From Anthology
Sketchbooks of of Rose Blake, a London-based illustrator and student in communication design at the Royal College of Art.
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From Anthology
Sketchbooks of of Rose Blake, a London-based illustrator and student in communication design at the Royal College of Art.
Papercut Forest of Fears
by Elsa Mora
MIRROR ART: interactive and reflective sculptures
-Follow Me by Jeppe Hein
-Mirror Lab 2.1 by VAV Architects
MLRP: mirror house
the copenhagen central park in denmark has transformed an existing playground pavilion into the 'mirror house', designed by danish practice MLRP. previously covered with graffiti, the structure has been converted into an interactive element, inviting visitors to peer into the gable ends lined with funhouse trick mirrors. reflecting the dynamic activity and encompassing park, the surfaces create a transition between the built and natural environments. the elongated sides of the building are clad with planks of heat-modified wood, concealing a series of windows and doors which may be opened to reveal portals to restrooms and flexible spaces used by kindergarten classes. upon swinging the doors parallel to the facade, curved planes are revealed to view outwards, attracting children to see their distorted reflections. the concave and convex components are formed with mirror-polished stainless steel sheets. at night, the shutters and panels may be closed to generate an anonymous exterior.
http://www.designboom.com/weblog/cat/9/view/18559/mlrp-mirror-house.html
zhan wang: my personal universe
chinese sculptor zhan wang has created a sculpture and video installation at the ullens center for contemporary art in beijing entitled 'my personal universe'. the exhibition is a conceptualization of the moment of the creation of the universe through the big bang theory. one component to 'my personal universe' is a high-definition video having captured the detonation of a bomb which shattered a giant boulder just outside the suburbs of shandong, china. the sight was captured through the use of six video cameras capturing 2,000 frames per second positioned at various angels around the explosion in order to create a truly encompassing film. the three minute video is projected upon the walls of the gallery space in a continual loop. the sculptural aspect to the exhibition includes a collection of mirrored stainless steel rocks created by wang, suspended from the ceiling which emulate the naturally haphazard way in which the boulder was detonated. the gallery goer wanders through the space, amongst the suspended boulders and video, existing in what wanghas fashioned as a modern manifestation of the moment of universal creation.
Le opere di Chiharu Shiota assorbono letteralmente lo spazio che occupano e quasi se ne nutrono, in una maniera che sfiora il parassitismo. Sono grandi istallazioni di filo nero che sembrano impossessarsi velocemente di tutto ciò che ricoprono, dalle figure, agli abiti, alle stesse superfici, che perdono la loro stessa specificità, trasformandosi in meri supporti per una creatività traboccante. E non potrebbe essere altrimenti vista l’enorme energia che emana dall’artista, che è stata allieva di Marina Abramovic durante gli anni ‘90, e si cimenta nella produzione di “tele di lana di ragno” che prolungano l’a/essenza del suo corpo.
Un’estensione “Infinity”, già nella sua concezione, pensata per adattarsi ad ogni spazio reinterpretandolo e rivelando nuove possibilità di intreccio, che “ha posato i suoi chiodi” fino al 18 febbraio, presso l’Impasse Beaubourg della Galleria Daniel Templon di Parigi.
Perché in fondo si tratta di una specie di tessuto, che ha la trama irregolare della vita, con i suoi nodi, le sue differenze di densità, le sue prede catturate e le sue trasparenze e la cui forma stessa degli oggetti imprigionati la dice lunga sul significato della loro cattura. Strumenti musicali, vestiti di bambole, scarpe e letti che si “spogliano” della loro finalità primaria, per raggiungere lo statuto etereo delle visioni poetiche, tracciando una mappa dalle infinite possibilità, che disegna mille percorsi allo stesso tempo, mettendo in comunicazione esistenze solo apparentemente lontane.
