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@mondodighiaccio
Quello che gli altri dicono di te non ti appartiene, appartiene a loro, al loro vuoto dentro. Si sa, chi non ha oro nel baule occupa il baule sminuendo i carati degli altri. Quando gli altri ti giudicano in realtà stanno vedendo in loro stessi quello che non vogliono guardare: i loro ostacoli, le loro nebbie, i terremoti. Si sa, chi non ha pace nel proprio animo dichiara guerra alla quiete di chi ha imparato la bellezza del silenzio, perché chi non gioisce delle vittorie degli altri resta sconfitto anche quando non si mette in gioco. Quello che gli altri pensano di te è parte di loro non parte di te, non si piacciono e cercano un punto d’appoggio dove sfogare i danni che hanno dentro. E di te mi piace che silenzioso incassi, silenzioso vinci e silenzioso vai avanti.
Gio Evan
“Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza avere bisogno di accettarlo.”
— Aristotele
É bello quando sentiamo che i nostri genitori sono orgogliosi di noi, ma vi assicuro che è altrettanto bello poter essere orgogliosi di loro.
Da oggi è in libreria e negli Store online una raccolta di poesie che ha scritto il mio papà, e io mi sento felice.
Mi sento felice quando vedo le persone che hanno ancora voglia di dare una pennellata al mondo, mi sento felice quando le vedo creare, esprimersi, manifestare il loro amore nella modalità che più gli appartiene.
Mi sento felice quando, a prescindere dall’età, una persona si sente troppo giovane per rischiare di non essere un pezzettino più felice, ancora.
Pessoa diceva che la poesia non era la sua ambizione…ma la sua maniera di stare solo; infatti secondo me “solitudine” viene da sole e abitudine, cioè la capacità di riconoscere il sole nel quotidiano, è l’amore di ogni gesto, è una giornata normale trasformata in un libro di poesie.
Mi sento felice quando vedo le persone fare cose, improvvisare se stesse in poeti, perché come scrivi tu, in fondo non siamo altro che
“Scintille,
In una grande scatola di pelle.”
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Ci sono uomini che non ci pensano mai.
Ma tu sì. Tu arrivavi
E mi dicevi che avresti voluto comprarmi dei fiori
Ma poi qualcosa era andato storto.
Il negozio era chiuso. O avevi dei dubbi.
Quel genere di dubbi che si affacciano alla testa di gente come noi.
O avevi pensato
Che io non volessi i tuoi fiori.
Io a quel punto sorridevo. E ti abbracciavo.
Sorrido ancora adesso.
Perché vedi, quei fiori che non mi hai mai portato
Durano ancora.
Wendy Cope
Siate Primavera.
Come stile di vita.
Per voi e per chi vi sfiora.
Charles Baudelaire, I fiori del male
- E tu cosa ci fai qui?
- Ti aspettavo.
-Ma come diavolo facevi a sapere che sarei arrivata ora?
- Non lo sapevo. Mi sono seduto e mi son detto: “Ok, conto fino a dieci, se non arriva me ne vado.” e sei arrivata.
- A che numero sei arrivato?
- Settemilaquattrocentoquattordici, ma avrei potuto continuare.
