“Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non lo avrai mai.”
— Gabriel Garcia Marquez, (seicomeuntramonto)

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@pallonciniverdi
“Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non lo avrai mai.”
— Gabriel Garcia Marquez, (seicomeuntramonto)
― 6 Years (2015) Melanie: Tell me you love me and you want to spend the rest of your life with me. Look me in the eye and tell me.
La gente cambia,tutto cambia e nulla si muove. Tu non ti muovi. Non sei stanca di vederti scorrere la vita davanti e non poterla acchiappare ? Sei seduta lì in un angolino col sorriso sulle labbra, sei contenta per tutti ma felice grazie a nessuno. La tua vita è come un grande multisala : ci sono una moltitudine di varietà di film o meglio di storie da proiettare. Ma tu resisti in piedi davanti all'entrata, aspetti che qualcuno ti spinga, che prenda una decisione per te. Giusta o sbagliata che sia : il peso di colpa è minore se sbagli per errore altrui. Aspetti che il tempo aggiusti le cose, te lo hanno detto tutti, fin da piccola. “ che brutta quella ferita, ma vedrai che col tempo passa.” “ stai male? Prendi questo,poi passa.” Il fatto è che “poi” o “col tempo. ” non sono né adesso e né domani. Sono un lasso di tempo che protende all'infinito. Un mese, un anno , un secolo. Ti immagini le ore sprecate ? I minuti mal impegnati ? I tramonti persi ? Le serate in veranda a pregare il cielo che qualcosa cambi ? Svegliarti ogni mattina e scoprire che tu sei ancora tu, la tua vita è la solita merda e neanche oggi è avvenuto il grande miracolo. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo alzare il culo dalla sedia e farle cambiare. Dobbiamo combattere con le leggi della logica, della natura, della fisica. Se vogliamo un cambiamento non esiste “ domani” non esiste “ lo faccio dopo.” Esiste “ora!” Esiste “ cazzo, ci sono risuscita !”.
Perlabionda (via perlabionda)
Se non sono troppo indiscreta,potrei sapere la storia tra te e il tuo ragazzo? Mi piacciono molto le storie d'amore😍
Ci siamo conosciuti quattro anni fa, io avevo 14anni mentre lui ne aveva 16. È iniziato tutto come un gioco, che poi si è trasformato in dipendenza. Come puoi notare, ero abbastanza piccola. Frequentavo la seconda media, lui il liceo scientifico. Abbiamo iniziato a parlare come se niente fosse, non mi aspettavo granché. Ripeto: ero abbastanza immatura. Mi faceva piacere scambiarmi messaggi con lui, anche durante le ore. Non avevo mai messaggiato in classe: mi sentivo elettrizzata. C'era la vecchia riforma, lui usciva a mezzogiorno tre volte alla settimana, io sempre all'una meno dieci. Correva dalla fermata dell'autobus alle medie per vedermi due minuti, il tempo che uscissi da scuola e prendessi il pullman. Ricordo ancora la prima volta che l'ho visto. Indossavo una camicetta a quadri blu, i capelli davanti al viso, solo il mascara. Sorrisi di impulso, e mi buttai ad abbracciarlo. Rimasi sorpresa da me stessa: non era mai successo che io, la freddezza fatta a persona mi emozionassi alla visione di qualcuno. Eppure successe, quando sfiorò le mie labbra ebbi la consapevolezza di aver trovato la mia metà. Il caos nella mia testa si placò immediatamente..fui invasa da una strana pace. Come quando torni a casa dopo una luna giornata, casa. Lui era e tutt'ora é la mia casa. Mi ha cresciuta e lo ringrazio infinitamente. Ha passato ore, mesi, anni del suo tempo a spiegarmi cos'è giusto e cos'è sbagliato. A ripetermi “non si dice ciao, é un professore, si usa salve!” Ma io continuavo ad usare il “ciao” e tu ridevi. Litigavamo ed io piangevo. Gli dicevo di andar via, e mi lasciava davvero sola. Ha sempre rispettato i miei silenzi, le mie lunghe attese. Poi tornavo e si scusava per i miei errori. Mi ha sempre consolato e curato, “la mia bambina.” Sembrerà ridicolo, ma già mi sono emozionata ahahah. Andai al liceo con lui, la mattina sull'autobus mi lasciava dormire su di lui. Mi stringeva forte e mi copriva con la sua giacca. Ad ogni ora passava a salutarmi, mi portava la merenda e girava mezzo istituto per trovare dell'acqua e una bustina di oki quando stavo male. Quando facevo tardi, e non prendevo il pullman mi lasciava il flauto alla Nutella sul banco con dolci scritte sull’ involucro. Poi dal nulla, le risate finirono e iniziarono le litigate. Io non tornavo, lui nemmeno. Pure una banalità diventava motivo di lite. Me ne andai, lo lasciai credendo che sarebbe stato meglio senza di me. Piangevo spesso, ma mai davanti agli altri. Me lo aveva insegnato lui. La scuola iniziò. Per prendere il suo autobus mi alzavo un ora prima. Non smisi mai di farlo, mi consentiva di vederlo anche se da lontano dei minuti in più. Mi mancava, faceva freddo e la voragine nel petto si allargava ogni giorno di più. Iniziai a sedermi sempre sola, dietro con le ginocchia strette al petto. Ad ascoltare vecchie canzoni che parlavano di cuori in frantumi. Iniziai a chiudermi, a formare una forma di bolla attorno a me. Non piangevo più. Uscivo sempre dalla classe e mi fermavo davanti alla sua. Sorridevo, sempre. Dovevo mostrarmi forte. Usciva, ci guardavamo, entravo in bagno ed alzavo il volume della musica. 