E finalmente, ci siamo.
Finora, il buio
Su spotify per adesso, arriverà anche altrove, fatemi sapere cosa ne pensate. Nel bene e nel male

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E finalmente, ci siamo.
Finora, il buio
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No one sings like you anymore
Bimbo R. ha fatto partire la sua funivia giocattolo avviandola come una motosega; poi ha esultato perché non era sicuro che partisse ed era tutto contento del piano riuscito.
Lo avrei stritolato, lui e le sue guance sporche
Con estremo ritardo, chiamato alle armi da @oltreleparole, posto 10 gif di film che amo!
Come sempre non taggo nessuno ma chiunque voglia partecipare si accomodi e si serva pure tè e biscotti!
Maestra a bimba M: "Non fare così con quel gioco, è il modo migliore per romperlo!
Bimba M, con lo sguardo più snob degli ultimi 100 anni risponde: "Esatto!"
Io fuggo via velocissimo per non mettermi a ridere come un'idiota per non vanificare il rimbrotto della maestra
..
La seconda storia parla di mio nonno paterno, Mario, che non ho conosciuto purtroppo, morto suicida poco dopo il matrimonio dei miei genitori.
Mario era un falegname, goloso di biscotti al punto di tenerne una scatola nel suo laboratorio, anche lui era un uomo di pochissime parole, sfiancato dai lutti che il destino gli aveva messo sul cammino. La storia mi fu raccontata da mio padre una sera, quando ero già sui vent'anni, uno dei rarissimi casi in cui venivano fuori storie di famiglia, così travagliate sempre.
Mario, nell'agosto del 1944, doveva tornare al paese con suo cugino Gastone. Erano vecchi per combattere, nemmeno erano stati richiamati ma la zona era occupata dai tedeschi e non potevano stare rilassati, ad essere presi per spie o partigiani era un attimo; a finire contro un muro era l'attimo successivo.
Non molto tempo dopo ciò che sto per raccontarvi ci fu l'eccidio del padule di Fucecchio dove i nazisti uccisero 174 persone, tanto per dire che aria tirasse in quei giorni.
Erano abituati a fare vie traverse, semplice per loro percorrere sentieri nei campi che conoscevano da sempre, era il modo migliore per evitare pattuglie e posti di blocco, per strada era un silenzio spettrale, si sentivano solo i mezzi dei nazisti muoversi ed era un bene che fossero così rumorosi e sicuri di sé, aiutavano a nascondersi meglio.
Passarono vicino alla vecchia cava in disuso da decenni, in mezzo ad un bosco fitto di rovi con pochi centimetri a disposizione per passare. Era una strada sicura, avrebbero riconosciuto se qualcun altro fosse passato da lì. Dovevano però fare attenzione all'ultimo ostacolo: l'aia della casa di una famiglia che conoscevano. Era esposta, proprio sotto a quelle che una volta erano le mura del paese ma non c'era altra strada a meno di non mettersi a scalare dei cigli o passare da strade ancora più esposte e controllate.
Mentre attraversavano l'aia arrivarono due moto. Sulle moto due uomini con divise grigiastre, che li bloccarono immediatamente.
“Fermi o spariamo, italiani tratitori. Alzate le mani” gridò un soldato con una voce di roccia e vetro. Mario e Gastone alzarono le mani e sentirono il sangue gelarsi all'istante. Era fatta. I tedeschi avrebbero fatto domande di cui non sarebbero interessate le risposte, solo protocollo, poi le fucilate.
“PrenTete kuelle fanghe, skavate.” urlò poi in tono perentorio. Splendido, nemmeno le domande, direttamente le fucilate.
Mario e Gastone si misero a scavare, nel caldo il sudore sembrava ancora più gelido, non pensavano di finire così la loro vita. Mario aveva una moglie malata a casa e un figlio piccolo, come avrebbero fatto senza di lui? E suo cugino pure, non avevano fatto nulla di male, dovevano morire perché a quei nazisti giravano le palle.
Le fosse in cui sarebbero finiti diventavano sempre più profonde, nel giro di poco avrebbero raggiunto un'altezza decente e lì sarebbe finito tutto. Non avevano modo di rallentare, i nazisti li guardavano senza distrarsi e ad ogni tentennamento arrivava una botta, un calcio, sempre con urla di darsi una mossa italiani di merda.
Dalla casa uscì una ragazza. Elia, giovane, bella a quanto seppi. Uscì con due bottiglioni di vino e tre bicchieri, con un bel sorriso ed un vestito leggero, con un cenno del capo fece capire ai nazisti di avvicinarsi, c'era un tavolino fuori e potevano mettersi lì e controllare più comodi.
I nazisti capirono al volo, ma anche Mario e Gastone, che anzi capirono meglio.
Elia e i soldati si sedettero e partirono subito a bere, Mario e Gastone iniziarono a scavare più piano, dopo pochi minuti i nazisti non li guardavano più: erano belle le gambe di Elia, era buono quel vino, era facile scordarsi degli italiani tratitori.
