’ansia di un futuro sempre più vicino ad ogni passo. Ma come fa la gente a stare bene sapendo che il tempo scorre via e non ritorna. Come si può sedersi tranquilli e non ricordare che quello che ci sembra solo ieri è già così troppo lontano? Passano i giorni, le settimane e gli anni. Cresci i tuoi figli e ti guardi allo specchio, sei sempre più vecchio ogni giorno. Ti racconti la favola che dovresti fare altro, essere altrove. Ma in fondo sai che ovunque tu possa essere lo specchio ti seguirà. Il tempo non si fermerà. Puoi muoverti, partire, ma il tempo si muove e parte con te. E pensi che non c’è via di fuga dalle possibilità infinite che non hai esplorato e che sono talmente tante che anche iniziare a farlo oggi, domani o mai, cambierebbe nulla. Pensi a volte che l’unica opzione veramente umana, degna di dare un senso alla vita sia essere dove sei e fare quello che fai. Sia accettare fino in fondo il presente. Credere che tra tutte le opzioni e gli incroci possibili delle infinite possibilità della tua vita, l’attimo che stai vivendo ora sia il migliore possibile. Che l’universo non perda tempo a fare tentativi inutili. Che quello che hai sia il meglio che puoi avere. E’ una comoda coperta, lo sai. Un rifugio, al sicuro dall’uomo che ti guarda allo specchio e non smette mai.
Ma in certe notti ti basta. E quando i pensieri trapanano la testa e le gambe vorrebbero correre via, verso un posto che neanche sai qual è, ti copri con il suo caldo manto e lasci che i tuoi mostri muoiano, schiacciati sui tasti di un computer. Tornerai a guardarli un domani e non ti faranno più paura.
esule
quelli come me si consumano la vita dietro a pensieri tristi che affollano il cuore e cercano sempre negli occhi di qualcun altro se stessi, perchè non sappiamo mai chi siamo. Siamo nati nel posto sbagliato, con la vita sbagliata. ridiamo, scherziamo, sogniamo e giochiamo con tutto, ma dentro il nostro cuore continua la nostalgia di un posto che neanche conosciamo. viviamo così: come esuli nella nostra patria, migranti dell’anima che non trovano riposo in un corpo, un amico, un sorriso. Alla costante ricerca di una terra che nessuno ci ha promesso e che pure aspettiamo all’orizzonte di ogni giornata.
Se lo puoi immaginare lo puoi fare. E’ sempre stata questa la mia regola di vita. Quello che può esistere nella testa, è in fondo possibile anche nella realtà. Si tratta solo di capire come deve essere fatto e quali sforzi ed energia richieda. Una vita senza immaginazione e fantasiosi obiettivi è una vita priva di scopo, di direzione. Non voglio mai sentirmi arrivato ma tendere sempre a qualcosa di nuovo da fare o da realizzare. Grande o piccolo secondo gli standard malati del mondo, poco conta. Quello che conta è che sia qualcosa che realizza me stesso e mi dà la possibilità di vivere a fondo la mia vita
Come diceva Einstein: “la logica ti porta da A a B, l’immaginazione ti porta ovunque”.
Anche nella disperazione che affligge il buio delle mie notti, esiste la luce. Io magari non la vedo ma la nostaglia che mi prende quando non c’è significa che essa esiste.
Che c’è una luce accesa da qualche parte pronta ad illuminare la via.
Se credi ancora di essere seduto qui, a leggere parole su un computer, allora non hai capito niente.
Ogni attimo non è altro che un universo intero che si attualizza. La vita e la morte non esistono.
Esiste il tutto.
La coscienza, la nostra coscienza individuale è il vero miracolo. In quanto parte del creatore, di Colui che imprime un senso ed un ordine alla materia indifferenziata, noi siamo co-creatori del mondo e del cosmo.