28 novembre,tre anni. Playlist : “questo piccolo grande amore.” Lo guardai, lui no. Piansi anche l'anima e chiamai a casa. Provai ad uscire con un ragazzo, non lo nego. Volevo innamorarmi ancora, sapevo che chiodo scaccia chiodo non era una buona idea. Ma non potevo star male, non potevo star sola con un fantasma. Volevo sorridere. Ci uscì. Non parlai di fatto, io che parlo sempre. Mi mise un braccio attorno alla vita. Mi scostai, avevo bisogno di aria. Entrai una profumeria e presi in mano il suo profumo preferito, non userò mai il termine “ex.” Me lo misi attorno e strinsi le mani sullo stomaco. Il ragazzo che era con me mi guardo stranito. Lo ignorai ed uscì. Andammo al bar, non presi nulla. Non avevo appetito da un bel po’. Fissai il vuoto pensando a come sarebbe stata la giornata se al suo posto ci fosse stato lui. Risi. Il ragazzo mi disse “ mi piace quando mi guardi così.” Risi ancora, guardavo dietro di lui, guardavo alla mia felicità passata. Mi accompagnò alla stazione e me ne andai. Non passava. Intanto lui, il mio lui aveva iniziato una nuova storia. Mori poco a poco dentro. Iniziai ad avere incubi la notte, a non dormire più. A fissare il vuoto senza controllare il tempo. Riuscì con quel ragazzo, niente. Il vuoto, nessun sentimento da provare. Mi disse “ti amo.” Risposi “io amo lui.” Mi é dispiaciuto, ma a fingere amore io non sono brava. Un vecchio amico si interessò a me, rifiutai brutalmente anche lui, nemmeno ci uscì. Sapeva chi amavo, una sera mi venne a parlare e mi chiese scusa per la sua insistenza. Che mi augurava il meglio, ero con due amiche. Quando passò lui, il mio lui e fraintese la storia. L'indomani mi chiamo, mi chiamo per parlare. Non piangevo più da mesi. Mi raccontò di averci provato con diverse ragazze, ma che nessuna era me. Che niente e nessuno poteva togliermi il mio volto dalla testa. Era esattamente ciò che ho provato io. Parlammo del più e del meno mentre le ore scorrevano: nessuno dei due voleva andarsene. Piansi di felicità. Mi accompagnò in macchina sotto casa mia e ricordo il dolore che provai quando scesi senza poterlo stringere.. Almeno una volta. Piansi e obbligai i miei a portarmi da una mia amica. Passai la notte in lacrime e soffocare le grida intrinse di mi manchi. Passo un mese. Il 28 dicembre. Mi scrisse, scrisse che gli Mancavo. Che aveva passato inverni freddi ma mai come questo. Se potevamo trascorrere il capodanno insieme. Andammo a casa sua e fu li che iniziai a vivere dopo tanto tempo. A respirare. Mi baciò e iniziammo a piangere entrambi come stupidi bambini. Fu la giornata più bella della mia vita. Il giorno in cui vidi la luce dopo mesi di buio. Susseguirono mesi di attese, di dolore e pianti per riunirci. Per poi diventare più forti di prima. Litighiamo, tanto. Ma nessuno va più da nessuna parte, o forse si. Lui viene da me e mi abbraccia. Mi salva continuamente. Trova sempre del tempo per me, anche quando non ha un minuto libero. Lo amo per questo: mi distingue da tutto il resto. Preferisce guardarsi i film sul divano con me piuttosto che andare a ballare, preferisce come me la pizza al ristorante. Le risate alle conversazioni piatte piene di paroloni. Io non sono dolce, mai.Mi ricordo che una sera il portone di casa mia era chiuso e dovevo attendere che mio padre scendesse ad aprirlo. Lui rimase lì fermo ad aspettare con la macchina. Credevo che non funzionasse più, mi spiegò gentilmente che stava aspettando che io fossi al sicuro dentro casa. Andammo alle giostre e mi tenne la mano per tutto il tragitto assicurandosi ogni due minuti che la mia sicura fosse realmente sicura. Quando iniziai ad aver paura mi urlò di aprire gli occhi. Eravamo a testa in giù ed io ho le vertigini. “ guarda com'é bello.” Io guardavo lui. Si era il più bel spettacolo mai visto. Si chinò a baciarmi e la paura in parte passò. Poi mi sentii male ahahah, sono una fifona. Aveva paura che svenissi. Si stesse sul marciapiede con me e ogni due minuti mi poneva la stessa domanda : stai bene ?Lo amo perché nota i particolari, fa caso ai dettagli. Conosce i miei gusti, le mie paure. Lo amo perché lui é me.Ogni giorno ringrazio Dio per averlo conosciuto.
Mai sentita storia d'amore più bella!
Grazie di cuore !❤️
Questo è vero amore 😍
Siete meravigliosi :’) ❤️
Grazie, grazie,grazie ❤️💎
Rorò awwwww😍❤️
La mia valee ❤️
Ieri camminando, ho letto questo graffito che più che un graffito mi è sembrato un’ epifania.
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SCRIVETEMI MI ANNOIO
Se volete farmi delle domande, parlarmi di qualcosa, chiedermi consigli o altro… sono qui per voi ☺☺
Massimo Bisotti
Lo Stato Sociale.
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