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PANAMA PAPERS & BARBONI A PANAMA
PANAMA PAPERS, IMPARIAMO DAGLI SBAGLI DEGLI ALTRI
1. DELLO SCANDALO DELL'ACCUSATORE ANONIMO
Lo scandalo montato addosso allo studio legale Mossack Fonseca parte dalla novella dell'informatore "anonimo" che passa le sue soffiate al "Suddeutsche Zeitung" un quotidiano di Monaco di Baviera, uno dei maggiori in Germania. Le accuse segrete provano generalmente la propria fondamentale debolezza ed infondatezza proprio nel fatto che sono segrete. Secondo la fiaba giornalistica, lo spione consegna al giornale tedesco le informazioni riservate dei clienti di Fonseca, informazioni sensibili e delicate delle quali egli (la spia anonima) dichiara di essersi (indebitamente e fraudolentemente) appropriato, commettendo una serie di delitti perseguibili sia a Panama che in Germania e che nel resto del mondo. I dati sarebbero consegnati in pesantissimo un "pacchetto" di 2,6TB, che conterrebbe undici milioni e mezzo di documenti, relativi a clienti di varie parti del mondo ai quali è garantita la massima riservatezza dalla più evoluta tecnologia di sicurezza nelle comunicazioni e telecomunicazioni digitali.
2. JURGEN MOSSACK
Per un caso, oppure per una coincidenza, il fondatore dello studio Mossack Fonseca è Jurgen Mossack, un avvocato tedesco di Bavaria (anche il quotidiano che monta lo scandalo è di Monaco, che è la capitale della Bavaria), nato a Fürth, in Bavaira, che dista da Monaco 155 chilometri, e poi trasferito a Panama circa 40 anni fa.
3. ICIJ
Da Washington, s'interessa subito della questione il consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (International Consortium of Investigative Journalists), della cui esistenza non tenevo conto, credendo che i maggiori fabbricatori di frottole da dispensare a Tv e cartaccia stampata del pianeta fossero preminentemente le due agenzie di stampa transnazionali "Reuters" e "Associated Press". Questo consorzio sarebbe un'associazione di circa 190 giornalisti che dispensano facezie da 65 nazioni diverse. (Nelle liste generali sulle imprese registrate offshore e sui cosiddetti paradisi fiscali, che pubblicano sul loro sito web, non sono riuscito a trovare i nomi delle imprese che conosco per esperienza diretta essere registrate a Hong Kong. Questo, al di là dello scandalo, mi pare un dato incoraggiante).
3. DELLA GESTIONE DEI DATI DI MOSSACK FONSECA
Dando un'occhiata preliminare al sistema informatico di Fonseca, vedi bene che lo studio legale panamense usa una versione superata di Wordpress, non aggiorna il suo "Outlook Web Access login" dal 2009 e non aggiorna il "client login portal" dal 2013, i suoi sistemi non sono compartimentali e non ha dati sui soggetti che manipolano i suoi sistemi informatici, cioè, non registra gli utilizzatori del sistema ogni volta che mettono mano al sistema.
3.a. DELLA PERNICIOSA PRESENZA DI PRODOTTI MICROSOFT
Mossack Fonseca gestisce un sistema di posta elettronica che gira su Outlook Web Access, di Microsoft! Come si fa a vendere servizi di "secure online account" se si usa anche solo un programma Microsoft? La posta elettronica dei vari studi di Mossack Fonseca gira su server Microsoft Windows!!! Chi gestisce la posta elettronica dei vari studi di Mossack Fonseca, oltre a farli girare su server Windows, non tenta neppure gli inutili protocolli di protezione TLS/SSL per Windows Server.
3.b. DELL'ASSENZA DI CRITTOGRAFIA
Al tempo dei fatti, la posta elettronica di MF non è protetta da sistemi di crittografia, viaggia direttamente così com'è (Luis Martinez, "Gerente de IT presso Mossack Fonseca", dopo 25 anni non è ancora stato cacciato a pedate - https://www.facebook.com/LuisAdonayMartinez).
3.c. DELLA COMUNICAZIONE AI CLIENTI A SUA VOLTA DIFFUSA
MF ammette di aver subito delle intrusioni nei suoi server e lo comunica con la posta elettronica riservata ai suoi clienti ma anche quella comunicazione finisce intercettata dai calunniatori-giornalisti anonimi, sempre assetati di sangue, e tutto il mondo può vederla (https://twitter.com/wikileaks/status/716681778107400192).
3.d. DELLE ACCUSE ANONIME
Non si sa nulla di chi passerebbe le informazioni al "Sueddeutsche Zeitung" e perciò non si sa nulla di riscontrabile sul come faccia a dispensare una così grassa moltitudine d'informazioni, fraudolentemente sottratte ad altri. I giornalisti usano due tecniche per calunniare impunemente in giro per il mondo:
A) nascondono i loro "informatori", ottenendo dai poteri dello stato il lusso del più assoluto anonimato, e quindi le loro accuse sono sempre prive di riscontro e di testimoni reali e/o attendibili:
B) mettono i loro confidenti sotto scorta, per far apparire la loro cialtroneria e le loro calunnie più credibili.
In questo caso usano la soluzione A e il pretesto per l'anonimato non è quello di sottrarre la spia dalla dovuta persecuzione giudiziaria, in conseguenza dei suoi delitti, ma quello del preteso pericolo per la sua incolumità fisica
(http://panamapapers.sueddeutsche.de/articles/56febff0a1bb8d3c3495adf4/).
3.f. DEI TEMPI DI TRASFERIMENTO DATI AL GIORNALE
Il delatore anonimo impiega un anno a trasferire al giornale di Bavaria gli 11 milioni e mezzo di documenti. Questo è un altro buon motivo per non credere alla storia dell'attacco informatico contro la debolissima rete Mossack Fonseca. Per quanto possa essere cialtrone il responsabile della sicurezza informatica, quanti anni può durare la penetrazione dei suoi sistemi per copiare tutti quei dati?
4. DEL FURTO DEI DATI NELLA PRATICA
I fatti discussi di sopra elencano solo una parte delle deficienze (basiche) del sistema di sicurezza informatica della rete di Mossack Fonseca. E però, se è vero che penetrare quella rete è molto facile in quel tempo, è altrettanto vero che non è altrettanto facile, in poco tempo, copiare tutte quelle informazioni su un "dischetto".
Il racconto vuole che qualcuno, "sconosciuto", dall'esterno abbia penetrato, con un trucco di magia informatica "pure sconosciuto", la posta elettronica dello studio panamense e abbia sottratto tutto quel materiale. Facendo un calcolo elementare sulla base delle fabbricazioni dei giornalisti, abbiamo che 2,6TB di dati equivalgono a 22,869,841,857,740.8 bits, cioè, più di 22 trilioni. Anche avendo una connessione potente, fisica o remota, che viaggia a 100 bits al secondo (e vedi se ne trovi una a Panama, perché fino al 2016 le loro trasmissioni sono lente e intermittenti); a 100 bits al secondo, dicevo, ci vogliono 3,306.7 minuti per sgraffignare tutti quei dati, e cioè due giorni e mezzo pieni di lavoro continuato. Se riduci la velocità del trasferimento, diciamo a 75 Mbps, ti ci vogliono 3 giorni, se la hai a 10Mps (molto più realistico per Panama), di giorni te ce ne vogliono 23. Se poi hai una chiavetta USB, che hai comprato a Hong Kong e che è velocissima (40MBs), e hai accesso diretto alle macchine che contengono i dati, ti servono comunque almeno più di 17 ore, lavorando fisicamente sui computer dell'ufficio frodato. Un altro elemento poco serio della ricostruzione su Fonseca è che la posta elettronica dei loro server, attorno al 2016, contiene dati risalenti fino a 40 anni prima. Chi mai ha un archivio di posta elettronica di 40 anni? Esisteva la posta elettronica pubblica nel 1976?
5. DEI FATTI CHE PRECEDONO LO SCANDALO
I fatti, qui appena accennati, che precedono lo scandalo sono articolati e possono non essere direttamente collegati con lo stesso; tuttavia ne elenco alcuni, perché danno l'idea della ingenuità del modo di lavorare del gruppo Mossack Fonseca.
Riassumendo molto velocemente:
a) Cristina Kirchner è in quel tempo presidente della repubblica Argentina.
b) Paul Singer è, nello stesso tempo, uno dei prestigiatori della finanza di New York che investono comprando quote di debito pubblico delle nazioni, in giro per il mondo.
c) Paul Singer opera con una serie di sussidiarie, tra le quali NML MANAGEMENT che è sussidiaria di ELLIOT MANAGEMENT e che è incorporata alle isole Cayman.
d) Anche se le imprese dei miliardari sono registrate in paradisi fiscali, possono tranquillamente adire alle alte corti di New York e del resto del mondo, per ottenere i pagamenti alle scadenze. Paul Singer ottiene l'ordine dell'alta corte di New York che impone al governo argentino di pagare il suo debito per intero. La controversia si ha attorno a cifre che partono da 177 milioni di dollari d'investimento iniziale (mi pare che risalga al 2001) e che ora sono valutati a 4 miliardi e 650 milioni di dollari, con un incremento di valore usurario del 1500%, e riesce ad ottenere provvedimenti esecutivi contro il governo argentino anche in altre nazioni, come in Ghana, dove NML pignora uno dei vascelli più prestigiosi della repubblica, la Fregata Libertad. Da quel momento i viaggi diplomatici del governo argentino saranno fatti solo su voli noleggiati, per evitare altre umilianti azioni giudiziarie e il pignoramento dell'aereo di stato.
e) In Nevada, negli Stati Uniti d'America, fra le tante, è registrata un'impresa che si chiama MF Corporate Services (Nevada) Limited, che incorpora 183 altre imprese; una di queste è collegata a Lazaro Baez, ex bancario a Santa Cruz che ha relazioni d'affari dagli anni '90 con Nester Kirchner, marito di Cristina (la presidente).
f) Quando gira la voce delle azioni legali e dei pignoramenti di NML in giro per il mondo, l'unica impiegata di MF (Mossack Fonseca) Nevada, Patricia Amangegui, viene sentita in tribunale a proposito del suo rapporto con MF Panama. Lei minimizza, sotto giuramento, e sottoscrive a verbale che MF Panama è cliente di MF Nevada.
g) MF Panama cerca poi, evidentemente, di sconfessare i rapporti con MF Nevada, per evitare coinvolgimenti e pignoramenti in rapporto alla lite giudiziaria internazionale tra NML e il governo argentino. Paul Singer (NML) può ottenere infatti un ordine del governo federale con il quale pretendere tutte le informazioni che gli servono per la sua vertenza, anche da MF Panama, a onta di qualunque pregiudizio giurisdizionale.
6. DELLA CORRISPONDENZA IDIOTA MF PANAMA - MF NEVADA
Da questo momento in poi inizia la corrispondenza idiota tra MF Panama e MF Nevada, in un tempo che precede lo scandalo montato attorno ai cosiddetti "Panama papers", la quale corrispondenza idiota, pubblicata in giro per il mondo non si sa bene da chi o con che diritto, si cava dagli atti pubblici dai procedimenti giudiziari federali e dà bene i sapori e gli odori dei livelli di serietà, competenza e maturità delle persone coinvolte nella gestione della sicurezza delle informazioni riservate. Sostanzialmente, tutti i dubbi, le perplessità e le angosce relative al rischio di collegare le directory MF Panama con quelle MF Nevada, tutte le misure proposte dai vari responsabili legali, amministrativi e della rete informatica, tutti i vari, "state attenti", "quella cretina ha perso la password", "dobbiamo darle un telefono vergine", "cancellate tutto, se ci beccano siamo fregati", "non lasciate tracce fisiche" e altre frasi idiote del genere, sono trasmesse con messaggi di messaggeria o posta elettronica non criptati che sono tranquillamente a disposizione degli inquisitori, tanto quanto degli infami giornalisti di tutto il mondo.
7. DI ALCUNI DETTAGLI SUI DATI SOTTRATTI
La spiata dei cosiddetti "panama papers" dettaglia 214.488 imprese offshore collegate a pubblici ufficiali e gestite da Mossack Fonseca. L'oggetto del furto comprende posta elettronica, contratti, documenti copiati con lo scanner e trascrizioni. Fra i documenti, tradotti in formato tipo "file", hanno 4 milioni 800 mila email, 3 milioni di data base files, 2 milioni e centomila documenti in PDF, 1 milione e centomila IMMAGINI, 320.166 file di testo e 2.242 documenti in altri formati. Tutta questa roba giunge organizzata in cartelle, ogni cartella contiene i dati della sua rispettiva impresa registrata e gestita dallo studio Mossack Fonseca. Una lista completa di ditte offshore e di persone ad esse collegate si pubblica nel maggio del 2016.
DELLA SICUREZZA DEGLI STUDI LEGALI IN GENERE
Le probabilità che la spiata sia un lavoro fatto dall'interno sono molto elevate. Ma se pure non fosse così, che differenza farebbe? Che i lavoratori degli studi legali - avvocati compresi - siano dei delatori o che siano dei superficiali, i dati personali dei loro clienti sono sempre sistematicamente a rischio. Le leggerezze dello studio di Mossack Fonseca in ambito di sicurezza informatica non sono una novità nei circoli degli studi legali (prova a vedere quanti avvocati ancora usano Microsoft, quanti sono rimasti fregati - se pure molti di loro lo tengono segreto - dai cosiddetti "ramsonware", quanti si affidano ai servizi "cloud", quanti trasferiscono i dati via smart-phone, eccetera). C'è pure qualche esperto informatico che sostiene che il vezzo di spedire e ricevere posta elettronica non criptata è condiviso anche dalle forze armate, dalla FBI, oltre che dallo studio Mossack Fonseca (https://twitter.com/csoghoian/status/717182483264049154). Ci sono molte ragioni per diffidare delle misure di sicurezza adottate dagli studi legali, per verificare se i loro titolari capiscono qualcosa in materia informatica oppure no, sia che siano italiani che esteri, e ci sono anche molte più ragioni per non prendere sul serio un tale avvocato Caporaso, pubblicizzato per anni dai finti servizi giornalistici di tutte le Tv nazionali, che, stando alle barzellette raccontate dai ruffiani della televisione italiana, si sarebbe fatto soffiare i dati di migliaia di clienti da un barbone-prestigiatore che di professione farebbe "l'ipnotista".
Non avendo niente di utile o di sensato da Dire, Paolo Barnard fa sfoggio di una serie lunghissima di nomi di personaggi stranieri che cita, fingendo di averli letti. I fatti dell'economia non li fanno gli economisti. Non sono gli economisti a costruire le moderne democrazie, come dice questo analfabeta.
RAPPORTI ECONOMICI
Merci e denaro viaggiano in direzioni opposte
Il capitalismo consente, in fasi diverse, di realizzare profitti attraverso attività differenti. Al suo stadio originario, quello che Quigley chiama Capitalismo Commerciale, il profitto si ottiene muovendo merci da un luogo ad un altro. I beni si spostano da luoghi in cui hanno valore relativamente basso ad altri in cui viene attribuito ad essi un valore maggiore. Il denaro, ritrovandosi nello stesso sistema di spostamento da un luogo ad un altro, viaggia in direzione contraria rispetto a quella dei beni. La valutazione, l’attribuzione del valore ai beni, che determina il movimento sia di merci che di denaro e che fa muovere beni e denaro in direzioni opposte, è misurata dalla relazione di questi due fattori. Il valore dei beni viene espresso in denaro e il valore del denaro è espresso in beni. I beni vengono spostati da aree in cui hanno prezzi bassi verso aree in cui vengono valutate a prezzi più alti, perché quei beni sono più valutati dove i prezzi sono più alti e il denaro è più valutato dove i prezzi sono più bassi. Beni e denaro si comportano sempre in modo opposto, allo stesso modo in cui si muovono in direzioni opposte. Se il valore di uno dei due sale il valore dell’altro scende, e nella stessa proporzione. Il valore attribuito ai beni, che è espresso in denaro, è detto prezzo; il valore del denaro, espresso in beni, è detto valore.
Lo sviluppo del capitalismo commerciale
Il capitalismo commerciale fiorisce al tempo in cui i mercanti, trasportando merci da una regione del mondo ad un'altra, riescono a vendere quella merce a destino a prezzi che possono coprire il costo originario, le spese di trasporto, le spese generali, e comprendere un profitto. Questo sviluppo, che è iniziato assieme alla circolazione dei beni di lusso, accresce la ricchezza, perché porta alla specializzazione di attività, in agricoltura e nell’artigianato, che sviluppavano competenze e aumento di produzione; oltre a ciò, fa giungere nuovi beni sui mercati.
Lo sviluppo del mercantilismo restrittivo
Più tardi, questa fase di capitalismo commerciale diviene istituzionalizzata in un sistema restrittivo, talvolta detto "mercantilista", in cui i mercanti cercano il profitto non più dallo spostamento dei beni ma dalla sua limitazione. La tensione verso il lucro, che ha precedentemente aumentato la prosperità del sistema, sviluppando commercio e produzione, diventa restrizione su entrambi, limitazione del commercio e della produzione. Il profitto diventa un fine per sé stesso, piuttosto che un meccanismo accessorio del sistema economico complessivo. (Il modo in cui il capitalismo commerciale – organizzazione economica espansiva – scivola due volte nel "mercantilismo" – organizzazione economica restrittiva – nella storia passata è ben rilevante per comprendere la natura delle crisi economiche ed imparare a salvarsi da esse).
I mercanti inibiscono il commercio per aumentare i profitti
Durante la fase del capitalismo commerciale, i mercanti scoprono presto che il flusso di merci, crescente da un’area con prezzi bassi verso un’area con prezzi alti, tende a far aumentare i prezzi nella prima e a farli diminuire nella seconda. Ogni volta che una spedizione di spezie giunge a Londra, il prezzo delle spezie, lì, inizia a calare (per effetto dell'aumentare dell'offerta), mentre l’arrivo di compratori e di navi a Malacca dà ai suoi prezzi uno spintone verso l’alto (per effetto dell'aumentare della domanda).
I beneficiari della politica restrittiva
Questa tendenza verso il livellamento dei prezzi fra le due aree, causato dal doppio, e reciproco, movimento di merce e di denaro, riduce gli utili dei mercanti. Gran parte di quell'utile soddisfa piuttosto i produttori e i consumatori di entrambe le parti. La riduzione della differenza di prezzo fra le due aree riduce il margine dentro il quale il mercante realizza il suo profitto. Non ci vuole molto per i furbi commercianti a comprendere che, volendo, essi possono mantenere le differenze di prezzo usando qualche piccolo trucco e, conseguentemente, essi possono mantenere i loro alti livelli di profitto, semplicemente limitando il flusso di merci, e quindi possono guadagnare di più lavorando di meno. Cosicché lo stesso volume di denaro può scorrere in corrispondenza di un ridotto volume di merci. Le spedizioni vengono ridotte, i costi vengono ridotti, ma i prezzi, e i profitti degli intermediari, si mantengono elevati. E allora due fatti sono rilevanti nella situazione mercantilista che stiamo osservando:
1) il mercante, adottando questa sua pratica restrittiva, ottiene, sostanzialmente, maggiore soddisfazione attraverso la frustrazione della soddisfazione altrui, in particolare, della produzione e del consumo; può fare ciò, perché si trova in mezzo fra le due parti;
2) finché il mercante, nei porti di sua pertinenza, s’interessa di prodotti, di beni, di merci, il suo obiettivo è che i prezzi siano, e rimangano, elevati.
L’interesse per l’usura
Con l’andare del tempo, alcuni mercanti spostano l’attenzione propria dall’aspetto merceologico dell’interscambio commerciale a quello monetario. Iniziano ad accumulare i profitti delle loro transazioni di merci, attuate con le politiche restrittive di cui si dice di sopra, e, progressivamente, prendono ad interessarsi di spedizioni e scambio di denari anziché di spedizioni e scambio di merci. Più tardi, in molti sviluppano l’attitudine a prestare denaro ad altri mercanti, per finanziare spedizioni e attività mercantili, anticipando capitale ad alto tasso d’interesse, garantito da crediti sulle navi o sulle merci trasportate.
I neonati banchieri praticano alti tassi d’interesse
In questo processo, l’attitudine e gli interessi di quei neonati banchieri diventano totalmente opposti a quella dei mercanti (anche se pochi fra i soggetti dediti ad entrambi i mestieri riconosce la trasformazione). Laddove il mercante è cupido di vendere la merce a prezzi elevati e ottenere capitale a bassi tassi d’interesse, il banchiere desidera un alto valore del denaro (e cioè prezzi bassi su prodotti e servizi) ed alti tassi d’interesse sui suoi crediti. Entrambi i soggetti sono preoccupati di mantenere o aumentare il valore di quella metà della transazione che li riguarda (merce per denaro o denaro per merce), con relativa indifferenza sul resto della transazione, che interessa però i produttori e i consumatori.
Operazioni bancarie ben celate
Le operazioni bancarie e finanziarie sono celate dai tempi della memoria delle cose che si sanno, e così appaiono storicamente difficili da mettere sotto controllo. In sintesi, la specializzazione di talune attività, interrompendo il naturale processo economico, rende possibile per alcune persone di massimizzare il risultato in una parte del sistema, compromettendone il resto. Il processo non è spezzato solamente fra produttori, intermediari e consumatori; ci sono due tipi di diversi intermediari (uno interessato alle merci e l’altro al denaro) che hanno obiettivi quasi antitetici nel breve periodo. Il problema che deriva da questa situazione potrebbe essere risolto, e il meccanismo riformato, solo intervenendo sull’intero sistema. Tre parti di quel sistema, interessate rispettivamente da produzione, trasferimento-distribuzione e consumo, determinano fatti economici concreti, chiaramente visibili, così che chiunque potrebbe intuirne i meccanismi semplicemente osservandoli. Ma le operazioni bancarie e finanziarie sono nascoste, dispersive, astratte, ed appaiono a molti di difficile comprensione. Come se ciò non bastasse, i banchieri stessi fanno tutto quello che possono (e hanno sempre fatto tutto quello che potevano) per rendere le loro attività più segrete ed esprimere le loro procedure come fossero riti esoterici; le operazioni bancarie sono tradizionalmente espresse con delle espressioni comprensibili ai soli iniziati, con dei segni complicati e misteriosi, su registri che non vengono mostrati a soggetti esterni rispetto alle confraternite bancarie.
Il sistema dei prezzi
Il sistema dei prezzi dipende da cinque elementi:
l’offerta dei beni,
la domanda dei beni,
l’offerta del denaro,
la domanda del denaro, la rapidità di scambio fra beni e denaro.
Un incremento in tre di questi fattori (domanda dei beni, offerta di denaro e velocità di scambio beni-denaro) spinge i prezzi dei beni verso l’alto e il valore della moneta verso il basso. Questa inflazione è sgradita ai banchieri ma desiderabile per produttori e mercanti. D’altra parte, un decremento di tutti e tre gli elementi sarebbe deflativo, e fa felici i banchieri, preoccupando produttori e mercanti ma deliziando i consumatori (che possono avere più beni per meno denaro). Gli altri fattori funzionano in direzione opposta, cosicché un incremento di essi (offerta di beni, domanda di denaro e rallentamento della circolazione del denaro) sarebbe deflativo.
Inflazione e deflazione
Gli andamenti dei prezzi, sia inflazionistici che deflazionistici, sono grandi forze nella storia, perlomeno degli ultimi 6 secoli. Durante questo lungo periodo, il loro potere di modificare la vita delle persone e la storia umana è venuto crescendo. Questo si vede in due modi: da una parte, gli incrementi dei prezzi incoraggiano in genere la crescita delle attività economiche, soprattutto la produzione di beni, mentre, dall’altra parte, le oscillazioni dei prezzi servono per ridistribuire ricchezza nel sistema economico. L’inflazione, soprattutto una lenta e progressiva salita dei prezzi, incoraggia i produttori, perché significa che essi possono impegnarsi a sostenere costi di produzione ad un certo livello di prezzi e poi, più tardi nel tempo, offrono il prodotto finito alla vendita ad un prezzo che nel frattempo è cresciuto. È una situazione che incoraggia la produzione, perché dà fiducia nella quasi certa possibilità di un margine di profitto futuro. D’altra parte, la produzione è disincentivata nei periodi di caduta dei prezzi, a meno che i produttori non si trovino nella poco probabile situazione in cui i loro costi diminuiscano (per via del calo dei prezzi) più rapidamente che i prezzi dei loro prodotti alla vendita.
Banchieri ossessionati dal mantenimento del valore del denaro
La redistribuzione della ricchezza, indotta dai cambiamenti di prezzo, è egualmente importante ma attira molto meno attenzione. I prezzi crescenti beneficiano i debitori e danneggiano i creditori; la caduta dei prezzi fa esattamente l’opposto. Un debitore chiamato a pagare un debito a una scadenza che si ha in un momento in cui i prezzi sono più alti rispetto a quando ha contratto il debito, per quella data somma, deve cedere una minore quantità di beni e servizi rispetto a quanto ha ottenuto in epoca precedente, a prezzi più bassi, quando ha preso il prestito. Accade anche il contrario; il creditore, la banca, che ha prestato denaro (corrispondente al valore di una certa quantità di beni e servizi) ad un dato livello di prezzi, riceve indietro la stessa somma di denaro (corrispondente al valore di una quantità inferiore di beni e servizi) quando il rimborso avviene in presenza di livelli più alti di prezzi; il denaro rimborsato ha in quel momento meno valore. Questo è il motivo per cui i banchieri, mercanti di solo denaro e "creditori" per statuto, sono sempre ossessionati dal mantenimento del valore del denaro, anche se la razionalizzazione che danno per giustificare questa ossessione è che la “stabilità della moneta” alimenta la fiducia sui mercati degli affari. È propaganda basata su osservazioni suggestive e non tecnicamente accurate.
Dei due maggiori obiettivi dei banchieri
Centinaia di anni fa i banchieri iniziano a specializzarsi. I più ricchi ed influenti di loro si associano, si concentrano sul commercio internazionale e sulle transazioni di valuta estera. Dato che questi sono i più ricchi, i più cosmopoliti, e quelli che sempre più spesso si preoccupano di questioni di rilevanza politica (stabilità e svilimento di valute, guerra e pace, matrimoni dinastici e monopoli commerciali mondiali) diventano presto finanziatori e consulenti finanziari dei governi delle nazioni. Per di più, dato che i loro rapporti con i governi sono sempre relativi a termini monetari e non a termini reali, e siccome sono da sempre ossessionati dalla stabilità degli scambi monetari tra una nazione e l'altra, usano il loro potere e la loro influenza per:
1) ottenere che tutto il denaro e i debiti siano espressi in rapporto ad un bene disponibile in
modo estremamente limitato: l’oro;
2) portare tutte le questioni monetarie fuori dal controllo dei governi e delle autorità politiche; espressi in termini di un valore stabile come quello dell’oro, tali questioni sarebbero meglio gestite da interessi bancari privati.
