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Concita De Gregorio, "La cura"
Si parlano con gli occhi. [...]
Si cercano con gli occhi e quando si agganciano restano cosÃ, a guardarsi in silenzio. Non piangono, sono seri. È magnetica l’intensità con cui si guardano. La durata, la tenacia. Hai l’impressione che si stiano dicendo qualcosa che solo loro capiscono.
Concita De Gregorio, "La cura"
Chandra Livia Candiani, "Pane del bosco"
Anna Achmátova
Michele Mari, "Cento poesie d'amore a Ladyhawke"
Anna Achmátova
Anna Achmátova
Anna Achmátova
Rupi Kaur
"Perché tu eri per me la misura di tutte le cose."
Franz Kafka, "Lettera al padre"
Forse mi sbaglio, sarà colpa della mia mente classica, meno capricciosa delle personalità moderne e più ossessiva, dura, risoluta.
In una parola implacabile.
Angela Bubba, "Elsa"
«Ecco – pensavo – al mondo non esiste un solo essere disposto a fare per me sia pure il minimo sacrificio. Chi mi ha dato, mi ha dato quello che aveva di troppo, le briciole della tavola» (noto che spesso nella veglia ho avuto questo pensiero).
Mi prendeva un tormento acuto per questa mancanza d’amore [...] .
Elsa Morante, "Diario 1938"
Osservare la terra che accoglie la pioggia, un quieto pomeriggio nell'autunno del cuore. Inebriarmi del petricore nel segreto di una siepe. Essere silenzio e desiderio.
Essere silenzio e desiderio...
La vita è un abisso, ma la maggior parte delle persone riesce a galleggiare soltanto sulla superficie, cercando di saziarsi come libellule intorno a uno stagno. Non ci sono parole più vane di quelle che tentano di descrivere il buio del fondo a chi non è cosciente di annegare nella luce.
Mi sorprendo a pensare alla casualità di intrecci di esperienze, di fatti, di respiri. Sui sentieri del giardinetto si incontrano persone sconosciute, unite solo dal fatto di essere lì per qualche motivo in quel preciso momento. E dietro ognuna sento stormire l'infinità di istanti di ogni vita, le paure, i dispiaceri, le gioie, le scelte, le sfortune, gli errori, i rimorsi, le ferite, le cattiverie. Universi insondabili che si incrociano senza sfiorarsi, universi ignari gli uni degli altri.