Ai papà
che sono al lavoro,
a quelli che sono a casa,
a quelli che stanno male,
a quelli che sono soli,
a quelli che stanno in cielo...
a tutti i Papà...
Auguri ❤️
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@nonsonoinprevedibile
Ai papà
che sono al lavoro,
a quelli che sono a casa,
a quelli che stanno male,
a quelli che sono soli,
a quelli che stanno in cielo...
a tutti i Papà...
Auguri ❤️
Ho sempre pensato che le belle persone non siano né facili né scontate. Le belle persone non sono nemmeno per tutti, perchè non si fanno attraversare da tutti e nemmeno tutti sono in grado di farlo.
Le immagino come una rosa. Non le puoi raggiungere sentendo solo il profumo o ammirandone i colori. Non le conosceresti mai a fondo. Le belle persone spesso hanno passati ingombranti, la pelle graffiata. Per arrivare al cuore devi passare dalle spine.
Graffiarti, mischiare il sangue, asciugare le lacrime che bagnano il cuore, scambiarci la pelle, l'odore.
Sono infatti convinto che le belle persone non profumano. Le belle persone lasciano segni. Graffiano.
[Pedro Almodovar]
Di uomini disposti a fare l'amore con te ne trovi ovunque non è un problema.È chi è disposto a fare la guerra, per te, che è importante.Ecco, se trovi un uomo così,non va lasciato andare....
La regola dell'equilibrio è che ogni tanto bisogna perderlo.
I bugiardi sono come i castelli di carta: basta un soffio di verità e crollano.
Non ti preoccupare,non tutti devono piacermi.
Non chiedere il permesso per volare...
le ali sono tue.. e il cielo non è di nessuno...
"Ci sono due approcci diversi alle persone.
Il primo è guardarli con occhio critico - forse è giusto, ma duramente, questo è l'approccio dell'indifferente.
Un altro sotkan di tenerezza e umorismo; con questo, si vedono tutti i difetti e i difetti, ma guardali con un sorriso, e riparalo delicatamente e con una battuta sulle labbra. È un approccio amorevole. »
Andre Moreau, "Lettere a uno sconosciuto"
A volte bisogna attraversare strade difficili,
Per raggiungere destinazioni meravigliose.
Da qualche tempo, appena apro la finestra al mattino, ho la sensazione che il giorno mi aspetti già sveglio, con le sue insidie sedute sul davanzale. E allora mi viene il bisogno urgente di cercare un rifugio, un luogo dove potermi nascondere prima che la luce finisca di entrare nella stanza.
Un tempo bastava poco. Mi salvava l’idea di un viaggio, che a volte prendeva corpo all’improvviso, come certi temporali d’estate. Un biglietto infilato tra i libri era già una promessa mantenuta, e i nomi dei luoghi — anche quelli che non avevo mai visto — portavano con sé un odore familiare, come se mi stessero aspettando da sempre. Persino gli aeroporti, quei non-luoghi, con le loro luci indecise e le voci sospese, erano una specie di tregua: territori senza memoria dove la realtà non riusciva a raggiungermi.Ora invece ha imparato a viaggiare più veloce. Mi trova ovunque. Ha lo stesso odore in ogni città, lo stesso peso in ogni stanza. Anche i luoghi che un tempo mi accoglievano come una casa lottano contro la stessa stanchezza, e alcuni sono già così vicini al limite da sembrare sul punto di scomparire, come certi paesi che restano sulle mappe solo per abitudine.La sera parlo con amici lontani, dall’altra parte del mondo, e le nostre voci arrivano come messaggi dentro bottiglie invisibili. A volte ci sforziamo di tenere la rotta, come marinai che non vogliono ammettere che il mare è cambiato. Ci promettiamo un giorno diverso, un cambiamento che deve arrivare, perché altrimenti non sapremmo come continuare. E in mezzo a queste promesse c’è sempre un bicchiere di vino che non abbiamo ancora bevuto insieme, ma che continuiamo a immaginare pieno.Allora mi chiedo cosa resta, quando anche i rifugi imparano a crollare? Forse, non essendo un poeta, mi resta la poesia. La prendo in prestito, la leggo, la rileggo, la traduco come si traduce un sogno che non si vuole dimenticare. A volte mi viene voglia di tenerla per me, come si nasconde una cosa preziosa, ma poi lei scivola via, perché la sua natura è quella di camminare, di passare di mano in mano, di farsi trovare dove meno la si cerca.La poesia non mi salva dalla realtà nel modo in cui lo facevano i viaggi. Fa qualcosa di più ostinato: mi costringe a restare, ma senza lasciarmi soccombere. Sembra fatta di parole, e invece contiene mondi, come se ogni verso custodisse una porta che si apre solo per chi ha ancora il coraggio di guardare.Così il giorno, poco a poco, ritrova un senso, o almeno smette di perderlo del tutto.E io continuo a vivere, come si vive nei sogni,fino al prossimo risveglio.
Il fatto è che certe cose le puoi dire solo a chi sai che le può capire. Che è anche il motivo per cui parliamo così poco di quello che ci importa davvero. Alla fine trovare qualcuno con cui parlare è difficile, sì, ma non è quella la cosa più difficile. Il difficile è trovare chi ti sappia fare le domande giuste.....