Dei cambiamenti sociali accelerati dalle guerre
Questi sforzi vengono accelerati con il passaggio dal capitalismo commerciale al mercantilismo e la distruzione di tutto il modello di organizzazione sociale basato sulle dinastie monarchiche, gli eserciti mercenari professionali e lo stesso mercantilismo, nella serie di guerre che ammorbano l’Europa dalla metà del diciassettesimo secolo al 1815. Il capitalismo commerciale passa attraverso due periodi di espansione, ciascuno dei quali deteriora poi in guerra, lotta di classe e regressione. La prima fase, associata al Mediterraneo, è dominata dal nord Italia e dai Catalani, ma finisce in una fase di crisi dopo il 1300, che dura fino al 1558. La seconda fase di capitalismo commerciale, associata all’oceano Atlantico, è dominata dagli iberici occidentali, da Olanda e Inghilterra. Inizia ad espandersi dal 1440, ha il suo pieno svolgimento nel 1600 ma, verso la fine del diciassettesimo secolo, si trova impigliata nelle lotte restrittive del mercantilismo statale e nella serie di guerre che sconvolgono l’Europa dal 1667 al 1815.
La supremazia delle Charter Companies Il capitalismo commerciale del periodo dal 1440 al 1815 è caratterizzato dalla supremazia delle Chartered Companies, come Hudson’s Bay, the Dutch and British East Indian companies, the Virginia Company, e the Association of Merchant Adventurers (Muscovy Company). I migliori operatori vengono battuti dal maggior potere inglese, che finanzia cannoniere, rotte oceaniche e rivoluzione industriale con il traffico di droga.
Capitalismo Industriale 1770-1850
Le vittorie inglesi su Luigi XIV nel periodo 1667-1715, e sul governo rivoluzionario francese di Napoleone in quello 1792-1815, si riconducono a molte cause. Finanziariamente, in Inghilterra si è sviluppato con successo il trucco del credito. Economicamente, in Inghilterra si intraprende la rivoluzione industriale.
1694: la fondazione della Bank of England
Il mestiere creditizio è noto agli italiani e agli olandesi molto prima di divenire uno degli strumenti chiave della supremazia inglese sul mondo. Tuttavia, la fondazione di William Paterson e compari della Banca d’Inghilterra nel 1694 è uno degli eventi più determinanti per la storia mondiale moderna.
Le banconote
Sappiamo tutti che, tradizionalmente, si tende a non trasportare l’oro in tutti i luoghi in cui avvengono transazioni commerciali, per via della sua pesantezza, naturalmente, ma anche per i problemi legati alla sicurezza; e allora si usano fogli di carta compilati, titoli, che rappresentano specifici pezzi d’oro. Quei titoli si chiamano “gold certificates”. Un certificato di quel tipo riconosce al suo possessore il diritto di cambiarlo con il suo specifico pezzo d’oro su richiesta, o a scadenza, o a vista. E però, data la comodità del titolo cartaceo rispetto allo specifico pezzo d’oro che il titolo stesso rappresenta, solo una piccola frazione dei possessori di quei certificati va, appena conclusa una transazione commerciale, ad incassare i certificati e a farsi pagare subito il loro corrispettivo in pezzi d’oro. Diventa presto evidente, a chi tiene l’oro in deposito, che non è assolutamente necessario tenerlo tutto fermo in cassaforte; infatti, se ci si limita a lasciare fisicamente in deposito solo quella quantità che, si prevede, verrà ritirata per l’incasso, nessuno si accorge dell’assenza del resto dell’oro, che può tranquillamente essere reimpiegato in altre attività. Basta che la quantità d’oro in cassa, quella parte dell’oro che bisogna tenere a portata di mano per le eventuali pretese di pagamenti, sia sufficiente a coprire quella frazione di certificati che si prevede di veder presentati per l’incasso; il resto può essere impiegato per finanziare altri affari. In base allo stesso trucco, diventa poi altrettanto evidente che è persino possibile emettere un volume di certificati superiore rispetto alla quantità d’oro che essi rappresentano. A copertura del totale dei certificati emessi, è sufficiente avere fisicamente presenti in deposito solo quelle quantità d’oro che, si prevede, verranno incassate. Gli altri certificati, sia che siano coperti da esistenti quantità di metallo prezioso o che siano rappresentativi di nulla, non vengono incassati subito, diventano mezzi di pagamento per altre transazioni, oppure vengono custoditi dai possessori. I diritti di credito, espressi in carta contro le riserve d’oro, emessi in eccesso rispetto alle stesse riserve, oggi si chiamano banconote (note di banca).
Denaro inventato dal nulla e riserva frazionaria
Effettivamente, quella parte di diritti di crediti cartacei, emessi in misura superiore rispetto alle riserve d’oro disponibili, è creazione di moneta dal nulla; i banchieri creano titoli rappresentativi di valori inventati, non realmente presenti in cassa. La stessa cosa può essere fatta anche in un altro modo: non emettendo banconote ma giocando con i depositi bancari. I banchieri scoprono presto che gli ordini di pagamento da e verso terzi beneficiari, e gli incassi degli assegni da parte dei terzi beneficiari, sovente non avvengono per cassa; i beneficiari depositano gli ordini di pagamento e gli assegni sui loro conti bancari. Conseguentemente, non si ha un materiale movimento di fondi in corrispondenza di tali pagamenti e, tali pagamenti, avvengono semplicemente con delle registrazioni contabili sui rispettivi conti bancari. Da ciò derivava la prassi per i banchieri di tenere in cassa solo (e non di più) la quantità frazionaria di denaro liquido (in oro, in certificati e in banconote) necessaria e sufficiente a pagare quella frazione di moneta presente nei depositi che sarà, prevedibilmente, pretesa per l’incasso. Il resto può essere dato in prestito e, se i prestiti vengono fatti aprendo un conto bancario per i mutuatari, i quali poi utilizzano assegni di quel conto piuttosto che prelevare il denaro in contanti, questi depositi “creati”, o questi prestiti inventati, possono a loro volta essere coperti adeguatamente, tenendo in riserva solo una frazione del loro valore.
Depositi inventati dal nulla
Questi depositi costituiscono anch’essi parte di quel miracolo della creazione di denaro dal nulla, anche se i banchieri, in genere, si astengono sempre dal descrivere con precisione il funzionamento delle loro attività e delle loro operazioni (l’emissione di banconote e la concessione di mutui e finanziamenti) in questi termini. William Paterson, tuttavia, ottenendo le concessioni per la Bank of England, nel 1694, di usare il denaro "vinto al gioco" con le sue formule predatorie, lo dice chiaramente:
“The Bank hath benefit of interest on all moneys which it creates out of nothing”.
Questo motto viene ripetuto da Sir Edward Holden, fondatore della Midland Bank, il 18 dicembre 1907, ed è generalmente ammessa anche ai giorni nostri, com’è ormai evidente un po’ a tutti.
La creazione del Credito
Questa struttura organizzata per la creazione di mezzi di pagamento che si ottengono dal nulla, ciò che suggestivamente chiamiamo “credito”, non è inventata in Inghilterra ma in Inghilterra sviluppa meglio che altrove e diventa fondamentale per la vittoria della guerra "inglese" contro Napoleone, nel 1815. (Si tratta di una vittoria formale, che costa circa 45 mila morti ammazzati, dato che sia Napoleone che i suoi generali, e i generali della parte contraria, appartengono alla stessa confraternita massonica, tutti con gradi molto elevati). L’imperatore, ultimo grande mercantilista, non può intendere il denaro se non in termini di concretezza ed è convinto che i suoi sforzi bellici, tutti basati sull'impiego di moneta reale, evitando indebitamenti e aperture di credito, gli garantirebbero una vittoria finale sull’Inghilterra, indebitata e destinata alla bancarotta. E si sbaglia lui, allora, ma la lezione non viene compresa da quelli che vengono dopo e deve essere re-imparata dagli economisti contemporanei.
La vittoria britannica su Napoleone
La vittoria britannica su Napoleone viene aiutata anche da altri tre fattori innovativi dell’economia: la rivoluzione agraria, che vi si è ben stabilita dal 1720, e la rivoluzione industriale, che vi si è altrettanto ben stabilita dal 1776, quando Watt brevetta la sua macchina a vapore, e gli incrementi di esportazione d’oppio dei mercanti inglesi, dal Bengala verso la Cina. La rivoluzione industriale, come la rivoluzione del credito, è incompresa, sia allora che da allora. Entrambe hanno ancora grande significato, sia nei paesi avanzati che in quelli sottosviluppati, nel ventesimo secolo.
Del sistema industriale del proletariato e della proprietà delle risorse La rivoluzione industriale è accompagnata da una serie di eventi complementari, come l’espansione delle città sul sistema industriale, la rapida crescita di una popolazione lavorativa non qualificata (il proletariato), la riduzione del lavoro a bene di scambio nel sistema competitivo, il passaggio della proprietà delle risorse produttive dai lavoratori ad una nuova classe sociale d’imprenditori. Il potere non vivente della macchina, applicato al processo produttivo (automazione), nel lungo periodo serve a ridurre o ad eliminare l’importanza del lavoro, dell’uso di energia umana e animale nei processi produttivi, e a far allontanare dalle città le realtà produttive. La funzione vitale di tutto il sistema è l’utilizzo dell’energia della macchina. I primi successi industriali britannici producono enormi guadagni che, sommati agli enormi profitti della precedente epoca dei traffici marittimi, del traffico di droga, e alla crescita di valore terriero delle nuove città e miniere, sono tali da consentire alle prime imprese industriali di auto-finanziarsi o, quantomeno, di finanziarsi localmente.
Tali imprese sono organizzate in ditte e società, hanno contatti con le banche locali di deposito per prestiti a breve termine ma hanno poco a che fare con i banchieri internazionali, con le banche d’investimento, con i governi centrali o le altre forme corporative di organizzazioni d’affari.
La prima fase, tutta inglese, del capitalismo industriale, 1770-1950 Questa prima fase di capitalismo industriale, che dura in Inghilterra dal 1770, circa, fino al 1850, è condivisa fino a un certo punto da Francia e Belgio, ma prende forme assai diverse negli Stati Uniti, in Germania e in Italia; quasi completamente diversa, essa è in Russia e in Asia. La ragione principale di queste differenze è il bisogno di reperire fondi (capitali) per pagare la riorganizzazione dei fattori di produzione (terra, lavoro, materie prime, capacità lavorative, equipaggiamenti e via dicendo) che l’industrializzazione richiede. L’Europa nord occidentale, e l’Inghilterra soprattutto, dispone di fondi accumulati per finanziare la nuova industrializzazione; il resto d'Europa e il nord America, molto meno.
Il ruolo delle banche d’investimento internazionali
Maggiore è la difficoltà di un’area a mobilizzare capitali per l’industrializzazione e più significativo è il ruolo dei banchieri internazionali e dei governi nel processo d’industrializzazione. Infatti, le prime forme d’industrializzazione (basate sul tessile, l’acciaio, il carbone e il vapore) si diffondono così lentamente dall’Inghilterra al resto dell’Europa che l’Inghilterra sta già entrando nella fase successiva, quella del capitalismo finanziario, quando la Germania e gli Stati Uniti (nel 1850 circa) stanno appena iniziando ad industrializzarsi. Questo nuovo stadio di capitalismo finanziario, che continua a dominare Inghilterra, Francia e Stati Uniti fino al 1930, ha bisogno di grandi movimenti di capitali, necessari alla costruzione delle reti ferroviarie, dopo il 1830. I capitali occorrenti all’industria ferroviaria, con le sue enormi spese in trasporto ed equipaggiamenti, non possono essere raccolti da singoli proprietari o da società locali; piuttosto, hanno bisogno di una nuova forma d’impresa, la corporazione a responsabilità limitata, meglio se quotata in borsa, e di una nuova sorgente di finanziamento, le banche internazionali, che concentrano, fino a quel momento, la loro attenzione quasi interamente sull’andamento fluttuante delle obbligazioni governative sui mercati internazionali. La domanda di materiali ed equipaggiamenti, generata dalle ferrovie, determina lo stesso sviluppo nell’industria manifatturiera dell’acciaio e del carbone.
Capitalismo finanziario 1850-1931
Durante questa fase del capitalismo, il sistema del credito viene organizzato in un sistema integrato, su base internazionale, che funziona con incredibile facilità per diversi decenni. Il centro del sistema è a Londra, con le maggiori propaggini in New York e Parigi, ed ha, come suo maggiore risultato, un sistema bancario integrato, un’industria pesante e fortemente capitalizzata, anche se oggi obsoleta, di acciaierie, reti ferroviarie, miniere di carbone e servizi elettrici. Secondo Carrol Quigley il sistema è centrato in Londra per 4 ragioni principali. La prima è la straordinaria accumulazione di ricchezza prodotta in Inghilterra durante le sue due precedenti fasi di capitalismo industriale e commerciale. La seconda è data dalla struttura sociale inglese, sommamente oligarchica, (e sintetizzata nell’estrema concentrazione della proprietà terriera in pochissime mani, con un limitatissimo accesso della popolazione alle poche utilità che si cavano dall’istruzione) che offre il contesto di perfetta iniquità nella distribuzione dei redditi, con enormi eccedenze che vanno al controllo di un piccolo, energico, gruppo di persone della classe dominante. La terza ragione è che tale classe dominante è aristocratica ma non nobile; perciò, è fondata sulla tradizione e non sulla linea ereditaria; è ben volenterosa sia di rastrellare denaro che di assimilare abilità da livelli più bassi della società, e persino dall’estero, accogliendo nei suoi ranghi eredi americani ed ebrei dell’Europa centrale; quasi altrettanto volentieri, dà il benvenuto anche a inglesi recentemente arricchiti, non dirozzati ma abili e conformisti, reclutati da classi sociali più basse, le cui disabilità derivanti dalla privazione scolastica, dal provincialismo e dall’impianto religioso non anglicano, tende generalmente ad escluderli dai privilegi dell’aristocrazia. La quarta ragione (e certamente non l’ultima per importanza) è la competenza specifica in materie legate alla manipolazione finanziaria, specialmente sulla scena internazionale, acquisita dal piccolo gruppo di banchieri-mercantili londinesi durante la fase del capitalismo commerciale e industriale, pronta subito poi per l’uso, quando si hanno a rinnovare i modi del capitalismo finanziario. Quigley omette qui la questione dei traffici internazionali d’oppio che, in quello stesso periodo, contribuiscono, in modo assai più determinante rispetto ai fatti da lui indicati, a portare una moltitudine impressionante di pesantissime casse d'argento, dalla Cina alle isolette britanniche, e a fare di Londra il centro finanziario più importante del mondo.
informazione
Stefano Montanari truffato per incuria nella sicurezza delle comunicazioni. Montanari è stato intimidito e il suo loculo violato, almeno per la terza volta. Inutile che stiamo a discutere sull'abuso in sé, perché se stiamo un po' attenti vediamo abusi ogni giorno, in tutta Italia, in tutta Europa e anche in un centinaio di altre nazioni del mondo. Cerchiamo per intanto di non ripetere gli errori di Montanari, perlomeno, vediamo di cavare, da quest'ennesimo scandaloso episodio, l'ammaestramento che serve per evitare gli errori, anche quelli degli altri. Montanari qui infrange almeno 2 regole fondamentali e dovrebbe imparare da questo anche lui, che si considera un intransigente-resistente puro. PRIMO ERRORE: - "ci hanno portato via tutto, non posso andare a Ginevra.." Dimenticare di fare i "BACK-UP" e di tenerli su supporti affidabili in un luogo fisico diverso da quello dove si lavora è un errore irripetibile, dopo che ti hanno soffiato il microscopio elettronico e sono venuti i carabinieri, precisamente mandati per metterti paura. Il lavoro che si fa con la tecnologia informatica deve essere salvato e deve essere salvato in un luogo fisico diverso, alieno, rispetto a quello abituale. Se si tiene il "BACK UP" su supporti che poi sono lasciati nello stesso posto in cui si lavora, magari vicino al computer, altrimenti è come se il lavoro non fosse salvato. Succedono molti incidenti, incendi, allagamenti, furti, perquisizioni illegali, atti di molti medici cretini, che sbagliano a schiacciare un bottone e cancellano le foto fatte nel mio stomaco con la tediosissima e schifosissima sonda, con la quale preferisco non dire cosa han fatto prima. Oltre a ciò, siccome gli sventurati usano tutti Microsoft Windows, il rischio di perdere tutto il lavoro senza ragione è dietro l'angolo ogni giorno. Quindi bisogna fare i "BACK-UP" e portarli in luoghi non abitualmente frequentati. In caso di furto o sequestro illegittimo, che è la stessa cosa, del computer e degli altri supporti, tu hai lasciato il tuo "BACK UP" in un luogo sicuro, dall'amante, dalla suocera, dall'amico, al bar sotto casa, e in mille altri posti diversi dai tuoi, e non fai il pusillanime che non può andare a Ginevra perché certi prepotenti analfabeti si sono portati via il suo computer, oltre al microscopio e agli altri supporti digitali. Montanari dice: "oramai ce ne hanno fatte di tutte.." - bene, allora dovevi aspettarti questa e dovrai aspettarti anche la prossima, fai che non si ripeta una quarta volta, altrimenti è incuria o peggio. Dopo la truffa rovesciata del microscopio, dopo la prima intimidazione dei carabinieri, la sottrazione indebita del computer e dei supporti digiatli, speriamo Stefano e Antonietta imparino le regole elementari della sicurezza delle comunicazioni digitali. (A disposizione per suggerimenti). SECONDO ERRORE: "I finanzieri non c'entrano nulla...(poverini, aspetta che ti portino via i materassi e poi vedremo se continui a compatirli). Gli italiani devono sempre mostrarsi moderati, comprensivi, tolleranti, proprio quando si stanno portando via la loro roba e la loro donna. C'entrano eccome, sono gli esecutori materiali di questi delitti e dovrebbero rifiutarsi di obbedire ad ordini illegali. Tu dirai che non possono, e hai ragione. E però nota le combinazioni del paranoico: 1. la GdF viene coordinata dall'UIF, per certi suoi lavori di spionaggio industriale. L'UIF è un ufficio posto presso la banca centrale, nientemeno. 2. Sono 120 finanzieri quelli che vanno ad assaltare, mettere a soqquadro ed intimidire tutti i commercianti di Guardiagrele, quando Giacinto Auriti fa la prova, con grandissimo successo, del SIMEC. 3. Sono spie della GdF quelle che preparano le trappole per Berlusconi con la puttana giubilata e psicologicamente instabile (altro che minorenni) che poi andrà a testimoniare contro di lui (indirettamente contro di lui) al processo Tarantini, affiancata dalla psicologa e contenuta dal tribunale e dal PM. Sono sempre loro che interrogano assai bruscamente, intimidendo pure quelle al limite, le altre donnine allegre invitate alle feste di Berlusconi. 4. Sono i sottufficiali della GdF che ammorbano inutilmente i viaggiatori italiani negli aeroporti, ogni volta che rientrano dall'estero. 5. Dovrebbero finirci i finanzieri nelle barzellette e non i carabinieri. Questi atti di violenza aperta sono un segnale chiaro, chiarissimo. E però siete ancora pronti a credere alle scemenze della Tv e ad accogliere l'ufficiale giudiziario, a lasciare chi si porti via la vostra roba, con la scusa che "non è colpa sua, che non c'entra niente e che deve eseguire ordini"? Non eseguono forse ordini gli assassini che lavorano per la cosiddetta "criminalità organizzata"? E però loro si beccano l'ergastolo, spesso senza aver fatto niente. Gli esecutori d'ordini in divisa, invece, "poverini non hanno colpa"? Chi ti porta via la roba? Chi ti toglie il 70% del reddito? Chi è il tuo vero nemico o lavora per i tuoi nemici?
Le balle d'oro di Mazzucco e Carpeoro (fa piangere) Inutili Ciarloni #37
Ruffiani del finto dissenso fanno propaganda facendo la critica alla propaganda. Ho perso tempo a sentire Carpeoro e Mazzucco, sperando e credendo veramente d'imparare qualcosa, e mi turba il fatto di averlo perso quando vedo certe leccate alla propaganda della versione ufficiale. La questione degli auto-attentati (finti e veri) è un fatto centrale per la propaganda dei falsi bersagli e per l'economia di guerra. Pensa a Mazzucco, che per 15 anni finge (senza scoprire le carte) di criticare le falsità sull'undici settembre e poi....scopre le carte e sottoscrive le finte verità dei successivi finti auto-attentati. Questa è la negazione di tutto il lavoro dei 15 anni che precedono (esattamente come un prete cattolico che ti viene a dire che ha scherzato, che dio non esiste e che la madonna non è vergine). Carpeoro gli va dietro come un pupo e, propio lui, che parla di "cerchi magici", nega sé stesso facendo finta che i "cerchi magici" non esistono e sposando la tesi dagli stessi "cerchi magici" (che in altre parole sono le prese per il culo). Carpeoro dice bugie gravi e in contrasto con la sua stessa esistenza. Perché essere avvelenati sui finti e veri auto-attentati? A mio discarico si può dire che ho letto (e sofferto) parecchie delle norme liberticide che sono state impiantate in Europa, negli Stati Uniti e in altre, più o meno, 100 nazioni del mondo, dove, usando leggi tutte uguali, copia e incolla, che impediscono a chi lavora, agli imprenditori e ai loro collaboratori, di respirare e di campare, si limitano le libertà individuali e i diritti civili. Queste cose influiscono sulla vita individuale di tutti, direttamente, e anche su quella degli affezionati di Mazzucco e Carpeoro. Hanno mai notato, loro che oggi la GdF può accedere al conto corrente di chiunque, via terminale, senza mandato dell'autorità giudiziaria? E che i commercialisti, gli avvocati, i notai, i bancari e i consulenti finanziari, hanno l'ordine di spiare le attività dei loro assistiti e riferire alla banca centrale? E hanno mai detto che per chi viaggia viaggia c'è un sistema preventivo di controllo automatico che l'autorizza o non l'autorizza a prendere il volo e che poi registra tutti i suoi movimenti (anche in autobus, treno, autonoleggio..)? Hanno mai segnalato che, con il nuovo sistema penale, il cittadino può essere arrestato su mandato di un giudice tedesco o polacco e che ciascun dissanguato contribuente è sottoposto alla somma dei divieti inseriti in 27 codici penali diversi? Non hanno detto che oggi gli inquisitori possono prendere di mira chiunque e sequestrare tutti i suoi beni, anche solo sulla base di un sospetto, e se li tengono anche se viene assolto, e possono pignorare tutto anche ai suoi parenti, amici, amanti e conoscenti, solo perché sono amici, parenti amanti e conoscenti? La lista continua, se vuoi, ma questi sono solo alcuni esempi delle cose che fanno i prestigiatori in conseguenza delle false notizie sui finti auto-attentati. Carpeoro è ex-avvocato (con 3 studi nientemeno). Non si accorge di questi "cerchi magici" che servono per eliminare i diritti civili e libertà individuali? La propaganda non la fanno tanto per scherzare. Il giorno dopo la falsa notizia, del finto auto-attentato, c'è subito pronta la nuova legge (illecita e illegittima) liberticida. E queste sono tutte azioni criminali e violente, sottoscritte e avallate dai vari ruffiani come Mazzucco (che mi sembra proprio un ometto dalle modestissime capacità, proprio come Attivissimo-Stupidissimo, che senza di lui non esisterebbe) e Carpeoro, che invece si dà arie da grande intellettuale. A disposizione per chiarimenti
Secondo Coleman, il vero padre delle cosiddette “pubbliche relazioni” è Willy Munzenberg. Con la “fabbricazione del consenso”, abbiamo visto come Bernays ind...
