Greenland Expedition by :
© N. Bondarev

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Greenland Expedition by :
© N. Bondarev
"I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini,anzi,quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre."
Paolo Giordano
“Se ti avessi in testa lo sentirei. E lo sento, effettivamente: sei in testa. Dentro la mia testa non vale però, dovresti essere qui davanti ai miei occhi, così potrei guardarti con rabbia per queste notti in bianco, per le conversazioni allo specchio, per questo nulla che mi divora pezzettino dopo pezzettino. Se non ti vedo non esisti, ma allora perchè sei padrone di ogni mio istante?”
— Levante
Leland Foster
elivosk
Sarebbe bello se tu mi amassi. Se tu mi chiamassi tra tre minuti esatti. Se ti arrabbiassi a vedermi parlare con un altro. Se ti preoccupassi quando fuori è buio e io non sono ancora tornata a casa. Se ti sfogassi con me. Se mi regalassi un libro. Se mi scrivessi una lettera. Se tu volessi andare a fare l’amore in macchina, stasera. Se mi aspettassi sotto casa ogni domenica. Se tu mi amassi. Se ti piacessero i miei capelli. Se mi prendessi in giro per la mia voce da bambina. Se piangendo mi confessassi cosa non smetterà mai di farti male. Se fossi l’unica di cui ti fidi davvero. Se potessimo mangiare un gelato insieme sul letto. Se potessimo ubriacarci insieme. Se potessimo fare un figlio, o anche due, o magari tre. Se ci prendessimo un cane e un gatto o tutti e due. Se tu mi amassi. Se i miei occhi ti incantassero. Se la voglia del mio corpo ti tenesse sveglio. Se tu volessi baciarmi ORA. Se tu volessi cenare con me. Se tu volessi svegliarti con me. Se tu volessi prendere un aereo con me, un treno con me. Se tu volessi camminare accanto a me. Se tu volessi baciarmi a Natale. Se tu volessi baciarmi l’8 di ottobre, il 5 di dicembre, il 6 di febbraio, il 12 di agosto. Se tu volessi baciarmi sempre. Se fossi la più piccola, la più fragile e la più dolce per te. Se fossi la più grande, la più incantevole, la più forte per te. Se ti stessi simpatica. Se tu ridessi pensando a me. Se capissi il mio passato. Se potessimo andare in America. Se potessimo andare in Australia. Se potessimo restare in casa. Se ti piacessero le mie ciglia. Se ti piacessero le mie gambe. Se ti piacesse quello che scrivo. Se ti piacesse quello che dico. Se ti piacesse quello che non dico. Se ti piacesse vedermi invecchiare. Se ti piacesse sentirmi cantare. Se ti piacesse vedermi felice. Se ti piacessi quanto tu piaci a me. Sarebbe bello, non ho nemmeno un dubbio.
- Susanna Casciani. (via ciaodentrounaddio)
Ti voglio bene by Whitney Justesen
amalfi, italy
@gennaro_rispoli on IG
I rapporti tra le persone somigliano a dei vasi bellissimi. Basta un minimo errore e il vaso ti scivola dalle mani e si rompe, e allora guardi quei mille pezzi e ti ricordano la bellezza che formavano in principio. Cerchi di rimettere ogni pezzo al suo posto, perché vuoi che tutto torni come prima, ma non riesci, il vaso non sarà mai più lo stesso, quando avrai fatto del tuo meglio ti ritroverai con un vaso inguardabile e col tempo lo odierai.
Ci saranno altri vasi, bisogna solo stare attenti a non farli scivolare.
a house in the dunes
5/11/2016
Magical Atmosphere by Sawatch Joe