sono arrivato in città alle sei di mattina di un afoso sabato di metà luglio. la mattinata è trascorsa tra bestemmie, caldo, pulizie, docce. sono uscito a prendere il fumo, il copricesso perché nei 10 giorni di assenza è la cosa meno grave che ho trovato rotta in casa. sono scappato da un amico, abbiamo preparato pasta con le polpette di mamma (<3), fumato, nerdato, visto le qualifiche di F1. poi il cielo veneto ha deciso di far scendere tutti i cristi che sentivo dentro, sono arrivate due amiche, siamo andati ad un festival dove avrebbero dovuto suonare i ministri. non conoscevo (e tutt'ora non conosco) molte loro canzoni, ma boh mi andava. ha iniziato a diluviare e grandinare per una mezz'ora buona prima che cominciasse il concerto. panico, pensavo di aver visto te, panico. il concerto inizia, non so come mi trovo con una birra e una canna sotto il palco, poi attacca tutto ciò che non mi sarei aspettato di vivere. pioggia, cerchi di anime sudate a cantare a squarciagola, pogo, moshpit, altra pioggia, canna, pogo. ho una leggera contusione alla mandibola, gli abbracci dopo le gomitate, il cuore in gola, la sensazione di aver vissuto l'adolescenza.