TAVISTOCK: STORIA ECONOMICA MODERNA E CONTEMPORANEA Diciamo subito che le attività dell’istituto iniziano a Londra, nel 1913, presso la Wellington House. Il tale Sir Edward Grey, ministro degli Esteri britannico dell’epoca, nomina come direttore Lord Northcliffe (il magnate della stampa più influente in Gran Bretagna). La posizione di Lord Northcliffe è avallata da Lord Rothmere in nome della Corona britannica, e il suo lavoro è affiancato da quello di Lord Rothmere. Il personale operativo della Wellington House comprende: Arnold Toynbee (futuro direttore degli studi presso il Royal Institute of International Affairs) e gli "americani" Walter Lippmann ed Edward Bernays (nipote di Signund Freud). Le finanze per la formazione dell’istituto provengono dalla corona britannica, inizialmente, e poi dalla famiglia Rothschild (con la quale è imparentato Lord Northcliffe per via di qualche matrimonio fra cugini o nipotine) e dai Rockefeller. Cambierà nome in Tavistock institute nel 1921, dopo che sono assicurate rispettivamente il consolidamento del raggiro della banca centrale statunitense (Federal Reserve Bank) negli Stati Uniti d’America e le vittorie programmate delle nazioni vincitrici della prima guerra mondiale. L’organizzazione viene spesso definita segreta, o segretissima, perché i giornalisti non ne parlano; questo non equivale a dire che qualcuno abbia cercato di celarne l’esistenza. Cosa deve fare? Deve raccontare frottole per convincere la popolazione inglese, e poi quella statunitense, ad andare in guerra contro la Germania. Non stiamo qui a spendere tempo sulle ragioni della guerra, ci porterebbe fuori tema; diciamo che, per qualche motivo, alcuni signori inglesi decidono di farla e, come abbiamo visto con Carlo Levi, Erich Fromm, Hermann Göring, Ezra Pound ed altri attenti osservatori del comportamento umano nelle comunità produttive, le popolazioni non hanno proprio nessuna voglia di andare incontro ai disagi della guerra. Bisogna quindi convincerle, per i motivi che abbiamo visto accennati di sopra a proposito della macchina di distruzione che deve coinvolgere tutti gli elementi della società. Questa è la missione esplicita e formale che viene data ai ricercatori della Wellington House. DELLA SCELTA FRA LE DUE GABBIE Bernays nasce a Vienna il 22 novembre 1891. Suo zio Sigmund Freud, per luogo comune, è detto da tutti il “padre della psicoanalisi” e Bernays, per gergo comune degli operatori del settore, è detto il “padre delle pubbliche relazioni”. Secondo Coleman, tuttavia, il vero padre delle cosiddette “pubbliche relazioni” è Willy Munzenberg, del quale si parla di sotto. Con la “fabbricazione del consenso”, abbiamo visto come gli studiosi del condizionamento operante individuano con successo due fasi nel lavoro di lavaggio dei cervelli: la prima fase consiste nel convincere i "capi-gruppo" di un dato impianto ideologico (opinion making) e la seconda fase consiste nel fare niente, nell’osservare come la naturale stupidità umana faccia il resto del lavoro per conto suo, propagando idee improprie che sono considerate da ciascuno le “sue opinioni” personali. Le masse vengono irregimentate senza essere consapevoli di essere irregimentate. Gli schiavi vengono comandati ed asserviti alla volontà dei fabbricatori di consenso ma ognuno è convinto di fare ciò che giudica giusto e appropriato, secondo la propria coscienza, perché chi fabbrica il consenso fabbrica anche il dissenso e perciò non mancherà mai la fazione opposta, quella dalla quale estraniarsi e con la quale confrontarsi. In realtà sono entrambe fabbricazioni. La fazione opposta a quella del consenso fabbricato è fabbricata e controllata dagli stessi manipolatori e però a tutti sembrerà di aver avuto la libertà di scelta tra le due gabbie ideologiche prefabbricate. La coscienza di ciascuno si forma sulla base di ciò che viene insegnato e indottrinato dal sistema. I fanciulli vengono catechizzati ma, una volta adulti, sono convinti che le opinioni dinamiche sulle quali basano le loro azioni e decisioni siano loro proprie. La coscienza acquisita viene percepita come coscienza individuale “propria”. Wilson, Roosevelt, Clinton, Bush, padre e figlio, sono esempi di pupi condizionati a coinvolgere gli Stati Uniti in tutte le guerre più disastrose del mondo con metodi simili a quelli di Bernays e gli interessi personali delle loro famiglie nella guerra, sono certamente un ottimo incentivo per la loro docile collaborazione con i veri padroni del petrolio e della moneta. DELLA GUERRA E DEL DECLINO DELLA SOCIETÀ OCCIDENTALE Nel 1905 la marina militare giapponese attacca la flotta russa, l’operazione è finanziata da Jacob Schiff, banchiere di Wall Street, imparentato con Rothschild. Il denaro per finanziare la guerra russo-giapponese giunge attraverso Schiff, ma proviene dal Rockefeller General Education Board, il cui proposito esteriore sarebbe quello di finanziare l’istruzione negra. Tutta la propaganda e la pubblicità fatta intorno a questo istituto di beneficenza viene prodotta dal Tavistock, che in quel tempo si chiama “Wellington House.” Il secondo attacco giapponese "a sorpresa", quello di Pearl Harbor, viene finanziato da un’altra opera pia di Rockefeller, l’Institute for Pacific Relations (IPR). Grasse somme di denaro vengono inviate dal IPR alla sua controparte di Tokyo, indirizzate a un membro della famiglia imperiale attraverso un certo Richard Sorge, che è una spia russa. Anche in questo caso, tutte le pubblicazioni propagandistiche attorno al IPR sono curate direttamente del Tavistock. Abbiamo già visto che la rivoluzione russa è un trucco delle famiglie del grande capitalismo occidentale per: a. eliminare fisicamente la dinastia Romanov, b. impiantare una banca centrale, c. appropriarsi delle risorse petrolifere e di tungsteno, d. espropriare tutta la classe possidente russa. Anche in quel caso, la parte ideologica e propagandistica utilizzata per organizzare la finta rivoluzione viene curata dal Tavistock Insistute, che è un braccio del "comitato dei 300" e che, si può dire con sufficiente prudenza, con le sue frottole sulla rivoluzione d’ottobre ha frodato entrambe le metà del mondo. La fine della prima guerra mondiale e la farsa della rivoluzione bolscevica impongono i cambiamenti d’assetto mondiale congegnati dal Tavistock e avviano il deliberato declino della società occidentale. La prima guerra mondiale è architettata proprio da quel Lord Edward Gray che abbiamo visto di sopra; l’Inghilterra deve andare in guerra con la Germania, perché la Germania sta diventando un potere economico concorrente, tanto da prendere, forse in proiezione, il posto dell’Inghilterra. La popolazione inglese non ne vuole sapere, come dicevamo, e per questo è data la missione alla Wellington House di manipolare l’opinione pubblica prevalente. Questo è più o meno l’inizio; i successi ottenuti dipoi portano a quello che oggi è il Tavistock Institute of Human Relations, secondo Coleman, il maggiore e più sinistro centro di lavaggio dei cervelli del pianeta. DELLE NAZIONI CONTRO ALTRE NAZIONI Coleman crede bene, assieme ad un certo numero di senatori innominati che collaborano alla redazione del suo lavoro, che, per salvare formalmente l’assetto democratico-costituzionale degli Stati Uniti d’America, è essenziale che l’istituto sia dismesso. Quindi l’istituto non viene considerato un centro di condizionamento il cui fine ultimo sia quello di far prevalere sul mondo l’imperialismo statunitense; perlomeno, non mi pare che lo vedano così. Viene vissuto, piuttosto, come la filiale di un centro di lavoro estero che, dall’estero, probabilmente dal Regno Unito, controlla i cervelli degli statunitensi per servire interessi esteri. Ma anche questi “interessi esteri”, a loro volta, sono esteri anche rispetto alle proprie bandiere, perché, oltre che a Londra, si trovano collocati fisicamente anche in città collocate sui territori di altri stati, come per esempio a Basilea. Non basta la collocazione fisica ad identificare quegli interessi con la bandiera e con la popolazione di quel dato luogo fisico. Le élite al potere, quelli che cercano di dominare il mondo, trattano i loro connazionali esattamente, se non peggio, come tutti gli altri, ed impongono, alle loro stesse razze, sofferenze anche maggiori, se possibile, rispetto a quelle che impongono al resto del mondo. Quindi cerchiamo anche noi di non fare l’errore di ridurre tutto ad un complotto che nasce a New York, o a Londra, o a Pechino, o a Basilea o a Francoforte. Non è una bandiera contro un’altra, non è un popolo contro un altro e non sono neppure i capi di stato che vogliono fare guerra ad altri capi di stato, anche se questo è esattamente quello che istituti come il Tavistock fanno credere agli allocchi dei governi, delle scuole, del cinematografo, dei giornali e delle televisioni. DELL'EUFORIA INDOTTA Tra la fine della prima guerra mondiale e il 1935, nonostante la terribile tragedia umana ed economica che segue, nonostante il numero dei soldati sopravvissuti all’inferno delle trincee eguagli quello delle vittime dello shock da granata, una strana forma di euforia indotta pervade gli spiriti dei cittadini europei ed americani; qualcuno la definisce ribellione giovanile, rifiuto della guerra e disgusto per la politica; nei fatti stanno solo reagendo ad un condizionamento penetrante di lungo raggio dei maestri del Tavistock. In questo stato di ebbrezza forzata, impiantata dal 1918 in poi, l’incapacità di vedere la realtà presente domina il pensiero degli anni ’20, è molto diffusa e molto pericolosa. Trascurando l’inadatta realtà che si è mossa sotto la facciata irreale dei bei tempi andati, i popoli europei si lasciano trasportare dalle illusioni fino alla depressione mondiale del 1929-1935 e alla crisi internazionale che segue. Una volta strappata la veste illusoria dei bei tempi andati e perduti, la realtà, a lungo trascurata, si mostra poi in tutto il suo orrore. Spengler predice l’inizio della decadenza dei costumi, della decadenza della società, in cui gli uomini girano con la fiaschetta nel cappotto e domandano e ottengono la riduzione del pudore femminile, le donne iniziano ad accorciare le gonne e i capelli, a pitturare le facce con il trucco, a fumare e bere in pubblico. Nello stesso tempo in cui il denaro scarseggia sempre di più e si allungano le file dei disoccupati in attesa della zuppa di carità, gli spettacoli alla Broadway e i molti night club rivelano e mostrano pubblicamente tutta quella parte di fascino femminile che il senso del pudore precedentemente riserva all’intimità privata delle coppie sposate. E questo è solo l’inizio. DEL JAZZ E DELLA DECADENZA DELLA MUSICA Nel 1935, mentre Hitler accresce potere e popolarità, e domanda ai tedeschi costumi pudichi e rispetto per le donne, nel resto del mondo si promuove qualsiasi tipo di licenza. Nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, regna l’indulgenza verso qualunque tipo di piacere, incluso quello omosessuale, che in precedenza viene sempre soddisfatto in segreto. L’omosessualità viene promossa, non già per la soddisfazione dei desideri latenti che vengono liberati ma perché essa serve a shoccare i sostenitori dell'impianto morale precedente, fatto di sistemi ordinati basati sulla centralità della famiglia e su codici rigidi. Il Jazz e altre forme di decadenza della musica sono promosse per lo stesso motivo, il Tavistock Institute deve distruggere i vecchi canoni della civiltà occidentale. Il disorientamento morale, spirituale, razziale, economico e culturale odierno non si ha per caso, è i risultato del lavoro degli esperti del Tavistock. La crisi morale e quella sociale sono volute e le aberrazioni della storia, pure. Personaggi come Mick Jagger, Oprah Winfrey, Britney Spears, sono pilotati con il preciso scopo di contestare un ordine sociale preesistente e d'infangarlo. Lo stesso vale per i cosiddetti "reality" televisivi, per le “musiche” prive di ritmi e ripetitive, che sembrano l’amalgama di tutti i peggiori istinti animali di base, per Fox News, per la pornografia, la pubblicità sconcia, i comportamenti rozzi nei luoghi pubblici, il cinematografo, che sforna film sempre più brutti e privi di qualunque riferimento culturale. Secondo Coleman, è tutto frutto del lavoro del Tavistock. Per calpestare il rigore morale della società esistente prima del 1918, si glorificano i matrimoni interrazziali, il divorzio, l’aborto, l’omosessualità aperta, l’ostentazione di pratiche lesbiche, i matrimoni gay, l’uso di droghe illegali e legali, la perdita dei credi religiosi e il decadere dell’istituto della famiglia nella civiltà occidentale. Il decadere della rigidità di certi costumi può anche far piacere a qualcuno e può apparire come il riflesso di una società più libera. Eppure non è necessariamente così, perché, assieme ai valori e alle regole rigide delle società occidentali, cadono anche le rigidissime procedure costituzionali. In occidente, nessuno si scandalizza più nel vedere le parti intime delle fanciulle esposte in gloria dei loro modelli musicali e nessuno si scandalizza più nel notare con quanta noncuranza le costituzioni rigide degli Stati vengono calpestate, snobbate, ignorate, derise. La Costituzione di uno Stato è la legge suprema di quello Stato ed è, deve essere, rigida, proprio per evitare gli abusi dei singoli burattini messi a fare i tiranni da uomini potenti. E invece le Costituzioni vengono stracciate, come gli antichi costumi e le antiche tradizioni pudiche, e la peggior forma di corruzione e perversione di uno Stato diventa un fatto lecito e perfettamente normale. In occidente, a cominciare proprio dagli Stati Uniti d'America, il sistema politico costituzionale è un sistema di vendita all’ingrosso, vi si permettono fragranti violazioni delle più alte leggi di uno Stato, a tutti i livelli di governo e soprattutto al livello del potere esecutivo. Ogni e ciascun presidente, da Roosevelt in poi, si prende dei poteri che non gli sono dati. Il potere di andare a far guerra in giro per il mondo, ammazzando milioni di persone innocenti, con il complice ausilio delle nazioni criminalmente associate alla NATO, è esplicitamente vietato al presidente dell’esecutivo dalla Costituzione statunitense. Anche l’articolo 11 della Costituzione italiana suona bene in contraddizione con ciò che le forze armate italiane sono mandate a fare in medio oriente, in Africa, in Serbia e in altri luoghi di genocidio, eppure pochi lo notano e tutti gli altri se ne fregano. La violazione della costituzione è considerata come una piccola svista formale più che l’atto criminale supremo, anche perché l’atto si mescola con una miriade di fatti completamente irrilevanti che vengono trattati con maggiore interesse ed attenzione. Questo metodo di miscelare idiozie, frivolezze, declino di costumi con eventi gravissimi, facendo prevalere i temi frivoli su quelli tragici, o viceversa, a secondo della convenienza del momento, è un altro dei tanti modelli studiati e implementati con successo dal Tavistock. DELLE PRIME DIRAMAZIONI DEL TAVISTOCK Inizia come Wellington House, si evolve negli odierni Tavistock Institute for Human Relations della Sussex University e Tavistock Clinic di Londra. Prima che ne parli Coleman, nel 1969, non se ne sa nulla. L'istituto influenza le tecniche di lavaggio dei cervelli da prima della prima guerra mondiale, e prima, durante (British Army Physiological Warfare Division) e dopo la seconda. Il dr. Kurt Lewin, assieme ai nomi che abbiamo visto di sopra e a diversi altri indicati da Coleman, è uno dei principali teorici del Tavistock; il suo gruppo fonda la Stanford Research Center, il Wharton School of Economics, il famoso MIT, tanto caro agli appassionati delle ciarle del ruffiano di contromano Noam Chomsky, e il National Institute of Mental Health. Nel corso dei decenni, il Tavistock viene finanziato, oltre che da Wall Street, anche con quantità smodate di denaro pubblico dal governo federale statunitense, contributi in milioni di dollari sono usati per mantenere la sua fittissima rete di istituti intrecciati e collegati. Il Tavistock mette in pratica tutti quegli artifici che abbiamo visto con le “False Flag Operations” e tutte le distorsioni del pensiero Hegeliano in cui si fabbrica un problema per poi fornire la "soluzione", che di solito è una purga. Lo vediamo oggi con le leggi frode anti terrorismo che non hanno proprio nulla a che fare con il fantasma del terrorismo. Ci sono altri esempi del passato recente che inducono persino Coleman a sostenere che senza il Tavistock non ci sarebbero state le guerre mondiali, né quelle centinaia di conflitti che si hanno dopo di esse. Abbiamo visto che l’attacco a Pearl Harbor del dicembre 1941 è innescato da un certo invio di fondi dalla famiglia Rockefeller, attraverso quel tale spia Richard Sorge, ad un membro della famiglia imperiale giapponese. Roosevelt deve mandare i lavoratori statunitensi in guerra, la seconda guerra mondiale, però gli serve un pretesto, perché, anche in questo caso, come insegnano Hermann Göring ed Erich Fromm, la popolazione produttiva non ha proprio nessuna voglia di andare verso i pericoli e i disagi della guerra, a maggior ragione dato che è una guerra oltremare e così lontana. Per dare il pretesto al burattino giapponese, per un certo periodo di tempo (i governi di Stati Uniti e Inghilterra) strozzano l’economia del giappone, impedendo i traffici marittimi con i quali il Giappone riceve le materie prime necessarie alla sua produzione. Il Giappone è come una grande fabbrica che galleggia su un’isola; se le vie del mare sono impedite, la fabbrica s’inchioda, perché non ha altra via per ricevere le materie prime. Questo strangolamento dell’economia giapponese giunge ad un punto in cui si decide di forzarlo. E, proprio in quel momento, arrivano gli incentivi ad attaccare di Rockefeller. Il Tavistock produce l’enorme ondata d’odio verso il "sol levante" con la propaganda anti-Giappone, gli Stati Uniti iniziano la guerra contro il Giappone e, per conseguenza di essa, al resto del mondo. Per favorire l’attacco dei pupi gioapponesi, Roosevelt sposta cortesemente una parte della flotta dall’inattaccabile baia di San Diego a Pearl Harbor, mettendola ad angolo retto con la flotta giapponese. Un esempio più recente del potere di convincimento del Tavistock è che i due burattini Bush e Blair, nonostante cadano in decine di contraddizioni circa le armi di distruzione fantasma che sarebbero in Iraq, nonostante che sia chiaro a tutti che essi mentano e che siano materialmente responsabili dell'assassinio ingiustificato di milioni d’iracheni, di migliaia di statunitensi, della mutilazione di decine di migliaia dei loro, restano al potere fino alla fine dei loro secondi mandati. Il Tavistock trova altri argomenti con i quali tenere impegnata l’opinione pubblica negli Stati Uniti e nel mondo, perché ammettere che quelle due prime guerre, fatte dopo le menzogne sull’undici settembre 2001, siano fatte senza ragione equivale a fermare le guerre in corso e quelle che devono ancora venire, tutte basate su bugie e false premesse, propagandate con estrema intensità. Le morti degli iracheni durante le due guerre sono dovute a fame, sete e mancanza di medicinali, prodotti dalle sanzioni criminali imposte dai governi burattini di Stati Uniti e Regno Unito, con la complice copertura delle Nazioni Unite. Anche le Nazioni Unite violano la propria carta fondamentale, ma a chi interessa? Le violazioni delle carte costituzionali sono come offese veniali ad antichi valori, niente che sia considerato vitale nell’era moderna. L’accettazione supina da parte della popolazione anglo-americana di due comprovati impostori, bugiardi, assassini, mentecatti e incapaci capi di governo, fino all’ultimo giorno dei loro secondi mandati, secondo Coleman è conseguenza del lavoro del Tavistock. DEL COMPORTAMENTO E DELLA PERCEZIONE Il Tavistock fa anche un uso esteso del sondaggio d’opinione, che nel 1935 è già in pieno svolgimento. Elmo Roper inaugura il rotocalco Fortune magazine FOR surveys, che poi diventa il What People Are Thinking, colonna del New York Herald Tribune. Hedley Cantril, Likert e Lewin introducono con successo la tecnica dei sondaggi d’opinione per individuare dei profili, delle categorie, in cui classificare i gruppi di persone a secondo dell’orientamento delle loro risposte, sulla base del quale prevedere le reazioni davanti ad eventi della percezione fabbricati. Il principio è semplice; siccome le persone agiscono e pensano in base alla percezione del loro mondo circostante, per farle comportare diversamente, è sufficiente modificare la percezione del loro mondo circostante. DELLA FINZIONE MISTA ALLA REALTÀ Cantril forse va anche oltre la già bassa opinione che Bernays ha del genere umano; senza nulla togliere alle considerazioni di Bernays circa la conduzione spontanea degli impianti ideologici degli individui condizionati dai capi-gruppi, a loro volta condizionati, Cantril scopre anche che essi possono essere convinti di qualunque cosa e che si può tranquillamente mescolare la realtà con la fantasia, con il cinema, la radio e lo spettacolo in generale. DELLA GUERRA DEI MONDI DI ORSON WELLES Un esempio di questa pratica lo dà il famoso uomo di spettacolo Orson Welles, nel 1938, quando mette in scena una buffonata via radio, prendendo spunto da un romanzo di H.G. Wells, ex agente dello spionaggio inglese MI6, titolato “The War of the Worlds“. Nell’adattamento radiofonico del libretto di Wells, Orson Welles interrompe i programmi radio nello stato del New Jersey con l’annuncio che i marziani sono appena atterrati sul pianeta Terra. Il programma dura quattro ore e viene annunciato almeno quattro volte che la radio sta trasmettendo l’adattamento radiofonico di un romanzetto di H.G. Wells. Nonostante l’annuncio, milioni di persone si riversano in strada in preda al panico e intasano tutte le principali vie di comunicazione. La buffonata dimostra l’efficacia della fandonia sulla suggestionabilità umana quando le frottole sono il prodotto di Cantril e del Tavistock. DELL'IMPORTANZA DELLA RADIO La guerra si avvicina e la radio gioca nella propaganda un ruolo fondamentale. Dopo la seconda guerra mondiale, John Rawlings Reese diventa uno dei maggiori protagonisti e finanziatori del Tavistock, con il suo “progetto per la tensione mondiale” presso l’UNESCO, circolo delle Nazioni Unite. Per forzare le mutazioni sociali dei diversi gruppi di popolazione, in tutti i settori della vita umana, Cantril nomina un comitato direttivo e può tornare utile ricordarne i nomi, perché taluni ricorrono in diverse occasioni e per diversi motivi in circostanze molto diverse: Warren Bennis, Eric Trist, Marilyn Ferguson, Jean Houston, capo del Institute for Brain Research, membro del Club of Rome e autore di Mind Games, Aldous Huxley, che fa la supervisione del progetto ventennale della CIA: MK-Ultra LSD, Willis Harman, direttore della Stanford University, Michael Murphy, capo del the Esalen Institute, fondato da Huxley come centro per sperimentare le droghe, James F.T. Bugenthal, presso la Esalen, Abraham Maslow, fondatore del AHP nel 1957, Carl Rogers, compare di Maslow al AHP nel 1957. SIGMUND FREUD E I SUOI COLLEGHI TRASFERITI NEGLI USA Il The Tavistock Clinic di Londra è la sede del Tavistock in cui Sigmund Freud si stabilisce quando espatria dalla Germania e in cui suo nipote Edward Bernays diventa “prima donna”. Verso la fine della seconda guerra mondiale, il personale del Tavistock s’insedia negli Stati Uniti, dove il Dr. Kurt Lewin organizza: la Harvard Psychological Clinic, il MIT research Center for Groups Dynamics, il the Institute of Social Research at the University of Michigan. Nel frattempo, i suoi colleghi Cartwright and Cantrill vanno a coordinare il dipartimento di psicologia dei servizi segreti statunitensi: OSS (Office of Strategic Services), che poi diventa la CIA, ONI (Office of Naval Research), U.S. Strategic Bombing Survey e il comitato per il “morale nazionale” (Committee of National Morale). Oltra a ciò, molti personaggi influenti ai massimi livelli in politica vengono catechizzati dagli stessi personaggi presso i loro istituti: Stanford Research Institute, the Wharton School, the National Training Laboratories, the National Institute of Mental Health. DELLE COSIDDETTE "THINK-TANK" Nei quarant’anni successivi, decine di miliardi di dollari, provenienti dalle casse del governo federale degli Stati Uniti d’America, sono investiti in questi istituti, che partecipano all’elaborazione DELLE POLITICHE per: il dipartimento del welfare, le organizzazioni sindacali, l’aviazione militare, la marina militare, l’esercito, l’associazione nazionale per l’istruzione e le cliniche psichiatriche, la Casa Bianca, il ministero della difesa, il dipartimento di stato, la CIA. Relazioni altrettanto strette coesistono con i reparti della grande comunicazione che si occupano di sondaggi: Gallup Poll, the Yankelovich , CBS-New York Times poll, the National Opinion Research Center. NATO, NASA, ambientalisti e Tavistock Fox News (che determina la vincita fraudolenta di Bush nelle elezioni farsa del 2000) e Richard Murdoch sono proprietà del Tavistock. Dietro il Tavistock ci sono i gruppi Rothschild, Morgan, Rockefeller, le famiglie delle imprese delle Indie orientali, i Perkins, i Cabot, i Lodge con i loro miliardi di dollari, frutto lordo dei grassi e storici traffici di oppio dal vecchio circolo indiano. Il progetto NATO (North Atlantic Treaty Organization) è prodotto dai ricercatori della Stanford University, sotto la direzione di Willis Harmon. Secondo Coleman è poi la NATO a formare il Club of Rome, il cui scopo è quello di fare il contrappeso rispetto allo sviluppo post-industriale, agricolo e militare. DELLA SOCIETÀ A CRESCITA ZERO Bisogna avere “una società a crescita zero”, che deve fermare anzitutto la fiorente industria manifatturiera statunitense e la sua crescente produzione agricola, sempre più produttiva e meccanizzata. I membri del Club di Roma e quelli della NATO sono interscambiabili. Nel 1994 il Tavistock firma un contratto con i produttori (registi e attori) della NASA, per valutare gli effetti del loro programma di balle spaziali. Il Tavistock contribuisce a fermare lo sviluppo dell’energia nucleare, anche per seguitare a costringere tutti a comprare il petrolio dei grandi monopoli, attraverso la propaganda con i gruppi cosiddetti “ambientalisti”. Le attività del Tavistock sono talmente variegate che non si sa bene da che parte iniziare per riassumerle. Nel 1980, l’agenda prevede: 1. il movimento per l’emancipazione femminile, 2. i movimenti per i matrimoni interrazziali, coordinati dagli antropologi del Tavistock Margaret Meade e Gregory Bateson, 3. la proliferazione di cantanti, musicisti, attori, registi di successo, negri, 4. la proliferazione di persone di colore in posizioni di potere (giudici, dirigenti della FBI, gerarchi militari, dirigenti d’impresa, ritratti da cinema e TV), 5. la promozione di movimenti di ribellione giovanile, 6. la promozione dell’interesse sociale per l’economia, 7. la promozione di scontri generazionali, 8. l’immissione di pregiudizi anti-progresso tecnologico nei giovani, 9. la normalizzazione dell’omosessualità e dei matrimoni gay, con nuove forme di proposta sociale, in cui due lesbiche possono fare da madri e due pederasti possono adottare figli come padri, 10. l’emergere di false organizzazioni ecologiste “come Greenpeace”, 11. il sorgere d’interesse verso le religioni orientali e le loro prospettive filosofiche, 12. il