Stracci di una storia di piacere e sofferenza [parte 1 di 5]
Stanca, respiri. Allunghi la mano sul pavimento liscio e cosparso di polvere da poco posata. Ritrai la mano. È freddo, ma non abbastanza da farti cercare una fonte di calore. Un rapido brivido ti corre su una spalla e nel mentre dischiudi gli occhi. Dopo qualche tentativo impacciato, riesci a piegarti sulle ginocchia doloranti per poi alzarti sorreggendoti ad una parete. Ti chiedi come sei potuta finire in una situazione come questa, ti rispondi poco dopo. Un sorriso spezzato pervade il tuo volto facendoti pensare a quanto una vita così giovane possa essere sì tempestata di disgrazie. Sorridi malinconica. L'unico tuo desiderio è l'annullamento, non fisico sia chiaro, dopo tutto hai ancora un certo attaccamento alla vita. Pensare fa soffrire. L'unico rimedio a cui puoi pensare è la costante distrazione, il deviarti, il subire qualcosa di diverso ogni momento possibile. Respiro profondo. Poggi la testa al muro, inclinando il gracile corpo facendo sì che la fronte sia l'unico contatto con la parete. Con la tua mano dominante lentamente ti afferri i capelli corti, mentre con la sottomessa inizi a graffiarti l'estermo della coscia corrispondente. Nell'aria si dipana un odore familiare, i vicini stanno preparando il pranzo - supponi. Socchiudi gli occhi ed inizi a respirare lentamente dalla bocca. Probabilmente pasta al pomodoro, ti ricorda tua nonna. Non sai da quanto sei in piedi, ma ti sei appena resa conto di essere vestita soltanto di un intimo ed una strana camicia aperta. Tossisci: quella polvere ti ha sempre dato un certo fastidio. Senti una leggera brezza tra le gambe, le dilati leggermente per poterne godere appieno la sua carezza. Sussulti: i brividi. Puoi sfiorarli con la tua mano sulla coscia. Smetti di graffiarti e con un paio delle tue dita affusolate premi i bordi cuciti nell'intimo sul gluteo sinistro. Respiri. La mano sui capelli inizia a stringere. Il sangue inizia a scorrere più velocemente ed il respiro comincia ad affannarsi. Deglutisci. La stanza inizia a non essere più così fredda. Inarchi lentamente la schiena. Sospiro. Battiti. Una mano ruvida sulla spalla. Ti volti.
- piumapurpurea
Parte 2:
Sei accaldata: la salivazione inizia a rallentare. Nel voltarti rifletti su quanto sia ambiguo e stranamente piacevole il contrasto della ma
Parte 3:
La bestia senza indugio inizia a martellare il suo membro marmoreo nella tua ormai gocciolante fessura. Il tuo volto esprime terrore, ma al










