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Mostra Ex Umbris ad Lucem prorogata al 3 Luglio (al Museo Diocesano di Vicenza) !!
HUMANAE SALUTIS Bolla di Indizione del Concilio ecumenico Vaticano II Fascicolo pergamenaceo.
Questo affascinante e solenne documento, in splendida calligrafia e munito di sigillo papale in piombo, annunciò nel dicembre del 1961 un evento memorabile per la storia della Chiesa e per il mondo contemporaneo. Si tratta infatti della bolla Humanae salutis promulgata da papa Giovanni XXIII per l’apertura del Concilio ecumenico Vaticano II. Il documento, tecnicamente una Costituzione apostolica, ha la forma di un fascicolo pergamenaceo e reca in apertura una splendida miniatura a pagina intera raffigurante l’emblema di papa Giovanni XXIII su uno sfondo a motivi vegetali con foglie di vite e spighe di grano; agli angoli sono collocati i simboli dei quattro Evangelisti mentre sulla cornice sono elencati i concili che storicamente hanno preceduto il Vaticano II. In chiusura del testo della bolla è apposta la firma con rota di Giovanni XXIII a cui seguono le sottoscrizioni dei 61 padri conciliari, tra le quali quella di Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI successore di papa Giovanni XXIII e continuatore dei lavori del Concilio. Al documento è appeso il sigillo pontificio in piombo tramite filo serico giallo e rosso.
MESSALE DI NATALE DI ALESSANDRO VI
Per quanto riguarda l’aspetto formale dei suoi compiti nella Chiesa, Alessandro VI ricercò e pretese sempre una speciale grandiosità nelle celebrazioni liturgiche, preoccupandosi quasi ossessivamente che le prescrizioni del Cerimoniale fossero eseguite esattamente. Il suo Messale, rispecchiando in pieno questa particolare attenzione, contiene minuziose istruzioni per il papa sulla celebrazione della Messa, sui paramenti da indossare, sui passaggi da leggere, sui canti da intonare, con vere e proprie “note di regia” di un complesso e dettagliatissimo cerimoniale. Il codice riporta persino un prezioso esempio di notazione musicale e molte rubriche per il canto corale. La dispendiosa impostazione calligrafica e lo sfarzoso corredo pittorico del Messale rispecchia in modo vistoso l’esaltazione della maiestas papalis, fortemente ricercata da papa Borgia, e fa di questo manoscritto uno dei tesori assoluti della Biblioteca dei Papi. Il codice è da secoli al centro delle celebrazioni papali: il suo valore straordinario è testimoniato dal fatto che ancora oggi questo magnifico Messale viene usato dal Papa per la celebrazione della Vigilia di Natale nella Basilica di San Pietro.
NUOVO TESTAMENTO
Per la rilevante frequenza di miniature che ne illustrano il testo, il Vat. lat. 39 è un codice di grande importanza nel panorama dei fatti librari e figurativi dell'Italia duecentesca. Esso fu eseguito, con dispiego di costosi materiali - dall'oro in foglia alla pergamena di bella e costante qualità - in uno scriptorium di Verona o di area contigua nella seconda metà del secolo; fu commissionato o fu destinato all'acquisto da parte di un laico, di cospicue finanze. Il manoscritto presenta una ricchissima illustrazione e contiene il testo del Nuovo Testamento nella vulgata di San Gerolamo, ma potrebbe essere la parte restante o conosciuta di una intera Bibbia, oppure il secondo volume superstite di un’opera in due volumi. E’ stata avanzata l’ipotesi di una commissione da parte della famiglia Zorzi, nobile famiglia patrizia di Venezia distintasi nelle vicende politiche della Serenissima. Il Codice è scritto in una bella calligrafia di minuscole gotiche con lettere maiuscole rosse e blu che si alternano, abbellite da eleganti decorazioni geometriche e derivate dagli elementi del mondo vegetale. Questi sono alternativamente in rosso o in blu, in contrasto con il colore della lettera che decorano.
