Ty e Cindy [Young adult/Amicizia]
Tyrone sedeva sul muretto vicino alla fabbrica abbandonata sorseggiando un succo di frutta all’arancia, il suo preferito. In lontananza scorgeva la figura di Cindy che arrivava tutta trafelata. Giunta all’incontro si lasciò andare sulla seduta con poca grazia, esalando un sospiro.
«Oggi sono di corsissima! Ma ti rendi conto di quanto sia stupida la Graham? Darmi solo un 7… Meritavo minimo due voti in più con la fatica che ho fatto. E poi le ho detto tutto! Bah, non la sopporto» sbottò la ragazza mentre addentava uno snack.
«Di nuovo con la dieta del kiwi?» cambiò discorso Tyrone con tono canzonatorio, facendo il gesto delle virgolette per aria.
«Sei gnucco eh! È una barretta al kiwi e tutti sanno che ha poche calorie e un sacco di proprietà benefiche – disse scartando l’involucro di una seconda merendina – e comunque sì mi sono rimessa a dieta da oggi e se tu fossi un vero amico cominceresti a dimagrire con me».
Tyrone sorrise. Cindy era una ragazza formosa. A dire il vero non se ne faceva un cruccio, però quando metteva su peso e iniziava a far fatica a chiudere i jeans intraprendeva la dieta del “kiwi” che puntualmente falliva. I due poi ci scherzavano insieme.
Si conoscevano sin dalle elementari, da sempre nella stessa classe. Ormai erano migliori amici. Pure le loro famiglie si frequentavano perché entrambe originarie della Nigeria. Tyrone e Cindy erano pappa e ciccia, ma anche cane e gatto: si divertivano da matti, condividevano esperienze, giravano un sacco di posti nel loro paesino tra le colline costantemente in sella alla bici e poi erano due buone forchette. La passione per il cibo aveva interessato sia i loro indirizzi di studio, in quanto frequentavano l’ultimo anno della scuola alberghiera, sia le loro linee. Questa affinità non impediva comunque che nascessero piccoli litigi: alla fine ci pensava Tyrone a risolvere i battibecchi perché era un po’ più maturo e sapeva come prenderla per fare pace.
Un altro argomento che li metteva d'accordo era la passione per la musica del cantante rock Jet Coleman, detto “Il Cowboy” per via delle contaminazioni country nei suoi pezzi. Amavano stare l’uno a casa dell'altra a oziare e ascoltare le sue canzoni a tutto volume.
Tyrone stava programmando un regalo epico: aveva comprato i biglietti per il concerto che ci sarebbe stato a Capital City e aveva intenzione di regalarne uno a Cindy. In realtà si era accorto come nell’ultimo anno avesse iniziato a vederla con occhi diversi. Stavano crescendo e la sintonia tra loro aveva fatto nascere in lui sentimenti nuovi. Avrebbe voluto aprirsi, ma sapeva che il rischio di rovinare l’amicizia era troppo alto.
Un giorno, sul solito muretto, Tyrone sorseggiava il succo d’arancia. La ragazza arrivò di corsa sventolando due foglietti.
«Ty! Ty! Non ci crederai mai! Rick mi ha chiesto di uscire! Rick! E mi porta dal Cowboy!» esplose Cindy con euforia. Rick era la sua cotta. Lei non era mai uscita con nessuno, così come Tyrone, per cui si trattava di un episodio eccezionale. Ovviamente l'amico si sentì crollare il mondo addosso. Non sarebbe stato lui a portarla al suo primo concerto di Jet Coleman.
«Stai scherzando vero? Oh mio dio! Non ci credo! Wow!» rispose il giovane, simulando felicità ed entusiasmo.
Giunti alla sera dell'appuntamento, Cindy inviò le proprie foto a Ty per avere approvazione.
«Fidati, stai benissimo, sei uno schianto! Ti sei anche truccata più del solito. Davvero chiunque ti troverebbe irresistibile. Mi raccomando stai attenta che quello non mi piace e lo sai.»
«Grazie dei complimenti, ma non capisco perché devi sempre pensare male di Rick. Forse è per questo tuo atteggiamento che non hai la fidanzata! Comunque poi ti faccio sapere come va» concluse la ragazza.
Tyrone passò una notte terribile. Non era mai stato così geloso e in più non poteva permettersi di esternarlo. Il mattino seguente ricevette la notifica peggiore: «Ciccio, la serata è stata stupenda e usciremo di nuovo. Ci siamo messi insieme!»
