“If you cannot do great things, do small things in a great way.”
— Napoleon Hill (via amargedom)
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@sei-ilmiorespiro
“If you cannot do great things, do small things in a great way.”
— Napoleon Hill (via amargedom)
dura la vita di noi persone paranoiche che ci facciamo tremila film su cose assurde e che ci complichiamo la vita da soli.
mood
Ho una voglia matta
di ritornare da te,
di stare con te,
di rivederti anche per
un secondo,
un tempo minimo
e limitato.
Di guardarti negli occhi
e saperti vicino.
Ho il desiderio
di abbracciarti ancora una volta,
in un abbraccio che mi perfori
la pelle e si “incolli” su di me.
Ho voglia di parlarti di nulla
o forse di tutto
e sentirti parlare,
sentirti interessato
per un solo istante alla mia persona,
alla mia vita.
Ti rivoglio nella mia vita,
ti rivoglio in ogni giorno
e in ogni ora che passa.
Rivoglio il tuo sorriso
che sconvolge le mie giornate
e voglio essere importante
per te,
anche se per poco.
Ho voglia di piangere,
di sfogarmi,
di liberarmi di tutte le emozioni che vivono dentro di me,
di tutta la malinconica che mi porto dietro
da quando non ci sentiamo,
da quando non fai parte della mia vita.
È stata colpa mia,
forse la mia troppa gelosia
o forse la tua continua assenza.
La tua assenza che sentivo fin dentro le ossa,
la tua assenza,
che tuttora,
mi nega di aprire il mio volto in dei sorrisi sinceri.
Invece sorrido appena,
distrattamente,
come se non fosse essenziale.
Dove sei?
Ho voglia di vederti,
di piangere sulla tua spalla,
di sentirmi completata per un solo istante
e poi,
di sparire dalla tua vita
come tu hai fatto con la mia.
la cosa peggiore dello stare così male è diventare incredibilmente fragili o estremamente feroci
- @ilmiopezzomancante & @ilragazzoluna
Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.
"Ed io ti penso ma non ti cerco"
• Mostro - Amore Sporco
Perfetti sconosciuti dir. Paolo Genovese, 2016
Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate, la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi.
Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora!
solo io voglio sapere come è andata a finire?
no, anche io sono curiosa…