rinnovare l’interesse verso il fondamentalismo cristiano, 13. lo spostamento dell’attenzione dei sindacati verso l’enfasi sulla qualità dell’ambiente di lavoro, 14. la diffusione di pratiche meditative e altre discipline tipo Kabala, in sostituzione dei riti cristiani, avviata da Shirley McLean, Roseanne Barr e poi da Madonna e Demi Mooore, 15. la reinvenzione della musica con hip-hop, rap, Ice Cube ed altre bestialità, 16. la mutilazione delle lingue, sostituite con linguaggi misti di termini castrati, oscenità, gesti e altre forme di espressione più immediate, continuamente proposte da cinema e Tv. DELLA SOCIETÀ DISORDINATA E SENZA CONFINI (Hai mai sentito dire da Luca Ciarlatano, l'astro-truffa dei finti viaggi spaziali, che "i confini dall'alto non si vedono, non esistono..che li abbiamo inventati noi"?) Tutte queste iniziative di cui si dice di sopra servono a dare l’idea di un disordine sociale, di un sistema disomogeneo, decadente e forse vicino all’insurrezione; però, bisogna anche ammettere che una tale forma di società è conforme all’idea di un ordine in cui non vi siano frontiere, né orgogli nazionalisti, né pregiudizi razziali, né altre forme di differenziazione fra le moltitudini di schiavi, che paiono tutti uguali e che forse si vogliono far diventare tutti uguali, come gli schiavi di Stalin, di Mao, di Pol Pot e di Orwell, tutti riuniti in un’unica grande comunità di servi della gleba, la quale però è senza frontiere. I principali teorici del Tavistock, come Kurt Lewin, lavorano per la “regressione della personalità" umana (quest’espressione è proprio il titolo del suo lavoro). Quando la tensione alla quale viene sottoposta la persona supera un certo limite, le sue capacità razionali e le sue qualità morali crollano – qui torniamo alle torture che fa Ivan Pavlov sui suoi cani – e la personalità regredisce verso modalità primitive, animali. Le capacità che differenziano le persone in condizioni di tensione controllata, o normale, o media, scompaiono in condizioni di stress eccezionale. Il contesto, il contesto che è controllato dallo sperimentatore, prende il controllo della personalità dell’individuo. Pavlov fa esattamente lo stesso tipo di lavoro: stressa i cani con eccezionali carichi di lavoro, senza consentire loro di riposare e di nutrirsi a sufficienza; li porta ad una condizione di tale tensione fino quasi a farli giungere al collasso nervoso; in quella condizione è possibile installare nei cani modelli di comportamento che non appartengono alla loro sfera naturale e dei quali non si sbarazzeranno mai più, neppure dopo la fine del trattamento di tortura. Le tecniche di Lewin non presentano nulla di originale rispetto a quelle di Pavlov; la differenza è, ancora una volta, economica; infatti le sue possono essere applicate nella prigione di Guantanamo Bay, a dispetto di ogni principio umano e di tutte le leggi nazionali e internazionali, ma il capitale dei grandi usurai non è soggetto alla Costituzione degli Stati Uniti d’America. DELLA SOLUZIONE FINALE Potremmo anche concordare con Coleman e considerare la reazione indifferente e docile a queste violazioni come il frutto del lavoro del Tavistock sulle teste vuote degli elettori e dei contribuenti, senza però poter sapere, né dimostrare, quale sia il fine ultimo di questo lavoro di condizionamento, ammesso che ve ne sia uno. In origine è chiaro, suggestionare le masse di lavoratori a prendere il fucile ed andare a combattere contro i finti nemici, nelle prime due guerre mondiali, e poi in tutte le altre, questo si può capire facilmente. Ma il resto delle iniziative di condizionamento socio-patologico? I soggetti coinvolti nel piano di regressione della personalità umana sono talmente tanti, e le iniziative che seguono sono così variegate, che resta difficile intendere se e chi possa avere la capacità di regia e di coordinamento di così tanti e differenziati esercizi ed esperimenti di manipolazione. Nei casi di promozione delle singole guerre, è più facile comprendere quale sia lo scopo della propaganda, perché è quasi unidirezionale, e può esserlo per tutte le fazioni in gioco. Nel guazzabuglio dei progetti messi in piedi dal Tavistock nel 1980, però, si vede anche parecchia confusione, oltre che tanta sperimentazione. Quindi non è detto che lo scopo sia quello di ridurre tutto il pianeta sotto il controllo di un unico ente governativo, eliminando i confini fra le nazioni, perché questo incubo genererebbe altri problemi, come l’assenza di guerra, per esempio, dei quali Coleman non si preoccupa di ipotizzare la soluzione. DEL VECCHIO E NUOVO ORDINE MONDIALE Tutti ripetono questa solfa del nuovo ordine mondiale che vorrebbe assoggettare l’umanità ad un governo unico, ma è proprio il fatto che sia ripetuto da tutte le parti che fa sembrare anche quest’idea una frottola messa in giro dagli stessi burattini ai governi, manipolati dalla propaganda dei grandi usurai. I prigionieri di Guantanamo sono ridotti ad un certo grado di regressione delle proprie condizioni umane e culturali da un ambiente controllato con lo stile di Lewin, ma si potrebbe dire lo stesso anche delle decine di migliaia di detenuti in attesa di giudizio che vengono rinchiusi nelle carceri italiane contemporanee. L’organizzazione carceraria italiana non credo abbia mai assunto un Pavlov o un Lewin o nessun consulente del Tavistock, per darsi un'organizzazione ai vertici. Eppure, probabilmente, senza che nessun impiegato delle strutture carcerarie abbia mai neppure sentito parlare di Lewin o di Pavlov, la sua efficenza nel ridurre uomini a bestie è dello stesso livello di Guantanamo, se non peggio, visto che persone umane, innocenti nel 40% dei casi, vengono tenute incarcerate in condizioni indecenti e senza aver neppure colpa di alcunché. La sorpresa, come nota Fromm nella classe di ebrei-borghesi che vengono messi nei campi di concentramento nazisti, di essere trattati come nemici del sistema, quando essi ne sono invece parte integrante, contribuente, produttiva, onesta, e non hanno fatto nulla d’illegale, non essendo né comunisti, né ladri, né testimoni di Geova, contribuisce per buona parte dell’effetto a mortificare l’individuo molto più di quanto non faccia con il criminale vero o con l’uomo di fede. Lo dimostra il fatto che i comunisti, i ladri, i testimoni di Geova, assumono comportamenti assai più razionali, una volta imprigionati; c’è un certo grado di preparazione e di aspettativa in fondo all’anima che aiuta i criminali e i martiri a resistere più a lungo alle torture psicologiche e alle umiliazioni della cattività. La struttura di Guantanamo, a differenza del sistema carcerario italiano, le tecniche di Lewin, che poi sono le stesse usate nelle prigioni staliniane del USSR, sono applicate volutamente, scientificamente, sadicamente, come nel caso di Ivan Pavlov con i suoi poveri cani. E non è che si voglia escludere in assoluto l’ipotesi di Coleman, secondo la quale Guantanamo sarà la prossima prigione per i dissidenti statunitensi, coloro che si sbattono per i diritti costituzionali, come le prigioni staliniane lo sono per i dissidenti del USSR. DEL DECLINO INDOTTO DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE Tra quelle europee, la nazione tedesca deve soffrire più delle altre. La super-economia, la razza-suprema, la nazione di soldati-invincibili, non si sposa affatto con la necessità di ridurre tutto ad un insieme indistinto di schiavi disordinati e privi di qualsiasi orientamento culturale o nazionale. La Lega delle Nazioni è il primo disegno di soppressione della dignità dei popoli di Germania, d’Europa e del resto del mondo; la proposta di pace tenuta a Parigi è diretta e controllata dal Tavistock e serve proprio ad azzoppare il potere economico della Germania, distruggere il rispetto di sé dei suoi abitanti, attraverso la retrocessione sociale al pauperismo come migliore forma di status proletario. Coleman non sa se il Tavistock sbaglia i suoi conti con i popoli tedeschi o se l’umiliazione serve proprio a far nascere la rivalsa nazionalsocialista che serve più tardi al lavoro di Hitler. A noi che ci frega? Abbiamo già visto chi finanzia la Germania della prima e della seconda guerra mondiale, abbiamo visto che la stessa fonte finanzia anche Stalin e le forze avversarie della Germania. Il Tavistock può influenzare la propaganda anglo-americana e ad altri può essere dato l’incarico d’influenzare la propaganda tedesca, russa, cinese o giapponese, il risultato non cambia, perché chi finanza la propaganda è sempre lo stesso grande capitale, gestito in monopolio dalle stesse famiglie che fabbricano il denaro e tengono il monopolio delle risorse energetiche. Tutti i teorici, gli scienziati, i premi Nobel, i propagandisti, gli opinionisti, i vari Krugman, Russell, Freud, Lewin, Pavlov, Demi Moore, Madonna, i giornalisti di Fox News, sono stipendiati dalle stesse famiglie – o fanno parte dei circoli di quelle famiglie, come Huxley, Darwin, Dalton - e sono finanziati dagli stessi tiranni che fabbricano il denaro (e quindi ne hanno più degli altri), come lo sono i capi di stato ritenuti democratici, i fascisti, i comunisti, i bianchi, i negri, i cosiddetti terroristi islamici, la musica decadente, il cinema decadente, la droga e tutti i fenomeni degenerativi della specie umana, fra i quali, prima su tutti, c'è la guerra. DELLE BUGIE DEL 1914 E DI HILTON & KNOWLESS Lord Bryce è uno storico accreditato e relativamente obiettivo, fino a che non inizia a cooperare con la Wellington House. Dopo quest’inizio, prosegue con le menzogne fino al giorno in cui lo sotterrano. Prima dell’invasione dell’Iraq del 1991, un organo di stampa, World In Review, riporta al suo ristretto numero di lettori di una quindicina di missili SCUD che colpiscono Tel Aviv e altre parti d’Israele, nonostante la tanto efficace azione di difesa dei “Patriot” che, secondo la CNN, ogni notte abbattono uno SCUD iracheno. Subito dopo si ha la grandissima frode, perpetrata al senato degli Stati Uniti d’America, da parte di una delle maggiori agenzie pubblicitarie americane, HILTON & KNOWLESS, la quale, come BENTON & BOWLE, ha legami stretti con il TAVISTOCK. Anche in questo caso, l’unico mezzo d’informazione che denuncia la truffa è il World In Review. La favola inventata dall’agenzia pubblicitaria viene raccontata in Senato da una quindicenne cretina in lacrime che si dice testimone oculare di eventi raccapriccianti ai quali assiste in Kuwait; in particolare, lacrimando e singhiozzando, racconta di soldati iracheni che, non avendo altro impiego con cui impegnare il tempo, prendono i bambini dalle incubatrici degli ospedali e li buttano sul pavimento. Abbiamo visto il video e mi pare che l‘Avv. Solange Manfredi lo abbia anche riprodotto in una delle sue conferenze; l’adolescente lacrimante è la figlia di Al Sabah, ambasciatore del Kuwait a Washington, e in Kuwait non ci ha mai messo piede, di recente, tantomeno durante il periodo di guerra. Il fatto sta che, ascoltato il racconto raccapricciante di questa fanciulla instabile ed esagitata, i senatori si sono dispensati dai loro doveri costituzionali e hanno formalizzato il nulla-osta che consente a George H.W. Bush di violare a sua volta la costituzione ed invadere l’Iraq. Bush conosce benissimo la nipote dell’ambasciatore del Kuwait, essendo anche lui basato a Washington e la sua famiglia da sempre interessata in imprese petrolifere arabe e texane; egli dichiarerà di non essere stato lui a dare l’ingaggio all’agenzia pubblicitaria Hilton and Knowles, ma nessuno crede che egli non sappia benissimo che è tutta una ridicola commedia. L’ambasciatore del Kuwait paga 600 mila dollari l’agenzia pubblicitaria per questa scenetta patetica in senato e però non viene arrestato, come dovrebbe, per tutti i delitti che commette ai danni delle istituzioni e dei popoli statunitensi. Neppure sua figlia, Narita Al Sabah, bugiarda e villana, che, ben lontana dalle bombe, se ne sta con suo padre al Washington residence, anziché andare in Kuwait, viene perseguita, né punita, né espulsa. La sua sceneggiata in senato viene ripresa e propagata dagli esperti del Tavistock; diventa subito il vessillo per una straordinaria campagna pubblicitaria che perverte le menti ignoranti dei cittadini e dei politici di tutto il mondo; tutti a favore dell’invasione dell’Iraq; o, quantomeno, nessuno contrario; aiuta la causa chiamare i dipendenti dell’ambasciata statunitense in Kuwait “ostaggi”, nonostante nessuno li tocchi; potrebbero tranquillamente tornarsene in patria se non fosse stato loro comandato – dal governo assassino di Bush – di non muoversi da lì; in sostanza, quelli sono ostaggi del dipartimento di stato americano e non d’altri; anche in questo caso, però, bisogna trovare un pretesto per attaccare. DEL KUWAIT L’ambasciatore statunitense a Baghdad, April Gillespie, dà il via a Hussein per invadere il Kuwait; subito dopo, George H.W. Bush manda le forze armate statunitensi a invadere l’Iraq per proteggere il Kuwait e, anche in quell’occasione, le forze armate italiane sono chiamate al loro ruolo di correo attivo e partecipano alle stragi delle prime invasioni. Il vecchio trombone G.H.W. Bush, petroliere, ex capo della CIA, va in giro dicendo che bisogna rimuovere Saddam Hussein (anche lui massone dello stesso 33simo grado, come i suoi invasori e dichiarati nemici, Bush padre, Bush figlio e Tony Blair) dal governo dell’Iraq, per salvare il medio oriente, l’occidente e la democrazia. Il pretesto degli “ostaggi” proposto dal Tavistock non funziona in Siria, Iran, Iraq, Algeria ed Arabia Saudita e, secondo Coleman, i regnanti delle nazioni arabe imparano a loro spese che è meglio non fidarsi in minima parte dei rappresentanti dei governi di Regno Unito e Stati Untiti d’America. DEGLI ALTRI ASPETTI DELLA GUERRA Però a Coleman sfuggono parecchi altri aspetti della questione. Prima di tutto, i burattini ai governi delle nazioni arabe sono comandati (grandemente influenzati) dalle stesse famiglie che comandano il Tavistock; secondariamente, se in tutto il mondo la propaganda è omogenea, come cavolo si ottiene la strategia della tensione? Se agli occidentali dico nero, è ovvio che agli orientali devo dire rosso, o bianco. Se in Germania si fa credere ai lavoratori tedeschi che essi lavorano per mantenere le altre nazioni europee meno produttive, nelle nazioni "meno produttive" si fa credere che i lavoratori tedeschi sono impegnati nella loro solita impresa di dominio sul resto d’Europa, per soddisfare i loro congeniti bisogni egemonici. Se la propaganda utilizzata in occidente serve a montare l’odio per il mondo islamico, è logico dedurre che la propaganda islamica sia perlomeno contraria a quella occidentale. In ogni caso, cosa può sapere Coleman di come funziona la propaganda in Arabia Saudita, o in Siria o in Iran? Farebbe meglio a indagare sui rapporti fra i capi di stato di quelle nazioni e le élite al potere in occidente, perché ci devono essere, altrimenti sarebbero stati già tutti invasi da qualche decennio. Un altro dettaglio che sfugge a Coleman è che Saddam Hussein è un massone dello stesso livello di Blair e che la sua famiglia ha asilo politico nel Regno Unito proprio durante i bombardamenti del duetto criminale Bush-Blair; oltre a ciò, e oltre agli interessi personali dei vari Bush, Rice, Cheney, Rumsfeld e Wolfowitz, per qualche singolo nuovo investimento in oleodotti e gasdotti, a parte questi, come possono essere quelle guerre intese come guerre fatte per l’appropriazione dei pozzi di petrolio? A chi rubano il petrolio, a sé stessi? Le famiglie che finanziano il Tavistock hanno il monopolio, diretto e indiretto, su tutto il petrolio che viene estratto in Russia e in medio oriente, da sempre. Il loro controllo sulle risorse petrolifere inizia proprio nell'epoca in cui il petrolio diventa, nelle isolette britanniche prima che altrove, una risorsa per uso industriale.Quindi, se è vero che non sono guerre di liberazione e che non sono guerre per esportare la democrazia, non sono neppure guerre per l’espansione imperialista del governo statunitense, né sono fatte esclusivamente zper l’appropriazione indebita dei territori dai quali il petrolio viene estratto. I motivi della guerra sono più generali, li conoscono bene gli esperti del Tavistock, li hanno spiegati molto bene Ezra Pound e George Orwell (che è una spia inglese e che si è formato e ha lavorato proprio al Tavistock), molti decenni prima di Coleman, e sono ancora attualissimi. Demonizzare il dittatore, come avviene con il Kaiser nel 1913, è una tecnica usata diffusamente in occidente dagli studiosi del Tavistock, funziona quasi sempre e non richiede grandi sforzi di fantasia. LAWRENCE D'ARABIA Il trombone di Bush risuona con le stesse stupidaggini del trombone di Wilson, quando manda le greggi degli entusiasti soldati statunitensi a combattere in Europa la prima guerra mondiale, mentre il governo statunitense s’indebita con la neonata Federal Reserve e gli strateghi britannici si appropriano, da quel momento e per sempre, del petrolio e del tungsteno russo (con il trucco della rivoluzione d’ottobre) e del petrolio arabo (con la cacciata dei turchi dai territori arabi, pilotata dalla spia inglese Thomas Edward Lawrence, detto Lawrence d’Arabia). Le “trombonate” di Bush sono le stesse che Lord Bryce suona nell’orecchio di Wilson e che servono a mandare tutti alla guerra. Dopo la prima guerra mondiale, la Federal Reserve, la nuova banca centrale americana, questa volta resta e nessuno si ricorda più di quanto sangue sia versato il secolo precedente per non permetterne l’installazione da parte di Rothschild e dei suoi compari dei paradisi fiscali extraterritoriali. Nel tempo di Bush, diversamente che con Wilson, le informazioni viaggiano più veloci e le frottole vengono presto a galla. Quando, nel giro di pochi mesi, si sa in tutto il mondo che lo Stato iracheno è completamente disarmato e non può rappresentare alcuna minaccia per gli occidentali, allora i fantasmi cattivi si cercano subito altrove, fra gli allevatori di montoni e i nomadi delle montagne irachene, e si chiamano “Al Qaeda“. Prima che inizi la propaganda del Tavistock, pochi occidentali si preoccupano di vedere dove l’Iraq sia collocato sulle cartine geografiche; subito dopo, l’opinione pubblica dell’occidente concorda sulla necessità di sbarazzare il mondo dai suoi abitanti tanto pericolosi per le democrazie in occidente. DELLA BP E DEL COMITATO DEI 300 George H. W. Bush lavora nei fatti per il suo maggior burattinaio, la BP (British Petroleum), corporazione ammiraglia della confraternita del “comitato dei 300“. Il comitato dei 300 dispone di una rete di banche, finanziarie, fondazioni universitarie ed imprese che fabbricano la comunicazione per le masse, che sono tutti collegati fra loro; delle 500 maggiori corporazioni internazionali, classificate per patrimonio, 450 sarebbero nella morsa del comitato dei 300; fra queste, Coleman include: Petro-Canada, HSBC Hong Kong and Shanghai Bank, Halliburton, di cui è presidente, senza vergogna, proprio Dick Cheney, Root, Kellogg & Brown, BP (British Petroleum), Shell, Xerox, Rank, Raytheon, $ ITT, Eagle Insurance, e tutte le maggiori compagnie di assicurazioni nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Canada. I movimenti ambientalisti sono pure controllati dal comitato dei 300, attraverso il Tavistock. Il costo per l’esportazione di “democrazia”, nella prima guerra mondiale, secondo il prof. William Langer, è di dieci milioni di morti ammazzati, con venti milioni di mutilati; 180 miliardi di dollari è la spesa totale alla quale vanno aggiunti i costi indiretti di altri 151 miliardi e seicento milioni; parliamo di dollari americani. La spesa per la prima guerra di Bush alle popolazioni civili indifese dell’Iraq si aggira attorno ai 420 miliardi nel 2005. Le semplici cifre del denaro speso non spaventano come quelle delle vittime degli atti di criminali traditori come Wilson e Bush, ma servono a dare l’idea, forse, circa gli scopi della guerra. Gli stati spendono, distruggono risorse e s’indebitano. Il trucco è sempre quello sottolineato da Ezra Pound e da George Orwell. Durante la prima guerra mondiale, 5.500 persone muoiono ogni singolo giorno per quattro anni e mezzo di seguito; si tratta di circa quattro omicidi al minuto; la prima guerra mondiale distrugge vite umane, elimina la sua prossima generazione dirigente e distrugge lo spirito di una società, la fiducia nel progresso, nella prosperità e nella ragionevolezza umana. DELLA GUERRA 1914-18 E DELLA LETTURA DI ORWELL E POUND Desidero aggiungere anche le cifre di Carroll Quigley, il quale, pur essendo stato associato alle stesse organizzazioni segrete dei grandi capitalisti che mandano le nazioni alle guerre, mostra una certa dose di compassione umana e pare un testimone privo di tanti finti pudori. La prima guerra mondiale è una catastrofe di tale magnitudine che l’immaginazione fatica a coglierla. Nel 1916, in due battaglie (Verdun e Somme) si hanno più di 1.700.000 morti ammazzati, sommando i cadaveri di entrambe le parti. Nello sbarramento d’artiglieria che precede l’attacco francese a Chemin des Dames, nell’aprile del 1917, 11 milioni di granate sono sparate in dieci giorni su un fronte di 30 miglia. Tre mesi dopo, su un fronte di 11 miglia, a Passchendaele, l’artiglieria britannica spara 4.250.000 granate, ad un costo di 22 milioni di sterline, in uno sbarramento preliminare, e sono ammazzati 400 mila uomini dei suoi nel successivo assalto della fanteria. Durante l’attacco tedesco del marzo 1918, 62 divisioni con 4.500 cannoni e 1.000 aeroplani sono scagliati su un fronte ampio solo 45 miglia. Su tutti i fronti, più o meno, 13 milioni di uomini sono morti ammazzati o per malattia. Uno studio dal Carnegie Endowment for International Peace stima che quella guerra ha distrutto oltre 400 miliardi di dollari di proprietà ad un tempo in cui il valore di ciascun obiettivo in Francia e in Belgio non poteva valere più di 75 miliardi di dollari. Il risultato è la perdita, dunque, non l’acquisizione di ricchezza. Per gli usurai e per i loro ruffiani in alta uniforme, ciò che torna utile è la distruzione della ricchezza, la creazione dell’indebitamento degli Stati, molto più che la conquista di territori o la rapina dei beni materiali. Impegnare risorse in guerra o, nei brevi periodi di pace, costruendo navi, carri e aerei da guerra, significa distruggere e impegnare risorse e ricchezze che altrimenti sarebbero distribuite. Se quelle risorse e quelle ricchezze fossero distribuite, le classi sottomesse tenderebbero a crescere fino a comprendere che i loro padroni sono inutili. Ecco perché, per dirla con George Orwell, la guerra è fatta dalle classi dominanti contro i loro stessi sudditi ed ecco perché, per dirla con Ezra Pound, la guerra perpetua è promossa dagli usurai delle banche contro i contadini. È lo stesso scopo elementare intravisto da entrambi, mantenere la gerarchia intatta, ossia, impedire agli altri di crescere e tenerli sottomessi. Ovviamente, la distruzione di uomini e di ricchezza di questo livello richiede una enorme mobilitazione di risorse in tutto il mondo e non può non influenzare i modelli di pensiero e d’azione dei popoli, forzati a sopportare la tragedia. E così si ha già in inizio il raggiungimento degli stati di avanzamento rispetto agli obiettivi: l'enorme mobilitazione di ricchezza finalizzata alla distruzione di vite e di altra ricchezza è a sua volta, di già, distruzione di ricchezza. La logica è quella di spendere più che si può, tanto sono sempre, direttamente o indirettamente, tutte risorse pubbliche, e però si spende più che si può dichiarando d'imporre a sé stessi le politiche restrittive della finta austerità. Al processo di cambiamento nell’organizzazione della società europea, tuttavia, la guerra non porta niente di veramente nuovo; piuttosto, accelera un processo di cambiamento nell’organizzazione della società, che è già in atto da una considerevole quantità di tempo e che continuerebbe comunque, con la differenza che i cambiamenti in tempo di pace richiederebbero 30-50 anni. Attraverso la guerra ne bastano cinque. È come se quei cambiamenti siano troppo immediati per essere percepiti dalle menti distratte dei contribuenti, produttivi e paganti, o se essi prendendo coscienza di tali cambiamenti, pensino che si tratti di aberrazioni temporanee, dovute alla contingenza della guerra, e che, una volta giunta la pace, si ritornerebbe al piacevole mondo, così com’è fino al 1913. Purtroppo questa resta un'illusione, perché tutto ciò che viene dopo è declino. DEL TRUCCO DI SOSPENDERE IL GOLD STANDARD Il fatto che la guerra sia destinata a durare più di 6 mesi è una sorpresa per la maggior parte dei burattini coinvolti nelle decisioni ai vertici delle nazioni coinvolte, da entrambe le parti. Ci arrivano piano e per gradi. In principio si comincia a comprendere il fatto studiando il consumo degli approvvigionamenti, soprattutto delle munizioni, e cercando i mezzi per pagare quelle forniture. Anche gli esperti finanziari sono d’accordo con i vertici militari sulla brevità della durata della guerra. Gli economisti, ancora una volta, mentre sottovalutano grandemente il costo della guerra, sono tuttavia certi che le risorse finanziarie di tutti gli Stati andrebbero ad esaurimento entro sei mesi e tanto basta loro per prevedere la brevità della durata della guerra. Quando parlano di risorse finanziarie, quelli pensano alle riserve auree della varie nazioni che si confrontano ammazzando soldati, le quali riserve sono chiaramente limitate. Tutte le grandi potenze adottano in quel tempo il "Gold Standard" e hanno l’obbligo di ripagare convertendo in oro le banconote che emettono a richiesta dei possessori che le presentino per l’incasso. E però tutti gli Stati sospendono il "Gold Standard" non appena inizia la guerra. La limitazione automatica della produzione di carta-moneta è conseguentemente rimossa con questa semplice sospensione. Allora, ogni Stato paga per la guerra prendendo a prestito denaro dalle banche. Le banche creano dal nulla il denaro che prestano, semplicemente aprendo, intestati ai governi, dei conti di deposito di qualunque dimensione, in rapporto ai quali i governi possono emettere assegni. Le banche non sono più vincolate al limite dell’ammontare del credito che possono creare dal nulla, perché non devono più pagare in oro gli assegni presentati all’incasso. La creazione di moneta, sotto forma di credito bancario, è limitata solo dalla domanda di tale credito da parte dei mutuatari. Naturalmente, il governo prende denaro a prestito per pagare i suoi fornitori e le imprese private prendono denaro a prestito per comprare materie prime, pagare lavoro dipendente, produrre e soddisfare la domanda del governi. L’oro, che non può più essere preteso all’incasso, rimane a riposare nei depositi sotterranei delle banche, salvo nei casi in cui viene esportato per pagare forniture in importazione da altre nazioni. DELLA CONSEGUENTE INFLAZIONE La percentuale di banconote in sospeso coperte dalle riserve auree diminuisce costantemente e l’ammontare dei crediti bancari garantiti da oro o da banconote cala rapidamente. Quando l’offerta di denaro aumenta in quel modo, più rapida dell’offerta dei beni da acquistare, i prezzi salgono, perché una maggiore quantità di moneta deve competere con una minore offerta di beni (minore, non perché diminuita ma perché è rimasta inalterata rispetto all’offerta di denaro che invece è aumentata; quindi, minore rispetto alla quantità aumentata di denaro non