«Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo.»
— Virginia Satir
Fieri Frames
The Stonewall Inn
Sade Olutola
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

Origami Around
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$LAYYYTER
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🩵 avery cochrane 🩵
hello vonnie
I'd rather be in outer space 🛸
todays bird
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ojovivo

gracie abrams
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cherry valley forever
occasionally subtle
Claire Keane
Cosmic Funnies

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@s3r0t0nina
«Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo.»
— Virginia Satir
"Vorrei scriverti... ma non possiamo"
-LaLupaBianca(24/4/2026)
Siamo single perché cerchiamo l’amore degli anni ‘90 in una società che è nel 2026, ahimè
Capo Sandalo (Isola di San Pietro), aprile 2026
“Se chiudi gli occhi, scompaio?”
“Se chiudo gli occhi, sei ovunque.”
"Vivete!"
Io vorrei vivere l'amore e forse vivere l'amore e tutto ciò che vorrei.
-laragazzadagliocchitristi
♠️_Sei entrato nella mia vita
come se ci avessi vissuto per sempre.
Come se il mio cuore fosse una
casa costruita apposta per te.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
"Ho bisogno di un amico sincero."
non credete mai all'amore che si sostituisce a voi in tutto, perché l'amore vero è quello che ti lascia camminare con le tue gambe in situazioni che puoi benissimo risolvere da solo.
*prenderefiato*
io me lo ricordo com’era Tumblr, prima. prima che diventasse un contenitore vuoto, pieno di spam, di meme riciclati e di pornografia spicciola mascherata da “contenuto estetico”. tumblr, un tempo, era un rifugio. un angolo silenzioso del web dove si poteva ancora respirare verità. non quella patinata dei social di oggi, ma una verità sporca, ruvida, intensa. era fatto di gente che scriveva col cuore a pezzi. scrittori mai pubblicati, poeti senza nome, anime piene di pensieri che non trovavano spazio altrove. si parlava di amore, di mancanze, di notti insonni. di bisogno, di attenzioni, di vuoti lasciati da qualcuno che non leggeva mai abbastanza tra le righe. tumblr era fatto per chi sentiva troppo. per chi non aveva voce nella vita reale, ma riusciva a gridare in silenzio dietro a uno schermo. c’erano frasi che ti entravano sotto pelle. confessioni. ferite. nessuno ti giudicava. nessuno cercava di impressionare. tutti cercavano solo di restare vivi, parola dopo parola. era un social per pochi. per chi aveva bisogno di sfogarsi, non di apparire. per chi condivideva un pezzo di sé, non un filtro. adesso è diventato un porcaio. un mercato dell’inutile, una sfilata di contenuti spinti, buttati lì senza un’anima. hanno sostituito le parole con immagini vuote, i pensieri con like frettolosi. è rimasto il nome, ma non lo spirito. è come guardare il fantasma di qualcosa che amavi. ma io me lo ricordo com’era Tumblr. e forse, anche se sembra morto, da qualche parte sopravvive ancora. in chi scrive, in chi non ha smesso di usare le parole come cura. in chi crede ancora che certe cose vadano dette, anche se nessuno più le ascolta.
«Qualsiasi cosa tu voglia dire, dilla. Qualunque cosa tu voglia fare, falla. Il tempo sa come portare via l’amore.»
— manuela g.
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