Si sentì travolgere come da una locomotiva. Pianse amaramente e comprese che da allora tutto sarebbe cambiato, e non si sbagliava. Cindy iniziò a saltare tanti incontri al muretto e si fece vedere e sentire sempre meno man mano che la relazione andava avanti. Rick non voleva avesse altri ragazzi intorno e lei non seppe dirgli di no.
La verità era lontana però: la giovane, sin dalla prima sera, non si era trovata bene, anzi avrebbe troncato subito per diversi motivi: Rick non era per niente il partner ideale. Non rideva alle sue battute, era possessivo e sembrava un tipo superficiale. Inoltre, al concerto Cindy si rese conto di essere andata con la persona sbagliata. Lei e Tyrone avevano sognato tanto un evento del genere. Le era mancato il suo amico. Per la prima volta capì che forse i suoi sentimenti per lui erano più che semplice amicizia. E allora perché uscire con Rick?
“A Ty è sempre piaciuta Milly. Quella è bionda, ha gli occhi azzurri ed è magra: io sono l'opposto, non sono proprio il suo tipo. E poi quell’ultimo messaggio… Sono stata troppo cattiva e stupida, non mi perdonerà mai. E non posso nemmeno dare il due di picche a Rick. È il primo ragazzo con cui esco e mi metto pure a fare la schizzinosa? E se poi non trovo nessun altro?”: questi erano i pensieri che affollavano la mente e il cuore di Cindy. Si impantanò così in una relazione tossica col compagno sbagliato. Col tempo troncò quasi del tutto i rapporti con Tyrone per vergogna, per rammarico, per senso di colpa. Non riusciva più a parlarci, a guardarlo negli occhi pur essendo nella stessa classe. Si ritrovava spesso a piangere in cameretta ripensando a quanto stava bene prima. Non passò nemmeno più per la strada dove c’era la fabbrica abbandonata.
Dall’altra parte Ty percepì quell’allontanamento come un proprio errore. Aveva il timore di aver esagerato con l’ultimo messaggio la sera del concerto. Non doveva parlarle ancora male di Rick. Rifletté che Cindy aveva ragione, non avrebbe mai trovato una fidanzata. Infine, si imbrogliò rimuginando su quanto fosse diverso dal prototipo di ragazzo scelto dalla sua amica, un tipo atletico, alto, coi capelli rossicci. Cosa avrebbe mai potuto vedere in un giovane sovrappeso come lui?
Trascorsero così i mesi; prima uno, poi due, poi sei, fino a che Cindy, all’ennesimo litigio, decise di lasciare definitivamente Rick. Non lo disse però a Ty. Avrebbe in realtà voluto correre a casa sua, abbracciarlo, chiedergli scusa per tutto, sistemare il rapporto, ma non ci riuscì. Rimase sola e si concentrò sulla scuola.
Un giorno, verso la fine del quadrimestre, Ty prese il coraggio di parlarle per scusarsi. Non voleva concludere la scuola e lasciare per sempre Cindy col ricordo di quell'ultimo periodo. All’uscita dalla classe le si avvicinò e le espresse il desiderio di avere un colloquio urgentemente. L'incredula ragazza non poté tirarsi indietro.
«Io devo chiederti scusa. La sera in cui ti sei messa con Rick ho fatto lo stupido e ho esagerato. Alla fine per te è stata una storia importante e io l’ho sminuita da subito. Capisco perché ti sei voluta allontanare da me e non ti sei più fatta sentire nemmeno dopo la fine della vostra relazione. Ti chiedo però di perdonarmi. Non voglio e non posso lasciarti così. Io vorrei che pensassi a noi come due cari amici e ti dimenticassi di quanto sono stato idiota.»
Cindy scoppiò a piangere e abbracciò Tyrone. Per qualche minuto non riuscì a dirgli niente, solo a singhiozzare. Quando si ricompose vuotò il sacco, aprendosi e riversando tutti i pensieri che le avevano attraversato la testa in quei mesi; chiese scusa a propria volta, scagionandolo da ogni colpa. Entrambi omisero i sentimenti romantici che nutrivano l’uno per l’altra.
L'indomani Ty sorseggiava un succo all’arancia sul muretto vicino alla fabbrica abbandonata. Cindy arrivò di corsa e si mise al suo posto, accanto al ragazzo, estraendo uno snack alla frutta.
«Ci risiamo con la dieta del “kiwi”?» cominciò lui.
«Lascia stare, guarda! Per colpa tua sono otto mesi che non mi metto in riga. Ho dovuto rifare il guardaroba. Lo sai che ho bisogno del tuo sostegno per dimagrire» chiosò lei.
«Hai ragione, imperdonabile da parte mia – scherzò lui – comunque stai molto bene, era tanto che non ti vedevo così truccata».