ROTOLO DELL’EXULTET (a sinistra)
Il Barberini latino 592 della Biblioteca Apostolica Vaticana appartiene ad una particolare categoria di manoscritti liturgici meridionali, vergati e miniati su pergamene tra loro cucite e arrotolate; il rotolo prende il nome dal canto liturgico Exultet (praechonium pascalis o laus cerei), proprio della Chiesa cattolica, che ancora oggi viene intonato da un diacono o da un cantore nella solenne Veglia Pasquale. Anticamente l'Exultet veniva scritto su un lungo rotolo di pergamena che il cantore faceva scorrere giù dal pulpito mentre ne narrava il contenuto. La caratteristica di questo strumento di divulgazione del culto religioso sta nel fatto che il testo è scritto nel senso di lettura del cantore, mentre le immagini miniate che precedono ciascuna "quartina" sono incise (e poi dipinte), in senso capovolto a quello della parte scritta. In tal modo, mentre la pergamena veniva fatta scorrere giù dal pulpito, anche i fedeli che non conoscevano il latino colto potevano seguire il contenuto del canto vedendo le illustrazioni, quasi l'Exultet fosse come un moderno fumetto. Altra caratteristica che si rileva in alcuni Exultet è quella di riportare, tra le righe del testo, annotazioni "a neumi", relative alla musica che il declamante deve eseguire nel corso della celebrazione, veri e propri precursori delle note musicali.
CODEX BENEDICTUS
(a destra)
Alla fine del X secolo, riconquistata la pace dopo la disastrosa incursione saracena, la vita monastica a Montecassino conobbe una progressiva ma vigorosa rinascita. Nei centocinquant’anni che seguirono, alcuni abati particolarmente capaci e intraprendenti si dedicarono all’acquisizione di nuove terre e al consolidamento della loro autorità spirituale. Questa autentica rinascita ebbe il suo culmine sotto la guida dell’abate Desiderio II (1058 – 1085) che ordinò la ricostruzione della Basilica sul punto più alto di Montecassino. Per l’occasione, egli dedicò a san Benedetto uno splendido lezionario per le Veglie notturne, ricchissimo di illustrazioni miniate, appositamente realizzato nello scriptorium dell’abbazia qualche tempo prima. Il manoscritto si apre con una illustrazione di Desiderio che offre il codice a san Benedetto, mentre sullo sfondo si vedono le due nuove abbazie e, ai piedi dei due abati, un paesaggio con i possedimenti di Montecassino.Il codice, oggi conservato in Biblioteca Apostolica Vaticana e qui fedelmente riprodotto, narra le vite di san Benedetto e san Mauro con episodi dedicati alla sorella santa Scolastica. Le incantevoli e ricchissime scene miniate raccontano l’intento di Desiderio di recuperare la purezza della vita monastica seguendo la Regola e l’esempio di san Benedetto.
LIBRO DEGLI ANIMALI DI PIER CANDIDO DECEMBRIO (a sinistra)
Un curioso trattato di zoologia con i primi incerti tentativi di sistematizzare la materia in chiave proto-scientifica. Il manoscritto venne realizzato da Pier Candido Decembrio nella prima metà del 1400 e porta una dedica a Ludovico Gonzaga, marchese di Mantova. Lo studioso pavese concentrò il suo interesse sugli animali e le creature mostruose e meravigliose - molte delle quali tratte da leggende e miti, altre da resoconti di viaggi - adottando categorie zoologiche e una terminologia descrittiva. Inoltre, più di un secolo dopo, il codice fu quindi arricchito di straordinarie illustrazioni a tempera alcune delle quali sicuramente ispirate ai disegni e alle stampe di Dürer.
