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@itsmyecho
Giochiamo un po' o facciamo sul serio?
Ci avviciniamo ancora o ci tiriamo indietro?
In questa danza dell'indecisione io non so più chi guida e chi si fa portare,
un passo dopo l'altro mi lascio trasportare
ma sei forse tu che segui me e io non so che fare.
L'ho sentita la tua mano sulla schiena
appena sotto la scapola è scivolata leggera sulla vita
non abbastanza risoluta
e io non so se devo girare o se mi devo avvicinare.
Sembrava quasi mi volessi dire -almeno non ti allontanare.
Sono sempre stato convinta che la comunicazione fosse la chiave di ogni rapporto, ma in realtà è la comprensione.
Puoi comunicare quanto vuoi con qualcuno, ma se quello che dici non viene ascoltato e compreso, sarà stato come parlare a un muro.
Stockholm's postcards.
Proust mangiava le madeleine, quelle piccole conchiglie burrose, e ricordava la sua infanzia. Io invece ho dei flash continui: sento il ticchettio dell'orologio in cucina e ricordo quei pomeriggi nella penombra del salotto distesa su quel divano che se ci stavi seduta troppo a lungo ti faceva il sedere a puntini. Il tavolino basso in legno pieno di foto di gente passata a miglior vita e di bomboniere appartenenti chissà a quale epoca. La credenza maestosa e pesantemente intarsiata che conteneva piatti e bicchieri mai usati perché troppo belli, troppo nuovi, troppo importanti.
In quella stanza il tempo sembrava essersi fermato, tutto sapeva di antico e di vissuto.
In un angolo c’era una piccola scatola grigia che, in nostra presenza, emetteva rumori e suoni molto deboli perché per nonna non c’era suono più dolce delle nostre voci. La TV era sempre ferma sullo stesso canale: Rai 1, perché non c’era giorno in cui Antonella Clerici non entrasse in quella casa con le sue mille ricette. Pensava di tramandarmi la sua stessa passione per la cucina, ma io non sono mai stata “mulu pi Arcamo”.
Dopo pranzo ci si fiondava a vedere i cartoni del pomeriggio, mentre lei seduta sulla sua solita sedia ci guardava in silenzio con occhi pieni di amore e di stanchezza. Migliaia di cartoni passati su quella TV e migliaia di sigle che non ho mai imparato a memoria. E a fine cartoni quelle serie che sono rimaste nell'immaginario collettivo come perle uniche del trash anni '90, come Xena.
Il mio momento preferito però era la merenda che si divideva tra passato (per mia sorella) e presente (per me): Francesca mangiava fette di pane con pomodoro “stricato” olio sale e origano, una merenda "antica". Io mangiavo i Togo, perché si sa che in famiglia la mangiona sono sempre stata io.
Ogni tanto mi viene la voglia di ricomprali per sentire ancora una volta quel sapore, ma mi si annegano gli occhi di lacrime e prendo le Gocciole come se volessi rimarcare un'altra fase della mia vita: quella di lasciar stare il passato e andare avanti.
Ricordo di aver scritto in un tema delle elementari, incentrato sui sogni e le aspirazioni, che volevo diventare grande al più presto. Volevo diventare grande per tutte quelle sciocchezze che un bambino pensa ti rendano "adulto". Non avevo messo in conto, però, che il mondo intorno a me si sarebbe trasformato o semplicemente... sarebbe sparito. Mi guardo intorno e vedo pezzi di puzzle mancanti. Il legarsi a qualcuno genera ricordi ed emozioni felici... Ma quanto pesano, questi ricordi.
Vado a comprare i Togo, due pacchi. Franci, ti aspetto per la merenda!
Se la vita mi lascia le briciole, io comunque penso alla panatura dorata. Che condanna meravigliosa il pensare positivo.
Si dovrebbe cominciare dalla fine.
Riavvolgere il nastro delle nostre vite e capire quando ci siamo fermati, bloccati, danneggiati. Quando i tuoi occhi hanno preso il colore della tristezza e le tue mani la durezza della delusione.
E ripartire.
Di nuovo.
Ancora.
Nuovamente ancora.
Alcune cose, per moto naturale, si lasciano lungo la strada così come per distrazione, lungo la strada, si lasciano gli ombrelli.
Ognuno sceglie gli ingredienti per la felicità nello stesso modo con cui si scelgono gli ingredienti per il cibo: su uno scaffale che offre mille opzioni e opinioni, ma su cui vince il gusto personale e la serenità individuale.