- Ci sei?
- Si.
- Ti vedo pensieroso.
- Sono solo un pò annoiato, tutto qua.
- Ti va di finire di raccontarmi la storia?
- Certo. Vieni qui, appoggiati a me. No, non così, fatti abbracciare. Ecco, perfetto. Dove eravamo rimasti?
- Gli dei hanno abbandonato Loki.
- Ah si, giusto. Allora, Loki è incatenato ad una roccia, con un serpente sopra che gli brucia il volto col suo veleno. Nel frattempo, nel resto dei mondi, si avvicendano gravi catastrofi. Giunge un inverno terribile, freddo e pungente che distruggerà ogni raccolto. Le bestie muoiono e gli uomini sono ridotti alla fame e alla disperazione, al punto di uccidersi tra loro. I figli si scagliano contro i padri e i fratelli contro i fratelli. L’amore, l’amicizia, la lealtà non contano più nulla. Tre anni di freddo intenso ed ininterrotto portano i popoli alla follia, e dalla follia nascono guerre e pestilenze. All’apice del dolore, quando sembrava che nulla di peggio potesse accadere, poiché l’umanità è ormai ridotta all’osso, discendono le tenebre eterne. Il sole e la luna infatti, sono stati divorati da due bestie malefiche, due lupi di dimensioni spropositate. A causa della sofferenza per la perdita dei loro astri, anche le stelle si spengono, sprofondando il creato nell’oscurità totale. Ma è solo a questo punto che avviene il vero disastro. Yggdrasill è indebolito, e si scuote tutto, dalla cima più alta dei suoi rami alla punta più profonda delle sue radici, tra le quali giaceva il serpente Nidhoggr. La terribile scossa provoca catastrofi naturali in tutti i nove mondi. Terremoti, incendi, alluvioni, tempeste e tornadi imperversano ovunque ma, quel che è peggio, è che Loki riesce a liberarsi.
- è arrabbiato?
- A dir poco. Tu come ti sentiresti se ti legassero ad una pietra per l’eternità, lasciandoti li a patire la fame, la sete, col volto costantemente schizzato da acidi velenosi?
- Praticamente quel che succede il Lunedì mattina quando non trovo nemmeno il caffè.
- Scèm. Comunque. Loki è furente, gli dei lo hanno sbeffeggiato, oltraggiato e umiliato. Lui, che è una forza primordiale! Costi quel che costi, devono pagarla!
E così con la sua magia costruisce una nave terribile, fatta con le unghie dei morti e, radunati i suoi mostruosi figli e un esercito pari solo a quello di Odino, parte alla volta di Asgard per distruggerla. Ma Heimdall, il guardiano di Asgard che vigila sul ponte Bifrost, nota subito i movimenti dell’esercito di dannati e, soffiando all’interno del suo poderoso corno, chiama a raccolta l’esercito degli Aesir e dei loro alleati. Tutti i guerrieri morti valorosamente in battaglia, infatti, venivano accolti da Odino, e aspettavano con ansia che venisse questo giorno. La battaglia è feroce, perché gli schieramenti sono alla pari.
I primi a cadere sono Odino e il lupo Fenrir, figlio di Loki. Colti alla sprovvista, molti Aesir cascano in preda allo sconforto, e le forze del caos approfittano del momento di smarrimento finché Thor non uccide il Jormungand, il serpente che avvolge il mondo tra le sue spire. La gioia per la vittoria è però di breve durata perché il veleno del serpente è penetrato nella pelle di Thor che, sopraffatto dalla stanchezza, si lascerà morire. Lo scontro continua e pochi sono i superstiti. Ovunque giacciono Aesir, giganti di ghiaccio e di fuoco e altri bestie mostruose. Gli ultimi che ancora combattono sono Loki e Heimdall, ma le forze hanno ormai abbandonato entrambi. Sono stremati, spossati, e con un ultimo, tremendo colpo, si ammazzano a vicenda. Niente è più vivo sul campo di battaglia, e al di fuori dei suoi confini, sono pochi i sopravvissuti. Surthur, un gigante di fuoco, da allora fuoco all’intero creato, riducendolo in cenere.
- Quindi nessuno ha vinto?
- Beh. Diciamo gli Aesir. Il loro sacrificio non è stato vano perché sono sopravvissuti i figli di Odino e di Thor, e dall’inferno di Hel, Balder e sua moglie fanno ritorno e tutti insieme daranno origine ad un nuovo futuro per tutta l’umanità.
- Mmm.
- Che c’è?
- Niente!
- Non è vero, ti si è formata la ruga in fronte, tra le sopracciglia. Cos’è che non ti convince?
- No, niente, è che finisce male.
- Beh, lo sapevi già, ma questa è mitologia, non una fiaba, non sempre c’è il lieto fine. Che poi non è vero, perché con il ritorno di Balder c’è di nuovo speranza.
- Ma no! Anzi, è completamente ingiusto!
- Ingiusto?
- Si! In questa storia i buoni sono dei grandissimi stronzi, e gli stronzi sono quelli che vengono maltrattati.
- Ma che dici?
- Ma si, pensaci. Freia, la dea ninfomane, si innamora dello scemo del villaggio (ah, tra l’altro è incesto quello) e fa giurare a tutti quanti che non torceranno un capello al suo povero, piccolo, figlioletto, che così diventa imbattibile e può vantarsi di essere forte, coraggioso e audace. Ci credo, pure un ragazzino di 20 chili, maglione compreso, può essere un eroe così. Bello vincere facile.
- Ma Balder era buono!
- Non è un superpotere. Dovrebbe essere la norma, non eccezione. Comunque. Dopo sta gran stronzata dell’immortalità si mettono a giocare ad un gioco mortale. Balder muore, ammazzano un innocente per aver ucciso Balder, e alla fine puniscono Loki. Ma, cosa sarebbe successo se l’incantesimo di Freia non fosse andato a buon fine? Balder sarebbe morto alla prima ascia, o spada, lanciata, magari per mano di sua stessa madre, o di suo padre. Che avrebbero fatto gli Aesir allora? accoppato il grande Odino? violentato Freia? Nah, se ne sarebbero lavati le mani, avrebbero pianto un pò e poi avrebbero ripreso la propria vita indolente. Ma, siccome ad uccidere Balder è stato Loki, allora decidono di punirlo per l’eternità. Solo perché Loki, non era uno di loro. Era un mezzo gigante. (Tra l’altro, gran bastardi a prendersela col cieco. Bravi tutti così)
Ci credo che si è incazzato, io pure mi incazzerei. Altro che dare fuoco al mondo, io ve magno tutti impanati e fritti, a stronzi!
- E questo cosa ti dice?
- Che non bisogna mai allontanare il diverso, ma accoglierlo; che le persone, anche quelle considerate migliori, indossano delle maschere; che il confine tra bene e male non è sempre netto e distinto. E che non bisogna MAI, MAI fare incazzare il dio degli inganni, o prima o poi quello torna e ti brucia il culo.
- Sai una cosa?
- Cosa?
- È per questo che ti amo.