TACCUINO DEGLI SCHIZZI DI FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI (al centro) Questo minuscolo e preziosissimo taccuino, di formato decisamente raro per un libro di disegni, contiene 1220 schizzi del senese Francesco di Giorgio Martini, uno dei maggiori artisti del Quattrocento, pittore, scultore, genio dell’architettura rinascimentale, trattatista di architettura civile e militare. Nel suo famoso codicetto, il Martini mette insieme, per uso proprio, una specie di prontuario o repertorio tascabile di idee, progetti, macchine di ingegneria civile e militare, opere marittime e fluviali, acquedotti, leve, ruote idrauliche e catapulte. L’evoluzione operata da Francesco di Giorgio Martini, che suscitò l’aperta ammirazione di Leonardo da Vinci, ebbe una carattere pressoché rivoluzionario per l’epoca, rappresentando la nascita dell’ingegneria in senso moderno, l’esordio del vero ingegnere che, distinto dall’inventore, usa il disegno come strumento per presentare in modo immediato ciò che è capace di fare e trasforma la sua idea in ingegno. LIBRO DEGLI SCACCHI DI JACOPO DA CESSOLE (a destra) Nonostante, per un certo periodo, gli scacchi fossero stati considerati dalla Chiesa Romana Cattolica come una “via alla perdizione”, lentamente tale visione andò cambiando e si comprese che il gioco poteva diventare un’autentica miniera d’oro per la propaganda della fede. In particolare fu Jacopo da Cessole, frate domenicano della fine del 1200, ad utilizzare gli scacchi come base per la propria predicazione e come allegoria della società dell’epoca. Indicando nella scacchiera il modello ideale di società, il predicatore impartiva la necessità di attenersi ad una piramide sociale precostituita con il re al vertice e il contadino al fondo. Il Liber del ludo scachorum, considerato uno dei classici della letteratura moralistica medievale, è un “sermone” infarcito di esempi e di sentenze in cui si prende a pretesto il gioco degli scacchi per fare della morale sulla società e un trattato morale di politica e di etica sociale che godette, in breve tempo, di una straordinaria diffusione.
PROFEZIE SUI PAPI
Il manoscritto vaticano è una delle versioni più complete dei vaticinia de summis pontificibus, serie di testi profetici e vaticini in latino mescolati a verosimili e simbolici ritratti di papi che, mescolano cronaca, fantasia ed occulto. Si tratta di una collezione di 30 testi profetici che, in un arco di tempo che va dal 1277 al 1503, pretendono di anticipare in poche righe i tratti principali di trenta futuri papi e di predire, attraverso una serie di affascinanti immagini miniate, ricche di simbolismo, alcuni eventi cruciali del loro pontificato. Per il loro fascino e la capacità di suscitare l’immaginario collettivo, questo genere di manoscritti fu a lungo molto popolare e conobbe una speciale diffusione e favore.
MODI ORANDI SANCTI DOMINICI
Il volume qui esposto è la fedele ricostruzione di un manuale devozionale degli inizi del XIV secolo e contiene le istruzioni per la preghiera ad uso del fedele. Le delicate miniature mostrano i santi dell’Ordine nei diversi e distintivi atteggiamenti di preghiera e penitenza, in piedi, in ginocchio, supini o proni sul terreno, secondo i precetti domenicani. La particolare rilegatura in pelle del codice ha la forma di un borsello che il devoto poteva appendere alla cintura per mezzo di un bottone posto sull’estremità.
MARTIROLOGIO DI WANDALBERT VON PRÜM
Il Codice Reginense Latino 438 fu con molta probabilità una commissione di Ludovico il Germanico, carolingio della Franconia orientale. Il monaco-poeta Wandalbert von Prüm ha composto un elenco di martiri in versi dedicando il suo poema all’imperatore Lotario I. L’accorata dedica all’imperatore è un prezioso frammento di storia tedesca. Il manoscritto originale è andato purtroppo perduto, ma questa unica versione superstite, il codice di Reichenau, è sotto molti punti di vista una notevole realizzazione artistica. Nel codice, appartenuto alla Regina Cristina di Svezia, si assapora una miscela di molte tendenze culturali dell’epoca che è difficile trovare in altre opere letterarie del primo medioevo. Tra gli argomenti trattati, le principali festività religiose, il culto dei Santi, l’Impero e gli alti dignitari, tracce di culti profani, scene allegoriche stagionali e persino segni zodiacali su meravigliosi sfondi in oro.
