In questi anni abbiamo lavorato per migliorare la qualità della vita di questo piccolo villaggio: istruzione, cibo, strutture indispensabili, comunicazioni... ora guardiamo avanti per dare a 3000 bambini la possibilità di vivere con dignità la propria vita e costruirsi il futuro con il proprio lavoro.
Vogliamo dare una "scossa" al percorso di sviluppo del villaggio introducendo una certa disponibilità di energia che dia una risposta ai bisogni di sviluppo nascenti (gli artigiani... individuammo lo scorso anno "dieci piccoli imprenditori"), la possibilità di utilizzare piccoli macchinari (pilatrice del riso, mulino, incubatrice per le uova, sega circolare, apparecchiature informatiche di base, ripetitore radio e telefonico....) e di illuminare le case e le strade del villaggio senza ricorrere ai combustibili fossili, sempre meno reperibili e costosi per i cittadini di Jangany.
Vogliamo evitare uno squilibrio e uno stravolgimento dei ritmi di vita dei giovani , ma vogliamo offrire loro la possibilità di una vita meno incerta e precaria con l'utilizzo di un quantitativo limitato ma sufficiente di energia elettrica, tale da garantire una "autosufficienza energetica" a un livello medio-basso, compatibile con l'ambiente e la cultura delle persone, senza sottrarre risorse all'ambiente e alle necessità primarie e, soprattutto, senza stravolgere l'economia e i ritmi di vita di quella sperduta savana.










