Lo sai che l’Infuso Fiacco 500
se ne prendi due diventa 1000?
Si vede che hai provato Empatia
la tua bacchetta
la tua bacchetta fa scintille
E adesso che mi prendi per la mano
smaterializzati piano
che se mi spacchi così
io lancio morgane a mille
Lancio morgane a mille
Il Campo da Quidditch petalo di dittamo sempre pronto per
le tue tonsille
Domani non sto in Serra e puoi venire un po’ da me
Ma poi da me non vieni mai
che poi da te
non è Mornay
E adesso che mi stringi per la mano, smaterializzati piano,
che lancio morgane a mille
Io lancio morgane a mille
Lancio morgane a mille
Canto di Giunchiglia
Nella mia magiconchiglia
Se siamo in scopa o in treno non importa
Io sento il Whisky Incendiario
In questo mortaio
Siamo ubriachi d'amore ma se fuggi e mi spacchi così
Io lancio morgane a mille
Io lancio morgane a mille, mille, mille
Lancio morgane a mille, mille, mille
Lancio morgane a mille
[ La sera del 20 ottobre un imponente gufo comune plana nella sala comune Grifondoro bubolando quella che ricorda la celebre intro di starwars per aspettare che Nimbus gli porga un braccio su cui posarsi e drpositargli in grembo un pacco incartato con semplice pergamena marroncina. All'interno un bigliettino bianco recante la scritta disordinata ]
Heilá! Ho messo in questo quaderno le foto della band, del concerto, il testo della canzone ecc. Diciamo che è un regalo per voi della band, io lo consegno a te che sei il capo. Magari scriveteci i testi delle prossime canzoni e le prossime foto così quando sarete famosi avrete tanti bei ricordi di questo periodo oppure bo. Fate voi, mi sembrava una cosa carina. Passo e chiudo! Peri.
[Il quaderno in questione reca in basso le iniziali della mittente, il logo della band al centro e tante pagine piene di foto e qualche disegno all'interno (oltre a tante pagine bianche in più, lasciate libere per il futuro)]:
« Vogliamo partire dalla supermeganotizia? Sí, dai, lo so che volete lei. » la supermeganotizia. Si interrompe, peró, per tenerli sulle spine – si stampa un sorrisone da parte a parte, spostando gli occhi scuri da Gwen ad Horus. « Una persona di nostra conoscenz- anzi, no, tu non la conosci » Horus, amore, che cosa ti sei perso « Una persona supersghicia e supergiusta ha deciso di omaggiarci…di una sua canzone! » e il tono è solenne, come se avessero ricevuto in regalo la bacchetta di sambuco. Cerca avidamente nello sguardo dei due membri lo stesso entusiasmo che prova lui, per quanto sia difficile da raggiungere « L’ha scritta e mezza composta – mezza mezza mezza composta, in realtá fa un po’ schifo ma l’aggiustiamo noi. E niente, ci ha chiesto espressamente di suonarla. »
«ma che si fuma questo? Il dittamo a quanto pare, ma a palate.»
O: (…) «cioè non, ecco se…» si sposta i capelli a caso «voglio dire posso anche non farlo più se… umh» dire quanto gli costa dire questa frase è impossibile «non ti va o non… ti è piaciuto ecco»
G: (…) «Sarebbe un peccato se non lo facessi più…» il tutto cercando di guardarlo dritto negli occhi. «E poi…» Si ferma giusto qualche secondo per trovare un minimo di coraggio nel finire la frase anche se non l’ammetterebbe mai: al massimo direbbe che era per creare un po’ di suspense. «…e poi devi vedere come mi sta la collana, no?» conclude con una naturalezza che non si aspettava.
