Una città di notte. Grande, come tutto ciò che sta sotto la notte. E due persone: la prima, un centralinista, chiuso in un ufficio. La seconda, un’autista, chiuso nel suo taxi. Si parlano sotto la notte, dentro il silenzio, come fossero i soli al mondo. Si cercano. Ma chi cerca l’altro? Le voci si sgranano, segnali disturbati di un unico disagio: l’uno “gira” e vede la notte, l’altro chiama e immagina nella sua poca luce. Quella notte, forse si sta creando una storia d’amore nuova. O due? O tre? Ma nell’ufficio un nuovo amore solo immaginato. Tutto si può scordare, tutto si può vedere, tutti lo sappiamo, quando ci si innamora, e quando due voci umane sentono oscuramente nella notte priva di rumori la necessità di una vicinanza. Reale è solo il bisogno troppo umano, e semplice necessità nell’ambiguità tra esistere e sognare un vero incontro.