“Cose che ho imparato dopo aver pianto due o tre annetti tutte le notti. 1) Mai pregare una persona di chiamarvi, di venire a trovarvi, di pensarvi. Le passerà la voglia di farlo, sempre che ne abbia mia avuta. 2)Un “non ti amo più” in due settimane non può tornare ad essere un “ti amo ancora”. Se lo ha fatto qualcosa andrà comunque storto e a breve. 3)Se uno non vi ama più non può aver voglia di scoparvi. Ditegli di scoparsi il lavandino. Non è un punto semplice, mi rendo conto, ma è FONDAMENTALE. Quindi: “Non sento più le stesse cose, ma fare l’amore con te era…” Per te Miss Italia finisce qui, caro. 4)Se uno vi dice che non vi ama più è inutile che gli chiediate “perché”. Non ve lo dirà mai. Vi dirà che siete belle e simpatiche e dolci, ma che purtroppo non è più felice. Ometterà un sacco di cose riuscendo comunque a farvi sentire in colpa. Volete davvero sentirvi in colpa perché qualcuno non vi ama? E’ pieno il mondo di gente innamorata di persone pessime, quindi l’amore-evidentemente-non è un merito e la sua mancanza non è una colpa. 5)Se uno vi dice che non vi ama più non chiamatelo dopo due minuti da quando vi siete salutati implorandolo di poterlo rivedere solo qualche istante perché vi manca il respiro. Vederlo non vi aiuterà, vederlo vi farà sentire peggio di come vi siete sentite quando avete visto Meg Ryan scoprire che Tom Hanks era il proprietario della libreria enorme di “C’è posta per te”. Vederlo vi farà stare meglio per un nanosecondo, poi andrà ancora peggio. State a casa, diventate esperte di thè, aprite un blog, buttate via le mutande da bambina che avete nel cassetto e non andate in giro con lo smalto di due settimane prima. Si vede anche da quello se una è un po’ triste. 6)Buttate via la scheda del vostro cellulare. Davvero. Se siete appena state lasciate o se siete state lasciate da tanto e avete ancora il brutto vizio di inviare messaggi tipo “scusa se ti scrivo, giuro che è l’ultima volta, ma sono in fin di vita (più o meno) e non so con chi parlarne se non con te…Mi manchi, perdonami, non voglio disturbarti”…ecco, se mandate messaggi del genere buttave via la scheda e non ricompratela. Eliminatevi da facebook. Potrete tornare alla vita sociale cibernetica solo quando avrete imparato la lezione. Non prima. Ci vogliono ottime amiche per fare questo, attenzione. 7)Presentarvi vestite da strafighe nel bar che lui frequenta ogni venerdì per l’aperitivo fingendo di non vederlo non ve lo riporterà indietro. Molto adrenalinico, provare per credere, ma non provare per smettere di soffrire. Essere belle, tutte truccate e profumate, sexy e tornare a casa comunque tristi è davvero deleterio. Le ripicche non servono, le dimostrazioni non servono, la gelosia non serve. Lui non è un pupazzo, è un essere umano. Se vi vede stroieggiare (s’è fatto tutte) penserà “non me la ricordavo così” e passerà oltre. Oppure vi cercherà per fare quello che si fa con quelle che stroieggiano, e in genere non ci sarebbe niente di male, ma siccome si tratta del vostro passato vi rimando al punto 3. 8)Scrivete pure tutte le lettere che vi pare, ma non le inviate. Numero di lettere consentite:1. Poi basta. Le altre tenetele per voi, e scriveteci spesso quanto state soffrendo. Quando state per richiamarlo leggetele e ricordatevi esattamente quanto male vi ha fatto. Poi non chiamatelo. 9)Guardate tutti i film d’amore che volete, piangete fino a che non vi cadrà il naso, ma tenete ben a mente che lui non è il protagonista dei film che guardate, né il protagonista dei libri che leggete. Non perdete di vista la realtà, non idolatrate chi non c’è più. Hugh Grant è meglio di lui, sarà sempre meglio di lui e solo Hugh Grant rischia di morire settanta volte per raggiungere Julia Roberts prima che prenda l’aereo in “Notting Hill”. Solo lui. 10)Fa male, non fidatevi di chi dice il contrario. Se non vi sentite di uscire non uscite. Se il pensiero di un appuntamento con un altro vi fa venire il vomito mettete “La Bella e la Bestia” e tanti saluti. State male, piangete: vi è concesso. Entro un certo limite. Lavatevi sempre i capelli e continuate a fare quello che vi piace fare. Piangete, ma non per questo smettete di truccarvi per paura che il mascara possa colare. Vi pulirete, al limite. Vi asciugherete le lacrime, al limite. 