MUNIFICENTIA VENETIARUM Atto di donazione della Repubblica Serenissima di Venezia Questa sontuosa pergamena qui in esposizione è la riproduzione di un singolare e splendido documento, assai significativo dal punto di vista artistico e diplomatico. Si tratta dell’atto solenne con cui il doge di Venezia Pasquale Cicogna (in carica dal 1585 al 1595) donava al papa Sisto V (1585 – 1590) il palazzo Gritti a S. Francesco della Vigna a Venezia perché ne facesse la sede della nunziatura apostolica; palazzo che la Repubblica aveva acquistato dagli eredi del doge Andrea Gritti in quell’anno medesimo. Il documento è caratterizzato da una vistosa realizzazione artistica e dai positivi risvolti diplomatici che, sia pure indirettamente, manifesta.
SOLET ANNUERE Lettera di Onorio III di conferma della Regola dei frati minori.
E’ la lettera con la quale Onorio III, dopo l’approvazione solo verbale resa dal suo predecessore Innocenzo III, confermò nel 1223 la Regola elaborata dal Santo di Assisi e dai suoi confratelli. La Solet annuere, per semplificazione chiamata Regula bullata, nella forma è una pergamena in buono stato di conservazione e di formato assai vicino al quadrato. Il documento conserva la bolla, pendente dalla plica mediante fili di seta gialli e rossi intrecciati (cum serico). La Lettera contiene integralmente il testo della Regola suddiviso in 12 capitoli, con la quale Francesco intese dare alla comunità di frati che lo seguivano, sia l'indirizzo spirituale del nascente Ordine francescano, che una serie di norme pratiche destinate a regolare la loro vita quotidiana.
CHARTULA DI ASSISI
La Chartula di Assisi, usuratissima e mutila nel bordo inferiore, porta sulle due facce le Laudes Dei altissimi e la Benedizione a frate Leone; quest’ultimo è infatti il destinatario della letterina vergata su un solo lato del foglietto di Spoleto. Entrambi gli autografi furono dunque scritti per frate Leone, il quale – unico tra i destinatari dei molti biglietti di frate Francesco – li conservò, come reliquie del ‘suo’ santo. I due scritti della cartula di Assisi furono vergati da Francesco: prima, sul lato carne, le Laudes in ringraziamento al Signore; poi, sul lato pelo, la Benedictio a frate Leone. Sul verso della cartula è la Benedictio : nella metà superiore è la formula; nella metà inferiore un Tau, la ‘firma’ di Francesco. L’asta del Tau esce dalla bocca di quello che è stato interpretato come una sorta di autoritratto di Francesco. Nel riquadro destro del Tau è posta la formula di benedizione a quattro membri, leggibili in tutte le combinazioni: dominus-bene-te-dicat.
EPISTOLA AD FRATREM LEONEM (autografo di san Francesco) – 1223 ca.
Il secondo autografo, l’Epistola a frate Leone, non presenta alcun elemento utile alla datazione; dovrebbe risalire agli ultimi anni di Francesco forse, al 1223 o 1224, in uno dei rari momenti in cui Leone fu lontano da lui, dopo aver chiuso la lettera con la firma e il Tau, si pente di essere stato troppo brusco: rade la parte terminale dello scritto, e sopra riscrive, stentatamente, quattro righe per dire che, se vuole, Leone può tornare da lui in ogni momento. Alla mater subentra il frater. La letterina di Spoleto, nella sua densa semplicità, è un miracolo di prosa francescana.
