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@mdp-art
Così rimango in te, passeggio a lungo per le tue braccia e le tue gambe, salgo fino alla tua bocca, mi affaccio all''orlo dei tuoi occhi, ti giro intorno al collo, ti scendo lungo la schiena, cambio rotta per percorrere i tuoi fianchi, ricomincio da capo, riposo sul tuo costato,
guardo le nuvole che ti passano sulle labbra rosse, saluto gli uccelli che ti attraversano la fronte, e se chiudi gli occhi anch’io li chiudo e dormo alla tua ombra come se fosse estate per sempre, amore, pensando vagamente al mondo inquietante che si stende – impossibile – dietro il tuo sorriso.
- Angel Gonzàles -
l'amore è un demone. l'amore desidera qualcosa di cui ha bisogno ma che non ha ed quindi mancanza. l'amore è un demone.
Prima d'ucciderti, io t'ho baciata. Non mi restava altro modo che questo: uccidermi morendo in un tuo bacio.
Come un nulla senza possibilità, un nulla morto dopo la morte del sole, come un silenzio eterno senza avvenire, risuona interiormente il nero.
Siamo il nostro ricordo, siamo museo immaginario di mutevoli forme, mucchio di specchi rotti.
”nel corpo come nell’arte si arriva alla perfezione non quando non resta più nulla da aggiungere, bensì quando non c’è più nulla da togliere”.
"L’omicidio, come tutta l’arte, produce interpretazioni e resiste alle spiegazioni."
Quando c’è una bella notte stellata, il signor Palomar dice: "Devo andare a guardare le stelle". Dice proprio "devo", perché odia gli sprechi e pensa che non sia giusto sprecare tutta quella quantità di stelle che gli viene messa a disposizione...
Dobbiamo leggere Dostoevskij quando ci sentiamo a terra, quando abbiamo sofferto sino ai limiti del tollerabile e tutta la vita ci duole come un’unica piaga bruciante e cocente, quando respiriamo la disperazione e siamo morti di mille morti sconsolate. Allora, nel momento in cui, soli e paralizzati in mezzo allo squallore, volgiamo lo sguardo alla vita e non la comprendiamo nella sua splendida, selvaggia crudeltà e non ne vogliamo più sapere, allora, ecco, siamo maturi per la musica di questo terribile e magnifico poeta (Hermann Hesse)
Incontro in un altro spazio.
Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.
O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.
Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.
1921 Anna Achmatova
"Il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela. Quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza"
Elogio dell'ombra
La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno) può essere il tempo della nostra felicità. L'animale è morto o è quasi morto. Rimangono l'uomo e la sua anima. Vivo tra forme luminose e vaghe che non sono ancora le tenebre. Buenos Aires, che prima si lacerava in suburbi verso la pianura incessante, è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro, le sfocate case dell'Once e le precarie e vecchie case che chiamiamo ancora il Sur. Nella mia vita sono sempre state troppe le cose; Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare; il tempo è stato il mio Democrito. Questa penombra è lenta e non fa male; scorre per un mite pendio e assomiglia all'eternità. I miei amici non hanno volto, le donne sono quel che erano molti anni fa, gli incroci delle strade potrebbero essere altri, non ci sono lettere sulle pagine dei libri. Tutto questo dovrebbe intimorirmi, ma è una dolcezza, un ritomo. Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra ne avrò letti solo alcuni, quelli che continuo a leggere nella memoria, a leggere e a trasformare. Dal Sud, dall'Est, dall'Ovest, dal Nord, convergono i cammini che mi hanno portato nel mio segreto centro. Quei cammini furono echi e passi, donne, uomini, agonie, resurrezioni, giorni e notti, dormiveglia e sogni, ogni infimo istante dello ieri e di tutti gli ieri del mondo, la ferma spada del danese e la luna del persiano, gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole, Emerson e la neve e tante cose. Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro, alla mia algebra, alla mia chiave, al mio specchio. Presto saprò chi sono.