11)Dite pure a tutte le vostre amiche che non ce la farete mai, che lo amerete per sempre, che non sopravviverete, che vi fa male il cuore, ma tanto lo sappiamo tutti che poi torna la primavara, che c’è quella nostra conoscente che era sposata da 25 anni e dopo esser stata tradita ha ritrovato l’amore, lo sappiamo tutti che poi d’estate viene voglia di spogliarsi e d’inverno d’abbracciarsi, che non tutte le persone sono insipide e che poi qualcuno volenti o nolenti viene a prenderci e ci porta via. Autoconvincetevi che possa bastarvi soffrire per un uomo per tutta la vita, tanto non è vero. 12)Sforzatevi. “Ma io lo amo” deve diventare “non ci voglio pensare”. E “non ci voglio pensare” deve diventare “non mi ama” che a sua volta deve diventare “ce la posso fare”. Ma io lo amo non è una giustificazione per tutte le cagate che fate o che farete. Se ha un’altra non potete ucciderli, anche se l’istinto parla chiaro. Se vi ignora non potete darvi fuoco sotto casa sua, non vi considererebbe comunque. 13)Le persone non tornano, le persone si rincontrano. E si imparano a conoscere di nuovo, da capo. Non voglio mica dirvi di non sperare, non sono nessuno per togliervi la speranza, ma voglio che sappiate che in genere-quando qualcuno torna-è perché non ha trovato niente di meglio. Non vi accontentate di un “ti amo, ho fatto un errore” (durato 13 mesi circa). Ricominciate dall’inizio, perché quando il tempo passa si cambia anche senza rendercene conto e quello che un tempo amavate potrebbe essere diventato un topo peloso e puzzolente che non vi garba più poi così tanto. Ascoltatevi, prendetevi il vostro tempo, analizzate quello che sentite. Con i ritorni di fiamma c’è da stare attenti il doppio. 14)Se avete incontrato qualcuno (sìììììììììììì uhhhhhhhhhhhhhhh yeahhhhhhhhhhhhhhh) che vi piacicchia andateci a fare una passeggiata, prendeteci un gelato, una birra. Attenzione alle cene e al farci l’amore. Sono due cose che fanno piangere, se ancora non siamo proprio proprio del tutto libere di cuore. Fatevi toccare da qualcuno solo quando vi sentirete davvero davvero pronte. Non fatevi prendere dall’entusiasmo per aver trovato una persona interessante dopo 8000 persone “niente di che”. 15)Non state mai in silenzio per paura di perdere qualcuno o di disturbarlo. Se qualcosa vi fa male ditelo, se non vi sentite amate ditelo, se siete infelici ditelo. Abbiate sempre il coraggio delle vostre emozioni, sempre. A 15, a 20, a 40, a 70 anni. Mamma litiga sempre con babbo perché lei parla e lui non l’ascolta e lui le chiede puntualmente scusa. Non è mai migliorato, però la tiene ancora per mano, quando camminano. Non accontentatevi: meritate amore. Niente di più e niente di meno. Se non è amore ciò che avete ma è amore ciò che cercate mandate tutto a fanculo e ricominciate. Non è nemmeno così difficile come sembra. Davvero. 16)Non aggiungete su facebook quelli senza maglia. Mi raccomando. 17)Non fate come me, che per capire questa roba ho fatto esattamente tutto il contrario di quello che ho scritto.”
—
Susanna Casciani. (via comeunaprigione)
Mi ci faccio un poster e lo appendo in camera.
(via comefannolefoglie)
Non c'era nient'altro da aggiungere, ha detto tutto quello che serviva. Perfetto.
(via bella-come-il-mare)
“Fammi una promessa, ti prego, l'ultima, e l'unica che manterrai. Promettimi che non ci perderemo nei nostri ricordi, che in qualche modo, anche se lontani, anche se divisi, esisteremo ancora, io e te insieme. Promettimi che quando ci ritroveremo per dieci minuti in un bar a prendere un caffè come due vecchi amici, prima di andare ci stringeremo le mani e sentiremo quello che siamo stati, ancora. Promettimi che se nei miei occhi leggerai “chissà come sarebbe stato”, i tuoi mi risponderanno “sarebbe stato bellissimo.””