rispetto alla quantità di beni offerti in precedenza). DELL'INFLAZIONE E DELLA DISTRUZIONE DELLA RICCHEZZA Questo effetto inflativo è peggiorato dal fatto che l’offerta di beni tende a ridursi in tempi di guerra, perché la guerra distrugge risorse, ricchezze, beni di ogni tipo, e non li rende disponibili alla domanda per la soddisfazione di bisogni collettivi. Oltre a ciò, la guerra taglia le vie di comunicazione e assorbe una maggiore quantità di risorse produttive (che altrimenti sarebbero dedicate a produrre ricchezza per il bene loro e per il bene comune) e le dirotta verso gli armamenti, i combattimenti, i bombardamenti, e le altre forme di atrocità e di sterminio, diretti sulle popolazioni dei somari innocenti. Il denaro in circolazione serve per l’acquisto di beni capitali, di beni di consumo, di armamenti e munizioni. Però chi può spendere, spende solo in beni capitali e di consumo, perché armamenti e munizioni non sono in libera vendita per le popolazioni civili, purtroppo. Siccome i governi degli Stati tentano di ridurre la fornitura di beni capitali e di consumo per incrementare la produzione e la disponibilità di armamenti e munizioni, il problema dei prezzi che salgono (inflazione) diventa acuto durante il lungo e penosissimo percorso bellico. Allo stesso tempo, il problema del debito pubblico diventa costantemente sempre più serio, perché i governi finanziano la gran parte delle loro attività attraverso il credito bancario. Inflazione e debito pubblico continuano ad aumentare anche dopo che i combattimenti sono terminati, per via della continua distruzione della vita economica e per l’obbligatorietà dei pagamenti delle obbligazioni prese in precedenza. Solo durante il periodo 1920-1925 inflazione e debito pubblico hanno smesso di aumentare in maggior parte delle nazioni europee ma sono rimasti problemi sentiti a lungo anche più avanti nel tempo. Il fenomeno dell’inflazione indica l’aumento dei prezzi dei beni ma non solo quello, l’inflazione indica anche la diminuzione del valore del denaro, perché la stessa quantità di moneta può acquistare una diminuita quantità di beni o, volendo dire in altri termini, perché è necessaria una maggiore quantità di denaro per comprare una stessa data quantità di beni. Nei periodi di grave inflazione, le persone tendono, coerentemente, a preferire i beni al denaro; cercano di accaparrarsi beni e di sbarazzarsi della moneta. L’inflazione, perciò, aumenta la produzione e la vendita di beni di consumo o di beni per accaparramento, ma riduce il risparmio e la formazione del capitale. L’inflazione beneficia i debitori (riducendo nel tempo il valore dei loro debiti, il cui importo rimane fisso) e affligge i creditori (riducendo il valore dei loro risparmi e dei loro crediti). Le classi medie della società europea dei tempi di guerra sono le classi dei creditori, con i loro depositi bancari, i loro depositi a risparmio, i mutui, le assicurazioni, le obbligazioni che posseggono; le classi medie europee sono quindi, ancora una volta, quelle maggiormente danneggiate e rovinate dall’inflazione dei tempi di guerra. In Germania, Polonia, Ungheria e Russia, dove l’inflazione arriva ad un livello tale da rendere la moneta completamente priva di significato attorno al 1924, le classi medie sono distrutte, i loro membri sono portati alla disperazione e ad un odio quasi psicopatico verso le forme di governo e le altre classi sociali che essi credono responsabili delle loro piaghe. Siccome l’ultima fase inflazionistica che dà il colpo di grazia alle classi medie in Germania si ha dopo la guerra, e non durante, (nel 1923), quest’odio viscerale viene diretto contro i governi parlamentari che stanno funzionando dal 1918 e non contro i governi monarchici che sono in carica tra il 1914 e il 1918. Lo stesso accade in Francia e in Italia ma non in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d'America, dove l’inflazione viene controllata e il valore dell’unità di moneta rimane più o meno quello dei tempi che precedono il conflitto. Anche in queste nazioni i prezzi salgono del 200-300% e la spesa pubblica aumenta del 1000%. DELLA CONVERSIONE DI TUTTE LE RISORSE Risorse di ogni tipo, terra, lavoro, materie prime, devono essere convertite da quei criminali assassini in politica, dai vertici militari e dai loro complici che lavorano nell’industria bellica a tutti i livelli, per la produzione militare; in certi casi, risorse mai utilizzate prima devono essere immesse nel sistema produttivo. Prima della guerra, l’assegnazione di risorse alla produzione avviene in base al processo automatico del sistema dei prezzi. Per esempio, lavoro e materie prime vengono destinate ai processi di produzione più redditizi, piuttosto che alla produzione di beni e servizi “socialmente utili”. In tempo di guerra, tuttavia, i governi devono avere a disposizione certi particolari tipi di beni per i loro scopi e allora provano ad ottenere la produzione di quei beni rendendoli più redditizi rispetto ai beni non-militari, utilizzando le stesse risorse ma non funziona sempre nello stesso modo. L’eccesso di potere d’acquisto in mano ai consumatori causa una gran domanda di beni semi-lussuosi, come le camicie di cotone bianco per i lavoratori. Ciò rende più vantaggioso per l’industria usare il cotone per fare le camicie e venderle a prezzi elevati, piuttosto che usarlo per fare esplosivi. In questa situazione i governi considerano necessario ed opportuno intervenire direttamente nel processo economico per imporre la condivisione degli obiettivi da parte dei produttori che non si riesce ad ottenere con il sistema dei prezzi liberi o riducendo gli effetti nocivi delle perturbazioni dei tempi di guerra. DELLA LEVA RETORICA DEL PATRIOTTISMO Con la propaganda, i governi fanno leva sul “patriottismo” dei produttori per indurli a produrre ciò che loro vogliono che producano anziché ciò che risulta più redditizio secondo le condizioni di mercato. I governi fanno anche leva sul “patriottismo” dei consumatori, per indurli a investire i loro risparmi in titoli obbligazionari dello Stato, anziché in beni – realmente necessari – e scarsamente disponibili. I governi iniziano poi a costruire, e noleggiare, interi impianti produttivi statali per la produzione bellica. Iniziano a razionare i beni di consumo che scarseggiano, come i prodotti alimentari, a monopolizzare le materie prime essenziali e a destinarle a produttori con contratti di forniture militari piuttosto che permettere il loro flusso verso quegli utilizzi redditizi in base al sistema dei prezzi. Le materie gestite in questo modo sono di solito: carburanti, acciaio, gomma, lana, cotone, rame, nitrati e simili, anche se variano da nazione a nazione, a seconda dell’offerta disponibile. I governi degli Stati iniziano poi a regolare le importazioni e le esportazioni per assicurarsi che certi materiali essenziali non siano consegnati a nazioni “nemiche”. Il Regno Unito blocca perciò il flusso di merci in tutta Europa, razionando le esportazioni verso gli stati neutrali. Trattative, corruzione e anche uso della forza caratterizzano queste negoziazioni; i trasporti e gli apparati logistici vengono gestiti da enti di Stato in modo che diano il massimo dell’efficienza nella movimentazione per la guerra e che tengano in secondo piano le altre attività, come quella dei rifornimenti alimentari alle città. Il rapido aumento dei prezzi che deriva da questa situazione conduce anche ad un aumento degli stipendi. L’aumento degli stipendi conduce a sua volta alla formazione di sindacati forti che minacciano in modo crescente di mettere la forza lavoro in sciopero (serve ricordare che il fenomeno funziona anche all’inverso; la diminuzione degli stipendi, la precarietà e l’insicurezza del lavoro, aiutano ad indebolire i sindacati). Non c’è alcuna garanzia che gli stipendi della forza lavoro “essenziale“ (cioè impiegata nello sforzo bellico) aumentino con la stessa rapidità degli stipendi della forza lavoro “non essenziale“ (quella cioè dedicata ad attività economiche reali e all a produzione di beni e servizi utili); certo è che gli stipendi dei soldati (i più essenziali di tutti secondo la logica malsana delle élite al potere) crescono veramente poco e molto lentamente. Siccome i lavoratori sono influenzati nelle loro scelte dai livelli salariali, non è matematico che si buttino tutti sui “mestieri delle armi”, i quali sono, oltre che più pericolosi, quelli che pagano di meno. E allora i governi iniziano a intervenire anche nei problemi del lavoro, cercando di evitare gli scioperi e dirottando il flusso dei lavoratori verso le attività più essenziali per la guerra. Si hanno coscrizioni di uomini, un po’ in tutti gli stati interessati, dapprima come parte dei piani per arruolare i soldati da mandare al macello e poi serve anche per controllare che il lavoro sia diretto alle produzioni “essenziali”. Tutti devono lavorare per la guerra, tutti devono contribuire alla pazzia e all’eccidio di milioni di vittime inconsapevoli, che devono essere fatte a pezzi senza motivo. Generalmente, il diritto di lasciare un posto di lavoro considerato “essenziale” viene limitato e, altresì, più avanti si ha che i lavoratori sono costretti proprio a lasciare i lavori “non essenziali” per dedicarsi, siano favorevoli alla guerra o meno, alle produzioni e ai servizi legati a guerra ed armamenti. La forza lavoro scarseggia e le paghe aumentano, allora si mandano a lavorare i vecchi e i bambini, i preti, cosa nuova, visto che non hanno mai lavorato, e, soprattutto, le donne. Il flusso di donne che lasciano la casa per andare alle fabbriche ha un effetto profondo sulla vita sociale e rivoluziona la relazione fra i sessi; la donna può lavorare per la produzione di armamenti, può contribuire alla pazzia e al genocidio, e quindi anche la donna ha gli stessi diritti civili e politici dell’uomo o, quantomeno, si avvicina alla parità di merito più che in precedenza. Ed ecco che le donne vanno a votare in alcune nazioni, mettono su gonne più corte, tagliano i capelli, comprano meno vestiti, fumano e bevono in pubblico. DEL GENOCIDIO, DELL'AGITAZIONE SOCIALE E DELLA PROPAGANDA La mancanza di preparazione per affrontare le disastrose perdite di vite umane, l’inadeguatezza dei rifornimenti di munizioni per la guerra moderna e la contrazione, o l’interruzione, delle forniture di beni e di cibo alle città, produce una certa tensione e agitazione sociale. Nei governi degli stati europei si hanno cambiamenti, fino a che ciascun gabinetto si ritrova dominato da un singolo uomo, dotato di più energia rispetto ai collegi, e più volenteroso di prendere decisioni rapide, anche se è in possesso di scarse informazioni. Lloyd George rimpiazza Asquith in Inghilterra; Clemenceau sostituisce una serie di vertici minori in Francia; Wilson rafforza i suoi poteri di controllo sul governo degli Stati Uniti d’America e, più distintamente tedesco, Ludendorff viene a dominare il governo della sua nazione. Con lo scopo di rafforzare il morale del proprio popolo e di demolire quello del popolo di controparte “nemica”, i capi dei governi delle nazioni in guerra s’impegnano in una serie di attività progettate per regolare il flusso d’informazioni che giungono ai recettori sensoriali delle masse che costituiscono le loro popolazioni. Queste attività comprendono censura e propaganda e vengono usate con maggiore efficacia in Francia, in Inghilterra e in Russia; in Russia c’è da tempo una lunga tradizione di autoritarismo poliziesco ma la propaganda ha lo stesso risultato anche negli altri stati europei. In Francia si dichiara lo stato d’assedio il 2 agosto del 1914 e il governo si prende il diritto di governare per decreti, come accade ai giorni nostri in Italia e in Europa, oltre che di mettere la polizia sotto il controllo militare. In generale, la censura francese non è più dura di quella tedesca né così scaltra come quella britannica, mentre la propaganda francese è molto più efficace di quella tedesca ma non può competere con quella britannica. La vita politica francese presenta una serie di complessità e la burocrazia francese ha movimenti molto lenti e articolati; questi due fattori assieme producono ogni tipo di ritardo possibile e nessun tentativo di evadere i controlli viene trascurato. Quando Clemenceau è in aperta opposizione al governo, durante i primi giorni della guerra, il suo giornale, "L’homme libre", viene sospeso e non può più pubblicare ma lui continua, tranquillo, a pubblicare lo stesso giornale semplicemente cambiando nome, chiamandolo "L’homme enchainé", che suona anche un po’ polemico rispetto alla stessa censura. DELLA CENSURA BRITANNICA La censura britannica ufficiale viene istituita il 5 agosto del 1914 e, subito, intercetta tutta la posta privata che potrebbe giungere, anche quella da e per gli stati neutrali. Quest’attività, fulminea, diventa subito una sorgente importantissima d’informazioni economiche e militari. Una norma statuita, il "Defence of the Realm Act" (DORA), conferisce subito al governo il potere di censurare tutta l’informazione. Il comitato per la censura della stampa viene formato nel 1914 e viene sostituito dal "Press Bureau" sotto Frederick E. Smith (che diventa più avanti Lord Birkenhead), nel 1916. Fondato presso la Crewe House, è in grado di controllare tutte le notizie stampate dai giornali e agisce come un agente diretto dell’ammiragliato e del ministero della guerra. La censura di libri è più indulgente, anche perché ci vuole più tempo a leggersi un libro, e vale molto più per i libri letti in Inghilterra che per quelli destinati all’esportazione; il risultato è che di alcuni volumi venduti come”best sellers” in Inghilterra sono completamente sconosciuti negli Stati Uniti e viceversa. A fianco all’apparato di specialisti dedicati alla censura si ha il "War Propaganda Bureau", comandato da Sir Charles Masterman, che però ha anche un ufficio Americano, gestito da Sir G. Parker, proprio alla Wellington House. Questa seconda agenzia è in grado di controllare tutte le informazioni indirizzate alla stampa statunitense e, nel 1916, funziona come un servizio giornalistico internazionale a sé stante, distribuendo notizie in Europa a circa 35 giornali americani che non hanno i loro propri "inviati", o giornalisti stranieri, ingaggiati direttamente per conto loro. Gli attivissimi uffici di propaganda e di censura lavorano bene assieme in Inghilterra come in altri posti; l’ufficio censura nasconde tutte le vicende ove si narra che l’intesa abbia violato leggi di guerra o abbia commesso crimini contro l’umanità; l’ufficio per la propaganda pubblicizza ampiamente tutte le violazioni e le atrocità commesse dai poteri centrali, dalle nazioni “nemiche", i loro piani di mobilitazione pre-guerra e i loro accordi segreti in rapporto ai fini della guerra. Ci si querela continuamente delle violazioni tedesche della neutralità belga ma non si dice assolutamente nulla delle violazioni dell’intesa della neutralità greca. Poi si fa una gran cagnara per l’ultimatum dell’Austria alla Serbia mentre non si dice nulla della mobilitazione russa che ha precipitato la guerra. La selezione dei fatti utili alla causa propria a danno dei fatti utili alla causa della verità, con la conseguente censura di tutti i fatti che sono contrari alla causa propria, si ripete continuamente sia in Inghilterra che in Germania che nel resto del mondo. In generale, la costruzione di bugie, inventate di sana pianta da parte delle agenzie per la propaganda, è frequente e la contraffazione della fotografia del “nemico” viene realizzata con un processo di selezione e di distorsione delle prove, fino al 1918; fino ad allora, tutti gli occidentali vedono i tedeschi come dei sadici militaristi assetati di sangue e i tedeschi, a loro volta, vedono i russi come mostri sub-umani. Molto si lavora, soprattutto in Inghilterra, sulla propaganda della ferocia del “nemico”. Le frottole agghiaccianti delle mutilazioni tedesche sui corpi degli avversari, delle loro efferate violenze sulle donne, del barbaro vezzo dei tedeschi di amputare le mani dei bambini (Coleman, oltraggiato dalle frottole messe in giro dal Tavistock, non riesce a trovare nemmeno un singolo testimone, in Belgio e in Europa, che abbia assistito ad una sola di queste mutilazioni, nonostante i lauti compensi che sono promessi in cambio di eventuali testimonianze), della loro insopportabile violazione di chiese e santuari, della loro spietata inclinazione a crocifiggere i belgi, sono comunemente credute a tutti i livelli in occidente attorno al 1916. Lord Bryce comanda un comitato che produce un volume di storie simili nel 1915 ed è perfettamente chiaro che quest’uomo bene istruito, indicato come “la fonte inglese più autorevole presso gli Stati Uniti”, è completamente assorbito dalle sue fantastiche storie dell’orrore. Anche qui la fabbricazione per intero di vicende mai accadute è la norma. Il generale Henry Charteris, nel 1917, crea una novella che narra di cuochi tedeschi che cucinano carne umana per estrarne glicerina e la corrobora con un bell’album fotografico di corpi mutilati; le foto sono quelle degli attentati russi anti-semiti del 1905 e si fanno circolare in Belgio nel 1915. Diverse esigenze si soddisfano con la propaganda delle atrocità dei “nemici”; per esempio, la propaganda aiuta a: 1) costruire lo spirito combattivo degli eserciti di massa (non professionisti coscritti dalla leva obbligatoria); 2) indurire la moralità della popolazione civile e indurla a collaborare con lo sforzo bellico o, quantomeno, a non resistere ad esso; 3) incoraggiare l’arruolamento volontario, soprattutto in Inghilterra, dove i volontari sono mandati al macello per un anno e mezzo prima di mandare anche i non-volontari; 4) aumentare la sottoscrizione di titoli obbligazionari emessi a sostegno delle spese di guerra; 5) giustificare e promuovere le proprie atrocità e le proprie violazioni delle leggi internazionali e delle consuetudini di guerra; 6) eliminare la possibilità di negoziazioni di pace (come accade nel dicembre del 1916, perché la guerra è tanto più redditizia per le banche centrali quanto più è durevole); 7) vincere il supporto dei neutralisti (“siamo contrari alla guerra in genere ma non a questa”). Nel complesso, l’utilizzo di queste storie terrificanti è efficace per i suoi scopi, data la relativa credulità popolare dei cittadini europei del 1914, che non sono ancora abituati agli assalti della propaganda dei mezzi di comunicazione di massa come lo siamo noi oggi. La scoperta però, dopo il 1919, degli inganni dei mezzi della propaganda dei governi delle nazioni europee, dà luogo ad atteggiamenti di grande scetticismo verso tutte le forme di comunicazione ufficiale, che si nota anche di più durante la seconda guerra mondiale. DEI SUGGERITORI E DEI TRATTATI Degli esperti suggeritori che lavorano per le banche d’affari internazionali La prima guerra mondiale termina con dozzine di trattati, che si firmano tra il 1919 e il 1923. I più importanti di questi trattati di pace portano il nome del luogo in cui sono firmati e del potere perdente, la nazione sconfitta, che li sottoscrive. Essi sono: il trattato di Versailles con la Germania, 28 giugno 1919; il trattato di Saint-Germain con l’Austria, 10 settembre 1919; il trattato di Neuilly con la Bulgaria, 27 novembre 1919; il trattato di Trianon con l’Ungheria, 4 giugno 1920; il trattato di Sèvres con la Turchia, 20 agosto 1920 (mai ratificato e sostituito con il trattato di Losanna nel 1923). I trattati di pace danno luogo a 4 anni di diatribe tra il 1919 e il 1923. Le querele non si contano, sia da parte dei vincitori che da parte di quelli che han perso. La causa del malcontento non sta tanto nei contenuti dei trattati quanto nelle procedure seguite per le loro conclusioni, procedure che vengono dichiarate ma che poi non vengono messe in pratica; principi, alti principi, vengono proclamati ma non trovano applicazione nei trattati; le persone sopravvissute nei popoli degli Stati vincitori prendono a cuore la propaganda del tempo di guerra e vogliono rivendicare i loro diritti di campare in piccole nazioni, in cui la democrazia è meno vulnerabile, volendo loro vedere la fine della diplomazia segreta e dell’eccesso di potere politico delle oligarchie. Anche i sopravvissuti nei popoli degli Stati sconfitti sono entusiasti degli alti principi di democrazia che sono mostrati nei titoli dei trattati e il buon Wilson li riassume nei “14 punti”; poi, l’imposizione sostituisce la negoziazione, i “14 punti” di Wilson sono persi nella confusione e i termini dei trattati si realizzano con un processo di trattative segrete dalle quali le piccole nazioni sono escluse; la politica del “più forte” gioca un ruolo più importante rispetto alla salvaguardia della democrazia. In Inghilterra, gli stessi gruppi, spesso le stesse persone, che fanno la propaganda in tempo di guerra, si occupano della propaganda in tempo di pace. Essi sono i più rumorosi nel sostenere che i risultati dei trattati sono assai scadenti, rispetto alle aspettative degli “alti ideali” per i quali la gente si è fatta scannare, e però sono proprio quelli che lavorano per conto delle oligarchie che impongono le regole del gioco. Gli ideali proclamati vengono violati ogni giorno durante questi “lavori”. Le composizioni dei trattati sono frutto di accordi segreti fra pochi elementi riconducibili alle grandi potenze e sono tutti basati sulla supremazia della violenza. È chiaro che le composizioni per i trattati di pace sono gestite da organizzazioni caotiche e con procedure fraudolente; non si ha conferenza, non si ha ammissione dei termini da parte di chi ha perso, poi si ha un congresso che impone le regole senza discussione né compromessi. Questo è il metodo che nel 1918 si crede che serva a terminare un conflitto ma che, in verità, insinua le ragioni della prossima guerra. La coalizione dei vincitori è composta da talmente tanti membri (32 fra alleati e collaborazionisti) che potrebbero concordare i termini solo in molto tempo, dopo aver fatto studi, considerazioni e accordi preliminari. Wilson, però, non ha tempo per le chiacchiere con gli altri perditempo, egli è convinto che se gli viene consentito solamente di far accettare il concetto della Lega delle Nazioni, tutti gli altri dettagli tediosi e indesiderabili dei trattati possono essere tranquillamente rimediati in seguito, proprio attraverso la Lega. La pace viene concordata su due livelli di contrattazione: una pubblica e una segreta. Si fa una gran pubblicità attorno alle conferenze di cui tutti parlano, e alle quali tutti i poteri delle nazioni vincitrici partecipano, ma senza combinare nulla. Questo accade per le negoziazioni pubbliche. Quelle segrete si fanno con incontri informali e poi, quando sono pronte le carte, vengono imposte sia alle conferenze che ai rappresentanti della nazione tedesca. Lloyd George, Wilson, Clemenceau, Orlando, con Orlando spesso assente, perché gli italiani devono farsi riconoscere già in quel tempo, sono il gruppo prevalente sulle decisioni dei trattati; s’incontrano in almeno 200 inutili riunioni, dal 27 marzo al 28 giugno. Poi, redigono il Trattato di Versailles. Una volta firmato il trattato con la Germania, il 28 giugno 1919, le teste di legno dei governi che partecipano alle conferenze lasciano Parigi e finisce il consiglio dei dieci. Anche per tutte le altre conferenze è terminato lo Champagne, e così i partecipanti non hanno più motivo di rimanere. Gli unici che restano a Parigi, un po’ spaesati, sono i 5 ministri degli esteri (Balfour, Lansing, Pichon, Tittoni e Makino) a formare il consiglio dei capi delle delegazioni, con pieni poteri di firma, per completare i trattati di pace. Questi finiscono i trattati con Austria e Bulgaria e li fanno firmare. Si disperdono poi a gennaio del 1920, lasciandosi dietro un comitato esecutivo, la “Conferenza degli Ambasciatori”. DELLA CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI La Conferenza degli Ambasciatori è composta dagli ambasciatori dei quattro Stati vincenti più forti e da un rappresentante francese; quest’altro gruppetto tiene pure le sue 200 riunioni inconclusive nei 3 anni successivi e continua a persistere fino al 1931. Nei dieci anni seguenti la fine della guerra, la Conferenza degli ambasciatori è l’organo con il quale i poteri in carica presso le nazioni più forti militarmente gestiscono l’Europa. Agisce con rapidità, potenza e segretezza, su tutte le questioni che gli delegano. Quando la decisione riguarda questioni troppo spesse per la Conferenza degli ambasciatori, allora si convoca il Consiglio Supremo; però succede occasionalmente, diciamo 25 volte in tre anni, dal 1920 al 1922. DEGLI ESPERTI DELLE BANCHE ALLA CONFERENZA DI PARIGI A tutti questi incontri, come alle conferenze di pace, sia quelle arrangiate per problemi gravissimi che quelle per i dettagli formali, i leader politici, e i loro portaborse, sono sempre assistiti da gruppi di persone interessate, molto spesso auto-nominate. Molti di questi “esperti” sono membri ordinari o associati della fraternità inter-bancaria delle banche d’affari internazionali. Alla conferenza di Pace di Parigi gli esperti sono migliaia e sono inseriti nell’organico ufficiale ancora prima che finisca la guerra. Questi “esperti” formano comitati che decidono su ogni problema, soprattutto sulle questioni relative alle frontiere, generalmente senza dare alcuna indicazione circa i principi che guidano le loro decisioni. L’importanza che si dà a questi comitati di “esperti” si può cavare dal fatto che, in ogni caso in cui si ha un rapporto unanime presentato da uno di questi comitati, il Consiglio Supremo accetta le raccomandazioni in esso contenute ed incorpora il rapporto nel trattato. Nei casi in cui il rapporto non è unanime, il problema viene generalmente riesaminato dagli “esperti” per le successive considerazioni. Un caso in cui non si ha un rapporto unanime riguarda il Corridoio Polacco; è lo stesso problema che forza la riduzione dei componenti del Consiglio Supremo al Consiglio dei Quattro nel 1919 ed è lo stesso problema mosso a pretesto per la seconda guerra mondiale, venti anni dopo. In questo caso gli “esperti” si rivelano molto più severi nelle condizioni imposte alla Germania di quanto lo siano i rappresentanti politici formalmente incaricati di decidere. DEL TRATTATO IMPOSTO AL GOVERNO DI GERMANIA Il trattato imposto alla Germania viene fatto dal Consiglio dei Quattro, mettendo assieme i rapporti dei vari comitati e appianando alcuni disaccordi. I più gravi motivi di dissenso sorgono dalla natura delle riparazioni che ci si aspetta dallo stato tedesco, dalla natura del disarmo imposto, dalla natura della Lega delle Nazioni, e dalle soluzioni territoriali in sei aree particolari: il territorio polacco, l’Alta Slesia, la Saar, Fiume, la Renana e lo Shandong, la regione cinese dei marmi, del vino e della birra, che non a caso è una colonia tedesca. DELLA QUESTIONE DI FIUME La delegazione italiana si mostra assai accaldata sulla questione di Fiume e se ne torna a Roma in protesta contro Wilson e i suoi appelli insensati. E perciò gli italiani non sono presenti a Parigi, quando vengono spartiti i territori coloniali della Germania, e non ottengono riparazioni per l’Italia; nessuna compensazione cavano, neppure per i territori in Africa, che sono stati accaparrati da Francia e Inghilterra, come ordinato dal trattato di Londra nel 1915. Questa è una delle ragioni mosse a pretesto da Mussolini per attaccare l’Etiopia nel 1935. DEGLI EFFETTI DEI TRATTAI IMPOSTI