Ricordo la felicità dentro di me, la percepisco sbiadita mentre si diffondeva nel petto e mi riempiva di una nuvola tiepida e calma. Ricordo la felicità della notte estiva, fatta di mura di mattoni e biciclette slegate. Niente frutta per noi, solo gelati dietro casa mia o dietro casa sua. Gelati per strada, gelati sul divano, gelati sulle scale della chiesa, gelati sotto un lampione o sulla sedia nel retro.
Ero felice e mangiavo molti gelati. Portavo persino i sandali a volte e mi sentivo una bambina.














