Federal asylum centre / Centro federale d’asilo The new asylum center in the Pasture area, built following a competition, is an architectural and urban planning example of how the federal state is addressing the migration issue. Located on the periphery of the municipalities of Novazzano and Balerna, the center is on the edge an industrial district, surrounded by factories and railroad tracks. The area offers no stores or public gathering places; the only public transportation link is a bus stop, “Balerna, industry,” soon to be deactivated. The building is surrounded by cameras, fences and security guards, accentuating the impression of isolation. From a distance, the exterior appearance would never suggest a residential building: the facade recalls that of an office building, with a long sequence of large, non-opening glass windows and no balconies. This architectural choice allows each interior room to be clearly observed from the outside, eliminating any possibility of privacy for the occupants. A complex security system controlling the building's only entrance is visible on the ground floor. Outside, between the building and the tracks, are a number of recreation areas. As pointed out by the mayor of Novazzano, Sergio Bernasconi: “(...) it is very important for us, because it should allow these people to stay in the center and not go out creating maybe problems outside.” A positive aspect of the new complex is the modernity of the facility, which meets the latest construction criteria. This contrasts with the adjacent building, a former office building in a very dilapidated condition, where asylum seekers were housed until a few months ago.
Reference: I confini della sicurezza Il nuovo centro d’asilo nella zona Pasture, realizzato a seguito di un concorso, rappresenta un esempio architettonico e urbanistico di come lo Stato federale affronta la gestione della questione migratoria. Situato nella periferia dei comuni di Novazzano e Balerna, il centro si trovati margini di un quartiere industriale, circondato da fabbriche e binari ferroviari. La zona non offre negozi o luoghi pubblici di aggregazione; l’unico collegamento di trasporto pubblico è una fermata del bus, “Balerna, industria”, destinata a breve alla dismissione. L’edificio è circondato da telecamere, recinzioni e guardie di sicurezza, accentuando l’impressione di isolamento. Da lontano, l’aspetto esterno mai farebbe pensare ad un’edificio abitativo: la facciata richiama quella di un edificio per uffici, con una lunga sequenza di ampie finestre in vetro non apribili e priva di balconi. Questa scelta architettonica consente di osservare chiaramente ogni ambiente interno dall’esterno, eliminando ogni possibilità di privacy per gli occupanti. Al piano terra è visibile un complesso sistema di sicurezza che controlla l’unica entrata dell’edificio. All’esterno, tra l’edificio e i binari, si trovano alcune aree di svago. Come sottolineato dal sindaco di Novazzano, Sergio Bernasconi: “(…) è molto importante per noi, perché dovrebbe permettere a queste persone di rimanere al centro e non uscire creando magari delle problematiche all’esterno.” Un aspetto positivo è rappresentato dalla modernità della struttura, che rispetta i più recenti criteri costruttivi. Questo contrasta con l’edificio adiacente, un ex ufficio in condizioni di forte degrado, dove fino a pochi mesi fa erano ospitati i richiedenti asilo. Fonte: I confini della sicurezza









