@themarshmallowreturns
BEHOLD!
MY FLURRY ATTACK!
#phm#ryland grace#rocky the eridian#project hail mary spoilers


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@themarshmallowreturns
BEHOLD!
MY FLURRY ATTACK!
Per qualcuno, siamo destinati a restare solo un “chissà come sarebbe stato”.
Partire è un po’ morire… ma anche rinascere altrove.
Amilcare, il vecchio amico di tutti che coltivava rose antiche e lasciava acqua fresca fuori dal cancello per le volpi di passaggio, ha fatto i bagagli. Non per una vacanza, ma per cambiare vita. Ha venduto casa, la sua casa, quella che odorava di lavanda e terra bagnata, di ricordi e di finestre socchiuse sull’Appennino. "Meglio chiudere per bene", mi ha detto, "così non resto impigliato nei fili della nostalgia."
Mi ha scritto pochi giorni fa. Il messaggio era breve, ma pesava come una valigia piena di estati passate: "Vado via, Alessia. Vado al nord. Qui non ce la faccio più. L’orto mi piega la schiena, i 200 ulivi sono troppi per uno solo. La solitudine... quella sì, mi consuma. Raggiungo Elsa, la mia figliola più piccola. Là, forse, il mio canto troverà eco."
Perché Amilcare cantava. Un basso profondo, di quelli che senti nello stomaco prima ancora che nelle orecchie. Cantava nei cori alpini, da giovane, quando insegnava in quei paesi dove la neve scolpisce il silenzio e le parole si dicono sottovoce, solo quando servono.
A Natale mi ha mandato le foto delle sue ultime rose. "Sono sbocciate per salutarmi", ha scritto. E io ci ho creduto. Perché chi ha vissuto in ascolto della terra, sa riconoscere quando la natura si fa linguaggio.
Partire a vent’anni è un salto. A sessanta è un bilancio.
Non è più la curiosità a muoverti, ma la stanchezza. Non l’ignoto che affascina, ma il conosciuto che pesa. Eppure anche partire tardi è un atto di coraggio. Un modo per dirsi: non tutto è stato ancora scritto.
Che il tuo nuovo inizio ti sia lieve, Amilcare.
Che il vento che una volta soffiava tra i tuoi ulivi ti raggiunga ancora, sotto forma di canzone, magari nelle voci degli amici di montagna con cui tornerai a cantare. La gatta del garage, quella che sapeva aspettarti ogni sera, cercherà invano la tua mano. E la volpe, se tornerà, troverà silenzio.
Hai firmato il messaggio: "Un abbraccio da me".
Un saluto lieve, che suona come un passo di valzer, come una porta che si apre in punta di piedi.
Buon viaggio, Amilcare...
A te e alla voce che hai prestato alla montagna.
Hai lasciato un campo di ulivi e ti sei incamminato verso gli abeti.
Hai scelto il silenzio alto dei monti, dove l’eco restituisce solo ciò che vale la pena dire.E se il Signore delle Cime ascolta davvero, saprà trovarti.
Ovunque tu abbia piantato, ancora una volta, le tue radici.
𝒮𝓌𝑒𝑒𝓉𝒜𝓇𝒶𝓁𝑒 ➰🖋️
0116 Handong
Lavagna 1.0
Ricorda che queste ferite sono i segnalibri di chi ci ha provato.
-Gio Evan
Magari in questo momento sarà impegnato a fare sentire la sua nuova vittima come la "prescelta", colei che lo salverà da tutti i suoi traumi causati dalle ex, che gli riaccenderà nuovamente il cuore, le dirà che vuole che sia l'ultima e progetterà un futuro insieme che non si realizzerà MAI. In realtà sarà l'ennesima che la userà per colmare il suo vuoto esistenziale, rissuchiandole la sua luce, positività, sorriso, ecc