ALLA DELEGAZIONE TEDESCA Il trattato di Versailles viene presentato in conferenza plenaria il 6 maggio 1919 e, alla delegazione della Germania, il giorno successivo. La conferenza dovrebbe accettarlo senza commenti, invece i commenti non si evitano e sono pure appassionati. Le disposizioni del trattato impongono che alcune aree attorno alla Germania restino occupate da 5 a 15 anni, ciò servirebbe a far rispettare il trattato che impone alla Germania il pagamento dei compensi riparatori per almeno una generazione e a farla restare disarmata per sempre. Sulle questioni del trattato ci sono parecchi attriti in conferenza e, quando il testo viene presentato ai delegati tedeschi, l’esito non è meno spinoso. Il ministro degli esteri tedesco, capo della delegazione della Germania, il cosiddetto conte Ulrich von Brockdorff- Rantzau, protesta amaramente contro il fallimento dei negoziati e la violazione degli impegni presi prima dell’armistizio; infatti non c’è stato nessun negoziato visto che le decisioni sono state definite tutte dagli “esperti” della confraternita delle banche d’affari. Per insultare i presenti, Ulrich fa un lungo discorso di protesta stando deliberatamente seduto. La delegazione tedesca rifiuta di firmare, poi si scioglie e ne viene formata un’altra, fatta di cattolici e socialisti. Questa vota firmano il trattato senza fiatare, obbedendo ad uno dei vertici militari che dà un ordine perentorio, per evitare l’invasione delle forze “alleate” e l’occupazione del territorio tedesco. Il 28 giugno 1919, il trattato viene firmato da tutte le delegazioni, tranne quella cinese, che non accetta le decisioni prese sulla regione dello Shandong. Nessuno si accorge della loro assenza, anche perché, quando ci sono, bevono più tè che Champagne e quindi non sono fra quelli che causano più presto degli altri l'esaurimento delle scorte di vino. L’Austria tedesca diventa repubblica austriaca; al nuovo stato d’Austria viene proibito di fare qualunque mossa verso la riunificazione con la Germania senza la preventiva approvazione della Lega delle Nazioni. DELLE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE L’immane tragedia della prima guerra mondiale è voluta e mandata ad effetto, con lucida determinazione criminale, dalle élite al potere che manovrano i governi d’Inghilterra e degli Stati Uniti d’America. Della parte teorica e tecnica si occupa la Wellington House (che poi diventerà il Tavistock), senza la quale non si avrebbe proprio nessuna prima – e nemmeno seconda – guerra mondiale. Il capo del progetto assassino è Lord Grey che, oltre ad essere un genocida responsabile di atroci crimini di guerra di fronte alla collettività internazionale, è tecnicamente colpevole di una serie di gravissimi delitti anche nei confronti del suo governo, a cominciare dall’alto tradimento. Sulle ragioni della guerra gli storici sono in disaccordo; taluni considerano il crescere dello sviluppo tecnologico, industriale e commerciale in Germania come un elemento di concorrenza che le famiglie ricche in Inghilterra vogliono eliminare. Altri vedono come obiettivo la nascita della Lega delle Nazioni, con la quale si gettano le basi per il “governo mondiale”. Sì, è vero che si vuole la Lega, ma la questione è un po’ più articolata. Chi finanzia la Wellington House e poi il Tavistock? Abbiamo visto i nomi, no? Che hanno da guadagnare dalla prima guerra mondiale, la Lega delle Nazioni? A me pare facciano più gola il petrolio russo e quello arabo. La Lega delle Nazioni è rappresentativa di poteri formali sugli altri Stati del mondo. Il monopolio delle risorse energetiche è titolo di poteri reali sugli altri Stati del mondo. Lo stile di quelle dinastie è tradizionalmente caratterizzato dalla ricerca di poteri reali, più che dell'inutile attenzione dei riflettori. DEL PETROLIO E DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Solo in Inghilterra inizia la conversione dei vascelli in navi con propulsione a motore, solo in Inghilterra inizia la rivoluzione industriale, assieme allo sviluppo delle ferrovie, e tutto avviene parecchi decenni prima rispetto all'Europa e agli Stati Uniti d'America. L'idea che il motivo dell’anticipo sulla rivoluzione industriale in Inghilterra risieda nel carbone, presente in Inghilterra proprio quando è più necessario, a me pare un'altra perla di scemenza. In quel tempo, il petrolio non si usa più solo per le lampade, il petrolio diventa carburante per la locomozione, e questo principio di conversione si ha proprio con le navi inglesi. I primi ad avere questa intuizione operano in Inghilterra; sempre in Inghilterra si hanno i primi che inventano la banca centrale, i primi mercanti con la flotta navale mercantile protetta dalle cannoniere più potenti del mondo, i più bravi ad accumulare capitali esagerati con i traffici di oppio dalle Indie occidentali, i primi mercanti associati che ingrassano mercanteggiando con le politiche restrittive. DEL PETROLIO ARABO E DI QUELLO RUSSO La prima guerra mondiale serve a tenere tutta l’Europa impegnata nella distruzione delle proprie risorse, nell’indebitamento crescente verso le banche centrali, mentre, quietamente, i grandi capitalisti anglo-americani organizzano la rivoluzione in Russia e si accaparrano, da quel momento e per sempre, il petrolio del maggior produttore del mondo. Nello stesso arco di tempo, le tribù arabe, riunite dalla spia inglese Thomas Edward Lawrence ("Lawrence d'Arabia"), cacciano i turchi dai territori arabi; gli stessi grandi capitalisti anglo-americani si accaparrano, da quel momento e per sempre, anche il petrolio arabo. I turchi non possono contare sui loro alleati tedeschi, che sono impegnati a morire contro tutte le altre potenze militari del mondo. DEI VANTAGGI DELLE MENZOGNE Lawrence e Trotsky fanno il lavoro con i capitali a loro assegnati dai grandi capitalisti ma senza dover muovere truppe dall’Inghilterra. I pozzi di petrolio saranno presi e gestiti ad amministrazione speciale dalle famiglie che finanziano entrambe le imprese, quella russa e quella araba, non già della corona britannica, se non in qualche misura frazionaria di azionista di minoranza. Nel 1916 le forze armate tedesche vincono su quelle francesi e inglesi; l’intervento statunitense è indispensabile per l’Inghilterra e la campagna di propaganda serve a raccontare bugie per convincere i lavoratori inglesi a continuare a marcire nelle trincee piene d’acqua, fango e topi e a quelli americani di venire a “salvare la democrazia in Europa“, a combattere “la guerra alla fine della quale non ci saranno altre guerre”, la “guerra giusta”, e altre fandonie del genere. È un capitolo della storia moderna pieno zeppo d’infamie; Wilson mente spudoratamente, con le più fantasiose falsità, e tutti gli altri burattini gli fanno da eco. Lo scopo di queste bugie è quello di mandare i giovani a morire, ad ammazzare, a farsi mutilare e a mutilare. Imbrogliare, mentire, raggirare le popolazioni per convincerle ad andare a morire e ad ammazzare altri innocenti, colpevoli solo d’ignoranza e di buona fede; è ciò che i burattini fanno puntualmente nel mondo presente. Quei burattini sono guidati da qualche famiglia che ha sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti; quelle famiglie, da dopo la prima guerra mondiale in poi, tengono impegnate le forze armate statunitensi in molte guerre in giro per il mondo. Non tutto funziona sempre secondo i loro piani, però; infatti negli Stati Uniti di quel dopoguerra qualche senatore ha nozione dei suoi doveri costituzionali e il trattato per delegare poteri alla Lega delle Nazioni non viene firmato. La sovranità nazionale è già stata sottratta con l’importazione forzata della Federal Reserve, non serve darsi altre zappate sui piedi. Ci penserà poi il presidente Truman a firmare il trattato con le Nazioni Unite, la cui sede poggia sul terreno donato da David Rockefeller. Truman, a guerra già finita, con la resa dell’imperatore giapponese già dichiarata, fa sganciare due bombe atomiche sulle uniche due città giapponesi, completamente disarmate, che non sono ancora state bombardate, proprio per testare le nuove armi atomiche sulla popolazione viva e sana. DELLE ALTRE GUERRE MODERNE La seconda guerra mondiale ricalca gli eventi della prima. Per interrompere i trattati di pace con Hitler, Neville Chamberlain viene sputtanato dalla propaganda del Tavistock. Gli specialisti delle bugie propagate per screditare Chamberlain, questa volta, sono: Peter Howard, Michael Foot e Frank Owen. L’odio che questi tre scellerati riescono a far nascere verso Chamberlain ancora persiste ai giorni nostri e questo solo grazie alla macchina propagandistica del Tavistock. Cercare di evitare la guerra è contrario agli interessi delle élite al potere ("Il comitato dei 300"), le quali allora danno l’incarico ad un assassino, Winston Churchill, che in guerra si trova perfettamente a suo agio, soprattutto perché a morire ci manda i figli degli altri. La propaganda di allora e quella di oggi continuano a lavare con l’ammorbidente i nomi di maniaci genocidi come Wilson, Churchill e Roosevelt, perché dalle loro mani devono sgrassare il sangue di 85 milioni di vittime, in gran parte civili. A scherno dell’ignoranza delle vittime innocenti, la propaganda riempie di monumenti, in nome degli assassini, il mondo occidentale. L'eroe D. Roosevelt è lo stesso che provoca l’attacco a Pearl Harbor, i suoi servizi segreti sanno dove, come e quando gli aerei giapponesi arriveranno, e lascia morire i primi 3000 dei suoi, presi di sorpresa, per avere il pretesto e i volontari da mandare a morire – ma soprattutto ad ammazzare – un’altra volta, in Europa, in Giappone e, dal Giappone, subito poi, in Corea e in Indocina. La propaganda del Tavistock opera in modo da non consentire ai canali diplomatici di lavorare secondo i normali protocolli e lo fa semplicemente riempiendo di bugie cinema, televisione, giornali e rotocalchi. Il presidente Milosevic viene demonizzato dalla propaganda ma quando viene arrestato illegalmente, sequestrato e portato in Olanda, per il suo processo e castigo, la corte prova senza successo per quattro anni a convincersi che deve essere condannato per “crimini di guerra”. Ecco perché i tiranni hanno bisogno degli arresti senza mandato e senza altri obblighi giurisdizionali. I giudici sono soggetti, quando possono, a procedure di legge e condannano, possibilmente, in base a fatti probanti e riscontrati. George H. Bush, il figlio alcolizzato di un altro assassino scellerato, rifiuta le mediazioni in Iraq perché sa che queste prevengono la guerra; impedisce ai cosiddetti ispettori delle Nazioni Unite di completare le loro ispezioni in Iraq, perché anche questo rallenta o ferma la guerra. Da una parte, l’organizzazione funziona con i protocolli e dall’altra i mass media anticipano le conclusioni autonomamente, esattamente come inventano i finti colpevoli dei finti processi televisivi. I lamenti dei morti ammazzati sotto le bombe anglo-americane, delle vittime dei genocidi che si hanno in Serbia, Afghanistan, Iraq, con l’aperta e diretta complicità criminale della NATO e dei vertici militari e politici italiani, si perdono nel chiasso delle “trombonate” del Tavistock, dei suoi specialisti, dei suoi burattini messi a dirigere i mezzi d’informazione e le segreterie dei partiti. Per convincere Stati Uniti e resto del mondo occidentale della necessità di proteggere il petrolio saudita dalla minaccia di un’invasione irachena, guidata da un pazzo, la NSA (National Security Agency), che oggi è in ascolto su tutte le comunicazioni del pianeta, rilascia false dichiarazioni circa le future intenzioni di Saddam Hussein sui pozzi dell’Arabia Saudita. Ogni dichiarazione data dalle agenzie di stampa in pasto ai giornalisti viene fatta risuonare subito come un tormentone e non importa a nessuno che l’affermazione incauta non sia né genericamente documentata e né flebilmente riscontrata. La copertura è totale e le frottole vengono propagate da ABC, CBS, NBC, CNN e, naturalmente, FOX News. L’amplificazione che si dà a questa uscita del NSA è calcolata come cinque volte maggiore a qualunque fatto dell’anno precedente, compresi gli eventi di Pechino del 1989, in piazza Tian An Men, che danno il pretesto agli economisti occidentali per contestare Deng Xiaoping e le riforme economiche introdotte in Cina dal 1979. Anche la bugia sugli obiettivi finali di Saddam in Arabia viene poi scoperta; ma non sono perseguiti penalmente né la NSA e né il flusso dei media che hanno volutamente amplificato la menzogna. Nel 2003, George H. Bush ripete l’esercizio mediatico, con un ricorso maggiore al cinematografo e alla Tv. Grazie ai falsari della CNN, la seconda invasione del golfo viene vista con generica approvazione dal 90% della popolazione statunitense; “Saddam Hussein deve essere fermato” – ripetono 24 ore al giorno – “perché intraprende lo stesso percorso di Hitler”, “dispone di missili a lungo raggio, in grado di colpire gli Stati Uniti” – e lo fanno con la consapevole intenzione di terrorizzare la popolazione interna per indurla ad accettare l’inevitabilità della contraddittoria guerra preventiva, “di difesa”. Le stesse balle vengono dette ai turisti inglesi in vacanza a Cipro; i servizi segreti inglesi non mostrano più pudore del NSA e si abbandonano ad affermazioni non corroborate ma anche più incaute: “Saddam sta per lanciare un attacco nucleare proprio sull’isola di Cipro”. È nelle dichiarazioni ripetute fino al 2000 da entrambi i burattini, Bush padre e Bush figlio, i quali, assieme a Colin Powell e a Condoleezza Rice, ripetono continuamente che Hussein è disarmato già dal 1991. Questa contraddizione non resiste al terrore dispensato dai prestigiatori di CNN, ABC, CBS, NBC, FOX News e BBC e dalle greggi dei giornalisti del resto del mondo occidentale, i quali altro non fanno che ripetere le frottole ricevute dagli organi di stampa più prestigiosi a livello internazionale. La frode della figlia dell’ambasciatore del Kuwait a Washington sui soldati iracheni che prelevano i neonati dalle incubatrici e li buttano sul pavimento, la frottola del Kaiser Guglielmo II che sega le mani dei fanciulli belgi, la menzogna fraudolenta, ripetuta con grande impegno dal vicepresidente Cheney, a proposito della responsabilità dei fantasmi talebani nella demolizione controllata delle tre torri gemelle di New York (ripetuta nonostante i servizi segreti di tutto il mondo affermino che non esistono combattenti talebani in Iraq e che non c’è alcun collegamento fra l’Iraq e l’undici settembre, nonostante lo dicano i rapporti della CIA, nonostante Hans Blix, “capo ispettore armamenti” delle Nazioni Unite, riporti fino pure alla nausea a a tagliarsi i ponti con Cheney, che Hussein è completamente disarmato), le frottole degli albanesi perseguitati in Serbia, per i quali il Tavistock inventa il soprannome di Kossovari, le frottole sulla perseguitata Corea del nord, che viene venduta come nazione persecutrice anziché perseguitata, le balle sui bombardamenti tedeschi a Londra, che iniziano dopo 4 settimane di stragi inglesi sulle popolazioni civili delle città tedesche prive di difesa militare, sono tutte gestite dal Tavistock. Non si tratta solo di dire bugie veniali, perché in conseguenza di quelle bugie, la NATO, per esempio, è mandata a bombardare per 72 giorni e 72 notti, ininterrottamente, con uranio impoverito, le popolazioni civili indifese dalla Serbia. Le bugie servono ad offuscare le ripetute violazioni criminali NATO della convenzione di Ginevra, della convenzione di Hague, dei protocolli di Norimberga e della Carta delle Nazioni Unite. Nessuno si è lagnato di questa barbarie, nessun cittadino, nessun giornalista e nessuna corte di giustizia. Le frottole del Tavistock prevalgono su tutto e l’opinione del mondo occidentale se ne va con quelle. La commedia si ripete quasi identica ad ogni occasione, da quando è stata avviata l’attività alla Wellington House, evolutasi poi in Tavistock Institute. DEL PIANO PER TERRORIZZARE LE POPOLAZIONI CIVILI CON LE BOMBE Appena Neville Chamberlain viene cacciato, dicevamo, per aver lui sottoscritto accordi di pace con Adolf Hitler, Winston Churchill diventa primo ministro in Inghilterra. Diretto da Richard Crossman, che è il suo collegamento con il Tavistock, e totalmente incurante di leggi internazionali, nazionali e trattati, Churchill avvia subito il piano Tavistock per terrorizzare con i bombardamenti le popolazioni civili ("Tavistock’s plan for terror bombing of civilian population"), esattamente come vediamo fare in Serbia in tempi più recenti. Dà ordine alla RAF (la “gloriosa” Royal Air Force) di bombardare la piccola cittadina indifesa tedesca di Freiberg, una delle tante nella lista tedesco-britannica, che le parti avevano deciso vicendevolmente di non aggredire, essendo piccole, esclusivamente popolate da civili, prive d’interesse strategico e totalmente indifese. Il 27 febbraio 1940, i Mosquito bombers della RAF bombardano Freiberg e ammazzano, senza motivo, i primi 300 civili. Questo è l’inizio del piano Tavistock denominato "Prudential Bombing Survey", diretto esclusivamente alle popolazioni e alle infrastrutture civili. Lo studio analizza gli effetti dei bombardamenti sulle case dei lavoratori tedeschi, sulle scuole dei loro fanciulli, sugli ospedali – come ripeteranno poi in Serbia – e ovunque ci siano anime disarmate. Gli obiettivi militari sono evitati; bisogna distruggere almeno il 65% della popolazione civile e almeno il 65% delle abitazioni civili; i lavoratori tedeschi devono essere messi in ginocchio per le prove sulle tecniche pavloviane di resistenza allo stress e al terrore. Churchill è un criminale di guerra e a Norimberga dovrebbe essere il processato principale per crimini contro l’umanità. Questi bombardamenti contro le popolazioni civili sono un esperimento esclusivamente d’iniziativa britannica, la quale non si consulta con la Francia, e sono seguiti storicamente dall’iniziativa statunitense, identica nello stile, di bombardare nazioni intere, senza motivo, e con le quali non si è in guerra, in Iraq, poi in Serbia, poi nuovamente in Iraq e in Afghanistan. Kurt Lewin sviluppa questa politica del "terror-bombing" sulle popolazioni esclusivamente civili ed è il padre dello "Strategic Bombing Survey". La propaganda del Tavistock riesce a dar da bere a tutto il mondo che Churchill è una sorta di grasso gentiluomo inglese, onesto e premuroso con i suoi concittadini e però Hitler fa di tutto per non rispondere alle provocazioni di Churchill e di questo è testimone anche lo spesso lavoro di analisi diretta sulle fonti storiche che ha fatto David Irvin. Dopo 8 settimane di bombardamenti sulla popolazione civile a Berlino, dopo che migliaia di famiglie di lavoratori sono state bruciate vive, senza sfiorare nessun obiettivo strategico militare, la Luftwaffe nazista inizia ad attaccare Londra. Gli appelli ad interrompere i bombardamenti, fatti da Adolf Hitler al grasso "gentiluomo" inglese, rappresentante della chiarezza d’idee dell’occidente, sono innumerevoli ma tutti inascoltati e circola ai giorni nostri anche qualche discorso pubblico fatto da Hitler, con il quale elenca tutti i tentativi fatti per salvare la pace; detto da lui suona ridicolo e potrebbe benissimo essere un discorso pieno di bugie; però l’immagine odierna di Hitler è quella che ne dà il Tavistock ed è la stessa caricatura che viene fatta di Saddam Hussein, Geddafi e Milosevic, un pacco di falsità. Il Tavistock è dalla parte del grande bugiardo Winston Churchill e attribuisce l’iniziativa di bombardare i civili in Inghilterra alla Germania nazista. I danni fatti dalla Luftwaffe a Londra sono ridicoli rispetto a quelli prodotti dalla RAF durante i bombardamenti disumani di Freiberg e quelli incendiari di Dresden, dove si bruciano più vite umane di quelle che l’aviazione statunitense brucia a Hiroshima. Anche Dresden è una cittadina priva d’importanza strategica o militare, sovrappopolata di civili, rifugiati tedeschi provenienti dalle regioni orientali attaccate dalla Russia; la decisione di bruciarla è presa a sangue freddo da Lewin assieme al grasso uomo dal grasso sigaro e l’obiettivo è ancora quello di shoccare e terrorizzare le popolazioni civili, lasciando intatti gli obiettivi militari i quali, se distrutti o danneggiati, non consentirebbero alla guerra di continuare. Il 5 maggio 2005, anche il burattino russo Vladimir Putin vuole ricordare, in conferenza con il suo collega tedesco (massone) Gerhard Schroeder, l’imperdonabile e ingiustificabile bestialità dei bombardamenti delle “forze alleate” sulla popolazione civile tedesca, durante la seconda guerra mondiale; anche Putin riconosce la disumanità a l’illogicità di radere al suolo e bruciare completamente la città di Dresden, visto che non è in nessuna maniera d’interesse per la strategia militare (forse Putin non è stato messo a conoscenza del progetto Tavistock denominato "Prudential Bombing Survey?") WILLI MUNZENBERG Il Tavistock Institute of Human Relations è situato a Londra e sul terreno della Sussex University. Oltre a Bernays e Kurt Lewin, un terzo uomo va menzionato per l’efficacia dei progetti d’ottundimento delle popolazioni occidentali: Willi Munzenberg. I suoi metodi di propaganda sono tutt’ora attualissimi: inizia il suo lavoro con la prima guerra mondiale, è responsabile delle epurazioni dei bolscevichi dopo l’eliminazione, da parte loro, della dinastia Romanov. Addestratore di spie, agganciato alle varie agenzie di spionaggio, fa passare tutte le informazioni dei servizi segreti anglo-americani ai loro colleghi del KGB e del GRU di Mosca durante la seconda guerra mondiale. Il lavoro di Willi Munzenberg è caldamente ammirato e attentamente studiato anche da Goebbels, il coordinatore della propaganda nazista in Germania. Come si vede, chi fa la propaganda, come chi lavora per i gesuiti, o per la massoneria, o per i servizi segreti, può lavorare tranquillamente sia per la sinistra che per la destra, sia per i comunisti che per i fascisti, sia per i democratici che per i repubblicani; l’obiettivo non è quello di far vincere una parte su di un’altra; l’obiettivo è quello di far scontrare le fazioni divise e di cavare beneficio dal loro scontro, facendo in modo di far durare una qualunque guerra il più a lungo possibile e, a fine di quella, d'iniziarne subito un'altra. Munzenberg, a Berlino, viene eletto come deputato comunista nel Reichstag e ha l’incarico di fondare una finta opera pia per sfamare gl’indigenti in Unione Sovietica. Si tratta di fondi provenienti da Herbert Hoover, dagli Stati Uniti d'America, e destinati a persone specifiche in Russia, ma deve sembrare che siano fondi tedeschi e non americani. George Orwell, spia operativa per conto del MI6, la stessa casa di spionaggio che paga cento sterline a settimana per finanziare la propaganda interventista di Benito Mussolini ai tempi in cui dirige l’Avanti, è un altro che studia con grande diligenza il lavoro di Munzenberg; una delle sue citazioni più diffusa è proprio la base delle posizioni di Munzenberg: “il linguaggio politico è articolato in modo da far sembrare vere le bugie e da rendere l’omicidio un atto rispettabile, dando l’apparenza della massima solidità”. Come lo stesso Munzenberg scrive: “..tutte le notizie sono bugie e tutte le bugie propagandate sono spacciate per notizie”. Ci sarebbe tanto ancora da dire sul Tavistock ma mi pare che il fatto che l’informazione sia controllata dai grandi capitalisti sia stata illustrata. Cercherò di dare solo qualche altro esempio, per non fare la dissertazione ancora più lunga. La "Rand Research and Development Corporation" è sotto la tutela del Tavistock e controlla il programma ICBM, fa le prime analisi sulla politica estera dei burattini al potere, dà la consulenza sulle politiche nucleari, gestisce centinaia di progetti CIA. Fra i clienti di Rand, ci sono: AT&T, Chase Manhattan Bank, la U.S. Air Force, il dipartimento per l’energia (U.S.Department of Energy), B.M. Rand è un braccio del Tavistock e lavora nel settore del lavaggio dei cervelli in diversi ambienti, quello governativo, quello militare, e quello religioso; la chiesa anglicana Desmond Tutu è un progetto Rand; la Georgetown University è uno degli istituti più prestigiosi negli Stati Uniti d'America e, già dal 1938, la sua intera struttura è fatta dal Tavistock. Due fra i più famigerati nomi della storia moderna sono proprio figli dell’istruzione Georgetown-Tavistock: Richard Armitage ed Henry Kissinger; i danni fatti solo da questi due personaggi, sia alle popolazioni americane che mondiali, meriterebbero una collana di volumi a parte. La documentazione sul crescente numero di elementi Tavistock negli uffici delle agenzie di spionaggio aumenta di anno in anno; le agenzie istruite non sono solo la CIA e la divisione 5 della FBI, molte altre ricevono indirizzi dal Tavistock; per esempio: il DIA (Defense Department Intelligence), il NRO (National Reconnaissance Office), l’ONI (Office of Naval Intelligence), il TIS (Treasury Intelligence Service), lo State Department Intelligence Service, la DEA (Drug Enforcement Agency), e almeno una decina d’altre. Possiamo continuare a mantenere la visione puerile degli Stati Uniti d’America come di una nazione sovrana, indipendente da influenze estere di tipo coloniale o post-coloniale, libera, democratica e protettrice di tutte le altre democrazie occidentali? È una visione fraudolenta, che viene venduta al mondo per coprire la più efficace e spietata macchina da guerra del pianeta, controllata, anche se a distanza, dalle famiglie dei monopoli usurario e petrolifero. Le nazioni Europee, non lo si può negare perlomeno dalla fine della seconda guerra mondiale, sono conseguentemente gestite e controllate a loro volta da quella stessa macchina da guerra e sono perciò anch’esse comandate e coordinate politicamente, militarmente ed economicamente, dai padroni del petrolio e dell’usura. I nuovi legislatori, che rimpiazzano i cervelli di riferimento, per le democrazie tentate e per le libertà che si praticano, fanno le norme valevoli solo per tutti i meno fortunati, quelli nati dall’altra parte del recinto che divide i faraoni e i loro scribi dal resto del mondo. La repressione funziona solo per correggere le beghe delle persone normali, produttive e oneste. Nessuna corte di giustizia e nessun vertice di nessuna polizia del mondo si sogna di prestare fede al proprio giuramento e ai propri doveri istituzionali, andando ad indagare e perseguire gli assassini, imbroglioni e genocidi, che ancora sono in circolazione negli Stati Uniti e nel mondo, a onta di tutte le prove delle loro menzogne, delle loro responsabilità, dirette e indirette, nell’assassinio volontario di masse di loro stessi concittadini, che avviene nelle loro stesse giurisdizioni, come dimostrano le prove prodotte in decenni di ricerca circostanziata, documentata e tranquillamente pubblicata. L’anarchia è prevalente a Washington, e per conseguenza, lo è anche nelle altre regioni dominate. I nuovi legislatori, se pure non fanno pressione sull’azione giurisdizionale che dovrebbe ingabbiare per sempre gli stragisti, i genocidi illustri con le mani ancora lorde di sangue, dovrebbero perlomeno produrre i loro atti repressivi attenendosi ai limiti rigidi che le costituzioni – e sono lì per questo – impongono proprio a loro. Invece essi ignorano le costituzioni, non le conoscono, non ne tengono conto, se ne fregano; per ciascuno di loro vale almeno una delle tre possibilità ma il risultato è lo stesso ed è un malcostume diffuso, molto