La nostra volontà, i nostri desideri, le nostre paure e le nostre aspettative determinano ciò che accade ed esiste intorno a noi. La coscienza non è solo percezione ma creazione. “In lui infatti ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto alcuni dei vostri poeti: di Lui noi siamo la stirpe” (San Paolo).
Dio è davvero “tutto in tutti”.
La nostra natura prima che mortale è divina e come tale ha il potere divino di creare e modificare quello che ci sta intorno. Tempo e spazio sono un limite solo apparente e destinato a legare chi non comprende la vera natura del mondo. Certo, chi pensa, in ottica meramente Cartesiana, di spiegare la realtà visibile vive sereno, addormentandosi tranquillo la sera. Ma è come un bambino al quale si racconta una favola che per lui ha perfettamente senso ma agli occhi attenti di un adulto fa sorridere e fa dire: “ma come fa a crederci?”
Come fa a credere che suo padre sia un mago? Eppure ai suoi occhi lo è: nasconde una palla in una mano e la riprende dal suo orecchio... per lui ha senso credere in quella “magia”. Ha dati sperimentabili e misurabili per farlo. Può richiedere a suo padre di riprovare l’esperimento mille volte e avrà sempre lo stesso risultato. Il suo credere, con i mezzi alla sua portata, è assolutamente scientifico. Ma ci sono dei livelli della realtà che gli sfuggono. Che non è in grado di comprendere. Eppure lui, non sapendolo dorme sereno. Allo stesso modo la “natura” è molto più estesa di quanto non si possa esperire con gli occhi e con tutti i nostri sensi. Solo che noi non siamo come i bambini, crediamo è vero alle favole, ma siamo allo stesso tempo arroganti. Pensiamo che quello che non conosciamo non esista. Anzi, non possa esistere. Ci nascondiamo dietro schemi, formule matematiche e teoremi elevatissimi ma incomprensibili ai più... e spesso anche a noi. Favole moderne, che ci fanno sentire comodi e sereni. Ci fanno credere di vivere in un mondo lineare, nel quale possiamo capire e dominare lo spazio ed il tempo. Ma senza la libertà di conoscere priva di schemi e di rappresentazioni è impensabile addentrarsi nel mistero più profondo della realtà e quindi in quello di Dio. Siamo schiavi di una favola che abbiamo ammantato di aritmetica, geometria e fisica... tutte cose che molti di noi conoscono appena ma che nel nostro orizzonte percettivo giustificano una visione ed una spiegazione della realtà che ci fa comodo. Ma se la realtà fosse diversa? Se il mondo non fosse lineare? Se il tempo non fosse un prima ed un poi ma un eterno “adesso”? Ci vuole un salto prima di tutto morale e di coraggio per addentrarsi in queste domande. Ma farlo vuol dire andare a fondo della questione umana. Il primo passo è liberarsi della favola aritmetica e dalla sua logica banale per arrivare all’essenza profonda delle cose non con il ragionamento ma con l’intuizione, unico vero mezzo di conoscenza universale.
Se non hai paura non sei coraggioso, sei solo stupido. Perchè ci sia il coraggio occorre che ci sia la paura. L'uno è in perfetto equilibrio con l'altra.
Regneremo.
Quando il rumore delle chiacchere e di queste urla stentate sarà ridotto al silenzio, noi prenderemo le redini della vita e la porteremo verso il Destino di Gloria che l'attende.
Senza violenza, senza rumore. Con il calmo passo di chi è certo e lo guardo dritto davanti a noi.
Negli occhi e nel cuore la visione del futuro a venire. Noi regneremo.
Cyndi Lauper's official music video for 'Time After Time'. Click to listen to Cyndi Lauper on Spotify: http://smarturl.it/CyndiLauperSpotify?IQid=CyndiLTAT A...
Mai dire mai. Sempre dire sempre.
Mani che frugano le tasche della vita. E sentire di non avere mai amato abbastanza.
Avete mai pensato che ogni nostra foto, fatta in qualunque momento della nostra vita sarà un giorno la foto di un morto?