Il mio
è un viaggio continuo:
mi perdo, mi cerco,
e a volte mi ritrovo.
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@poetaimprovvisato
Il mio
è un viaggio continuo:
mi perdo, mi cerco,
e a volte mi ritrovo.
È successo
che
ci siamo
incontrati
e poi
ci siamo conosciuti.
Non subito, no,
il tempo
ha fatto
il suo corso.
Poi,
il primo abbraccio,
le prime risate…
Si andava d’accordo.
È successo
che la vita
ci ha separati
e poi il tempo
- di nuovo -
ci ha riuniti.
È successo
che quelle risate
sono diventati baci,
ma nella nostra testa
e nelle nostre parole
erano solo
futili e innoque attenzioni.
È successo
poi
che ci siamo toccati
con più delicatezza
e ci è piaciuto.
I primi baci che,
parevano una leggera pioggerellina,
sono diventati
una tempesta,
quasi senza tregua.
E così, quei
primi baci innoqui
sono diventati
pensieri
e quei pensieri
sono diventati
preoccupazioni.
E poi
è successo
che
quelle preoccupazioni
sono diventate
piccole distanze,
come se ci
fosse qualcosa
a frapporci.
È successo
che quella distanza
rendeva tutto
così freddo
e, mano a mano,
anche le nostre parole
lo sono diventate.
È successo
peró
che le emozioni
non si dimenticano facilmente.
Gli sguardi,
l’amore,
il calore
del contatto
tra due corpi
che non possono
fare a meno di toccarsi.
Tutto questo,
qualunque cosa succederà,
è il ricordo più bello
di ció che siamo stati.
E se non saremo nulla,
non importa,
io terró con me
quel calore
che dalla tua pelle
riscaldava
il mio cuore.
Vita e morte
Sono
interruttore
di luce.
Mi accendo
con la velocità
di una sigaretta
e mi spengo
per divenire
anch’io
tenebra
fra le tenebre,
baluardo di oscurità
che prima era energia luminosa
e ora solo il vuoto
del nulla mi assorbe.
Sono
candela di speranza,
sono la fiamma rossa
del fuoco ardente in balia dell’aria,
e poi fumo,
cera,
cenere,
mozzicone
di ciò che ero
e non sono più,
consumato dalla vita,
privo ormai di scopo.
Ogni giorno
trascorso su questa terra
è per me
vita e morte,
e io con essa
vivo, muoio
e rinasco,
come Fenice,
come l’onda del mare,
ogni giorno
senza un domani.
E rinascendo
eccomi,
fuoco d’artificio scoppiettante
finalmente libero
nel cielo blu della notte
di mostrare la propria magia,
così come il pavone,
maestro di bellezza e seduzione
quando dispiega la sua livrea.
Poco importa se,
privo di vita, tornerò
a toccare la terra,
perché come germoglio
i raggi del sole
mi permetteranno di rifiorire.
E se fosse
la razionalitá…
Se fosse
quella parte di me
che più fa paura
quella scomoda
che ti costringe
al terreno più tortuoso.
Quella che scacci
lontano
il più lontano
possibile
e poi torna
impassibile
come un frisbee.
E non lo sai
che non puoi
liberartene?
Che è una delle
tue verità
e per quanto
sia spaventosa
a te
e solo a te
è legata
come le radici
all’albero.
Tu
devi solo scegliere
la strada.
Devi capire
fra le tante
storie
che la mente racconta
qual’è
quella che all’anima
appartiene.
A.S.
A che prezzo
costruire un futuro
per poi vederlo
sparire, bruciato, strappato
proprio quando
ad un passo
ci appare.
A che prezzo
costruire un passato
per poi vederlo crollare
come un castello di sabbia
alla prima onda.
A che prezzo
vivere il presente
quando tutto appare
senza senso, così confuso,
come se il transito
della grigia nube
che tutto travolge,
non avesse mai una fine.
Scorrono emozioni
come se da sempre
incastrate
ed ora (finalmente?)
libere sono
e libere viaggiano.
(Ma dove vanno?)
(Sulla lacrima
che scivola veloce
la guancia
come se avesse fretta
di annientarsi
nel vuoto della caduta)
A te
che tutto mi hai dato,
a me
che ora tutto perdo,
a noi
che tante cose siamo stati
e mai più saremo.
what color was that fucking dress
white and gold
blue and black
pink and red and fuck you
Una storia che racconterò ai miei figli
“E di nuovo ti chiedi: «Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?».”
— Fëdor Dostoevskij
Così come il sole timido
che trafigge nubi grigie
scopro sorrisi inaspettati
dietro finte compostezze.
Sii profondo
come il mare,
come il cuore,
come l’amore vero.
Cosa rimane?
Il futuro incerto di altre delusioni
e un passato di piccole gioie
consumate dal tempo.
E se quel momento arriva per tutti
ah, che attesa infinita!
di dove sei?
Milano