Finì presto la prima bottiglia e ci mise poco più a finire la seconda. Il vino contadino era buono e forte, i soldati sbronzi e distratti da Elia, Mario e Gastone non aspettarono oltre e fuggirono verso il paese, Spaventati, tremanti, con il cuore gelato ma vivi.
A quanto poi raccontò mio padre i nazisti erano così ubriachi da non reggersi molto in piedi, lasciarono stare Elia e chissà come hanno smaltito poi la sbornia, prima di tornare al comando.
Elia non ha salvato “solo” due vite, così come l'altra donna di cui non so il nome non salvò solo mio nonno e i suoi compari.
Senza di loro non sarei qui nemmeno io, i miei fratelli, tutte le persone che sono nate grazie ai miei nonni e ai loro compari. Hanno salvato decine di vite rischiando le loro. Rischiando di essere picchiate, stuprate, ma non hanno pensato nemmeno un attimo, non hanno esitato. Era la cosa giusta da fare.
Ricordarsi di questi gesti è utile a comprendere quanto sarebbe importante che non dovrebbe più essere necessario compierli. Che non è giusto prendere vite innocenti, civili, che non hanno certo chiesto la guerra, che ci rimettono solo.
In un momento storico come quello che viviamo, diventa imprescindibile ricordare, perché da qualche parte fanno fin troppo presto a toglierci quello che ci siamo trovati anche grazie al coraggio di queste donne di cui vi ho raccontato.
Il perché dopo 80 anni, non si deve smettere di ricordare
Buon 25 aprile!!!
prima o poi torno, amico
paranoialiquida
Ti aspetto con birra e dolcetti
Sono ninfea di petali di ossa e polline di sangue
Che è successo..? Naturalmente non sei obbligato a rispondere se non vuoi
Chiedimelo in privato, ti giuro che non ho una pistola
Un altro lutto, ma stavolta scelgo io.
Un lutto che affronterò a testa alta e dignità, al contrario di chi, senza capacità di comprensione e di ascolto, pontifica dall'alto di una pochezza desolante. Non riesco a tollerare più chi critica senza proporre, chi non risponde a domande facili, chi non è in grado di comprendere le difficoltà altrui e le rinfaccia con tono paternalistico; ma ancora meno tollero chi prova a giustificare tutto questo senza accorgersi di spingere il coltello nella piaga. Io sono uno stronzo qualunque ma voi non valete un mignolo, un pelo pubico, una caccola del poco che sono io.
E mi dispiace sì, perché nel casino che sono ho comunque fatto il possibile per dare tutto, mi dispiace perché nel groviglio di rovi che sono riesco lo stesso a creare della bellezza e se uno è cieco pazienza, che sbatta nei suoi muri se ci tiene tanto; non lascerò che la mediocrità mi infetti.
Dunque il viaggio finisce, come un urlo lontano che si spegne dove abbiamo paura di guardare. Non chiederò permesso né perdono, spengo la luce e buonanotte a tutti, nuotate nel grigio voi, che altro non vedete.
Qui fuori dalla scuola un ragazzo e una ragazza chiacchiaravano tutti presi e felici. Bellissimi come tutti gli adolescenti.
Vedendoli ho pensato ad una poesia di Penna:
"Forse è questa giovinezza,
perenne amare i sensi e non pentirsi"
Mi sono sciolto dalla commozione ed ho silenziosamente augurato loro tutto il sole del mondo
Ieri dalla cima della salita si sentiva profumo di mare. Anzi di sabbia salata della spiaggia.
Ma il mare dista 20 km da dove ero io; il vento trasporta illusioni affascinanti e mi costringe al sorriso.
Oggetto: Un Set di dadi Rarità: ⏶ Comune
Ti consideri una persona fortunata quando giochi?
Riempi la tua dashboard rispondendo alla mia domanda, blogger.
Amperometro
Nel frattempo
Bad news
Il sito dove abbiamo uploadato i brani e la copertina dell'album ha messo in approvazione l'album. Deve controllare che i pezzi siano originali eccetera eccetera.
Il punto è che non siamo stati avvisati della cosa (altrimenti avremmo fatto dei conti diversi) ma soprattutto che l'approvazione si sarebbe resettata ad ogni modifica; ad esempio la copertina che è stata caricata giorni dopo le canzoni. Ripeto, senza che ne fossimo al corrente. Anzi il sito informava della possibilità di cambiare e aggiungere cose prima della data di release. Invece no. Ho le palle a turbina perché ci tenevo da morire a farlo sentire ma l'attesa purtroppo si prolunga; considerato che la copertina l'ho aggiunta lunedì 23 con tutta probabilità sarò in grado di mettere i link che vi permetteranno di sentirci il 23 aprile. Perché il sito ci mette 15/18 giorni LAVORATIVI per fare questi stronzi di controlli.
Io vi chiedo infinitamente scusa e mi cospargo il capo di cenere ma ad averlo saputo prima avremmo fatto diversamente.
Non posso caricare qui gli mp3 perché è probabile che durante la ricerca vengano trovati e ci siano altro intoppi. Se troverò un modo per accorciare i tempi lo userò ma non prometto nulla.
Scusate davvero, qui diluviano bestemmie e tuonano maledizioni.