PROCESSUS CONTRA TEMPLARIOS
I documenti esposti sono le prime esclusive riproduzioni degli atti originali dello storico processo ai Cavalieri Templari del 1308. Gli antichi documenti pergamenacei conservati in Archivio Segreto Vaticano, (segnatura archivistica ASV, A.A., Arm. D 208, 209, 210, 217) contengono le drammatiche deposizioni rese dai monaci durante gli interrogatori, spesso sotto tortura. I primi tre documenti (208, 209, 210) si riferiscono all’inchiesta pontificia sull’Ordine dei Templari tenutasi a Poitiers tra il 28 giugno e il 2 luglio 1308 e costituiscono gli esemplari superstiti di un corpus originario di 5 rotoli membranacei.La quarta pergamena (217), rinvenuta nel settembre del 2001, è l’atto originale dell’assoluzione concessa dai cardinali plenipotenziari di Clemente V al gran maestro del Tempio Jacques de Molay e agli alti dignitari templari nel castello di Chinon, dove Filippo IV il Bello li aveva illecitamente reclusi.
LA DIVINA COMMEDIA DI SANDRO BOTTICELLI.
L'opera dantesca di Botticelli, realizzata in un arco temporale che va dal 1480 al 1495, è da secoli smembrata in due gruppi. Il primo, con il maggior numero di pergamene (85) è conservato nel nuovo Kupferstichkabinett del Kulturforum di Berlino; il secondo con sette pergamene è racchiuso nella Biblioteca Apostolica Vaticana, proveniente dalla collezione della regina Cristina di Svezia. Mancano all'appello, per completare il corpus relativo alle 100 cantiche della Commedia, otto tavole dell'Inferno considerate disperse (II-VII, XI, XIV), mentre quelle relative ai due canti del Paradiso (XXXI e XXXIII) si ipotizza che non furono eseguite. Comprese nel corpus delle 92 tavole ci sono "La voragine infernale" e "Inferno I" disegnate rispettivamente sul recto e sul verso di uno stesso foglio, e "Il grande Satana" che occupa un foglio doppio. A queste si aggiunge la pergamena del canto XXXI del Paradiso, senza illustrazione. I fogli, di fine pergamena di pecora, misurano circa 325 mm di altezza per 475 mm di larghezza, e solo il "Grande Satana" è di 468x635 mm. Ad eccezione de "La voragine infernale", le illustrazioni si trovano sul lato interno liscio (quello della carne) mentre il testo è sul lato esterno poroso, detto il fiore. Per l'esecuzione dell'immensa opera, Botticelli utilizza diversi strumenti: per le linee fondamentali della composizione si aiuta con "stili metallici", anche d'argento, mentre per precisare i contorni usa la "penna" e inchiostri che danno quel colorito talvolta giallo chiaro, oppure oro o nero.
Il Libro D’Ore
Questi sono dei stupendi esemplari di piccoli libri di preghiera in uso nel 400′ e nel 500′ e sono utilizzati non per le funzioni religiose ma per la devozione privata.Questi rarissimi libri e non che curiosi per le loro dimensioni minuscole, costringevano i miniaturisti a lavorare con la lente e a compiere prodigi di abilità artistica.Si tratta di raccolte di preghiere destinate ai fedeli che, a differenza dei messali e degli antifonari, non furono mai compresi dalla Chiesa tra i libri della liturgia ufficiale, sebbene gran parte del loro contenuto derivasse dal breviario, ma rimasero sempre uno strumento per la devozione privata. Il loro contenuto, con importanti differenze che aiutano a identificarne la provenienza e la datazione, andò progressivamente standardizzandosi, includendo l’Ufficio della Vergine, i salmi penitenziali, le litanie e l'Ufficio dei morti. I Libri d’Ore, fin dal XIV secolo, godettero di un’enorme popolarità per la ricchezza delle legature e la stupefacente qualità delle miniature che li ornavano, spesso opere di famosi artisti. Molti furono realizzati per principi, regine, grandi personaggi e sono dei veri e propri capolavori.
