You gave me something that I didn't have, but had no use
I was too weak to give in, too strong to lose
My heart is under arrest again, but I break loose
My head is giving me life or death, but I can't choose
I swear I'll never give in, I refuse
Is someone getting the best
The best, the best, the best of you?
Foo Fighters, Best of you
You gave me something that I didn't have, but had no use...
Ho una confessione da farti. Perdere un amico significa perdere una parte di sé stessi. Poi, se non si è in grado di reagire, col tempo perdere un amico potrebbe equivalere non solo a perdere una parte di sé, ma a evirarsi il cazzo. Non nel senso metaforico, ma proprio in quello letterale, clinico. Non riesci più a scopare. Perché ti senti impotente di fronte alla realtà, di fronte al cambiamento che una persona sta vivendo e, infine, di fronte alla fuga definitiva, o quasi, di un amico speciale. Punk as fuck, già. Vaffanculo il sistema, vaffanculo tutti e tutto.
...I was too weak to give in, too strong to lose...
Insieme ci siamo ribellati, a modo nostro. Un po’ scanzonati e sconclusionati, con passo incerto siamo entrati nei concerti e nelle serate, chiedendo quasi il permesso. Abbiamo pagato e pogato, ci siamo lasciati andare. E di punto in bianco abbiamo abbandonato tutto. Perché non erano solo le birre e le ragazze a interessarci, o misurare la nostra forza nelle spallate che davamo a chi poteva trovarsi accanto. Noi non eravamo alla ricerca della paranoia di una piccola città come la nostra, di cui molti ragazzi si lamentavano chiedendosi “quando ci sarà il prossimo concerto?”, oppure: “qui non succede mai nulla”. Questa paranoia era molto confortevole, faceva strofinare il senso di ribellione contro dei morbidi cuscini: gli insegnanti che schernivano le bravate, i genitori che lasciavano fare. "Tanto che vuoi che sia, si sono soltanto ubriacati, domani torneranno a stare bene". Ma i nostri pugni erano serrati sotto i banchi e la volontà di ribellarsi non era mai abbastanza, soprattutto per te. E così hai smesso di suonare la chitarra e hai abbracciato altri tipi di rivolta: contro gli alternativi, contro le scie chimiche, contro l’ordine mondiale. Certo, gli argomenti erano delle sciocchezze, ma la tua era una ribellione senza una causa. Questo solo io penso di averlo capito perché la battaglia era solo nostra. Eravamo due Soldats Perdus. Come nel film Apocalypse Now di Coppola, eravamo due soldati perduti che combattevano una guerra senza senso solo per scorgere l’orizzonte e osservare il sole tramontare nel sangue. Vedere la follia. Certo, a te il coraggio non è mai mancato. Tanto che sei arrivato a tenere un discorso tanto rivoltoso quanto impacciato in Turchia. Tanto che, mai sazio, hai deciso di abbracciare l’ultima ed estrema forma di ribellione, quella che adesso definisce la tua psicosi. E penso che i migliori hanno avuto questa cosa qui che adesso ti definisce, ma non ti racchiude. Syd Barrett, Kerouac, Edgar Allan Poe, Munch, Zelda Fitzgerald, Virginia Woolf, John Nash. Carmelo Bene che, dopo un periodo in clinica, è ritornato sulla scena con una gioia ancora più grande. E così ho sperato che potessi tornare anche tu. Invece mi hai detto “be’, dai, io vado”, mentre osservavamo, sulla soglia, l’orizzonte e il sole tramontare nel sangue. Me lo hai detto senza salutarmi.
...My heart is under arrest again, but I break loose...
Ho un'altra confessione da farti. C’è senso di colpa in queste parole, per non esserti stato abbastanza accanto, per non aver mantenuto le promesse che ti ho fatto. Per non essere stato in grado di. Ahimè. Ma le parole di questa confessione sono arrivate a un livello di profondità non ancora accettabile, lo so, tu hai sempre voluto di più da me. Anche io sono molto arrabbiato con te. Per questo ho smesso di difenderti davanti ai coglioni che fanno battute sul tuo conto. Ho cominciato a riderne anch’io, da perfetto coglione. Perché sono stanco e non mi va di iniziare di nuovo, da nessun'altra parte e con nessun'altra persona.
...My head is giving me life or death, but I can't choose...
Mi hai lasciato da solo a combattere una guerra dove tu eri il mio Don Chisciotte e io il tuo Sancho Panza. E mi fa male questa tua mancanza, mi fa male perché mi ha portato a un lento suicidio, mi fa male da morire, mi fa male al punto da sentirmi un morto. E preferirei confondermi con un qualsiasi coglione piuttosto che sentirmi ancora morto e impotente. Tu mi fai male perché mi sento ancora un ragazzino punk che canta, senza di te, una canzone stonata per nessuno. Mi fai male perché mi hai lasciato con una pistola innocua a sparare contro il cielo, nello spazio profondo che insieme abbiamo chiamato libertà, nell’abisso di vuoto che tu ora mi hai lasciato davanti.
Mi fai male perché ho realizzato quanto tu sia me e io te.
...I swear I'll never give in, I refuse...
E nonostante l’inutilità del mio dolore la rabbia che io provo continua ancora a farmi sparare in alto, aspettando che il sole cada per terra, che il mondo si spenga, che tutte le case sulla superficie terrestre vengano spazzate via, che tutte le famiglie vengano distrutte. Solo così io potrei ridere, essere felice con le lacrime agli occhi. Ed è questa la mia rabbia, questa la mia cecità...
...Is someone getting the best
The best, the best, the best of you?...
..che non mi fa cogliere il fiore bellissimo che tu ancora sei, in quella valle di lacrime e follia che ci siamo creati insieme. Spero tu torni presto. Io amo ancora ciò che mi hai lasciato. E che, forse, tu mi hai chiesto di proteggere.