C'è differenza
tra l'essere felici
e l'essere distratti dalla tristezza.

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@nottipienediricordi
C'è differenza
tra l'essere felici
e l'essere distratti dalla tristezza.
La vita è bella è confusionaria e complicata e a volte non sembra che le cose vadano come pensi che debbano andare. Ma va bene lo stesso. Va avanti. E sii sempre coraggiosa
Nessuno può pensare di essere un mostro
Qualunque cosa tu faccia, la più terribile, la più dolorosa, per te ha un senso, no?
Nella tua testa.
Nessuno può pensare veramente di essere un mostro.
Forse prendi il passato e lo metti in una stanza, chiudi bene a chiave e non ci torni più.
Poi incontri una persona speciale e vorresti soltanto consegnargli la chiave. E dirgli: "Apri, dai. Entra!".
Ma non puoi farlo.
Perché è buio lì.
Pieno di demoni.
E se qualcuno vedesse come è brutto lì dentro...
Io lo desidero, sai? Spalancare la porta per ripulire la stanza, far entrare la luce.
Vorrei una gigantesca gomma da cancellare e cancellare tutto.
Cominciando da me stessa.
Mi sento come se avessi bisogno di aiuto ma non avessi il coraggio di chiederlo. Come se volessi dimostrare a me stessa che non sono poi così fragile e che tu non hai tutto questo potere sul mio cuore.
Credo sempre di essere forte, di poter sostenere quella conversazione, di poter affrontare quell’argomento, di poter incrociare il tuo sguardo e di non versare nemmeno una lacrima dopo quelle parole.
Ma ogni volta mi spezzano.
Non fa mai meno male.
Mi domando quanto ancora riuscirò a resistere. Mi domando quanto impiega una persona a ferirsi in maniera incurabile. Come se tutto l’amore e la cura che può ricevere non servissero più a niente per quei tagli.
Mi ripeto che voglio solo vedere quale é il mio limite, anche se poi passo le notti sveglia a fissare il soffitto, a stringere le lenzuola tra le dita e sulla bocca per soffocare gli attacco di panico.
Mi ripeto che ho tutto sotto controllo, ma quella voce cattiva ogni tanto é tornata a sussurrare e, ogni tanto l’ascolto e, ogni tanto, credo abbia ragione. E quando succede, non mangio. Mi sdraio e conto le costole, provandole a frantumare con le unghie finché non mi graffio la pelle.
Mi ripeto che va tutto bene. Che sto bene. Ma poi devo accasciarmi per terra mentre il cuore va in fiamme, e tutto brucia, e la voce si consuma e le gambe tremano e io sono così patetica che sento il costante bisogno di nascondermi da tutto e da tutti.
Ho sempre detto che volevo un amore così intenso da consumarmi. Ma l’unica cosa che mi sta consumando, sembra essere solo il dolore.
A volte faceva semplicemente finta di essere felice.
Era diventata tanto abile in questa farsa che neanche lei si rendeva conto quanto avviava il meccanismo, tale da non accorgersi di far finta anche con se stessa. Si accorgeva bene, invece, quando il meccanismo cessava.
Accadeva alla fine della giornata, quando rincasava e guardava attorno tutte le sue cose immobili, fisse, mentre in lei tutto tornava in movimento o, meglio, il movimento scopriva le fratture, i tentennamenti.
Le cose che aveva dentro erano differenti da quelle fuori, era tutta rotta all’interno al punto che nemmeno un milione di risate avrebbero potuto ripulirla da quelle macerie.
Sono quella che sono
Nient'altro che me stessa
Fottutamente incasinata e malinconica
Bellissimo blog
Grazie! Raccolta di pensieri
Ti auguro di guarire dai traumi che non racconti a nessuno.
Dio ma come si fa
A trovare il coraggio di andare
Anche quando vorresti restare
Dimmi come si fa a rialzarsi anche quando fa male
E continuare.
Per sconfiggere i mostri che abitano dentro di noi,
bisogna portarli alla luce del sole e dialogare con loro,
ascoltare cos'hanno da dirci, e,
anche se ciò costa tempo, fatica e dolore...
ne sarà valsa la pena.
Un giorno capirai,
che tutto ciò che avevi bisogno
era di diventare un girasole
che ruota in virtù della sua stessa luce.
Ciao
Buonasera
Era
Il periodo in cui la vita
Aveva ridotto a brandelli
La mia anima.
Pochi capiranno
il significato di queste parole,
quei pochi che ci sono passati
almeno una volta,
solitamente anime sensibili
profondamente empatiche,
escluse per essere diverse
da tutto ciò che è uguale,
pochi capiranno
il peso di sentirsi esclusi,
le parole che rimbombano,
le paure, le inadeguatezze,
che ti porti dietro a vita.
Pochi capiranno
il non vedersi mai abbastanza,
il sentirsi sempre di troppo,
l’aver paura del gruppo
invece di fare squadra.
Pochi capiranno
la paura dei posti affollati,
di stare sotto gli occhi di tutti,
di avere qualcosa fuori posto,
di essere tu fuori posto.
E sono quei pochi
che combattono tutt’ora
con le parole di ieri.
("cara te…amati")
A volte faceva semplicemente finta di essere felice. Era diventata tanto abile in questa farsa che neanche lei si rendeva conto quanto avviava il meccanismo, tale da non accorgersi di far finta anche con se stessa. Si accorgeva bene, invece, quando il meccanismo cessava. Accadeva alla fine della giornata, quando rincasava e guardava attorno tutte le sue cose immobili, fisse, mentre in lei tutto tornava in movimento o, meglio, il movimento scopriva le fratture, i tentennamenti. Le cose che aveva dentro erano differenti da quelle fuori, era tutta rotta all’interno al punto che nemmeno un milione di risate avrebbero potuto ripulirla da quelle macerie.
Voglio vedermi bene dentro
Voglio spegnere questa costante sensazione di vuoto, voglio stare bene con me stessa, ma c'é questa sensazione che continua a logorarmi dentro e non riesco a vivere, non riesco a dare un senso alle cose che faccio, mi sento vuota costantemente.