Cosmografia di Claudio Tolomeo
Tolomeo tratta, in 8 libri, i principi della geografia, intesa come conoscenza scientifica del mondo abitato (ecumene), le costruzioni - in modo moderno - delle carte, riportando in minuziosi elenchi oltre ottomila luoghi conosciuti con le coordinate geografiche, da cui i buoni cartografi potevano dedurre le originali ventisette carte corografiche, da lui stesso volute, tra cui il planisfero. Pur affinando le conoscenze raggiunte dal suo maestro Marino di Tiro e ancor prima da Ipparco, Tolomeo preferì correggere la misura della circonferenza massima terrestre in 180.000 stadi, come determinato da Posidonio, allontanandosi dalla valutazione più esatta di essa di 250.000 stadi, calcolata da Eratostene. Ridefinì inoltre la localizzazione dei punti massimi dell'ecumene, che egli proponeva tra Thule a nord, Agisymba a sud, le Isole Fortunate ad ovest e Sera Metropolis ad est. Posizionò quindi l'ecumene in modo più veritiero, ma inesorabilmente rimpicciolì la sfera terrestre.
La Bibbia D’Oro del Secolo
La Bibbia d’Oro è un volume di 967 pagine stampata su carta patinata opaca di colore avorio resistente all’usura del tempo, comprende: 280 splendide riproduzioni a colori di miniature provenienti da oltre 70 Biblioteche e collezioni europee di cui 220 decorate con applicazione in foglia d’oro ed eseguita con criteri degli stessi originali. Dopo di che ci sono 1400 capilettera miniati a colori e tutti decorati in foglia d’oro, discalie e indici esaurienti, la copertina in pelle marrone antico lavorata a mano con incisioni in oro zecchino e decorata con borchie in ottone placcato oro 23 carati e sono ispirate ai modelli dell’epoca, due chiusure in ottone placcato oro 23 carati e pelle disegnata secondo i dettami storici. Il segnalibro in tessuto con terminale in pelle con stampa a rilievo, sui tre lati tagliati dorati. Questa edizione a tiratura rigorosamente limitata e numerata a 2000 esemplari con la numerazione araba e XXV in numeri romani.
comunicato stampa
EX UMBRIS AD LUCEM - Verítà e Bellezza dì antiche scritture
Venezia, 17 maggio 2016. Il prossimo 21 Maggio, presso il Museo Diocesano di Vicenza, Scrinium presenta una selezione di straordinari documenti e manoscritti conservati e custoditi nei secoli dall’Archivio Segreto, la Biblioteca Apostolica, il Sacro Convento di Assisi e l’Arcidiocesi di Spoleto Norcia. Gli exhibits, che rappresentano magnificamente un patrimonio inestimabile diversamente inaccessibile ai più, in forma di veri e propri gioielli dell’arte, sono stati realizzati in oltre un ventennio di attività in collaborazione con le Istituzioni conservatrici per essere annoverati fra le pubblicazioni di maggior pregio nelle più importanti collezioni e biblioteche pubbliche e private di tutto il mondo. Tra questi, l’imponente Petizione dei Lord inglesi a papa Clemente VII per richiedere l’annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona, la Regola Bollata e gli unici autografi superstiti di san Francesco, gli atti integrali del processo ai Cavalieri Templari, la bellissima Bolla di Indizione del Concilio Vaticano II, con la firma di papa Giovanni XXIII. Fonti preziose del patrimonio storico universale e caratterizzate da incomparabile bellezza e preziosità, saranno protagoniste di un evento espositivo che occuperà la sala Roi del Museo Diocesano, nell’ambito del programma del Festival Biblico 2016. L’evento dal titolo Ex Umbris ad Lucem - Verítà e Bellezza dì antiche scritture è promosso dal Museo Diocesano e da Scrinium e patrocinato dal Comune di Vicenza e dal Festival Biblico. La rassegna, organizzata nell’ambito del Progetto culturale Scrinium Exhibition - consentirà ai visitatori di ammirare da vicino accuratissime ricostruzioni di alcuni documenti e manoscritti straordinari, raramente accessibili al pubblico. Scrinium, nell'ambito del proprio mandato fiduciario per la realizzazione e divulgazione di progetti esclusivi promossi da Istituzioni culturali di rilevanza internazionale, tra le quali l’Archivio Segreto vaticano e la Biblioteca