Allontanarsi prima che faccia male.
-sorridevamaintantomorivadentro (via sorridevamaintantomorivadentro)
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PR's Tumblrdome
Sweet Seals For You, Always
YOU ARE THE REASON
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Monterey Bay Aquarium

❣ Chile in a Photography ❣
Cosmic Funnies
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
RMH

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trying on a metaphor

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Kiana Khansmith

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@moon-keys
Allontanarsi prima che faccia male.
-sorridevamaintantomorivadentro (via sorridevamaintantomorivadentro)
Se n’era andata per sfuggire al dolore, senza sapere che un giorno, quel giorno, sarebbe tornata per ritrovare la felicità.
tumidevidareunbacio (via tumidevidareunbacio)
Addio, fottiti, ma aspettami
Le luci della centrale elettrica (via ilragazzoconlecuffiette)
Ogni giorno quando ti svegli,Fai Qualcosa. Ma non del tipo fare una colazione del cazzo oppure scrivere ‘vaffanculo’ su un muro. Cerca di trovare qualcosa da fare che ti migliori la giornata. O meglio,che addirittura migliori te. Insomma basta una piccola cosa,ma che per quanto piccola ti renda felice. Mi spiego meglio. Devi cercare di fare quelle cose che sei ci ripensi ti mette il sorriso. Se ti manca il tuo ex,scrivigli. Non avere paura di fare una figura di merda. E se capita,al massimo,avrai qualcosa da raccontare alla tua migliore amica. E ci riderete sopra. Come deficienti. Non avere paura di non mancargli più. A lui o a lei. Insomma siamo in 7 miliardi. 7 miliardi,cazzo. Vuoi davvero credere che non ci sarà almeno una persona a cui potrai mancare? Se vuoi diventare più forte,più bravo.più preparato,più acculturato. Allenati,studia. Se non ti piace studiare non farlo. ma poi non lamentarti di chi studia e ottiene risultati. Non criticare chi si allena perchè vuole vincere. Criticare non rientra nel fare qualcosa. Rientra nel rompere le palle. E chi rompe le palle non ha mai vinto un cazzo. Anzi,ha già perso in partenza. Quando stai per iniziare qualcosa non vedere tutta la scala. Inizia facendo il primo passo. Fai qualcosa. Fai qualcosa che ti faccia volere bene. Fai qualcosa che ti faccia stare bene. Se ti piace la Nutella,mangiane quanta ne vuoi. E se ti piaci grasso non ti pesare. Ma non rompere le palle a chi è a dieta. E se,invece,vuoi dimagrire beh..mangia meno e compra una bilancia. Fai qualcosa. Trova qualcuno che ti chieda spesso ‘Come stai?’. A voce o per sms. Trovalo perchè in alcuni momenti quella persona ti farà stare meglio. E quando te lo chiede,rispondigli. Subito. Perchè,altrimenti,smetterà di chiedertelo. E farà bene. Fai qualcosa. Qualcosa che ti faccia ammirare dagli altri. E non aver paura di non piacere. Tanto te lo dico subito. Non si può piacere a tutti. Non avere paura. Ma non criticare qualcuno se piace più di te. Cerca,piuttosto,di imparare da lui. L’invidia e l’odio la comprano quelli che non sanno fare un cazzo. E hanno bisogno di dire agli altri le cose che non hanno il coraggio di dire a se stessi. Perchè hanno preferito comprare l’invidia,invece che uno specchio. Se hai qualcosa da dire,dillo. Con una canzone,con un sms,con un libro,con un video,con una foto o con un cazzo di post-it. Sii te stesso. Gli altri devono prenderti per come sei. Devi essere te stesso. Ma il te stesso migliore. Insomma la mattina quando ti svegli fai qualcosa. Anzi prima pensa,tanto è gratis. E dopo che hai pensato, Fai Qualcosa.
