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@melenabig
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Inserti e palinsesti #streetart #milano su arredo urbano #isola #poste
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Ci penso da ore. Ho concluso che non è per alcun verso una buona notizia. #invasionidigitali #allarrembaggio
Vietato fotografare. E questo. Insieme. #paradossi #pieromanzoni
Prego. È un onore @MuséeduLouvre
Bentornata Nike.
#MuseumWeek #BehindTheArt La quotidianità di Morandi rivive nell’anarchia del “Social Media Wedding Consierge”. Biro su carta. cm. 25,2 x 20,9
#lastbutnotleast #museumweek
#celochieditu, l’uomo che “smerdò” (letteralmente) l’arte, su una moto. Gioco leggerezza desiderio. #animalimorbidiweek Pennarello su carta. cm. 25,2 x 20,9
Preferito in assoluto di gio51260.
Carissimo Team di Svegliamuseo,
è da tempo che mi interrogo sul “se” e sul “come” condividere con voi alcune mie riflessioni sul vostro modo di operare e sul disagio che mi provoca alcune volte.
Una delle prime ragioni di fastidio è il tono usato, la scelta delle parole di Svegliamuseo al suo esordio. Irritante perché sembra presumere di calarsi dall’alto, quando invece si avvicina da fuori, esterno ad un organismo che, bisogna saperlo, è davvero complesso.
Quanto al resto, i vostri schemi sono in gran parte condivisibili, le critiche accettabili (se riferite con precisione allo sfortunato “caso medio basso”), le proposte equilibrate e teoricamente omologhe, ma vi confesso anche che, per ora, ancora non grandi novità da togliere il fiato per la sorpresa (se non guardiamo alla vostra innegabile energia).
Poi, poi c’è il reale; i processi al momento in atto, le gerarchie in uso nei musei, la lotta con i budget sempre ridottissimi (che, ad esempio, in un museo non consentono non solo di andare a Baltimora, ma nemmeno di arrivare ad Amsterdam) l’analfabetismo grave su tanti temi (non solo sul digitale), la mancanza di curiosità, la difficoltà di delega, la necessità evidente di un ricambio generazionale.
Non trovo che la semplificazione a mo’ di rimbrotto, che fa di tutti un unico calderone e restituisce (anche internazionalmente) un’immagine appiattita, giovi ad alcuno, tra chi, fra mille sforzi autarchici, fra picchi e ribassi di energia sempre alla ricerca di equilibrio, si stizzisce (personalmente faccio outing su tutto questo) e chi nemmeno ha gli strumenti per recepire correttamente e capire dove stia l’inizio del bandolo della matassa (che non sta nella semplice apertura di un profilo Twitter, anche se può essere un inizio).
In ultimo…ma fondamentale, un museo si comunica da dentro, per via digitale o analogica, non tramite terzi; il suo lavoro è la mediazione, tutta, in tanti sensi e in tutti i versi.
Da dentro, con pazienza, integrandosi in modo che, omeopaticamente -o per choc-, si modifichino alcuni processi.
#Svegliamuseo ha per me, non riesco a superarlo, un che di naive e un che di strumentale, autoreferenziale, quasi commerciale. Eco, quest’ultima, che non riesco a farmi piacere.
Ancora non mi spiego come un’impresa non profit appena nata possa sostenere tutte le vostre coraggiose e ambiziose azioni e intenzioni.
Chiedete disponibilità al confronto. Pur non interpellata, mi presento alla mensa, e non propriamente ammiccante. Lo so. Mi scuso.
Sulla questione di merito – i musei e i media digitali – ho maturato alcune convinzioni su quale sia il cuore della questione e mi fa piacere condividerle con voi; la questione è non nel numero di tweet o di followers, ma nell’identificazione di un tono, in linea con l’immagine del museo e con la sua mission, nella capacità di tenersi in bilico, parlando con gli utenti, fra contenuti di spessore - senza recedere- e leggerezza, cura dei rapporti e piano editoriale.
Voi non lo potete sapere, ma una delle fatiche più frustranti è inserire queste attività all’interno dei processi tradizionali del museo.
Spero possiate andare lontanissimo e avere un grande successo; siete giovani, veloci, pronti e generosi, alcune volte perfino adorabili.
Mi piacerebbe però che questo avvenisse passando attraverso le maglie di critiche strette, che nessuno al momento pare avanzarvi, e nel rispetto dei meriti e dei contributi altrui, tenendovi lontanissimi da qualsiavoglia mistificazione.
E’ quello che io mi aspetto da giovani preparati ed entusiasti.
Lo so, ho usato il tono serio delle cose serie.
Mi è costato una gran fatica. Ma mi sembrava onesto farlo.
Spero non me ne vogliate.
Maria Elena
Sommergibili in Piazza Mercanti #milano
Mi sono emozionata. Sarebbe bastato il logo sulla busta.
Piazza Duomo .
Sembra proiettato o retroilluminato - Cristo digitale #mantegna #brera #olmi
Estate 2012.
Oggetti omologhi.