Apostolica Vaticana, ha costruito nel tempo un percorso espositivo delle sue creazioni più significative, includendo ricostruzioni di elevata fedeltà e massima attendibilità scientifica di splendidi e fragilissimi capolavori della scrittura, manoscritti di straordinario fascino e rilevanza artistica e culturale, oggi sottratti alla consultazione pubblica per esigenze di tutela e conservazione. Tale percorso, per la quantità e qualità delle opere nel tempo realizzate, ha oggi assunto le dimensioni di una Mostra itinerante che Scrinium ha scelto di proporre in ambiti attentamente selezionati ma con finalità di massima divulgazione presso un pubblico eterogeneo. Nella scelta degli exhibit e nell'elaborazione del format espositivo, si è mirato ad abbinare al rigore storico-scientifico un'esperienza ampiamente godibile anche da parte di un pubblico di non specialisti, traducendo i vari temi in un linguaggio adeguatamente accessibile e opportunamente attualizzato. Una raccolta che è un affascinante viaggio nella storia, un’opportunità di accedere a testimonianze rarissime ed eloquenti che continuano a parlare a tutti, nel loro vocabolario universale di bellezza e verità, facendoci cogliere ciò che di bello, buono e vero l'uomo ha saputo e sa creare e trasmettere. Un patrimonio che Scrinium vuole invitare a scoprire, conoscere e salvare. Fra gli Exemplaria che saranno esposti spiccano gli atti integrali dell’antico processo ai Cavalieri Templari, pergamene conservate da secoli nell’Archivio Segreto Vaticano; la Bibbia d’Oro del Secolo, sublime congiunzione d’arte con il testo sacro per eccellenza: un crescendo di rara ed incomparabile bellezza dove confluiscono le più preziose e mistiche testimonianze dell’arte cristiana medievale attraverso raffinate miniature in foglia d’oro che rievocano i manoscritti d’epoca romanica, gotica e rinascimentale, definita l’avvenimento editoriale del III millennio. Tra i pezzi esposti il monumentale manoscritto vaticano della Cosmografia di Claudio Tolomeo, lo scienziato alessandrino la cui opera influenzò per secoli, e almeno fino al 1600, la scienza in Europa, il Messale di Natale di Alessandro VI, realizzato nel secolo XV, uno dei manoscritti liturgici più preziosi dalla dispendiosa impostazione calligrafica e sfarzoso corredo pittorico, la Divina Commedia Illustrata dal Botticelli, collezione dei 100 disegni realizzati nel ‘400 dal Botticelli per illustrare la Divina Commedia. Di sicuro interesse l’imponente Petizione dei Lord inglesi a papa Clemente VII per richiedere l’annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona, la Regola Bollata e gli unici autografi superstiti di san Francesco, la bellissima Bolla di Indizione del Concilio Vaticano II, con la firma di papa Giovanni XIII. Portare alla luce fondamentali frammenti della cultura e storia dell’uomo è la mission di Scrinium, che intende, attraverso gli importanti progetti curati, divulgare quelle pagine e quei documenti, accuratamente e rigorosamente conservati negli archivi e nelle sale ad accesso limitato delle istituzioni conservatrici, di fondamentale importanza per la comprensione e la lettura della storia.
EX UMBRIS AD LUCEM
La mostra EX UMBRIS AD LUCEM è un evento a livello internazionale
EX UMBRIS AD LUCEM
La mostra EX UMBRIS AD LUCEM è un evento a livello internazionale in cui vengo divulgate l’immenso patrimonio storico, culturale ed artistico di immensa bellezza e rarità di opere e documenti che sono custoditi nei circa 85 chilometri di scaffalature all’interno delle tre massime istituzioni culturali dello Stato Vaticano: la Biblioteca Apostolica Vaticana, l'Archivio Segreto Vaticano e i Musei Vaticani .Questa mostra è stata coordinata da Scrinium una realtà culturale impegnata al servizio di prestigiose Istituzioni nazionali ed internazionali e dei più esigenti collezionisti mondiali.
In questa foto viene mostrata uno dei complessi in facsimile della “Petizione dei Lord inglesi a Clemente VII con richiesta di annulamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona datata 1530.”