- Francesco Sole believeinoursdreams (via believeinoursdreams)
«Ho paura del buio.» «Il buio non c’è, Andrea.» «Invece si.» «Il buio è la luce spenta.» «Nel buio ci sono i mostri. Alla luce non si vedono.» «Tu li hai mai visti?» «Si.» «E com’erano?» «Brutti.» «Perché, cosa facevano?» «Paura.» «Come?» «Con il buio: come fanno i mostri. Ti fanno paura perché si nascondono, ma ci sono.» «Dove si nascondono?» «Negli angoli, nei buchi, ed escono col buio. Di giorno ti seguono da dietro, non hanno il coraggio di venirti davanti perché la luce li soffia dietro di te. Però copiano tutto quello che fai.» «Perché?» «Sono invidiosi.» «E fanno male?» «Si.» «Come?» «Con il buio.» «Ah…» «Ma anche loro hanno una paura.» «Quale?» «Sono sempre soli e ti attaccano quando sei solo anche tu.» «E se siamo in due?» «Non attaccano.» «Perché?» «Perché in due c’è luce.» «Ma se è tutto buio!» «No, c’è una luce che solo i mostri vedono.» «Che luce?» «La luce che si accende quando due persone sono vicine e si abbracciano, come nella lampadina.» «Che c’entra?» «Dentro la lampadina ci sono le braccia e in mezzo passa la luce.» «E come mai noi non la vediamo?» «Perché è una luce nascosta, si vede solo nei disegni. Quando due si vogliono bene, nessun mostro può fare niente.» «Ci sono molti mostri qui a casa?» «Adesso si, perché prima la luce di papà e mamma li teneva tutti lontani.» «E ora?» «La luce si è fulminata. Ora stanno uscendo tutti dagli angoli e dai buchi. E hanno fame.» «Cosa mangiano?» «Il sonno.» «Il sonno?» «Si, loro ti tengono sveglio e tutto il sonno che tu vuoi dormire lo risucchiano.» «E cosa ci fanno?» «Crescono, diventano sempre più grandi.» «E poi?» «Poi non entrano più nei buchi e negli angoli e allora vanno dappertutto.» «Mmm…» «Dobbiamo farli morire di fame.» «Come?» Andrea abbracciò la sorella. Si aggrappò a Margherita come fosse un salvagente e cominciò a galleggiare nel sonno pochi secondi dopo. Margherita non riusciva a dormire, ma almeno quella notte i mostri avrebbero lasciato in pace suo fratello e divorato solo il suo sonno. Chi ha un amore che veglia può dormire sonni tranquilli.
Cose che nessuno sa (via staywithmeforever-dreamer)
“E se Beatrice in ‘Bianca come il latte rossa come il sangue’ non fosse morta? Leo sarebbe andato sicuramente da lei, le avrebbe dato tutto l’amore che avrebbe voluto darle, ma Silvia? Beh, Silvia sarebbe rimasta in silenzio, come sempre, a sfogliare le pagine della vita di Leo, curandosi delle pieghe all’angolo e senza pensare alla sua di vita. Magari avrebbe scelto di amare qualcun altro o semplicemente di amare Leo in silenzio. E non so cosa farebbe più male, se amare qualcuno che scambia l’anima con un’altra persona o baciare qualcuno che non riuscirà ad avere mai l’importanza che stimerebbe. Intanto Silvia colmerebbe sempre i vuoti di Leo, senza riempire o meglio svuotare i suoi da tutte quelle angosce e sentimenti buttati al vento. E chissà se poi Leo si accorgesse di Silvia, dei suoi occhi azzurri, che diceva fossero la sua àncora di salvezza durante un naufragio. Chissà se ci avesse fatto caso che erano azzurri, sì, ma non del colore del mare ma del colore della pioggia, delle lacrime che facevano galleggiare costole, milza, fegato, stomaco, polmoni e ciò che ne fosse rimasto del cuore. Chissà se Leo si fosse mai accorto che il cuore di Silvia batteva d’amore e non di vita. Chissà se Silvia fosse sopravvissuta a quelle torture, se avesse fatto scelte coraggiose o se fosse annegata nelle sue stesse lacrime. Ma Silvia rimarrebbe sempre una guerriera, anche se poi, decidesse di guardare da lontano Leo e Beatrice, rimarrà sempre una guerriera in allerta della persona che ama. ”
—
Francesca Russo
(via sesolosapessiciocheprovo)
Mi mancherai e non te lo dirò. Ti penserò e non te lo farò sapere. Ti abbraccerò ogni notte nei miei sogni e ti sussurrerò piano le parole che vorresti sentirti dire , senza farmi vedere. Ti darò forza da lontano , guardandoti e sapendo che c’è già chi ha preso il mio posto. E non è perchè ho smesso di amarti. Ho solo smesso di dirtelo.
about a moonlight. (via aboutamoonlight)
Io impazzisco perché non è qui che voglio stare.
