Alisa U Zemlji Chuda

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祝日 / Permanent Vacation

Andulka
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
we're not kids anymore.
Sweet Seals For You, Always

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trying on a metaphor
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@settepezzidipuzzle
WHITE / BRIGHT / MINIMALIST BLOG
One of 7 billion.
Solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi in cui regna un silenzio assordante.
Milan Kundera, La vita è altrove
(via doppisensi)
Si resta schiavi finché non si è guariti dalla mania di sperare.
Emil Cioran (via perpassareiltempo)
Non sia mai ch'io metta impedimenti al matrimonio di due anime fedeli; amore non è amore se muta quando nell'altro scorge mutamenti, o se tende a recedere quando l'altro si allontana. Oh, no! Esso è termine fisso che domina le tempeste e non vacilla mai; esso è la stella di ogni sperduta barca, il cui potere è ignoto, pur se ne misuriamo l'elevatezza. Amore non soggiace al Tempo, anche se labbra e rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce. Amore non muta in brevi ore e settimane, ma impavido resiste sino al giorno del Giudizio. Se questo è errore, e sarà contro me provato, allora io non ho mai scritto, e mai nessuno amato.
William Shakespeare (via i-am-almosting)
Home girl - Harper’s Bazaar US (1999) Christy Turlington by Nathanel Goldberg
a moment, A dream aloud
Mt Rainier National Park, WA
acrobata (s. m.) è chi cammina tutto in punta (di piedi): (tale, almeno, è per l’etimo): poi procede, però, naturalmente, tutto in punta di dita, anche, di mani (e in punta di forchetta): e sopra la sua testa: (e sopra i chiodi, fachireggiando e funamboleggiando): (e sopra i fili tesi tra due case, per le strade e le piazze: dentro un trapezio, in un circo, in un cerchio, sopra un cielo): volteggia su due canne, flessibilmente, infilzate in due bicchieri, in due scarpe, in due guanti: (dentro il fumo, nell’aria): pneumatico e somatico, dentro il vuoto pneumatico: (dentro pneumatici plastici, dentro botti e bottiglie): e salta mortalmente: e mortalmente (e moralmente) ruota:
(così mi ruoto e salto, io nel tuo cuore):
Edoardo Sanguineti
Sii come il cedro, che profuma anche l'ascia che lo abbatte
Proverbio indiano (via ali3natamente)
Ed è un assalto che una volta subito non si sa più come rientrarci in casa, come spiegarsi, come raccapezzarsi, e quando si prende quella brezza è pericoloso allora tornare. Si è presa quell'aria addosso, già incolmabile, quell'inquietudine che fa mollare la presa, quel desiderare a vanvera… quattro passi, quattro passi nella sera, e già uno non sa più come ritornare, come tornare indietro. Un poco d'aria ed ecco la notte ci ha belli e presi. Notte di fortuna. Succede. Ai solitari per lo più. Quelli che non stanno affatto zitti, che anzi la aprono la bocca, e ogni volta è un disastro, tutta la serietà, tutto quello che sembrano tenersi per sé, nell'interiore lo riversano a carrettate. Quelli sono prede facili della notte stellata, già che vivono come sul ciglio dell'espressione. Hanno visioni lontane, anzi, intravisioni. Ascoltano cose, parlano da soli per la maggior parte del tempo, ma per il resto sono sempre socievoli, straparlano, o infine tacciono a sproposito.
Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine (via doppisensi)
Gli uomini vanno e vengono per le strade della città. Comprano libri e giornali, muovono a imprese diverse. Hanno roseo il viso, le labbra vivide e piene. Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso, ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto. Ma era l'ultima volta. Era il viso consueto, solo un poco più stanco. E il vestito era quello di sempre. E le scarpe erano quelle di sempre. E le mani erano quelle che spezzavano il pane e versavano il vino. Oggi ancora, nel tempo che passa sollevi il lenzuolo a guardare il suo viso per l'ultima volta. Se cammini per strada, nessuno ti è accanto, se hai paura, nessuno ti prende la mano. E non è tua la strada, non è tua la città. Non è tua la città illuminata: la città illuminata è degli altri, degli uomini che vanno e vengono comprando cibi e giornali. Puoi affacciarti un poco alla quieta finestra, a guardare in silenzio il giardino nel buio. Allora quando piangevi c'era la sua voce serena; e allora quando ridevi c'era il suo riso sommesso. Ma il cancello che a sera s'apriva resterà chiuso per sempre; e deserta è la tua giovinezza, spento il fuoco, vuota la casa. (in memoria del marito Leone Ginzburg, letterato, morto per le torture in un carcere fascista)
Natalia Ginzburg, Memoria (via data-poetry)
Aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.
Oceano mare, A. Baricco
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