O: (…) Raggiunge la nuova camera indicata e bussa, due volte, senza esagerare, ma in modo ampiamente udibile. Se ricevesse l`invito ad entrare (…) spiegherebbe «Tra poco devo andare, non resto a dormire. Volevo salutarti» (…)
G: (…) Chi sarà? Si guarda giusto un secondo allo specchio e, a parte la mancanza di scarpe, calze a righe e gioielli è praticamente identica a com’era durante la festa. «Avanti!» pronuncia in tono abbastanza udibile, mentre comunque si avvicina alla porta. E rimane sorpresa nello scoprire che era proprio Ovid ad aver bussato. (…) «Oh…giusto» sì, perché lui non resta a dormire con loro. (…) «Peccato però che non rimani a dormire stanotte» risponde in tono sincero perché le avrebbe fatto davvero piacere trascorrere anche il resto della serata col corvonero. (…) «Ci saremmo divertiti tutti insieme, magari facendo un bel pigiama party o facendo qualche scherzo» ipotizza con un filo di voce e il viso arrossato «O ci avresti potuto aiutare a difenderci da qualche scherzo di Derek» chissà che non ne combini una delle sue. «Peccato.. peccato davvero» e a quel punto si alzerebbe sulle punte dei piedi per dargli un bacio a fior di labbra. (…)
O: Rimanendo sulla soglia inclina la testa a guardarla appoggiandosi allo stipite con le mani in tasca. (…) «Non credo che Derek abbia voglia di fare scherzi...» risponde divertito con uno strano sorriso. (…) Quando Gwen gli si avvicina la abbraccia alla vita prendendo e ricambiando il bacio «Ti dispiace?» risponde ai vari `peccato`. (…) «Cosa avresti voluto fare se fossi rimasto?» sussurra alla fine chinandosi verso la parte destra del collo e dandole un lieve bacio nell`incavo sotto la mascella.
G: (…) S’impegna a reggere e ricambiare il suo sguardo osservando anche lei il ragazzo da capo a piedi. (…) «Sembri più grande..». Il tono con cui lo dice è un misto tra il meravigliato e il raggiante. (…) «Perché no?» chiede curiosa, in fondo sarebbe nella natura di Derek tirargli qualche scherzo. Comunque sia, si fa abbracciare alla vita e lo bacia, perché sì, gli è mancato baciarlo e sentire il suo profumo. (…) «Beh.. qualcosa sicuramente l’avremmo fatta per passare il tempo» risponde sussurrando a sua volta. «Tanto, resta tutto qui…» proprio come aveva detto Ele. «E tu? Idee su cosa avremmo potuto fare?» (…)
O: (…) «Perché Derek, secondo me, ha voglia di scherzare solo con Eleonor stasera» risponde con il solito sorriso malizioso e un po` sghembo di poco prima, cercando di incrociare le proprie iridi con quelle di Gwen per vedere la sua reazione. (…) Non risponde all`ultima domanda avanzando solo fatti concludenti, ovvero, in particolare, in primis la mano destra che accarezza il collo della ragazza. Solo allora, in secundis, un bacio molto più in basso rispetto al precedente, molto più in basso anche rispetto a quello che le diede sulla clavicola sotto l`albero nei pressi del lago. Le labbra si poggiano sulla pelle candida a qualche centimetro dalla scollatura del vestito. (…)
G: (…) A primo impatto non capisce del tutto la battuta su Dereke ed Ele infatti risponde con un non curante «Capisco…» anche se non ci ha capito niente. È non curante solo all’inizio perché non è scema e due più due riesce ancora a farlo. «Oh…» e questa volta con tono più serio e consapevole con una spruzzatina di sorpresa, giusto quanto basta. Quello che succede dopo è abbastanza confusionario anche per Gwen. (…) Vorrebbe fermarlo? No, non crede. Vuole che continui? Probabilmente sì, anche se non l’ammetterebbe mai a voce alta. (…) Cerca di non darlo a vedere ma nel momento in cui i baci alla clavicola si fermano e la mano del ragazzo comincia ad accarezzarle il collo, il cervello della grifondoro va in tilt. (…) «Avremmo potuto “scherzare” anche noi…» sussurra a scoppio ritardato alla domanda di prima. Perché, al momento l’idea non le sembra così male. La mano si sposta poi suoi capelli. Li accarezza passandogli le dita e tirandoli delicatamente di tanto in tanto e no, non è proprio un invito a fermarsi.