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@musicismycare
Midnight in Paris; Scenery
I can’t imagine someone getting sweaty hands or feeling butterflies in their stomach when they look at me like I can’t imagine myself being the object of someone’s late night love fantasy
9 words to make you really think.
This. Is. Profound.
This is something everyone should see
A te si arriva solo attraverso te. Ti aspetto. Io sì che so dove mi trovo, la mia città, la via, il nome con cui tutti mi chiamano. Però non so dove sono stato con te. Là mi hai portato tu. Come avrei imparato la strada se non guardavo nient'altro che te, se la strada era dove tu andavi, e la fine fu quando ti sei fermata? Che altro poteva esserci più di te che ti offrivi, guardandomi? Però adesso che esilio, che mancanza, lo stare dove si sta! Aspetto, passano i treni, i destini, gli sguardi. Mi porterebbero dove non sono stato mai. Ma io non cerco nuovi cieli. Io voglio stare dove sono stato. Con te, ritornarci. Che intensa novità, ritornare un'altra volta, ripetere mai uguale quello stupore infinito. E fino a quando non verrai tu io resterò sulla sponda dei voli, dei sogni, delle stelle, immobile. Perché so che dove sono stato non portano né ali, né ruote, né vele. Esse vagano smarrite. Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te.
(P. Salinas)
“Finiamo così come siamo iniziati: lentamente, un po’ alla volta. Come quando la primavera tarda a scoppiare, in questo addio assomigliamo più alla luce calma della luna che non a quella degli abbaglianti. Finiamo così, senza stupore alcuno, senza recriminazioni, senza urla. All'inizio, per noi, nessuno scoppio in cielo, niente fuochi d'artificio, niente feste d'inaugurazione, solo tanto cinema, tante sere d'estate senza preoccupazione per l'imminente arrivo dell'inverno. Adesso, nessun ultimo bacio. Rimaniamo seduti su questa panchina senza parlare, guardando le persone che passano, aspettando che arrivi il momento per andarcene, senza saperne scegliere uno adatto. Io mi sforzo di piangere; mi sembra impossibile non farlo proprio ora. Tu giochi con il portachiavi e ogni tanto azzardi una battuta. Aspettiamo immobili la sera, aspettiamo che arrivi l'ora in cui dire “si è fatto tardi” non ci sembrerà più fuori luogo o irrispettoso nei confronti di quello che è stato. Che è stato tanto. Che è stato, tanto tempo fa. Immaginare che un giorno ricominceremo ad apprezzare l'odore dei fiori e le sfumature negli occhi delle persone in questo momento ci fa provare vergogna. Immaginare che proveremo ancora qualcosa di simile alla gioia ci fa sentire a disagio, eppure un pensiero ci sfugge di mano e ci arriva al cuore. È più forte di noi. Baceremo altre persone e chissà per quanto tempo ancora ci sentiremo in colpa, facendolo, un po’ perché non saremo più noi, più noi due, un po’ per non avercela fatta. Nemmeno stavolta. Stavolta che ci saremmo giocati la casa al mare che non avremo mai, su questa storia. Soprattutto, soprattutto stavolta.“ -Susanna Casciani
01.09.2015// “Sometimes you have to go through the worst to get the best” just another “motivating” drawing from my Moleskine.
(please do not remove the captions)