Arctic Monkeys (via imparodalvento)
Mi chiamo Dante, non so né leggere né scrivere, vivo in una favelas a sud di Rio de Janeiro; nato per morire fra questa immondizia, so fare solo una cosa imbracciare un mitra per tirare avanti. Ho perso la facoltà di piangere quando ho ucciso il mio migliore amico per un pezzo di pane, ma la fame ci tramuta in animali e non esiste amicizia fra le bestie. L’unica cosa che mi consola sono le stelle, così lontane dal male; spero che un giorno anch’io sarò una stella, ma nell’inferno non esistono luci e anche dopo la mia morte sarò condannato a soffrire per sempre. Qui va tutto male, vorrei scappare ma quando hai il futuro segnato negli occhi e le mani sporche di sangue, non puoi più evadere dal tuo passato… t’insegue. Cerco cibo fra questo marciume, mentre continuo a pregare un Dio di cui ho dimenticato pure il nome. Anche la società si è dimenticata che esisto, mi ha abbandonato in una “casa” fatta di pezzi di amianto, e preferisce costruire grosse “fortezze” d’acciaio in cui stupidi uomini tirano calci a un pallone. Loro non sanno che significa la vita. Loro non sanno che significa soffrire.
Pierluigi Vizza (via pierluigivizza)
Ti amerò da lontano, come si fa con le stelle
(via promettimiditornare)
Io impazzisco perché non è qui che voglio stare.
Arctic Monkeys (via imparodalvento)
Mi chiamo Dante, non so né leggere né scrivere, vivo in una favelas a sud di Rio de Janeiro; nato per morire fra questa immondizia, so fare solo una cosa imbracciare un mitra per tirare avanti. Ho perso la facoltà di piangere quando ho ucciso il mio migliore amico per un pezzo di pane, ma la fame ci tramuta in animali e non esiste amicizia fra le bestie. L’unica cosa che mi consola sono le stelle, così lontane dal male; spero che un giorno anch’io sarò una stella, ma nell’inferno non esistono luci e anche dopo la mia morte sarò condannato a soffrire per sempre. Qui va tutto male, vorrei scappare ma quando hai il futuro segnato negli occhi e le mani sporche di sangue, non puoi più evadere dal tuo passato… t’insegue. Cerco cibo fra questo marciume, mentre continuo a pregare un Dio di cui ho dimenticato pure il nome. Anche la società si è dimenticata che esisto, mi ha abbandonato in una “casa” fatta di pezzi di amianto, e preferisce costruire grosse “fortezze” d’acciaio in cui stupidi uomini tirano calci a un pallone. Loro non sanno che significa la vita. Loro non sanno che significa soffrire.
Pierluigi Vizza (via pierluigivizza)
Ti amerò da lontano, come si fa con le stelle
(via promettimiditornare)
Mi chiamo Dante, non so né leggere né scrivere, vivo in una favelas a sud di Rio de Janeiro; nato per morire fra questa immondizia, so fare solo una cosa imbracciare un mitra per tirare avanti. Ho perso la facoltà di piangere quando ho ucciso il mio migliore amico per un pezzo di pane, ma la fame ci tramuta in animali e non esiste amicizia fra le bestie. L’unica cosa che mi consola sono le stelle, così lontane dal male; spero che un giorno anch’io sarò una stella, ma nell’inferno non esistono luci e anche dopo la mia morte sarò condannato a soffrire per sempre. Qui va tutto male, vorrei scappare ma quando hai il futuro segnato negli occhi e le mani sporche di sangue, non puoi più evadere dal tuo passato… t’insegue. Cerco cibo fra questo marciume, mentre continuo a pregare un Dio di cui ho dimenticato pure il nome. Anche la società si è dimenticata che esisto, mi ha abbandonato in una “casa” fatta di pezzi di amianto, e preferisce costruire grosse “fortezze” d’acciaio in cui stupidi uomini tirano calci a un pallone. Loro non sanno che significa la vita. Loro non sanno che significa soffrire.
Pierluigi Vizza (via pierluigivizza)
Ti amerò da lontano, come si fa con le stelle
(via promettimiditornare)