Una città di notte. Grande, come tutto ciò che sta sotto la notte. E due persone: la prima, un centralinista, chiuso in un ufficio. La seconda, un’autista, chiuso nel suo taxi. Si parlano sotto la notte, dentro il silenzio, come fossero i soli al mondo. Si cercano. Ma chi cerca l’altro? Le voci si sgranano, segnali disturbati di un unico disagio: l’uno “gira” e vede la notte, l’altro chiama e immagina nella sua poca luce. Quella notte, forse si sta creando una storia d’amore nuova. O due? O tre? Ma nell’ufficio un nuovo amore solo immaginato. Tutto si può scordare, tutto si può vedere, tutti lo sappiamo, quando ci si innamora, e quando due voci umane sentono oscuramente nella notte priva di rumori la necessità di una vicinanza. Reale è solo il bisogno troppo umano, e semplice necessità nell’ambiguità tra esistere e sognare un vero incontro.
Un’auto sotto il cielo della notte non è forse anch’essa un teatro di questo nostro sogno? Giuseppe Bevilacqua
testo Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
regia Giuseppe Bevilacqua
interpreti Paolo Fagiolo
voce registrata Giuseppe Bevilacqua
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG 2009