probabilmente importato, assieme alle norme liberticide e allo stragismo, dalla macchina da guerra degli Stati Uniti d’America. I legislatori, i candidati politici ai governi e ai parlamenti delle nazioni, sono studiati uno per uno e poi, spinti o non spinti, dal Tavistock. A seconda della loro manovrabilità, taluni vengono aiutati a vincere e vincono ma sono ricattabili e vengono screditati dalle peggiori campagne scandalistiche se s’irrigidiscono su posizioni di principio o se, occasionalmente, seguono la loro coscienza anziché fare come dicono i loro suggeritori. Nei casi più difficili, vengono sequestrati e ammazzati, o muoiono in incidenti. Il Tavistock sviluppa i profili psicologici per i pubblici funzionari, a qualsiasi livello di potere essi siano collocati, e definisce i programmi per moltissimi istituti internazionali, fra i quali: il Club di Roma, la fondazione Cini, il German Marshall fund, la fondazione Rockefeller, il Bilderberg, il CFR, la commissione trilaterale (Trilateral Commission), la Ditchley Foundation, la BIS (Bank of International Settlements), il fondo monetario internazionale (IMF), l’ONU, la banca mondiale, Microsoft, Citibank, il New York Stock Exchange. DEL TRUCCO DELLE ELEZIONI DEMOCRATICHE Il sistema elettorale americano, già proposto in epoca non sospetta anche in Italia da un Marco Pannella ma sentito con poco interesse, è un sistema in cui non si vota per un presidente. I soggetti che decidono, non gli elettori, scelgono un candidato di uno dei due partiti, selezionato dal comitato dei 300. I votanti non hanno altra scelta che votare fra uno dei candidati pre-selezionati. Tutte le balle che raccontano quei due, e le battute di spirito con le quali intrattengono gli elettori durante le loro suggestive campagne televisive, sono scritte da studi quali: Yankelovich, Skalley e White, che sono gestiti da un certo Daniel Yankelovich, prodotto del Tavistock. Sono loro che spingono l’opinione pubblica, con le tecniche che abbiamo visto, a votare un candidato oppure un altro; il fatto che James Earl Carter, nonostante sia sconosciuto, in poco tempo vinca, come Obama nel 2008, o il fatto che George Bush, nonostante che perda, vinca forzosamente la casa bianca nel 2000 e anche nel 2004, fa dire agli imbecilli che il sistema statunitense è un modello che funziona. Il Tavistock dimostra con Carter e con Obama che può far eleggere chi vuole, anche qualcuno che la popolazione non conosce e che non ha mai visto prima. Ma è il Dr. Peter Bourne, del Tavistock, a selezionare Carter e a farlo approvare dal centro; dopodiché inizia il trattamento di lavaggio dei cervelli vuoti e Carter diventa il favorito; le elezioni non servono neppure, sono una pura formalità, quando si sa già chi vince. Il Tavistock fa miracoli anche con altri personaggi inetti, come Bush e Clinton; quando arriva il momento di vendere il figlio del primo Bush, la propaganda non funziona fino in fondo; G. H. Bush, un imprenditore fallito, con una mezza storia in Vietnam, semi-alcolizzato, di poca esperienza e con pochissima voglia di lavorare; un fiasco; eppure non è sufficiente nemmeno questo; quando i risultati lo danno perdente nel 2000, la corte suprema, illegalmente, interviene e dimostra che anche l’apparato dello stato può decidere chi vince le elezioni, e fa vincere il perdente. NASA Il programma speciale dei finti viaggi spaziali della NASA è scritto dal Dr. Anatole Rappaport, per il Club di Roma. ALCUNI CLIENTI DEL TAVISTOCK The State Department, The U.S. Postal Service, Department of Defense, CIA, U.S. Navy Department of Naval Intelligence, National Reconnaissance Office , National Security Council, FBI, Kissinger Associates, Duke University, The State of California, Georgetown University, Hewlett Packard, RCA, Crown Zeilerbach, BM, Microsoft, Apple Computers, Boeing, Kaiser Industries , TRW Blyth, Eastman Dillon & Co., Wells Fargo Bank of America, Bechtel Corp , Halliburton , Raytheon , McDonnell Douglas, Shell Oil, British Petroleum , Conoco, Exxon, Mobil I, BM AT&T DEL CONTROLLO DEI PUPI AI GOVERNI DELLE NAZIONI Una soluzione è offerta dal Tavistock e dalle religioni per i ricchi, che sono quasi tutte religioni occultiste. Il discorso esoterico è molto complesso e richiede anni di letture che possono rilevare solo per gli appassionati di psicologia. Noi abbiamo visto che prima di tutto viene l’aspetto finanziario, perché chi paga sceglie la musica, i candidati politici, i nemici da bombardare, le politiche monetarie da attuare, eccetera. Anche gli uomini intelligenti, quelli equilibrati e di buona volontà, e i martiri, hanno tutti bisogno di mangiare; quindi sono martiri fino a un certo punto e potenzialmente sono tutti corruttibili. È fuorviante, lo abbiamo visto, concentrarsi, come fanno gli storici, sulle finte capacità politiche dei dittatori; scoprire chi li finanzia e chi li manovra è più produttivo per sapere, alla fine del libro, chi è l’assassino. Nondimeno, un aspetto psicologico, esoterico, religioso, esiste e, secondo me, è uno dei mezzi che usano le élite al potere per controllare le coscienze degli assassini che manovrano. Infatti, pare che Stalin, Mao, Churchill e Pol Pot abbiano profili criminali autonomi e non hanno nessun problema a far sterminare milioni di loro concittadini. Non è escluso, tuttavia, che ad altri faccia impressione la vista del sangue, anche se dalla guerra hanno tutto da guadagnare. Ogni essere umano ha una coscienza e, prima o poi, durante il cammino, un soggetto, dopo aver cagionato la morte di milioni di persone, dopo aver visto i bambini senza braccia e senza gambe, potrebbe iniziare a cedere, ad andare in crisi, a farsi montare da scrupoli. Ecco che per lui è pronta la religione dei ricchi, la religione in cui 'è bene per me e per Lucifero ciò che comporta dolore per altri'; uccidere fanciulli è anzi un culto esoterico raccomandato; uccidere adulti in generale è cosa buona e giusta, se poi lo si fa in maniera cruenta è anche meglio; rubare e distruggere sono due complementi dell’uccidere che sono senza dubbio predicati da certe pratiche esoteriche. La religione in cui si raccomanda di porre l’altra guancia, di subire il sopruso, di essere caritatevoli e di restare poveri e donare tutto ai ricchi e alla chiesa di Roma, quella è riservata alle classi più in difficoltà; i ricchi (quelli estremamente ricchi) hanno delle pratiche religiose opposte, in cui si raccomanda il delitto, il vizio, l’ozio, la molestia dei fanciulli, l’omicidio, la distruzione e il furto. Pare che funzioni, tanto è vero che, quando George H. W. Bush decide d’invadere Panama, non lo assale il minimo scrupolo davanti alla possibilità d'ammazzare 7000 cittadini panamensi; lo stesso meccanismo si ha con i suoi due figli, quando cooperano, anche direttamente, alle demolizioni delle tre torri gemelle di New York, e si può applicare a tutti i fatti della guerra, perché i capi di stato coinvolti sono tutti connessi con qualche pratica esoterica. Il primo, il padre, è un altro prodotto del Tavistock e delle pratiche esoteriche; è iscritto alla massoneria con il grado 33simo, che non so cosa voglia dire ma è il grado di tutti i presidenti americani, di Tony Blair, Arafat, Mandela, Madre Teresa e anche Saddam Hussein; nel caso specifico di Panama, agisce per conto del CFR, per proteggere le grosse somme di denaro proveniente dal traffico di droga presso le banche panamensi di Rockefeller, dopo che il generale Noriega ne espone due per i delitti di riciclaggio correlati. Anche in questo caso, nessuna autorità costituzionale, nessuna dichiarazione di guerra statuita in seduta comune dalle due camere del congresso, nessuna procedura rispettata e nessuna querela da parte di cittadini, organi di stampa o giurisdizionali, statunitensi o internazionali. DEL POTERE FINANZIARIO DEI RITI ESOTERICI Altri, assai più esperti di me, che ne so poco e niente, sostengono che i riti esoterici servano ad accrescere i poteri di chi li pratica; per me vale ancora l’opposto; il demonio esiste, fino a che chi mette in pratica i suoi comandamenti ha i mezzi per farlo, cioè i bombardieri e i carri armati. Ma se invitiamo i popoli disarmati a praticare i riti esoterici, vedremo che le scuole e le chiese continueranno a crollare sulle loro teste. Perciò, per farsi ascoltare dalle religioni, bisogna prima di tutto avere i mezzi finanziari; il potere finanziario precede i poteri psicologici dati dalla pratica del rito esoterico, non viceversa. Farò qualche brevissimo cenno, quindi, tanto per vedere se il ragionamento funziona. Tradizionalmente, l’oligarchia britannica è la casa dell’occultismo, della metafisica, del misticismo e del controllo della mente. Bulwer Lytton scrive “The Secrets of the Egyptian Book of the Dead“, moltissimi aderenti di Annie Besant e della sua Theosophist Society provengono tutti dalle classi elevate dell’aristocrazia britannica. Anche dal nord Italia e dalla Francia certi praticanti esoterici migrano in Inghilterra e diventano “Savoiardi“. Altre sette provengono dai Balcani e dall’Asia minore; tutte le sette originano dai riti dei manichei babilonesi. Le tecniche di controllo della mente di Kurt Lewin e del Tavistock sono presenti massicce in questi riti esoterici. La compagnia delle Indie orientali inizia la sua fortuna con la vendita d’oppio, che non ha mai interrotto, e i suoi discendenti sono i padroni del mondo di oggi. Le azioni del mercato finanziario inglese di quel tempo sono costituite dalla droga e consentono di accumulare enormi fortune ai grandi capitalisti delle politiche restrittive, prima che inizino ad accaparrarsi anche le risorse energetiche e ad avviare la rivoluzione industriale. Dalla loro articolata organizzazione nascono le fabbricazioni ideologiche che, per il tramite dei mezzi d'indottrinamento delle masse, diventano impianti ideologici irrinunciabili, per esempio: il socialismo, il marxismo, il comunismo, il nazionalsocialismo e il fascismo, dei quali non si fa altro che discutere inutilmente, dalla scuola in poi, fino alla Tv. Gli impianti ideologici sono fatti apparire come le cause degli eventi ma gli eventi sono organizzati e manipolati, gli impianti ideologici sono solo il pretesto iniziale e il capro espiatorio finale. La storia ti spiega che quel dato evento si ha in conseguenza di un dato impianto ideologico che appare nato per magia, spontaneamente. La storia non ti spiega che quell'evento è in realtà frutto di un piano e che quell'impianto ideologico è parte del piano.Tornando sull’aspetto finanziario, che è pure motore delle iniziative scientifiche di controllo della mente del Tavistock, c’è anche da dire che gli studi di eugenetica sono fra i più popolari in ambiente capitalista. Mrs. E.E, Harriman, madre di Averill Harriman, governatore dello stato di New York nel 1914, investe milioni di dollari nei progetti di eugenetica e invita tutti i migliori scienziati tedeschi presso i suoi centri d’indottrinamento di Cold Harbor; lo sviluppo degli studi eugenetici fatti dai nazisti, che cercano di fabbricare bambini con gli occhi delle giusta tonalità di azzurro, iniziano con quella gran dama, proprio a New York; le tecniche studiate vengono poi sperimentate in Germania. Dopo la guerra, i risultati delle ricerche e tutti gli scienziati più capaci del governo nazista, vengono accolti a braccia aperte nei laboratori di ricerca statunitensi. (Vedi Codeword Cardinal, oppure Aids-The Full Disclosure; Coleman). DEL CONTROLLO DELLA COSCIENZA DELLE MASSE Anche la musica Rap è un progetto del Tavistock. Si occupano della promozione: Time Warner Sony, Bertelsman, EMI , The Capital Group, Seagram Canada, Philips Electronic , The Indies, Time Warner Chappell, che però include anche musiche di: Madonna e Michael Jackson. Time Warner ha i marchi di: “Rap” e “Pop“, Amphetamine Reptile, Asylum Sire, Rhino, Maverick, Revolution, Luka Bop, Big Head Todd e i successi venduti attraverso Warner REM. I temi della violenza, del sesso sfrenato, della necrofilia, del satanismo e dell’anarchismo sono sempre presenti in questa specie di musica che viene diffusa in tutto il mondo. Per farsi un’idea di cosa voglia dire in termini distributivi una campagna di vendita di musica spazzatura fatta da Warner Bros, bisogna considerare che a questo gruppo appartengono: Castle Rock Entertainments, New Line Cinemas, Time Warner Motion Pictures, WB Network, Prime Star; Cinemax, Comedy, Central Court TV, SEGA Channel, Turner Classic Movies , Warner Bros Television, HBO Independent Productions, Warner Bros, Television Animations, Telepictures Productions, Castle Rock Television, New Line Television, Citadel Entertainment, Hanna Barbara Cartoons, World Championship Wrestling, Turner Original Productions, Time Warner Sports, Turner Learning, Warner Home CNN Radio, le librerie della Warner Books, Littel, Brown, Sunset Books, Oxmoor House e Book of the Month Club. Time Warner possiede poi i rotocalchi: People, Sports Time, Fortune, Life, Money, Entertainment, Weekly, Progressive Farmer, Southern Accents, Parenting, Health, Hippocrates, Asiaweek, Weight Watchers, Mad Magazine, D.C. Comics, American Express Travel and Leisure, Food and Wine. Time Warner possiede anche i parchi di divertimento, quelli dove si portano i bambini ad alienare i residui di personalità ereditati filo-geneticamente. Tutto è intrattenimento, dalla pesca, alla salute, all’economia, alla medicina. Le librerie, il cinema, la televisione, i rotocalchi, tutto risale a Time Warner e al Tavistock. La lista di cosa controlla Tavistock, e dei delitti che organizza, in questo lavoro è appena accennata ma mi pare che se ne abbia abbastanza per abbandonare l’idea che le persone abbiano idee loro proprie. Scorrendo rapidamente con l’occhio tutti i nomi delle aziende concatenate, uno per uno, dall’altro verso il basso, da sinistra a destra, prima o poi uno dovrebbe giungere all’amara conclusione che non esistono fenomeni dello spettacolo ai quali il successo “glielo dà il pubblico”. Non è il pubblico a scegliere i suoi eroi dello spettacolo, che poi diventano i suoi modelli culturali e i suoi punti di riferimento. I grandi miti del cinema, della musica, i presentatori televisivi di successo, che pure hanno qualche qualità, non sono tali perché "piacciono" al pubblico, anche se poi nei fatti al pubblico piacciono per conseguenza dell'induzione; è la macchina del Tavistock che li seleziona e che li mantiene. Quando e se escono dai binari, vengono emarginati o muoiono in strani incidenti, talvolta giovanissimi, talvolta meno giovani, come succede a Michael Jackson, sputtanato con gli scandali prima e morto improvvisamente poi. Questa considerazione non sarebbe neppure tanto grave se l’industria dell’intrattenimento fosse considerata tale, se i comici fossero considerati comici e gli eroi della realtà fossero tenuti separati dagli eroi della fantasia. Ma non è mai così. DEI VETTORI DELLE LINEE DI PENSIERO FABBRICATE ALTROVE Complici la naturale suggestionabilità del cervello umano e la sistematica manipolazione del Tavistock, realtà e finzione sono sistematicamente fuse e miscelate assieme, le opinioni degli attori del cinema, dei presentatori televisivi e dei personaggi dello spettacolo, contano come se fossero pensiero spontaneo e sincero, come se quei personaggi avessero veramente esperienza e cognizione degli argomenti sui quali veicolano opinioni. In realtà, anche se scelgono in buona fede, sono vettori strapagati di linee di pensiero fabbricate altrove. I messaggi veicolati dalla musica e dallo spettacolo sono penetranti; i fanciulli, gli adolescenti e gli adulti si nutrono con essi, giungendo poi ad un punto in cui non riescono più a sbarazzarsi delle illusioni che questi prodotti del lavoro del Tavistock creano. Le idee anarchiche, i movimenti giovanili, l’incitamento all’uso di droghe, il sesso libero, l’aborto, la promozione dell’omosessualità, il divorzio, anche se in sé potrebbero non contenere nulla di diabolico, nei fatti sono fenomeni veicolati e controllati dall’industria dello spettacolo. Ai tempi di Charles Darwin, quell’industria controlla la propaganda soprattutto con l’editoria e la cartaccia stampata; ecco perché chi pubblica, normalmente, è sempre spalleggiato da ricche famiglie aristocratiche, come quella di Dalton e di Darwin, appunto, oppure da progetti ideati e voluti dalle élite al potere. Il successo del saggio fondamentale di Darwin è dato dall’enorme macchina propagandistica che ai suoi tempi egli ha già alle spalle ed è voluto e fabbricato con l’intento preciso di far accettare al grande pubblico l’idea malsana che l’uomo, il centro dell’universo secondo i dogmi religiosi più conosciuti, provenga dalla scimmia, che sia il frutto di un’evoluzione biologica e basta, che conti poi poco, tutto sommato, e che sia quindi anche cosa utile ammazzare uomini, donne e bambini in quantità industriale, quando si va in guerra, perché “tanto sono bestie”, o poco più che bestie, soprattutto se sono i nostri nemici. Dal tempo di Darwin al tempo di Michael Jackson, la differenza è soprattutto quantitativa; senza il lavoro sistematico della gigantesca, potentissima, macchina della musica, della televisione e dell’intrattenimento, Michael Jackson avrebbe la sorte di restare la puerile, insipida, non entità che è, come milioni di altri afroamericani, poveri, che vivono e scimmiottano in strada, emarginati dalle élite della società americana; e lo stesso accadrebbe a Barak Obama. Basta invece gonfiarli come palloncini e tutto il mondo li ama, almeno fino a che dura la capacità di sopportazione della rapina degli erari, offuscata della distrazione dello sport e dello spettacolo. Si tratta, dal Gay Day al Disney World, di un lavoro centripeto, penetrante, capillare, invasivo di tutta l’industria dello spettacolo e, per rendercene conto, dobbiamo fare un altro esercizio visivo con i colossali elenchi di aziende che Coleman ha indagato essere collegate al Tavistock. Oltre al potere del bene e del male, che resta nelle mani della Time Warner, cliente del Tavistock, ci sono altri colossi che forgiano le sensazioni, le aspettative e i modelli giovanili; per esempio: SONY, Rock/Rap/Pop, Columbia, Rutthouse, Legacy Recordings, Sony Independent Label, MIJ Label (Michael Jackson), Sony Music Nashville, Columbia Nashville. SONY possiede i marchi di: Bruce Springsteen, So-So Def, Slam Jazz, Bone Thugs in Harmony, Rage Against the Machine, Razor Sharp, Ghost-Face Killa, Crave, Ruthless Relativity, SONY distribuisce i marchi di: Punk Alternative rock label Epitaph Record, Hell Cat, Rancid, Crank Possum Records, Epitome Surf Music by Blue Sting Ray. SONY pubblica eventi musicali con: Sony/ATV Music Publishing. SONY possiede i diritti di tutte le canzoni di Michael Jackson e anche quasi tutte quelle dei Beatles. SONY è proprietaria di: Loews Theatres, Sony Theatres e i suoi interessi televisivi includono la network game shows. Ha il 15% delle vendite nel mercato della musica ed è la maggiore azienda internazionale nel settore della musica. Loews Hotel di Monte Carlo è proprietà di SONY, come pure: Columbia Pictures, Tri-Star Pictures, Sony Pictures, Classic Triumph, Triumph Films, con i diritti su Columbia Home Tri-Star movies. Gli interessi televisivi di SONY comprendono: Bertelsman’s A.G. (che ha i marchi di Rap/Rock/Pop); Whitney Houston, The Grateful Dead, Bad Boys, Ng Records, Volcano Enterprises, Dancing Cat, Addict, Gee Street (Jungle Brothers) , Global Soul. Bertelsman possiede anche: Country & Western properties Arista, Nashville Career (LeRoy Parnell), RCA Label Group, BNA (Lorrie Morgan), le colonne sonore di Star Wars, Boston Pops; New Age Windham Hill. Con la BMG Music, controlla i diritti di 700 mila opere o artisti, tra i quali: The Beach Boys, B.B. King, Barry Manilow, 100,000 brani famosi di Paramount Studios. Controlla anche 7 club musicali negli Stati Uniti e in Canada, ed emette carte di credito per conto della MBNA Bank. Nell’editoria, la holding di Bertelsmann comprende: Doubleday, Dell Publishers, Family Circle, Parent and Child, Fitness, American Homes and Gardens, con 38 rotocalchi in Spagna, Francia, Italia, Ungheria e Polonia. Bertelsman ha canali televisivi (cosiddetti "satellitari") in Europa, dove è il maggiore operatore. EMI Rock/Pop/Rap, Beetle Boys, Chrysallis, Grand Royal, Parlaphone, Pumpkin Smashers, Virgin, Point Blank. EMI possiede e controlla: The Rolling Stones, Duck Down, No Limit, N00 Tribe, Rap-A-Lot (The Ghetto Boys) , 231 negozi diretti in sette nazioni, tra i quali: HMV, Virgin Megastores, Dillons (USA). EMI ha stazioni di trasmissione in Europa e nel Regno Unito: The Capital Group, che vende il 35% del suo capitale a Seagram, che ha l’80% di Universal Music Group (ex MCA), ora di proprietà di Matushita Electric Industries. Seagram ha diritti su più di 150 mila fra artisti e opere, tra i quali: Mechanic, Zebra, Radioactive Records, Fort Apache Records, Heavy D and the Boys, il Capital Group ha joint venture, che associa: Steven Spielberg, Jeffrey Katzenburg, David Geffen; possiede poi: Reba McIntyre, Wynona, George Straight; Dolly Parton; Lee Anne Rimes Hank Williams. Attraverso Seagram, l’impresa possiede teatri per i concerti e altre strutture: Fiddler’s Green (Denver), Blossom Music Center (Cleveland), Gorge Amphitheater (Washington State), Starplex (Dallas). Il Capital Group, attraverso la divisione Motion Pictures, controlla: Demi Moore, Danny De Vito, Penny Marshall e molti altri minori. The Indies. Possiede Willie Nelson. Philips Electronic possiede il 75% di Polygram Music. Possiede marchi di: Rock/Pop/Rap ed anche Elton John è uno dei suoi oggetti di proprietà. Ha diritti su 375.000 opere produce solo nel 1998, 540 milioni di CD. La sua divisione cinematografica possiede: Jodi Foster e i film sundance con Robert Redford. DEL VETTORE E DELLE IDEE PROPRIE È curioso come i tecnici del settore della comunicazione informatica-telefonica, definiscano le società di gestione dei servizi di telefonia, che sono ora sempre più intrecciati con i servizi di internet, il “carrier“; cioè, il “vettore”. La società multinazionale che gestisce le comunicazioni si dice “vettore”. Vettore di che? Delle comunicazioni fra utenti o dei messaggi che le imprese vogliono installare nelle loro teste disattente? Può essere una coincidenza ma nel mondo dei trasporti e delle spedizioni, negli ultimi decenni, il vettore si trasforma sempre di più in un prestatore di servizi logistici integrati. Non si occupa solo di trasporto ma anche di stoccaggio e distribuzione. Un paragone simile lo vivo con le grandi compagnie telefoniche, che controllano la rete internet del pianeta, anche di stati che si pensano separati, come la Russia e la Cina comunista. Quelle imprese non sono solo veicoli delle comunicazioni, si occupano anche di stoccaggio e immagazzinaggio di tutte le informazioni personali, intime, private, dei loro utenti, dei loro spostamenti, delle loro amicizie, del loro albero genealogico e di tutti i loro vizi, gusti, credenze religiose e quant’altro, ma questo ragionamento lo abbiamo fatto quando parlavamo della sorveglianza in generale. Ora dovremmo provare ad applicare il principio distributivo sul condizionamento, che, a differenza della sorveglianza, dà anziché ricevere; cioè, trasmette informazioni e messaggi anziché cercare di carpirne. Si vede bene anche qui che l’importanza della distribuzione capillare è fondamentale e che tale distribuzione si può avere solo investendo grandi capitali. Tutte le imprese elencate di sopra sono clienti del Tavistock e il loro rapporto con il centro di condizionamento può essere visto perlomeno in senso ambivalente; esse possono ricevere istruzioni e aiuti per spingere la vendita dei loro prodotti con le tecniche pavloviane, incassando trilioni di dollari, e, contemporaneamente, ricevere istruzioni per diffondere con costanza un certo pacchetto di messaggi propagandistici che sono promossi dal Tavistock, per scopi che non hanno rapporto diretto con la naturale brama di guadagno delle società multinazionali coinvolte. Sia come sia, la cultura e la sotto-cultura, i movimenti giovanili ribelli al sistema, alla tradizione, ai valori, sono prodotte attraverso questa rete di comunicazione, sono il frutto del sistema, sono parte del sistema e, in questi movimenti d’opinione, in queste mode, talvolta strane e curiose, le élite al potere investono cifre esagerate. Pensare che le "mode" siano frutto di moti spontanei dell’anima collettiva sarebbe fuorviante. Non esistono le idee proprie in ambito religioso. Non esistono le idee proprie in ambito politico. Non esistono le idee proprie in ambito musicale. Le vittime del condizionamento possono solo scegliere fra una gabbia o l’altra fra quelle proposte dall’industria del Tavistock. DELLA BIBLIOGRAFIA DEL LAVORO DI COLEMAN Diversi autori espongono i panni sporchi del Tavistock Institute, ma la maggior parte di loro li cava da una delle 15 opere scritte dal Dr. John Coleman, intitolata con il nome dello stesso istituto. Io faccio riferimento solo a quella, perché tanto è la stessa dalla quale attingono le altre fonti, e però in fondo adduco la vasta bibliografia del lavoro di Coleman, per trovare riscontro dei fatti narrati. Se ci sono errori da correggere o integrazioni e suggerimenti, ogni contributo è ben gradito. Bibliografia sul Tavistock “Journey Into Madness;” Gordon Thomas “MK. Ultra 90;” CIA “American Journal of Psychiatry,” Jan. 1956; Dr. Ewan Cameron. “Ethics of Terror:” Prof Abraham Kaplan. “The Psychiatrist and Terror;” Prof. John Gun. “The Techniques of Persuasion;” l.R. C.Brown. “The Psychotic;” Understanding Madness; Andrew Crowcroft. “The Battle for the Mind;” Private, Invicta Press. “The Mind Possessed;” Private, Invicta Press. “The Collected Works of Dr. Jose Delgado.” “The Experiments of Remote Mind Control” (ESB): Dr. Robert Heath. “ESB Experiments;” Gottlieb. “The Collected Research Papers of Dr. Alan Cameron.” “The New York Times, December 1974.” A Dynamic Theory of Personality. Time Perspective and Morale. * The Neurosis of War. W.R Bion. (Macmillan London 1943) Experiences in Groups. (Lancet Nov. 27, 1943) Leaderless Groups. * (London 1940) Experiences in Groups. (Bulletin of Messenger) Catastrophic Change. (The British Psychoanalytical Soc.) Elements of Psychoanalysis. * London 1963 Borderline Personality Disorders. London Force and Ideas. Walter Lippmann Public Opinion. Walter Lippmann Crystallizing Public Opinion. Edward Bernays Propaganda. Edward Bernays The Daily Mirror. Dr. Kurt Lewin Alfred Harmsworth 1903/1904 The Sunday Mirror. Alfred Harmsworth 1905/1915 Human Quality. Aurelio Peccei 1967 The Chasm Ahead. Aurelio Peccei Wilhelm II, Emperor of Germany. Correspondence Entre Guillaume II Memories of Lenin. N. Krupskaya (London 1942) The World Crisis. Winston Churchill How We Advertised America. George Creel New York 1920 Wilson, The New Freedom. Arthur S. Link 1956 The Aquarian Conspiracy. Marilyn Fergusson Some Principles of Mass Persuasion. Dorwin Cartwright Journal of Humanistic Psychology. John Rawlings Reese Understanding Man’s Behavior. Gordon Alport Invasion from Mars. Hadley Cantrill War of Worlds. H. G. Wells Terror by Radio. The New York Times Psychology of Science. Aldous Huxley A Kings’ Story. The Duke of Windsor My Four Years in Germany. James W. Gerard Under the Iron Heel. G. W. 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Giornalisti e psicologhe, donne oramai già giubilate, fanno il moralismo inutile sulle giovani donne che realmente detengono il potere di far rizzare tutti i...
