Il fallimento della democrazia
Il 2016 è l'anno in cui la democrazia ha fallito, così come fallì il capitalismo nel 1929. Prendiamone atto. Il voto pro Brexit e l’elezione di Donald Trump sono scelte autolesioniste all’infuori di ogni ragionevole dubbio. Il XX sec non ha portato coscienza di classe alle masse così come sembrava fino a qualche anno fa. Mi chiedo quindi come si possa accettare di far votare dando per scontato che l’unico requisito necessario per compiere un’azione così importante sia avere la maggiore età.
Il suffragio universale è stato un traguardo storico importante, che ha abbattuto barriere tra ricchi e poveri, uomini e donne, tra tutte le categorie sociali. Ma ora che tutti i componenti della società, anche le minoranze, hanno rappresentanza è ora di chiedersi se non sia il caso di fare un passo per migliorare la qualità della nostra classe politica, così terribilmente in declino. Se è giusto dunque che tutti abbiano accesso al voto, è anche giusto che l’accesso al voto sia automatico con la maggiore età? È davvero la maggiore età una discriminante sufficiente per stabilire la maturità di una persona a prendere una decisione importante come quella dell’elezione del parlamento nazionale o il voto ad un referendum?
Per me la questione centrale non è più quella nella quale storicamente il suffragio universale ha le sue radici, ovvero che chiunque deve essere rappresentato; come già detto tutte le categorie sociali hanno rappresentanza, il punto adesso è se chi sceglie la propria rappresentanza ha gli strumenti per compiere coscientemente questa scelta.
Quello che mi piacerebbe è l’introduzione di un test di competenze base per la comprensione di un testo e di diritto costituzionale. Basterebbe questo per scremare buona parte di chi si fa raggirare da argomentazioni semplicistiche e menzognere o che non comprende il funzionamento dello Stato per il quale vuole votare.
In questo modo il voto resta personale, eguale, libero e segreto, poichè chiunque può comunque accedere al voto, senza alcuna discriminazione. L’introduzione di un test, per quanto semplice, per accedere alla possibilità di votare sarebbe per me un grande deterrente al voto di scambio, sia politico che mafioso, e al cosiddetto “voto di pancia”. L’astensione per i referendum sarebbe un problema minore e la gente verrebbe responsabilizzata sull’importanza del proprio voto sia come diritto che come dovere.
Pensateci.