— Miriana Cimbro, lezionidivoloperprincipianti (via lezionidivoloperprincipianti)
Guido Catalano
““La cosa più bella di te,è che non riesco a trovare neanche il principio di un paragone. Non”sei come”. Non “sei più” “Sei”. E’ il resto semmai,a doversi adattare.””
— Malkavian Madness
BACI LETTERARI:
Paolo e Francesca, (Divina Commedia, V canto dell’Inferno, Dante Alighieri)
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
Jacques Prévert, I ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
Romeo e Giulietta, (Romeo e Giulietta, William Shakespeare)
Se con indegna mano profano questa tua santa reliquia (è il peccato di tutti i cuori pii), queste mie labbra, piene di rossore, al pari di contriti pellegrini, son pronte a render morbido quel tocco con un tenero bacio.
Pablo Neruda
Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.
Lancillotto e Ginevra, (Lancillotto o il cavaliere della carretta, vv. 4669-4679, Chrétien de Troyes)
Lancillotto ora ha ciò che brama:
la regina lo accoglie, ed ama
che stia con lei e che le faccia
piacere: tiene fra le braccia
lui lei, e lei lui tra le sue.
È così dolce il gioco ai due
e del baciare e del sentire,
che n’ebbero, senza mentire,
una gioia meravigliosa
tanto che mai una tale cosa
non fu udita né conosciuta.
Catullo a Lesbia (Viviamo, Mia Lesbia, e Amiamo, Catullo)
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
Se chiudo gli occhi
c’è ancora la musica
e tu che danzi,
io ti dico non so ballare
tu mi dici
segui i miei passi.
—Gio Evan
tu, ragazza sfacciata e timidissima riservata e poi aperta che ti chiudi in te ma lasci la porta degli occhi spalancata frenetica e composta acida e cauta stronzissima e danzatrice di pettirossi che quando ti chiedono come stai con gli occhi rispondi fatti i cazzi tuoi e con il cuore consoli il mondo dicendo si va avanti, dai tu, ragazza altruista e appartata cantautrice di docce e ombrelli dimenticati a casa, ascoltatrice di dinamiti altrui e imbranata a disinnescare una piccola bomba incastrata dentro, detective di sguardi ladra di fiato tu, ragazza generosa ma di guance rosse brava a dire grazie grandissima a chiedere scusa incapace di non fare regali pessima a non distruggersi per gli altri, che al bancone della vita se non ti puoi servire da sola, non prendi niente ragazzissima con i pensieri verso il cielo e gli amori a terra, che cammini così bene che la gente che ti vede passare pensa che non hai niente e invece dentro tu hai un po’ di tutto.
- Gio Evan
Mi dispiace per quelli che manco ci provano che non sfidano mai se stessi per quelli che non si buttano per paura di rovinarsi il vestito nuovo per paura di sbucciarsi la gamba, il cuore, per paura di soffrirci un po’
mi dispiace per quelli che non fanno pazzie per quelli che non partono che non viaggiano che non beccano mai la pioggia in testa mi dispiace per loro che se ne restano lì con le mani in tasca a ripetersi ogni giorno, ad aspettare il pulman della loro vita quello che finito il giro del quartiere torna in piazza
mi dispiace per quelli che non ci sono mai che non si prendono tempo per loro per gli amici per la mamma mi dispiace per chi dimentica mi dispiace per gli accidiosi mi dispiace per chi è esperto della vita degli altri ma non sa niente della sua, per chi giudica le valigie di chi parte mentre lui non parte mai
mi dispiace per quelli che dicono sempre “ti amo da morire” e poi manco sanno viverti.
Gio Evan
“Guardate che il “farvi desiderare” funziona solo con chi vi desidera, gli altri, se sparite, tirano un sospiro di sollievo…”
— Web