567 milioni di chilometri di scemenze, una fila di asini che s'inseguono impossibile persino da immaginare. I finti viaggi della finta esplorazione spaziale ...
TERRA PIATTA, TERRA SFERICA O TERRA CONVESSA?
Per il contribuente, mi pare irrilevante (e fuorviante) stare a discutere "sul sesso degli angeli", sul numero delle stelle nel cielo o sulla quantità di acqua negli oceani, per due motivi: A) perché sono argomenti che non toccano il portafogli; B) perché sono questioni sulle quali si può andare avanti a teorizzare e discutere all'infinito, senza combinare niente di utile alla sopravvivenza. Dire che i finti viaggi spaziali e i finti satelliti della vera tecnologia di calcolo GPS sono una truffa, è denuncia querela da parte dell'interessato. Infatti, la truffa dell'ASI (NI), dell'ESA e della NASA in occidente, come le altre in oriente, sono trucchi milionari che erodono il patrimonio netto e la produzione delle comunità produttive. Ogni volta che si pubblica un servizio sulla tacchina dello spazio Samantha Cretinetti, si commettono una serie di delitti già in origine, perché, anche la simulazione e tutte le fabbricazioni del cinematografo spicciolo e dell'arma aeronautica, sono ore di lavoro e capitale sottratto alla produzione attiva della comunità che lavora e paga ingiustificatamente le imposte. Ovviamente i conti più grassi tornano quando i commedianti dell'arma aeronautica, quelli dell'ASI (NI) e i loro compari internazionali, incassano le loro periodiche fatture, in concorso con tutta l'inutile produzione indotta dei materiali e delle parti di macchina che si fabbricano per le simulazioni. Quando però si associa alla denuncia di questa truffa internazionale aggravata il dibattito sulla Terra piatta, si è in presenza di un trucco che non è solo semantico. Chi lo promuove vuole dire qualcosa di simile a questo: - "hai visto chi è che si querela dei finti viaggi spaziali? Lo stesso che ha la visione di prima di Colombo, quando tutti credevano che la Terra fosse piatta." - Da lì in poi, nasce un altro trucco della tecnica hegeliana, quello del "lei è favorevole o contrario", e tutti iniziano a dibattere sulla forma della Terra, perdendo di vista il problema principale (quello che tocca il portafogli) e pare che la storia dei finti viaggi spaziali sia stata inventata solo per sostenere la tesi che la Terra è piatta e non per denunciare una truffa ai danni dello stato (che in verità è solo truffa ai danni del contribuente). Il depistaggio si fa deviando il pensiero verso falsi bersagli molteplici: ridicolizzare chi denuncia i finti viaggi spaziali, far credere che i finti viaggi spaziali siano denunciati per sostenere che la Terra è piatta, far perdere tempo al contribuenti in inutili discussioni, riempire le pagine scritte d'idiozie, e la rete di video per intrattenere....si può andare avanti per anni con questo elenco, come si può andare avanti per anni a discutere sul firmamento. Invece bisogna fermarsi a considerare non solo ciò di cui si ha prova empirica ma anche e soprattutto ciò che tocca il portafogli.
DEI SEGNALI DEL SISTEMA DI CALCOLO GPS
A prescindere dalla forma della Terra, però, se i satelliti non sono nello spazio, da dove provengono i segnali per il sistema di calcolo GPS? Dalle mie verifiche cavo che il sistema di calcolo GPS è abbastanza attendibile; addirittura un ingegnere pilota relativamente intelligente mi ha detto che lo usa sempre in volo e che è molto preciso (ne ha tre, due sul velivolo e uno nello smart-phone, però non ha voluto rispondermi circa il limite massimo dell'altitudine che può tenere per poter fare chiamate con il suo smart-phone, sul quale calcola anche il suo terzo GPS). Perciò non tenterò di discutere sul se funziona oppure no. La cosa importante è stabilire da dove provengono i segnali che riceve, perché, nell'esempio del sistema GPS dello smart-phone, che rimane molto meno preciso delle triangolazioni dei ripetitori e delle celle telefoniche installate dalle compagnie dei telefoni, si ha comunque un sistema di ricezione radio autonomo rispetto al sistema di triangolazione dei telefoni cellulari. Quello dei cellulari è più preciso, quello del GPS prende i dati anche da quelli, quando può, ma se il telefono non si aggancia ad una cella, ad un ROUTER WiFi, o se non c'è copertura telefonica, il GPS dovrebbe lo stesso essere in grado di fare i suoi calcoli, autonomamente. Tanto è vero questo che gli "esperti" dicono che il GPS funziona pure dove non c'è segnale radio di copertura telefonica ma "funziona meglio quando lavora contemporaneamente ai sistemi e ai sensori dello smart-phone, collegati sistematicamente in rete, via telefono o via internet, e ai processori del colosso multinazionale Google. Allora, da dove riceve i segnali radio il sistema di calcolo GPS?
COSA DICONO CERTI FORNITORI DEI PRODOTTI E SERVIZI GPS
Raccontano i tecnici di TOPCON (1) che: "Il primo satellite fu lanciato nel 1978 e nel corso degli anni ottanta venne messa in orbita l’intera costellazione formata da 24 satelliti, il numero minimo che il Governo degli Stati Uniti si impegna a mantenere operativi. Per sapere tutto sul sistema GPS: www.gps.gov"
Naturalmente, secondo me, queste sono balle e, secondo il loro ragionamento, ci sarebbero altrettanti sistemi satellitari gestiti da Russia, Unione Europea e Cina comunista, ciascuno dei quali manovrerebbe 24-35 satelliti nello spazio, sconosciuto e nerissimo. Poi spiegano che:
"il GPS, o meglio il GNSS (Global Navigation Satellite System), e le stazioni totali, sono strumenti di misura che vengono ordinariamente impiegati con l’obiettivo di posizionare punti della superficie fisica della Terra, determinandone le coordinate.
Il GPS è un misuratore delle componenti di un vettore nello spazio tridimensionale (vettore che congiunge due punti della superficie fisica della Terra), da cui è possibile ricavarne l’orientamento e la lunghezza, mentre la stazione totale è un sensore in grado di effettuare misure di angoli (orizzontali e verticali) e distanze.
Si tratta di misuratori di posizioni relative. Entrambi infatti, per la determinazione delle coordinate dei punti oggetto del rilievo, necessitano di dati supplementari, delle coordinate di almeno uno dei punti in cui si trovano gli strumenti utilizzati nella misura.
In altre parole, le misure effettuate non contengono informazioni sufficienti al calcolo della posizione assoluta (cioè in un sistema di riferimento dato) dei punti oggetto del rilievo."
E ancora:
"..la necessità di avere costantemente una buona visibilità del cielo (ove orbitano i satelliti GNSS che trasmettono i loro segnali necessari alla misura), limita l’utilizzo degli strumenti GNSS nelle zone boscose, in presenza di alti fabbricati e nelle cave profonde."
Un problema simile a questo si ha con i radar collocati in prossimità di montagne. In certi aeroporti, come quello prossimo al golfo del Messico e quello di Reggio Calabria, il radar non si usa proprio. Sul golfo del Messico pare che non si usi perché le montagne vicine impediscono di ricevere una parte dei segnali di rimando dagli aeroplani e perciò è considerato inutile, a Reggio pare che il radar non ci sia perché "siamo un paese sottosviluppato" e però mi pare che anche per atterrare su quell'aeroporto: "l' avvicinamento degli aerei alla pista avviene attraverso un percorso curvilineo e questo a causa della vicina conformazione montuosa ma anche per l' incontrollato abusivismo edilizio, che costringe i piloti ad una difficile manovra." (2)
Il problema dei segnali radio che passano attraverso i muri ma non attraverso le montagne e i boschi troppo fitti, è un problema di tutti i segnali radio, mi pare di capire, e non solo di quelli che si racconta provengano dallo spazio.
Il sito ufficiale di quell'agenzia statunitense che eroga il servizio GPS, in poche parole, afferma che:
"..il servizio GPS è un servizio pubblico erogato dal governo statunitense che offre all'utilizzatore posizione, navigazione e tempo (orario). Il sistema è diviso in tre segmenti, quello dello spazio, quello del controllo e quello dell'utilizzatore. Il segmento dello spazio è gestito dall'aviazione militare loro. Il sistema di controllo ha invece una pagina di spiegazione che inizia con questo titolo:
"Satellite Simulator Control Working Group" SSCWG (3)
"Il SSCWG dispensa informazioni circa i simulatori GPS, discute gli impegni presenti e futuri in rapporto ai simulatori GPS e discute pure i futuri sviluppi dei simulatori GPS".
Ripete tre volte nella stessa frase d'apertura il termine "simulatori GPS", dopo aver usato il termine anche nel titolo. Ci saranno certamente ragioni scientifiche che a me sfuggono, per ripetere "simulatore" anziché "dispositivo di ricezione di veri segnali radio provenienti dallo spazio".
Se prendiamo il solo caso italiano, troviamo NetGEO (4), che a fondo pagina si firma come TOPCON e che afferma di essere "l'unica Rete Nazionale GPS+GLONASS". Se NetGEO è l'unica rete nazionale GPS+GLONASS, non serve cercarne di altre. Una rete nazionale di che cosa, esattamente, visto che tutti credono alla storia dei segnali radio provenienti direttamente dallo spazio? Non potrebbe essere una rete di stazioni riceventi-trasmittenti e/o di ripetitori?
Note
1) GPS o STAZIONE TOTALE? COSA ACQUISTARE?
https://www.topconpositioning.com/it-it/insights/gps-o-stazione-totale-cosa-acquistare
2) Articolo degli analfabeti de la Repubblica su alcuni aeroporti italiani.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/01/05/scali-rischio.html
3) Satellite Simulator Control Working Group, SSCWG
https://www.gps.gov/technical/sscwg/
4) NetGEO, "l'unica Rete Nazionale GPS+GLONASS"
http://www.netgeo.it/
Cosa è il comunismo? Comunisti e anticomunisti hanno in comune l'incapacità di dare una definizione precisa di cosa sia il comunismo. Questa è una delle innu...
Cosa è il comunismo?
Comunisti e anticomunisti hanno in comune l'incapacità di dare una definizione precisa di cosa sia il comunismo. Questa è una delle innumerevoli, e spaventose, ragioni di preoccupazione intorno alla ragionevolezza umana. Chi è a favore non sa bene a cosa è a favore e chi è contro non sa bene contro cosa sia contro, o perché lo sia, e perché lo sia tanto animosamente. Come le squadre di calcio che si affannano per vincere l'una contro l'altra, in partita, si qualificano per la condivisione dello scopo da parte dei giocatori di ciascuna squadra, quello di vincere contro gli avversari, senza avere nulla di personale contro di essi, così i seguaci delle correnti ideologiche, giornalisti, insegnanti, ciarloni delle TV, che seguono le dottrine degli impianti ideologici come le donne seguono le mode, pressano, da una parte o dall'altra, senza sapere contro chi o che cosa, o a favore di chi o che cosa, essi si stiano impegnando con le parole, i ragionamenti, gli scritti, i bastoni, le pistole, i lunghi coltelli e gli altri mezzi di comunicazione. A complicare ulteriormente i fatti del comunismo, ci sono le sotto-correnti ideologiche, o i sotto-impianti ideologici, rappresentati dai vari leader politici, miti assolutamente artificiali, che sono messi al potere in nazioni lontane e dei cui nomi, giornalisti ignoranti e insegnanti indolenti, si riempiono continuamente la bocca senza aver mai indagato sulle cose che li riguardano. E così interviene che, quando Gary Allen domanda ad un professore di scienze politiche di spiegargli cosa sia il comunismo, quello gli risponde che la domanda è semplicisticamente mal posta. Non vale, appunto, domandare "cosa sia il comunismo", bensì, cosa sia il comunismo di Mao Zedong, Quello di Ho Chi Minh, Quello di Fidel Castro o del maresciallo Tito. Tutte queste complicazioni sono collocate lì, nelle zone più buie del cervello, solo per mantenere lo stato di confusione con la quale generazioni di schiavi sono deliberatamente coltivate nell'ignoranza e/o nell'indifferenza dei fatti della storia che li riguardano, che li riguardano anche personalmente e direttamente. Gary Allen, in buona compagnia, dà una definizione realistica del "comunismo" e scrive una frase assai simile a questa, le parentesi sono aggiunte mie:
"il comunismo è un movimento (organizzato) di cospirazione internazionale per la sovversione del potere a beneficio (e mosso da parte di) uomini in posizioni elevate (grandi capitalisti e banchieri internazionali), disposti a tutto pur di soddisfare il proprio progetto di dominio sul mondo."
Cospirazioni politiche e "l'affare" di governo.
La cospirazione comunista non è contenuta nella "dottrina" attribuita ai vari Marx, Engels, Lenin, Trotsky e alla dialettica materialistica fra borghesia e proletariato. Tutta la filosofia politica e pseudo-economica che sta dentro i libretti rossi dei cosiddetti comunisti (i cui principi "collettivisti" sono spesso cavati dalla dottrina cristiana di S. Tommaso d'Aquino, e dal paziente lavoro di studio dei bravi padri gesuiti) appartengono alle meccaniche e alle tecniche del comunismo e non vanno confuse con la cospirazione comunista in sé. Fino a quando continueremo a lasciarci suggestionare dagli impianti ideologici dei vari capi del partito comunista, siano di questa o di quella nazione, continueremo a credere alle loro scemenze restando su quel livello, senza vedere l'altro livello, quello su cui la cospirazione comunista effettivamente poggia. "Il comunismo non è una cospirazione politica". Possiamo credere qualunque altra cosa vogliamo, che sia tirannica, brutale, maligna, e persino che la sua funzione sia quella di distruggerci e sotterrarci tutti, e la maggioranza degli oppositori comunisti vorranno convenire con questo nostro atteggiamento. Ma non possiamo dire che sia una cospirazione, neppure con gli anticomunisti. Eppure gli annali della storia sono pieni zeppi di cospirazioni praticate da gruppi di minoranza che tendono a prendere il sopravvento sul resto del mondo. I libri di storia sono pieni di racconti sui loro complotti e sui loro perfidi piani. Perché non si possono comprendere i fatti elementari della vita? Le persone ben istruite, quelle che crescono in famiglie "patrizie" senza scrupoli, imparano che se uno vuole acquisire potere, vero potere, la storia insegna che deve entrare nell'"affare della politica", nel "political business", nell'affare di governo, nel "government business", diventare politico e lavorare per i poteri politici o, molto meglio ancora, trovare qualche burattino che lo faccia al posto suo, al suo comando ma senza che si sappia. Qui è dove il vero potere e il vero denaro stanno e in questa meccanica risiede certamente la cospirazione. Riconosciamo le cospirazioni attorno al Giulio Cesare dell'antica Roma ma non ammettiamo quelle dei moderni finti comunisti.
Mentire sempre e pianificare nel lungo periodo
I cospiratori di lungo corso praticano tutti almeno due arti: quella di essere dei grandi bugiardi e quella della pianificazione nel lungo (lunghissimo) periodo. Il comunismo è un piano, concepito per installare tirannidi ed espropriare le classi medie di metà del mondo, e promosso da taluni soggetti assetati di potere; il funzionamento del piano è basato su una delle armi più elementari e perniciose della storia: il depistaggio.
Il trucco di far credere al nemico che la sua resistenza è futile
Mettendo a bollire assieme in un pentolone tutte le palle sparate, dai vari comunisti ingaggiati in giro per il mondo dai più potenti investitori (capitalisti) d'occidente, esse si distilleranno in due scemenze principali (due bugie) che faranno evaporare tutte le altre che sono di complemento:
A) il comunismo è inevitabile;
B) il comunismo è un movimento di masse di oppressi che si ribellano contro gli oppressori.
Ora, se facciamo perentoriamente, ad un cittadino medio di una nazione occidentale "capitalista", per esempio, queste tre domande:
- "Secondo lei, il comunismo è un fenomeno inevitabile nella nostra nazione"?
Quello ci risponderà:
- "No, no che non è inevitabile, lei sa come è la nostra gente, magari siamo un po' lenti a reagire, ma non approveremmo mai un regime comunista".
Se la seconda domanda suona così:
- "Va bene, allora, Lei pensa che il socialismo sia inevitabile nella nostra nazione?"
La risposta, molto probabilmente, può essere simile a questa:
- "Io non sono socialista, mi comprenda, però vedo bene anche io quello che succede attorno a noi e penso che, sì, questo è possibile".
Terza domanda:
- "Siccome Lei non è socialista ma vede che il sistema sta facendo quello che sta facendo (espropriazioni, estorsione fiscale, crisi economiche artificiali, rarefazione monetaria, eccetera...) perché non fa nulla per impedirlo?"
Terza risposta:
- "E che posso fare io da solo? Sono una persona singola contro un sistema, e poi è inevitabile, lo ha detto lei stesso, non si può combattere contro il sistema, lo stato, o il governo".
Anche se le prime due risposte sono inventate e anche se altre mille persone risponderebbero con mille altre risposte, tutte differenti da come questa ipotesi immagina, la terza risposta è condivisibile e adatta più o meno a tutti; cioè, possiamo condividere che la terza è la risposta che otterremmo, a prescindere dalle prime due. E lo possiamo condividere pensando a come ci sentiamo noi stessi, intimamente, più che immaginando cosa risponderemmo a un fesso che ci fa la stessa domanda per strada.
La sensazione d'impotenza davanti all'arroganza del potere, della burocrazia, della ruota del sistema, è un'esperienza che abbiamo fatto tutti, prima o poi, nella vita. E qui sta il trucco. Quelli che sono nel castello del potere ingaggiano specialisti, facendogli loro fare tutto ciò che possono, investendo miliardi a palate, e facendo loro dire un sacco di frottole per convincere il singolo individuo che la sua resistenza è inutile e che il suo destino è ineluttabile.
Fanno così quando devono mandare la gente in guerra, fingendo di essere attaccati da nemici invisibili, e in qualunque altra circostanza per convincere a fare questo o quel nuovo sacrificio. Che resistenza vuoi fare, che opposizione vuoi formulare, se sai già che è un'opposizione futile? Il trucco di far credere al tuo nemico che la sua resistenza è inutile è vecchio come il mondo. Se comprendiamo che, per i padroni della torre, il nemici sono i loro stessi sudditi, il resto viene da sé. I nemici esterni sono tutti artificiali, sintetici, inventati. Il vero nemico è il burocrate della torre, quello che ti manda in guerra, che ti affligge con l'estorsione fiscale, che aumenta il prezzo della benzina, del pane, dell'aria e dell'acqua e che ti toglie anche l'onore. Gli scienziati che stanno nella torre sono ragazzi diligenti e lavorano incessantemente per far credere al singolo una serie di palle, non ultima quella dell'inutilità di resistere al suo nemico (interno). Nel 500 prima di Cristo, più o meno, forse meno, Sun Tsu, il Machiavelli dell'impero cinese, ne "l'Arte della Guerra", scrive:
"La suprema eccellenza nell'arte della guerra sta nella demolizione della volontà di resistere dei tuoi opponenti, anche prima (se possibile) che si percepiscano gli inizi delle ostilità"
Nella strategia militare dei tempi moderni, si dice "guerra psicologica"; nel poker si dice "bluff", ma il principio è sempre lo stesso: prendere per il culo i tuoi oppositori, presenti o futuri, piegandoli, spaventandoli e sottomettendoli in anticipo, evitando la spesa del conflitto, che potrebbe anche rivelarsi pernicioso per chi pianifica la guerra e la vuole. Ma se è un bluff, se è necessario vincere sul piano psicologico per evitare il conflitto, ciò può essere voluto per evitare la spesa, e pure il rischio, di quel conflitto, e cioè, per evitare il rischio di perderlo. Il duca Valentino - scrive Machiavelli - pur essendo superiore di cavalli e di fanti, e potendo affrontare i suoi nemici in guerra aperta, decide di "volgersi agli inganni" (cioè di trarre in trappola i suoi nemici con false pratiche d'accordi, per poi farli strangolare tutti, uno per uno) proprio perché non vuole cimentare i suoi mercenari, tenendoli in poca stima, o forse solo per evitare il rischio di vederli pigri e licenziosi in battaglia, rischio sempre presente, quando ci si avvale di mercenari ma anche, come oggi, quando ci si avvale di gente d'armi che è a sua volta afflitta e non condivide i privilegi di chi sta al potere neppure in minima parte; il rischio è che parte di queste uniformi si unisca alla causa dei civili che deve sopprimere. Il bluff può essere praticato sia da chi ha poche carte buone in mano che da chi ne ha di migliori, per fare il triplo gioco oppure per non correre rischi inutili. Ciò significa che esiste, almeno in astratto, il timore di sbagliare e il rischio di fallire anche da parte di chi sta nella torre.
ITALIANI PAPPONI SERVILI CHE ENFATIZZANO IL LORO LECCARE. Youtube chiude i canali in Italia, non all'estero. Non è una regola imposta dall'impresa, quella di essere lecca-suole ad ogni costo, NON fino a questo punto. Sono gli italiani, più ruffiani degli altri per natura, che devono estendere, esagerare, le restrizioni dei loro padroni. Chiudono il canale di Simon Shack proprio mentre sto vedendo i suoi video caricati dieci anni prima, cancellano i video sulla finta lotta al terrorismo durante il caricamento, e non basta che non li veda nessuno, perché le meccaniche di google non li distribuiscono, no, devono cancellarli. RUFFIANI e pervertiti, nascete come copiatori di tutto ciò che viola le norme del cosiddetto "copy right" per copiare in monopolio, e fottere tutti gli altri che spiegano con il pretesto che copiano (o che mostrino i danni fatti dai vostri padorni). Inutile continuare con questa canaglia in Italia. Devono esserci alternative a questi ruffiani papponi italiani che ti vendono la madre e la sorella solo in cambio di una minestra.
Terra Piatta? Che c'entra con la truffa dell'ASI-NI?
TERRA PIATTA? NON C'ENTRA NIENTE
La confusione tra le ingenuità dei "terrapiattisti" e la truffa aggravata internazionale di NASA, ESA e ASI-NI, serve a ingrassare i ruffiani del depistaggio. A nessuno di noi interessa impelagarsi sulle questioni del "sesso degli angeli", perché sono argomenti complessi che non toccano il portafogli. Ma, la truffa dei finti viaggi spaziali, quella sì che tocca il portafogli, eccome, visto che le spese per quei finti progetti sono a carico dei già dissanguati contribuenti. Ripeto l'invito, quindi, non lasciatevi prendere per il culo dalla scemenza della Terra piatta. Sia quale che sia la forma fisica del pianeta Terra, non c'entra proprio un fico secco con i finti viaggi spaziali, che sono truffe dimostrate da fatti evidenti e ovvi. I finti viaggi spaziali non sono finti perché impossibili, sono finti perché, per ora, quei cialtroni incompetenti e indolenti non sono stati capaci di andare nello spazio. Quei truffatori fino ad ora hanno prodotto solo documenti contraffatti e, per una parte di quei documenti contraffatti, essi ammettono che sono contraffatti. Per quelle ridicole farse, si fanno pagare con molto denaro vero. Chi paga il denaro vero deve pagare, lavorando per d'avvero, 8 mesi all'anno senza essere retribuito (70% è la misura del trascinamento fiscale in Italia). Il progetto dei satelliti geostazionari è un progetto di palloni geostazionari. Questo vale per quei radioamatori che dicono di ricevere i segnali radio dai satelliti, e vale anche per quegli astronomi amatoriali che sono convinti di vedere, ma solo di notte, il passaggio delle finte stazioni spaziali (con dentro Samanta Cretinetti che piscia nell'aspiratutto) orbitanti attorno alla Terra.