Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza. Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)
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Cosimo Galluzzi

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@murodiparole
Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza. Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)
“We met at the wrong time. That’s what I keep telling myself anyway. Maybe one day years from now, we’ll meet in a coffee shop in a far away city somewhere and we could give it another shot.” Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004)
Pensieri Scomposti, Federica Maneli
Sei diventata una sorta di categoria filosofica, ti rendi conto? Appena ti penso mi si solleva una tale quantità d’interrogativi che mi ci vorrebbero un paio di lauree ad hoc solo per cominciare ad approcciarne qualcuno. Per cui faccio quel che posso. Tocco con mano la mia ignoranza. A forza di soffrire per te ho contratto un debito intellettuale nei confronti del tempo che attraverso. Sono un militante del pensiero critico. Mi attirano libri che fino a poco tempo fa m’innervosivano solo a leggerne il titolo. Sei compatibile con tutto: con il privato, il pubblico, la politica, l’etica, l’estetica, la religione, la musica, la letteratura, il cinema, il teatro, l’informazione, la tecnologia, la pubblicità dei pannolini e persino quella delle macchine. Ogni cosa è compromessa con te. E io sono obbligato a speculare su tutto, perché tutto ti riguarda. Sei ovunque, tranne dove vorrei che fossi. Indovina dove.
Sono contrario alle emozioni, Diego De Silva (via toanywhere)
Devo aspettare perché t'incontrerò di nuovo. Devo vedere come non perderti più
Walt Whitman (via magiadelsogno)
“Per anni ho pensato che condividessimo un segreto: che noi due saremmo stati meravigliosi nel mondo.” #revolutionaryroad
I love this so much
Cosa faresti se potessi tornare indietro nel tempo?
(via incomprehensibilis)
eh
(via occhispentidaldolore)
Nulla. Le cose sarebbero andate così. Se non vuoi stare con una persona, trovi qualunque scappatoia per non starci insieme. È questo che non si può cambiare.
L'ultimo tocco.
"Sentì quella fitta all'altezza dello stomaco. Sapeva, allora, che doveva stare zitta. Doveva solo continuare a camminare, lentamente; respirare, profondamente. Paradossalmente, aveva spento tutto di lei. In quel momento, nulla era come doveva essere. Nella sua mente vagavano pensieri che sapeva non avessero mai trovato una giusta collocazione. La verità è che non si sentiva a suo posto. Cioè, ogni posto non era il «suo» posto. E allora stava in silenzio, con quella fitta allo stomaco, camminando. Quel giorno faceva freddo. Non era abbastanza abituata a quel freddo. Era secco, di quelli che riesce ad entrarti dentro fino a far sentire male le ossa. E allora pensò che, magari, quella fitta fosse dovuta al freddo, che una volta a casa sarebbe passato. Invece no. Arrivò a casa e nulla tornò come prima. Si fece una tazza di thè caldo, si sedette nel letto e iniziò a scrivere. Si sentiva lei stessa ogni volta che aveva il controllo della tastiera. Scriveva e pensava a tutto. Alla fitta, al freddo, ai pensieri sbagliati, alle idee contorte che le vennero in testa in quei due chilometri di camminata. Non erano pensieri sani e, infondo, lo sapeva anche lei. Ma cosa c'era esattamente che non andava? Se lo chiedeva ogni giorno quando, sotto la doccia, poteva fare il resoconto dei momenti più strani della giornata. Ogni cosa la riconduceva sempre allo stesso punto. Non avrebbe mai voluto dirlo a qualcuno, non avrebbe mai parlato se qualcuno non avesse potuto capirla. E dato che quella persona non c'era, teneva tutto per sé. Ma neanche lei sapeva darsi certe risposte. Perché una persona può far stare così male un'altra persona? Non era il freddo, non era la fitta allo stomaco: era quella persona. «Tutto sbagliato» pensò, di nuovo. Ogni giorno della sua vita malediceva quel giorno in cui rise così tanto. In cui ogni cosa le appariva bella. Ma la verità è che tutto ciò che appare bello, si dimostra col tempo orribile. E infatti, così andò. In un giorno indefinito per gli altri, ma ben impresso nella sua memoria, incontrò lui. Non fu neanche voluto, fu quasi «per sbaglio». E forse fu quell'incontrarsi per sbaglio che la cambiò. Infondo sapeva che lo doveva dimentica, che per lui non era stata quello che lui è stato per lei. Non sapeva cosa l'avesse spinta ad amare una persona così. Le vicende che si intrecciano tra di loro, tutti quei momenti che ricordava come fossero un giorno vicino, le facevano credere che tutto potesse andare per il verso giusto. È che era un ragazzo così strano caratterialmente che non si avvicinava neanche minimamente alla normalità. Cercò di non pensare più di tanto a quello che era successo il giorno precedente: immagini sbagliate, salti nella memoria eterna che non può essere cancellata ma solo sorvolata. Tutto fu inutile. Ogni cosa la riportava a quello che lesse, a quello che vide." «Essi interpreta l'amore come un desiderio - profondamente connaturato all'essenza spirituale dell'uomo - di conoscere, di attingere la bellezza ideale ed eterna. L'amore viene cioè depurato dalle sue scorie terrene e diventa un'esperienza contemplativa, nella contingente e incompleta bellezza degli aspetti terreni, della Bellezza ideale ed eterna.»
La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia.
Arthur Schopenhauer (via chiinyan)
"It will be a few hours until we get there. Go ahead and get some rest."
L'emozioni di un concerto sono quelle che no si dimenticano. Hai tutto concentrato in un solo istante. Hai la tua amica, la migliore, che salta insieme a te e ti cede il posto davanti per non farmi perdere un momento. Le lacrime nate dall'incrocio con i suoi occhi, che per un momento si sono soffermati sui nostri mentre la nostra e la sua voce cantano la stessa canzone:" Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai." E allora dimentichiamoci la stanchezza, il caldo, il nervoso e lo stress, per lasciarci il ricordo di un momento perfetto che non dovrebbe finire mai.
Ogni volta che vedo questa immagine, penso a me e a lui.