Sandy Skoglund - interni immaginifici
L'americana Sandy Skoglund comincia a lavorare negli anni '70 come artista concettuale, occupandosi di una produzione artistica ripetitiva, orientata verso un processo fotomeccanico ottenuto attraverso la tecnica del mark-making e della fotocopia. Alla fine degli anni Settanta, il desiderio di Sandy di documentare il lavoro concettuale la stimola ad apprendere la fotografia. Fonde la fotografia con il suo interesse per la cultura popolare e per l’illustrazione commerciale dando vita a tecniche che portano nel 1978 ad opere di still life di cibo come “Luncheon Meat on a Counter” e “Peas on a Plate”. Nel 1980 la Skoglund realizza sculture di gatti in gesso per un’istallazione post-apocalittica intitolata “Radioactive Cats”. Con questa opera l’artista definisce una propria tecnica creativa ed espositiva in cui integra anche la figura umana. “Radiocative Cats” segna l’inizio della sua produzione di Tableau Photography, una tecnica peculiare che Sandy Skoglund continua ad esplorare tutt’oggi. Dal 1981, quando Revenge of the Goldfish e Radioactive Cats sono stati presentati alla Whitney Biennial Exhibition, Sandy Skoglund ha assunto una posizione di rilievo nella fotografia d’avanguardia. Molti musei internazionali hanno commissionato le sue opere, tra cui: “Breeze at Work” per il Walker Art Center of Minneapolis, Minnesota. Il Centre Georges Pompidou a Parigi, ha commissionato “Fox Games” nel 1989 per una mostra intitolata ‘The Invention of an Art, a history of photography’. Nel 1997 ha realizzato per lo Smith College di Northampton “Walking on Eggshells”, un’ istallazione con fotografie, da inserire nella retrospettiva Reality Under Siege. Uno dei suoi lavori piu’ recenti, “Shimmering Madness”, in mostra quest’anno al LUCCAdigitalPHOTOfest, e’ stato commissionato dalla Rutgers University nel 1998 ed e’ costituito da migliaia di farfalle dipinte a mano che fluttuano su uno sfondo nero.
Per approfondire e sentire l'intervista all'artista: http://watch.thirteen.org/video/1616019357?ref=nf
http://www.sandyskoglund.com/
…un’idea per i commedianti… (ndr. da praticarsi dopo aver bevuto 60 litri d’acqua)
Cartoon Style Sweet Shop
by Red Design
Anche Eiichiro Oda Ha letto la divina commedia.
Il celebre manga "One Piece" di Eiichiro Oda narra ad un certo punto della discesa dei personaggi attraverso i vari livelli sott'acqua della temuta prigione di Impel Down.
Le analogie con l'inferno di Dante sono ben evidenti ed è affascinante come Oda lo reinterpreta e lo raffigura attraverso il linguaggio del fumetto.
Impel Down è infatti una struttura simile ad una montagna, che aumenta l'ampiezza di ogni livello man mano che si scende. La struttura si rifà al Purgatorio e lo si può notare anche nell'uguaglianza per quantità di livelli e cornici (7 per Impel Down considerando anche il 5.5, 7 per il Purgatorio). L'unica differenza che si può notare è nella posizione del purgatorio, che inserisce nel livello 5.5, collocato tra il quinto ed il sesto livello della prigione. Il livello 5,5 è infatti un luogo paradisiaco se confrontato agli inferni di Impel Down, ma i suoi abitanti, benché ben nascosti dalle guardie della prigione, son comunque prigionieri stessa di quest'ultima, impossibilitati ad evadere verso il vero paradiso rappresentato dall'uscita, ovvero la libertà.
Per approfondire i diversi ambienti e le analogie più evidenti:
http://devilsfruit.forumcommunity.net/?t=34496431
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Scratch'n'Cut, una mostra remix a Berlino
Al Made di Alexanderstrasse dal 28 ottobre al 28 novembre
Lukas Feiress è uno dei curatori più quotati a Berlino. La sua ultima creazione, ospitata dal polo espositivo Made dal 28 ottobre al 28 novembre nel cuore della capitale tedesca, è Scratch’n’Cut – All remix Everything, una mostra pluridisciplinare che esplora il concetto di mixing e del collage tra arti, media e stili di diversa estrazione. Si tratta di un’ installazione spaziale che costuisce un dialogo tra le opere esposte e la location che le ospita. Feiress ha coinvolto artisti dai curricula diversissimi, ma accumunati da un tocco simile nel trattare la materia. Le installazioni dell’artista argentino Daniel Gonzales e dello svedese Jonas Liveröd trovano così posto al fianco dei filmati del collettivo Ecletic Method e alla musica del maestro del dub Lee ‘Scratch’ Perry che ha fatto ballare tutti i presenti all’ inaugurazione con un set realizzato per l’occasione. Scratch ‘n’ Cut prende le distanza dal freddo minimalismo intellettuale dell’arte contemporanea, portando in sena led luminosi tremendamente anni ’90, le ritmiche urbane del dub e i colori della Berlino metropolitana più calata nello Zeigeist di questi anni. (Credit per le immagini: Studio Lukas Feireiss)